Perché i miei Like stanno diminuendo

Perché i miei "Like" stanno diminuendo? Spoiler: è una buona notizia.

Il calo dei Like non è un segnale di crisi, ma un cambio di algoritmo: nel 2026 contano Valore e Fiducia. Scopri perché Salvataggi e Condivisioni sono le vere metriche del successo.

Se gestisci in prima persona i social della tua azienda o del tuo studio professionale, probabilmente avrai notato un calo dei “like” sotto i tuoi post. Forse anche per te la prima reazione è stata di panico e di autoaccusa: " I miei contenuti non piacciono più?!"

La realtà, fortunatamente, è diversa: il calo dei like non è un segnale di crisi, ma l'evoluzione naturale dell’ecosistema digitale.

Continua a leggere e ti spieghiamo perché la "Like Vanity" è ufficialmente morta e quali sono, invece, le nuove metriche da tenere in considerazione.

Il nuovo paradigma: dalla reazione all'azione

Fino a qualche anno fa, il numero dei Like era indicativo del successo o meno di un post. Oggi, invece, nell'era della Social Search e dell'Intelligenza Artificiale, tutte le piattaforme (in primis Instagram, TikTok e LinkedIn) si sono adeguate ai cambiamenti diventando molto più sofisticate.

Questo significa che l'algoritmo non cerca più solo "approvazione", cerca rilevanza. I Like stanno diminuendo semplicemente perché gli utenti sono diventati spettatori più critici e meno inclini a interagire meccanicamente. Scendiamo su un piano più pratico.

Se un utente clicca sull'icona del segnalibro, sta dicendo alla piattaforma: "Questo contenuto è utile, lo salvo perché me lo voglio rivedere magari dopo con più calma".

Ecco, quello che devi sapere è che il salvataggio è il complimento più alto si possa ricevere nel 2026. Indica che hai creato qualcosa di educativo, ispirazionale o pratico. Un post con 50 like e 500 salvataggi vale dieci volte di più di un post con 1.000 like e zero salvataggi.

Le Condivisioni: il sigillo della Fiducia

La condivisione (nei DM o nelle Stories) è l'essenza stessa del "social". Quando qualcuno condivide il tuo contenuto, sta mettendo la propria faccia a garanzia del tuo brand. La condivisione porta il tuo messaggio a un pubblico nuovo in modo organico e autentico.

A questo punto, andiamo al pratico. Vediamo come leggere i dati in modo obiettivo e senza ansia.

Per capire se la tua strategia sta funzionando, smetti di guardare il totale dei like e inizia ad analizzare il Tasso di Coinvolgimento Reale. Ecco un’utile tabella riepilogativa

MetricaCosa indica nel 2026Valore Strategico
LikeApprezzamento rapido / AbitudineBasso
CommentiVolontà di dialogo e communityMedio-Alto
SalvataggiUtilità e valore nel tempoAltissimo
CondivisioniFiducia e passaparola digitaleMassimo

Per concludere, tre utili consigli.

Se vuoi che i tuoi contenuti continuino a performare, devi cambiare l'obiettivo della tua creatività:

  1. Sii utile, non solo bello: crea guide, checklist o tutorial che le persone vogliano conservare.
  2. Punta sulla condivisione: ogni volta che pensi a quale contenuto creare, chiediti sempre quale vantaggio ha per chi lo vede e perché mai dovrebbe condividerlo con la sua community. Rispondi sinceramente mettendoti nei panni dell’utente che lo andrà a visualizzare.
  3. Ottimizza per la Ricerca (SEO Social): cerca e usa parole chiave chiare nelle caption e nei sottotitoli. Se le persone trovano ciò che cercano, l'interazione sarà una logica conseguenza

Conclusione

Non aver paura dei numeri che scendono, se quelli che contano davvero — conversioni, fiducia e memorabilità — sono in salita.

Vuoi capire come migliorare la tua strategia social?

Contattaci subito per una consulenza personalizzata.

Laura Caracciolo, Social Media Manager

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Newsletter: perché l’e-mail Marketing è ancora il Re della strategia digitale

Nel mondo frenetico dei social media, dove gli algoritmi cambiano da un giorno all’altro e le novità viaggiano alla velocità della luce, c’è uno strumento che non ha mai smesso di dominare la scena: la newsletter.

