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Social media per i professionisti

I social media oramai sono uno strumento indispensabile anche per i professionisti.

Un uso corretto e costante consente, infatti, di avere visibilità e di consolidare la propria reputazione (cd. Reputation) oltre che di espandere la propria rete di contatti.

A differenza dei media tradizionali che hanno costi elevati e offrono una comunicazione unilaterale, i social media sono accessibili a chiunque e consentono di interagire in tempo reale con i clienti e viceversa.

I social media, invece, sono più penetranti e consentono anche di raggiungere un pubblico in target.

La cosa più importante da tener presenti è che i social media per i professionisti rappresentano il marketing di se stessi. In parole povere, ci state mettendo la faccia.

Social media per i professionisti mal gestiti o gestiti con discontinuità o con contenuti di poco valore o, peggio ancora, eccessivamente autoreferenziali sono deleteri. A questo punto, se non volete affidarvi a dei professionisti, evitate accuratamente di aprire un account.

Ecco 7 consigli che vi saranno utili per la vostra strategia.

  1. A meno che non scriviate su un gruppo riservato a professionisti del vostro stesso settore, evitate frasi auliche e linguaggio tecnico: ricordate che i contenuti devono sempre essere fruibili da chiunque.
  2. Attenzione alla grammatica e agli errori di digitazione: sono imperdonabili perciò leggete bene prima di pubblicare.
  3. Scegliete sempre un’immagine attinente (sinceratevi però che non sia protetta da copyright). Un post con solo testo difficilmente verrà letto.
  4. Evitate di allegare documenti e basta: spiegate sempre cosa state pubblicando.
  5. Le interazioni sono fondamentali, perciò dedicate del tempo anche a leggere e commentare anche quello che pubblicano gli altri
  6. Fornite sempre contenuti di valore: informazioni utili, novità del vostro settore, consigli etc..
  7. Rispettate la regola 80/20: su 100 post 80 devono dare valore e solo 20 devono parlare di voi o dei vostri servizi.

Se vuoi approfondire leggi anche https://www.emeracomunicazione.it/2020/02/23/come-curare-la-reputazione/

Laura Caracciolo, Social Media Manager

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Come gestire i social media in tempo di coronavirus

Come gestire i social media in tempo di coronavirus? Questa è sicuramente una domanda che chi si occupa di comunicazione si sarà posto.

In effetti, che ci piaccia o no, siamo in piena emergenza sanitaria. Le ultime disposizioni hanno addirittura qualificato l’intera penisola come “zona protetta”.

Molti settori sono in profonda crisi, tante persone sono decedute: insomma, lo scenario non è certo rassicurante.

Alla luce di questa situazione, sorge spontanea una domanda: come gestire i social media in tempo di coronavirus? Come evitare di scadere nel ridicolo, nel banale o come evitare di apparire freddi e distaccati?

Ecco 6 utili consigli

  • Come spesso accade durante le tragedie, anche in questo caso non mancano gli “sciacalli”: coloro, cioè, che speculano e ne approfittano. Siate molto cauti quando sotto un post o un messaggio leggete, magari anche a caratteri cubitali, CONDIVIDETE IL PIU’ POSSIBILE. È probabile che si voglia approfittare del momento per beneficiare dei favori della dea della viralità.
  • Evitate di proporre solo promozioni e/o offerte, rischiereste di essere percepiti come quelli che al business non rinunciano per nulla al mondo. Perciò, laddove possibile, mettete in pausa ogni campagna.
  • La situazione obiettivamente è molto delicata e come tale deve essere trattata: evitate la facile ironia, il sarcasmo, le battute che potrebbero facilmente urtare la suscettibilità di chi, per vari motivi e a vario titolo, è particolarmente sensibile o direttamente e indirettamente coinvolto.
  • In tema di coronavirus condividete le informazioni che ritenete utili e di interesse generale ma solo dopo averle opportunamente verificate. Il sito https://www.bufale.net/ può essere utile per identificare per tempo le fake news ed evitare che vadano subito in giro.
  • Come sempre, continuate ad offrire contenuti di valore.
  • Ricordate che dietro ogni crisi si nasconde un’opportunità. Forse è giunto il momento di dare una svolta al vostro business e proporre anche contenuti on line quali ad esempio tutorial, video informativi. Lo scopo è sempre quello di tenere ben caldi i vostri fan e magari, chissà, anche quello di ampliare o modificare il vostro modello di business!

Laura Caracciolo, Social Media Manager

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Gli italiani sono diffidenti? Ecco come comportarsi

Gli italiani sono diffidenti. In linea di massima su questa affermazione, benché molto generica, siamo quasi tutti concordi.

Sapete perchè gli italiani sono difidenti? Perchè l’attenzione al cliente, la customer care, solo da poco si sono affacciate nello Stivale. Fino ad oggi il cliente andava bene solo nel momento in cui acquistava. Terminata la fase di acquisto diventava quasi un peso di cui bisognava sbarazzarsi fino a quando non si ripresentava il momento in cui doveva nuovamente acquistare da noi.

Il cliente ha bisogno di una sostituzione? Impossibile! Chiede assistenza? Per questo problema non possiamo aiutarla, spiacenti! Non ha lo scontrino? Allora non se ne fa nulla.

Così negli anni ci siamo creati una corazza per non prendere più fregature.

Tradotto: con persone così è davvero molto difficile vendere i nostri prodotti o servizi. In Italia la fiducia del cliente va conquistata e ci vuole molto tempo. La fiducia, quindi, da noi è un punto di arrivo e non un punto di partenza cosa che, invece, avviene nel mondo anglosassone.

Gli italiani sono diffidenti. Come si può allora vendere prodotti o servizi in un contesto del genere?

Uno dei sistemi che ci consente di abbassare il livello di guardia dell’interlocutore è proprio quello di essere costantemente presenti sui social media con contenuti di valore.

La nostra presenza quotidiana, attraverso post, commenti e condivisioni, genera nell’utente un senso di fiducia verso di noi.

In un certo senso è come se gli dicessimo “guarda che io ci sono, sono qui, mi puoi leggere, puoi leggere quello che le persone pensano di me, dei miei prodotti o servizi. Non sono un improvvisato che domani chiude baracca e burattini per andare chissà dove”.

Se è vero che il consiglio dell’amico fidato (il cosiddetto passaparola) è importante, altrettanto importante è anche farsi trovare su internet e sui social a patto, però, che siano ben gestiti!

Laura Caracciolo, Social Media Manager

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Curare la propria reputazione

Curare la propria reputazione è davvero fondamentale perchè viviamo in un contesto dove tutti vogliono sapere e conoscere ogni particolare di ogni cosa e di ogni persona, noi inclusi!

Certo, si tratta di un processo molto lungo, ci vuole tanto tempo ma se non si presta la dovuta attenzione il castello che stiamo costruendo rischia di cadere da un momento all’altro.

Ricordiamoci che le persone ci seguono per quello che pensiamo, per le nostre opinioni, per il nostro modo di lavorare. Tutto questo genera fiducia in chi ci legge e contribuisce a creare la nostra autorevolezza e, quindi, la nostra reputazione.

Per questo è molto importante evitare di “condividere” un post sic et simpliciter ovvero senza esprimere una nostra opinione in merito.

I nostri post, i nostri articoli, pubblicati con regolare periodicità, sono espressione diretta della nostra personalità e del nostro modo di lavorare.

Sulla base di quanto noi esterniamo le persone costruiscono il loro giudizio su di noi. Dobbiamo perciò manifestare i nostri punti di forza, il nostro posizionamento, ciò che ci rende diversi dalla concorrenza indifferenziata che popola un mercato decisamente sovraffollato.

Secondo l’Harvard Business Review il 68% delle decisioni dei clienti sono prese ancor prima di incontrare il professionista o l’azienda.

Oggi non c’è bisogno delle brochure cartacee o del volantinaggio per farci conoscere. Le persone prendono direttamente da internet e dai social media tutte le informazioni di cui hanno bisogno e spesso, quando le incontriamo, sanno già tutto di noi, del settore in cui operiamo e della nostra concorrenza.

Anche per essere vincenti da un punto di vista professionale, è molto importante avere pagine e profili ben curati e costantemente aggiornati con contenuti di valore.

Evitate di presidiare più piattaforme se non avete il tempo o le persone in grado di seguirle come dovreste.

Meglio un solo social ma ben strutturato. Ancor meglio affidarsi a professionisti del settore esperti in content marketing che siano in grado di creare contenuti di valore.

Laura Caracciolo, Social Media Manager

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Lo storytelling: l’arte di narrare

C’era una volta, tanti tanti anni fa…

Proprio così avevano inizio le favole che tanto hanno allietato la nostra infanzia.