Spesso etichettato erroneamente come "vecchia scuola", l’e-mail marketing rimane, in realtà, uno dei pilastri più solidi e redditizi per qualsiasi business. Non è solo un modo per inviare aggiornamenti e comunicazioni: è un canale diretto e incredibilmente potente.

Se ti stai chiedendo se valga ancora la pena investire tempo e risorse in questo strumento, ecco 3 valide ragioni per cui la tua azienda o il tuo studio professionale dovrebbero seriamente considerarlo

1. Proprietà e Controllo: Il tuo Database è il tuo Tesoro

Sui social network (Instagram, Facebook, LinkedIn), sei "ospite" di una piattaforma di proprietà di terzi. Se l'algoritmo cambia o il tuo account subisce restrizioni, in un solo istante hai perso ogni contatto con tutto il tuo pubblico.

Con la newsletter, la lista contatti è tua. È un vero e proprio asset. Ma c’è di più! I destinatari sono lead, cioè pubblico “caldo” persone che si sono iscritte alla tua mailing perché interessate ai tuoi prodotti o servizi. Mandare una email a questo target significa tenere sempre caldo un pubblico che ha già acquistato o è pronto a riacquistare da te. Con la tua newsletter arrivi dritto nella casella di posta dell'utente, uno spazio privato e meno caotico di un feed social e senza dipendere dalle fluttuazioni di visibilità dettate dai colossi del web.

2. Personalizzazione e Segmentazione (Il messaggio giusto al momento giusto)

A differenza di un post generico visibile a tutti, l’e-mail marketing ti permette di parlare in modo specifico a diversi gruppi di persone. Grazie alla segmentazione, puoi inviare contenuti diversi in base agli interessi o al comportamento d'acquisto dei tuoi iscritti.

Ad esempio: puoi inviare uno sconto esclusivo ai tuoi clienti più fedeli e, al tempo stesso, una guida introduttiva a chi si è appena iscritto al sito.

Puoi anche chiamare per nome i destinatari e questa personalizzazione aumenta drasticamente il tasso di conversione: le persone sono molto più propense ad acquistare quando sentono che il messaggio è stato scritto appositamente per loro.

3. Il ROI (Ritorno sull'Investimento) più alto del mercato

Numeri alla mano, l’e-mail marketing continua a vantare il miglior rapporto costi-benefici tra tutti i canali digitali. Secondo le statistiche di settore, per ogni euro investito in e-mail marketing, il ritorno medio può superare i 30-40 euro. In più:

  • Bassi costi di gestione: oggi esistono strumenti professionali accessibili che permettono automazioni avanzate.
  • Conversione guidata: Attraverso una sequenza di e-mail ben progettata (il cosiddetto funnel), puoi accompagnare l'utente dalla curiosità iniziale fino all'acquisto finale in modo naturale e non invasivo.

Conclusione

La newsletter non è un semplice "invio di mail", ma una strategia di coltivazione della relazione (Lead Nurturing). In un'epoca di distrazioni costanti, avere il permesso di entrare nella posta in arrivo di un potenziale cliente è un privilegio che, se usato bene, trasforma i contatti visitatori, acquirenti e, infine, in ambasciatori del tuo brand.

Vuoi iniziare a costruire una strategia di Email Marketing che porti risultati reali? Noi siamo pronti ad aiutarti a disegnare newsletter efficaci, dal design accattivante e dai contenuti che convertono.

Contattaci subito per una consulenza personalizzata.

Laura Caracciolo, Social Media Manager

gestione social a costo zero

Gestione social a costo zero (o quasi). Ecco come fare

La paura di spendere troppo scoraggia la presenza sui social media. Eppure, con la giusta strategia è possibile ottenere buoni risultati anche con budget molto ristretti. Vediamo come

Uno dei falsi miti più diffusi è proprio quello di considerare il digital marketing come uno strumento appannaggio solo di grandi aziende multinazionali le uniche che, grazie a budget stratosferici e a team di super esperti, possono essere presenti sulle piattaforme e ricevere grandi ritorni in termini di investimento.