Favole che ricordiamo ancora oggi, in età adulta, in ogni loro particolare. Ci siamo mai chiesti perché?

Perché la narrazione emoziona, coinvolge, appassiona. Proprio come deve essere il marketing oggi. Le persone comprano sensazioni non oggetti, le persone acquistano esperienze non servizi.

Saper raccontare in maniera efficace significa incidere un segno indelebile nella mente di chi ci ascolta o di chi ci legge.

Per questo è importante la narrazione soprattutto quando ci si occupa di comunicazione sia on line che off line.

Molte persone tendono a confondere il content marketing con lo storytelling: in realtà sono due concetti diversi.

Nel content marketing il prodotto o il brand hanno un ruolo centrale e vengono raccontati in mille sfaccettature. Con lo storytelling, invece, si raccontano storie coinvolgenti, emozionanti in cui il brand o il prodotto hanno un ruolo estremamente marginale se non addirittura assente. La storia è talmente avvincente da creare una relazione con il pubblico e indurlo ad effettuare un acquisto.

Nello storytelling il contenuto è fondamentale: è il vero protagonista e va raccontato in maniera diversa da tutti gli altri.

In una strategia di storytelling che si rispetti non possono mancare le figure chiave, gli archetipi quali l’eroe nel quale il lettore si va ad identificare, l’ostacolo che comporta la rottura dell’equilibrio, le sfide e infine la ricerca del nuovo equilibrio.

In questo schema, notevolmente semplificato, entrano in gioco una serie di personaggi: il mentore, il guardiano della soglia, il messaggero, l’ombra.

Una serie di persone e circostanze che rendono molto difficile il viaggio dell’eroe.

Lo storytelling oggi è sempre più visual: questo spiega il grande successo di piattaforme come Instagram, Pinterest dove video, foto e immagini hanno un ruolo fondamentale.

Lo scopo della narrazione, sia testuale che visiva, non deve essere quello di convincere l’utente a comprare il prodotto, bensì quello di catturare il lettore e immergerlo in un racconto emozionante, avvincente, entusiasmante e coinvolgente al punto da renderlo protagonista. Meglio ancora se il lettore può decidere in quale direzione può andare la narrazione!

Insomma, se volete vendere, lo storytelling vi consente di farlo ma con grande classe.

Laura Caracciolo, Social Media Manager

italiani e social media: la ricerca digital 2020

Italiani e social media: la ricerca Digital 2020

È stata pubblicata la nona edizione del rapporto italiani e social media : la ricerca Digital 2020 presentata da We Are Social e realizzata in collaborazione con Hootsuite.

La ricerca analizza ogni anno lo scenario digital in generale e, ovviamente, anche quello social.

Ecco di seguito alcuni dati molto eloquenti.

Ogni giorno ben 45 milioni di persone che accedono a Internet lo fanno da mobile. Gli utenti trascorrono on line circa 6 ore al giorno.

Ben il 35% degli internauti utilizza almeno uno strumento controllato tramite la voce.

Cosa cercano su internet e sui social gli italiani? Intrattenimento, crescita personale, informazione e conversazione!

Il 92% della popolazione guarda video e il 34% vlog, il 57% ascolta musica in streaming, il 39% web radio e il 23% podcast;

Sui social media le persone attive sono ben 35 milioni e vi trascorrono in media 1 ora e 57 minuti al giorno (trend in aumento rispetto al 2019).

Il 98% di loro accede ai social da mobile.

Il 94% degli italiani possiede uno smartphone (94%) che viene utilizzato per lo più per app di messaggistica (92%), per intrattenimento e fruizione di contenuti video (73%), ascolto di musica (52%), shopping (68%) e gaming (43%).

Vola anche l’e-commerce: l’87% degli utenti attivi ha dichiarato di aver cercato online prodotti e servizi da comprare, mentre il 77% ha acquistato online un prodotto nell’ultimo mese.

Insomma, morale della favola: se non ci siete voi on line, ci sono i vostri competitor!

Non vorrete mica lasciare spazio alla concorrenza, vero?

Laura Caracciolo, Social Media Manager

Fonte https://www.primaonline.it/2020/02/13/301474/gli-italiani-trascorrono-un-quarto-della-giornata-online-e-hanno-in-media-8-account-social-youtube-la-piattaforma-piu-attiva-poi-le-app-di-facebook/?fbclid=IwAR3RYOrvsCbRrfjqRdI8YjclyazP-PLCQhSjAAvH14ZdasVsru-MvPJ3D30

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La testimonianza o recensione

La testimonianza, o recensione, è fondamentale per tutti, nessuno escluso!