Come spesso accade, la realtà non uguaglia l’immaginazione. Avere tanti soldi e spenderli senza una precisa strategia alla base significa soltanto essere tronfi come pavoni che fanno una bella e vistosa ruota. Peccato, però, che dietro la ruota di like ed emoji ci sia soltanto un vuoto.

Utenti non in target, pubblico effimero, profili falsi… Insomma, tanta fuffa e poca concretezza.

Al contrario, un piccolo budget ben investito può fare la differenza.

Come attirare e convertire il pubblico giusto

Per parlare a chi ci vuole ascoltare, non c’è bisogno di alzare la voce. Basta solo dire le cose giuste nel contesto giusto. Ecco 4 semplici regole da seguire

1. Omnicanalità? No grazie

Non si può essere presenti sempre e dappertutto. Se il budget è limitato e le risorse pure, è inutile disperdere le energie. Meglio concentrarle per posizionarsi sulla piattaforma maggiormente frequentata dal nostro pubblico: solitamente LinkedIn per professionisti e aziende, Instagram, Tik Tok, You Tube per prodotti più visuali o direttamente indirizzati al consumatore finale.

2. Less is more

Bando a chi ancora insiste sul pubblicare sempre e comunque. Se non si hanno contenuti interessanti, meglio tacere. Oppure considerare di riciclare i contenuti. Ad esempio, un articolo può diventare un post, una infografica, un carosello o un reel. In questo modo, si ottimizza lo sforzo creativo di partenza.

3. Pubblicità sì o no?

Se per pubblicità si intende cliccare su "Metti in evidenza il post" allora NO grazie. Piuttosto, bisogna utilizzare il Business Manager e investire il denaro su:

  • Retargeting: in modo da mostrare gli annunci solo a chi ha già visitato il sito.
  • Pubblico Lookalike: ovvero chiedi all’algoritmo di mostrare i tuoi annunci solo a persone simili ai tuoi migliori clienti. Quando il target è molto specifico, i risultati sono di gran lunga superiori a qualsiasi campagna massiva.

4. Utilizzare l’AI per contenuti "in-house"

Oggi, grazie a tool di AI generativa si possono:

  • Generare bozze di copy (utilizzando i giusti prompt, proprio come abbiamo visto nel precedente articolo).
  • Ottimizzare le immagini
  • Realizzare reel o trasformare video in post testuali.

A questo punto, non ti resta che passare all’azione ma non senza aver effettuato un check ad inizio settimana.

Tre cose da fare ogni lunedì mattina

Per iniziare la settimana alla grande ricordati di:

  1. Analizzare i dati: questa azione ti consente di capire quale post performa meglio, in quale formato e quali contenuti il tuo pubblico gradisce di più. Sarà proprio questo quello sul quale investire.
  2. Chiudere gli account che non riesci a seguire: se una piattaforma non performa, meglio cessare l’account e concentrare le energie altrove. Non c’è niente di peggio che vedere account trascurati ma ancora “attivi”.
  3. Stanzia un micro-budget: una piccola somma: anche 100-200 euro al mese solo per attività di retargeting. È l'investimento con il miglior rapporto sforzo/rendimento.

Vuoi sapere come impostare una strategia all’insegna anche dell’AI?

Contattaci subito per una consulenza personalizzata.

Laura Caracciolo, Social Media Manager

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Ecco come "comandare" l'AI per ottenere risultati: la magia del prompt e i suoi segreti

L’Intelligenza Artificiale non è una bacchetta magica, ma può diventare un vero e proprio collaboratore instancabile. A patto, però, di sapere come dare il giusto input. Il segreto risiede nel "Prompt": ecco come scriverlo per ottenere il massimo rendimento con il minimo sforzo.

L’Intelligenza Artificiale è diventata un vero e proprio boom. Peccato, però, che ad essa spesso ci si approccia in modo sbagliato. Chi la usa per lavoro ha l’aspettativa di ottenere risultati attraverso banali e generiche richieste del tipo: "Scrivi un post per Facebook" o "Crea l’immagine di una donna". In questi casi, l'output è deludente o fuori strada e non può essere diversamente dal momento che il comando impartito non dava le giuste direttive. Procediamo allora con ordine.

Che cos’è un Prompt e perché è importante scriverlo correttamente?

Quel che accade all’IA è esattamente quello che accadrebbe se tu dessi al tuo collaboratore istruzioni sommarie. Come potrebbe agire questi? Certamente sbagliando: nel senso che non potrebbe mai centrare la tua specifica richiesta. Il post era per LinkedIn o per Facebook? Il tone of voice doveva essere formale o più alla mano? La caption era destinata al pubblico giovanile di Tik Tok oppure a quello più aulico di X?

Il Prompt è esattamente questo: è una longa manus tra la tua visione strategica e la capacità di calcolo della macchina. Bisogna scriverlo bene dando istruzioni chiare, specifiche e sintetiche.

Solo in questo modo si possono ottenere vantaggi quali:

  • Risparmio di tempo
  • Contenuti specifici
  • Riduzione dei costi

La "Ricetta" di Emera per il Prompt Perfetto

Per smettere di ricevere risposte vaghe, ecco lo schema collaudato che puoi applicare anche tu:

  1. Assegna subito un ruolo: inizia con "Agisci come un esperto ..." (Social Media Manager, Copywriter, Commercialista, Consulente del Lavoro ecc.).
  2. Poi, fornisci il contesto: spiega chi sei (azienda agricola? Avvocato?) e a chi ti rivolgi (cliente storico, lead..) e perché ti stai rivolgendo a lui/loro. Insomma, non basta dire soltanto "Scrivi una mail", ma "Scrivi a (nome/cognome o nome azienda) un cliente storico che non acquista da diverso tempo motivandolo a rivolgersi nuovamente a noi".
  3. Definisci l’obiettivo: sii specifico sul formato (elenco puntato, numero di parole), sulla lunghezza e sul tone of voice (amichevole, istituzionale).
  4. Imposta eventuali paletti: definisci bene se c’è qualcosa da evitare ad esempio acronimi, termini troppo tecnici o citazioni di competitor.

Insomma, come avrai notato, il fattore umano resta fondamentale. Sta a noi saper "guidare" la macchina affinché sia performante al meglio.

Vuoi scoprire come utilizzare al meglio l’AI per la tua comunicazione?  Contattaci subito per una consulenza personalizzata.

Laura Caracciolo, Social Media Manager

Pmi e professionisti su Tik Tok

PMI e professionisti su TikTok: come creare una strategia vincente

TikTok è una piattaforma dalle mille potenzialità, anche se ancora oggi moltissime PMI e tanti professionisti lo guardano con sospetto. Questo perché è ancora radicata la credenza secondo cui questo social sia dedicato soprattutto allo svago. È vero: la maggior parte degli utilizzatori di TikTok è molto giovane e, effettivamente, lo utilizza per visualizzare o, talvolta, creare contenuti di intrattenimento. Eppure, proprio il fatto che Tik Tok sia amatissimo dalle nuove generazioni dovrebbe attrarre aziende e professionisti. La piattaforma, inoltre, mette a disposizione numerosi strumenti che possono essere usati per migliorare la propria strategia di marketing sui social media. Vediamo quali.

Il potenziale di TikTok per PMI e professionisti

Se ancora non sei convinto e ti chiedi se utilizzare TikTok per promuovere la tua azienda o la tua attività professionale, allora partiamo dai numeri.

Secondo uno dei report di Wearesocial, nel solo 2024 la piattaforma ha raccolto oltre 20 milioni di utenti adulti nel nostro Paese. E non stiamo parlando di un target di adolescenti: i risultati si riferiscono a un pubblico dai 18 anni in su.

I dati a livello mondiale parlano chiaro: più di un miliardo di persone utilizza TikTok.

Potenzialmente, insomma, se hai una PMI o un’attività professionale potresti utilizzare la piattaforma considerata la sua enorme visibilità.

La portata organica su questo social, in effetti, è molto più alta rispetto a quella garantita da altre piattaforme, come Facebook e Instagram.

Inoltre, il social si basa quasi esclusivamente sui video (anche se puoi comunque condividere foto e caroselli). Si tratta del formato multimediale migliore se il tuo scopo è quello di attirare l’attenzione del tuo pubblico.

Come sviluppare una strategia vincente sul social media dei video

Come ogni strumento di marketing, anche TikTok andrà utilizzato adeguatamente se vuoi che l’uso della piattaforma dia i suoi frutti.