Da recenti interviste è emerso che ben il 71% dei consumatori acquista solo dopo aver controllato le recensioni presenti sui social media o sui siti internet.

Un numero sempre maggiore di utenti, infatti, diffida sempre di più delle big celebrities o degli influencer con milioni di follower.

Invece, ben il 90% dei consumatori dichiara che l’autenticità è il fattore più importante sul quale basare le proprie scelte di consumo. Per questo stanno prendendo sempre più piede gli Organic Influencer, ovvero  influencer che interagirscono sinceramente con il brand, senza ricevere un compenso. (fonte: https://insta-go.it/organic-influencer-levoluzione-dellinfluencer-marketing/)

Le recensioni quindi rappresentano un’ottima referenza: a condizione, però, che siano scritte in modo efficace e da profili veri!

Già, ma quando una recensione può dirsi “efficace”?

Quando il cliente parla di sé, non di voi!

Parlare di voi come un professionista “serio e competente” certo è gratificante ma non aggiunge nulla di valore.

Oramai, essere preparati e professionali è un pre-requisito. Viene dato per scontato! A nessuno verrebbe mai il dubbio di rivolgersi ad un professionista “abbastanza” preparato…

Piuttosto, per essere efficace nella testimonianza o recensione il cliente deve parlare di sé, dei suoi problemi e di come li ha risolti grazie al vostro intervento.

Questa testimonianza o recensione, sì che fa presa ed è determinante ai fini di una decisione. Dà valore aggiunto ai vostri prodotti e/o servizi e fa sì che siate i prescelti di fronte ad una vasta e variegata platea di competitor.

Superfluo soffermarsi sul secondo aspetto: la recensione deve essere scritta da persone vere. I profili devono essere verificabili, le società realmente esistenti.

Evitate i penosi “Mario Rossi” o “Roberta F.” con avatar anonimi. Piuttosto, meglio nulla.!!!

Laura Caracciolo, Social Media Manager

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Come cercare lavoro su LinkedIn

Cercare lavoro su LinkedIn? Certo, stiamo parlando proprio di quello che è lo strumento di eccellenza per la ricerca di un lavoro. È un social network molto diffuso e molto utilizzato. Inizialmente nato proprio per la ricerca del personale, nel corso degli anni LinkedIn è diventato il social dei professionisti, un luogo virtuale dove commentare, condividere ed interagire su temi legati al lavoro e al business.

Già, ma come si fa a cercare lavoro su LinkedIn?

Innanzitutto abbiate cura del vostro profilo: scegliete una foto professionale ma non troppo seriosa, impostate una immagine di sfondo che sia coerente con la vostra professionalità e abbiate cura di compilare ogni campo relativo alle vostre esperienze lavorative sia pregresse che attuali.

Inserite tutte le informazioni in vostro possesso: le capacità, le esperienze, le lingue conosciute e anche aspetti della vostra personalità. Insomma, tutto ciò che può essere utile per rappresentarvi al meglio.

È molto importante che il vostro profilo sia attivo e puntualmente aggiornato. Pubblicate con regolarità post scritti da voi e debitamente corredati da immagini in perfetta coerenza con il testo. I post hanno però un contenuto limitato: ogni tanto dilungatevi un po’ di più e cimentatevi nella stesura di veri e propri articoli che, a differenza dei post, vi consentiranno di esporre in maniera più ampia il vostro pensiero.

Se leggendo i quotidiani on line trovate un articolo interessante condividetelo pure esponendo però anche le vostre personali considerazioni in merito.

Ampliate la rete dei contatti e fate network: interagite con le nuove conoscenze commentando i loro post, segnalandoli con un “mi piace” o altro (anche LinkedIn ha ampliato la possibilità di scelta delle emozioni). Se qualcuno commenta un vostro post, mettere pure un like al suo commento e non dimenticate di condividere i post altrui!

In questo modo state costruendo la vostra visibilità e la vostra reputazione.

Per la vera e propria ricerca del lavoro, cliccando sulla voce “lavoro” iniziate a fare la ricerca del lavoro inserendo la parola chiave di vostro interesse. Utilizzate i filtri per una ricerca avanzata e quando trovate l’offerta che vi interessa candidatevi subito seguendo le indicazioni dell’azienda.

Infine, non dimenticate di attivare gli alert, gli avvisi di ricerca: in questo modo sarete ben certi di non perdere nessun annuncio!