In pratica, questo significa che è importante sviluppare e impostare una corretta strategia pubblicitaria, seguendo una logica editoriale.

Prima di iniziare a girare il tuo primo contenuto, il consiglio è avere ben chiari gli obiettivi che intendi raggiungere, obiettivi che dovranno essere misurabili. Puoi anche optare per la creazione di contenuti utili per migliorare la tua brand awareness, per l’engagement, per fidelizzare i tuoi clienti e seguaci o per aumentare le tue conversioni.

Questo significa che, sulla base degli obiettivi scelti, è necessario creare contenuti ad hoc. Se intendi lavorare sulla brand awareness, dovrai creare soprattutto video informativi per raccontare il tuo marchio.

Se, invece, vuoi lavorare sull’engagement, sfrutta i trend del momento per attirare like, commenti e ricondivisioni.

La fidelizzazione puoi ottenerla grazie a video dietro le quinte, che mostrano il tuo lavoro quotidiano. Puoi anche rispondere a commenti o richieste con video personalizzati.

Infine, per stimolare le conversioni, puoi creare video per promuovere offerte o iniziative, ovviamente accompagnati da un’adeguata CTA.

I tuoi video dovranno ovviamente essere in linea con il tuo target di riferimento, per rispondere ai suoi bisogni e attrarlo.

TikTok for Business come alleato strategico

Ricorda, infine, che TikTok for Business è il tuo più valido alleato per lo sviluppo di una strategia pubblicitaria per PMI e professionisti che funzioni sul serio.

Quando utilizzi TikTok con finalità pubblicitarie, è preferibile non utilizzare un account privato. Meglio sfruttare gli account business, che mettono a disposizione di aziende e attività professionali tutta una serie di strumenti.

Gli account business possono infatti accedere alla creazione di annunci a pagamento. Possono poi gestire il budget a disposizione, raggiungere un pubblico estremamente selezionato e, soprattutto, analizzare i dati delle campagne.

In sostanza, oltre alle funzionalità di base disponibili anche per gli account privati, con l’account Business avrai accesso a numerosi strumenti pubblicitari, utilissimi per raggiungere un pubblico più ampio.

Hai una PMI o un’attività professionale e vuoi iniziare a creare video su TikTok ma non sai da dove partire? Contattaci subito: studieremo insieme la strategia più adatta alle tue esigenze.

Laura Caracciolo, Social media manager

3–4 minuti

Come attrarre il tuo pubblico esempi pratici da inserire nella comunicazione (1)

Come attrarre il tuo pubblico: esempi pratici da inserire nella comunicazione

Se gestisci una PMI o un’attività professionale oramai sai bene quanto è diventato difficile attirare l’attenzione del pubblico in un mercato sempre più affollato di competitor. Quello che forse ancora non sai è che hai a disposizione un’arma potentissima: una comunicazione studiata e strutturata nel modo giusto che può davvero aiutarti a far emergere la tua voce rispetto alla concorrenza.

Per permetterti di emergere, esistono delle frasi e delle formule che possono attirare l’attenzione del pubblico più di altre perché utilizzano diverse leve che suscitano l’interesse dei potenziali clienti.

Attrarre il pubblico con la comunicazione: perché la curiosità è fondamentale

Una delle leve più potenti nella comunicazione di un brand è la curiosità, perché spinge le persone ad approfondire e ad agire.

Il cosiddetto curiosity gap è molto utilizzato nel marketing proprio perché crea una distanza tra ciò che l’utente sa e ciò che vuole sapere. Lo spinge, cioè, a compiere un’azione.

Detto in parole più semplici, scegliendo le parole giuste potrai attirare il pubblico e spingerlo a cliccare su un post, un annuncio, un articolo. Si tratta di un aspetto fondamentale per PMI e professionisti che, spesso, per farsi notare hanno un budget limitato.

Scegliere le parole giuste è quindi il primo passo per attirare l’attenzione e distinguerti.

Tutto parte da un buon titolo: è per questo che il curiosity gap va sfruttato fin dalle prime battute dei tuoi contenuti pubblicitari.

Ci sono comunque tanti modi per suscitare curiosità nel pubblico. Puoi, ad esempio, proporre una soluzione unica o un’offerta dedicata.

Ma puoi anche condividere un’informazione o un segreto che in pochi nel tuo settore conoscono.

Altre leve persuasive per suscitare curiosità ed interesse nel pubblico

Ad ogni modo, il curiosity gap non è l’unica leva che puoi sfruttare per una comunicazione capace di attrarre il pubblico. Anche le emozioni giocano un ruolo fondamentale e possono essere decisive nel creare una connessione con il pubblico.

Altra leva da sfruttare riguarda l’utilizzo di voci autorevoli. Quando all’interno della tua comunicazione aggiungi una citazione di una figura autorevole nel settore, automaticamente conquisterai l’attenzione del pubblico.

Frasi come “L’esperto X ha affermato che…”, per esempio, sono in grado di attirare l’interesse e aumentare la credibilità del tuo messaggio.

Anche il senso di urgenza è spesso utilizzato per una comunicazione efficace. Lo testimoniano le offerte a tempo limitato, che spesso ottengono risultati ottimi.

Non dimenticare, poi, il fenomeno della riprova sociale: citare esperienze positive di altri clienti può aiutarti a canalizzare l’attenzione del pubblico sui tuoi contenuti e, di conseguenza, su prodotti e servizi da te offerti.

Un ultimo consiglio: anche se può sembrare strano, ricorda che spesso il pubblico è attratto dai numeri, che rendono il contenuto più concreto e immediatamente comprensibile.

Non aver paura ad inserirli in annunci o titoli.

Le headline per attrarre e convertire: esempi pratici

Purtroppo, le formule magiche non esistono. Alla base della tua comunicazione dovrà sempre esserci un prodotto valido o un servizio impeccabile. Se non ti impegnerai ad apportare valore reale ai tuoi clienti, le conversioni e le opportunità di business non sono garantite.

Chiarito questo, esistono alcune formule che possono aiutarti nel primo step del processo di vendita: attirare l’attenzione del pubblico. Se utilizzate nel modo corretto, queste strutture rendono i messaggi più interessanti.

Puoi usare queste formule nelle headline del tuo blog, nei tuoi post social, negli oggetti alle tue email o nei tuoi annunci:

  • Ecco come fare per...
  • 5 metodi per riuscire a...
  • Come riuscire a...? Ecco la soluzione
  • 10 segreti del …
  • La verità su... / Il segreto su...che nessuno ti ha mai detto
  • Il metodo innovativo (che forse ancora non conosci) per…
  • Come … in 3 step
  • Ecco perché … non sta funzionando
  • Ecco perché devi conoscere...
  • I 5 motivi per cui devi assolutamente smettere di fare/ iniziare a fare…
  • I 5 errori che non ti permettono di...

Quando utilizzi queste formule, ricorda che è fondamentale evitare il clickbait e le promesse vaghe, perché rischiano di attirare clic ma di compromettere la fiducia del pubblico nel medio e nel lungo periodo. Titoli come quelli appena analizzati funzioneranno solo se saprai poi mantenere le tue promesse con prodotti o servizi ottimi.

Attirare l’attenzione è solo il primo passo. Una comunicazione davvero efficace è quella che mantiene le promesse e offre valore reale. Se vuoi migliorare i tuoi risultati e rendere la tua comunicazione più strategica, contattaci subito: siamo pronti a offrirti supporto.

Laura Caracciolo, Social media manager

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Leadership storytelling: quando il racconto del manager fa crescere l’azienda

Se gestisci un’azienda o sei un professionista che ha a cuore la propria comunicazione online, ti sarai chiesto, almeno una volta nella tua carriera, come potresti differenziarti dai tuoi competitor. Probabilmente sei convinto della qualità dei tuoi prodotti e servizi. Tuttavia, sai bene che questo, a volte, non basta. Chi ancora non ti conosce potrebbe non riuscire a individuarti in un mercato sempre più affollato. Eppure, c’è uno strumento comunicativo e pubblicitario che, più di altri, può aiutarti a far crescere la tua azienda o la tua attività professionale. Sto parlando del leadership storytelling, uno strumento che, contrariamente a quanto si tende comunemente a pensare, non è adatto solamente ai grandi brand e alle imprese multimilionarie. Puoi sfruttarlo anche tu per creare fiducia e rafforzare la tua identità aziendale.