Laura Caracciolo, Social Media Manager

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Quanti fan deve avere una pagina Facebook?

Molti se lo domandano: quanti fan deve avere una pagina Facebook per essere considerata “importante” o per essere notata da eventuali sponsor o da possibili influencer?

In realtà il numero dei fan è solo un miraggio, una illusione. Spinti dall’apparire piuttosto che dall’essere molti si pavoneggiano e sbandierano qua e là numeri strabilianti di fan e follower e con ciò si sentono davvero appagati. Eppure non è così. Sono tante le pagine che hanno migliaia e migliaia di fan ma, purtroppo, pochissime interazioni.

Non c’è nulla di più triste che vedere una pagina in teoria molto apprezzata e seguita con scarso engagement sotto ogni post.

Nessun commento, pochissime condivisioni, poche reazioni…

Questo accade quando si comprano fan oppure quando vengono inviate persone che non hanno alcun interesse ad interagire con la pagina: magari non ne condividono l’obiettivo o parlano un’altra lingua quindi i contenuti per loro sono del tutto incomprensibili.

Però, se i fan della pagina sono persone “in target” e i post non ricevono l’attenzione che vorremmo, forse vale la pena fermarsi e riflettere un attimo.

In un mondo come quello digitale, in continua evoluzione, esistono comunque dei punti fermi, dei capisaldi che ogni social media manager o chi si occupa della comunicazione dovrebbe sempre tener a mente.

Coinvolgere, dialogare, attivare le conversazioni, emozionare, informare sono gli unici imperativi su cui si dovrebbe basare una strategia di social media marketing che si rispetti.

In conclusione, quando mi chiedono quanti fan deve avere una pagina Facebook io rispondo sempre che è preferibile avere pochi seguaci ma attivi piuttosto che vantare un esercito numeroso ma immobile.

Laura Caracciolo, Social Media Manager

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Come gestire al meglio i social media

Cosa si può fare per gestire al meglio i social media? Cosa bisogna pubblicare? E’ giusto condividere gli articoli? Conviene intervenire per commentare? Se anche voi avete queste perplessità, ecco 7 consigli che vi saranno utili.

1- Regola n. 1: content is king. Create contenuti originali, contenuti che danno valore. Già, ma quali sono i “contenuti di valore”? sono quelli che

  • creano emozioni
  • risolvono dubbi
  • danno informazioni

Partite dal bisogno di chi vi legge: cosa vuol sapere il nostro pubblico? Quali problemi gli posso risolvere?

2- Avete già definito la vostra buyer persona, cioè il profilo tipo del vostro utente/cliente? Se non lo avete ancora fatto, è il caso di provvedere al più presto: solo così potrete sapere quali sono le sue necessità e quali contenuti cerca e, di conseguenza, cosa scrivere.

3- Anche il “persuasive copywriting” ha la sua importanza. Siate sempre positivi, eliminate i “non” e i “no” dalle frasi. Ad esempio: “Non hai voglia di soffrire il freddo e il gelo?” diventa “Ti piacerebbe restare caldo tutto l’inverno?”.

4- Siate sempre presenti rispondendo rapidamente (impegni permettendo) a messaggi e commenti, prestando attenzione ad ogni utente e rendendo le risposte coerenti con la mission dell’azienda e/o con la vostra storia personale.

5- Ogni volta che pubblicate un articolo o condividete un post altrui aggiungete sempre un tocco personale. Se state pensando di pubblicare un link semplicemente condividendolo, senza comunicare la vostra opinione in merito, allora fermatevi: meglio non pubblicarlo affatto. Ricordate che il pubblico continua a seguirvi solo se conosce i vostri punti di vista.

6- Non fate troppe domande. Di solito domandare vuol dire coinvolgere il pubblico e renderlo partecipe delle attività della vostra professione o azienda. Se si esagera, però, si ottiene l’effetto opposto: gli utenti non riusciranno a starvi dietro e si annoieranno per i troppi quesiti.

7- In medio stat virtus. Per aumentare l’engagement del pubblico è importante saper dosare i comportamenti: ponete pure domande, ma non troppe, siate divertenti ma senza esagerare, non abbiate paura di esprimere opinioni diverse dalla massa ma evitate informazioni inutili e non richieste!

Se vi attenete a queste semplici regole ecco che diventerà molto più agevole gestire al meglio i social media.

Laura Caracciolo, Social Media Manager

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