Una leva per la crescita aziendale

Quando parliamo di leadership storytelling intendiamo la pratica attraverso cui l’azienda comunica al pubblico tramite le parole dei suoi leader.

I leader aziendali, ma anche i proprietari, mettono cioè in atto attività di storytelling, raccontando una storia per comunicare mission e valori aziendali.

Numerosi studi hanno analizzato nei dettagli questo strumento e le sue potenzialità per le imprese che lo sfruttano regolarmente. In particolare, il MIT Sloan Management Review ha scoperto che le aziende che sfruttano i manager in attività di storytelling registrano una crescita media del 21%.

La spiegazione di questo risultato è semplice: comunicare dati in modo impersonale difficilmente coinvolge il pubblico. Al contrario, inserirli all’interno di una narrazione efficace può fare la differenza.

Perché il leadership storytelling può far crescere la tua attività

Oltre allo studio appena citato, va detto che anche la psicologia ha analizzato nei dettagli il potere delle storie per la diffusione di dati e concetti.

Qui voglio citarti gli studi della psicologa Peg Neuhauser, che ha dimostrato che l’apprendimento è più efficace quando i dati che si forniscono sono inseriti nel contesto di una storia. La ricerca della dottoressa Neuhauser concluse infatti che i partecipanti allo studio ricordavano più facilmente numeri o dettagli quando questi erano inseriti in un contesto narrativo.

Questa ricerca psicologica dimostra quindi con chiarezza il potere del leadership storytelling. Il tuo messaggio, i tuoi valori e la mission della tua azienda verranno trasmessi in modo chiaro e facilmente assimilabile. Perciò, se hai dati puramente tecnici da condividere, il consiglio è di utilizzare delle storie per renderli più facili da digerire.

Inoltre, non si tratta di semplice pubblicità, ma di un messaggio che i tuoi potenziali clienti percepiranno come autentico.

E sappi che questa strategia di comunicazione può aiutarti nella crescita verso l’esterno, ma anche verso l’interno.

Se hai un team di collaboratori, far uso del leadership storytelling ti aiuterà a migliorare anche il tuo ambiente interno.

Il potere di una corretta strategia comunicativa

È chiaro che non puoi limitarti ad affidare ai tuoi manager il compito di raccontare storie. Come tutti gli strumenti comunicativi, anche il leadership storytelling deve avere una solida strategia di base.

In altre parole, il leadership storytelling va gestito come ogni altro strumento di comunicazione: con una strategia mirata, utile a migliorare la visibilità e i rapporti sia interni che esterni all’azienda.

Lo storytelling aziendale, infatti, non è esente da alcune criticità. In un mondo iperconnesso come quello in cui viviamo, il pericolo dell’iperesposizione, solo per fare un esempio, è sempre dietro l’angolo.

Un CEO, un professionista o il proprietario dell’azienda dovranno quindi agire con cautela (cum grano salis) ed esporsi solo quando è opportuno e, soprattutto, se alla base vi è una strategia chiara e ben definita.

Vuoi sfruttare il leadership storytelling per la tua azienda o la tua attività professionale ma non sai da dove iniziare? Contattaci ora, studieremo insieme la strategia di comunicazione più adatta al tuo business.

Laura Caracciolo, Social Media Manager

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Non basta Saper Fare, bisogna anche Far Sapere: l’importanza della visibilità online

Nel nostro Paese, le competenze di certo non mancano: le PMI e i professionisti in grado di offrire servizi eccellenti e di svolgere al meglio il proprio mestiere sono moltissimi. Eppure, non possiamo negare che spesso anche i professionisti più validi e le aziende migliori possono riscontrare difficoltà legate alla visibilità online.

Come mi piace dire spesso, ormai “non basta saper fare, bisogna anche far sapere”: la visibilità è una vera e propria competenza, che potrebbe fare la differenza e aiutare la tua impresa o la tua attività professionale a distinguersi dalla concorrenza. Certo, so bene che, a livello concreto, spesso non è facile farsi notare. Per questa ragione oggi ci concentriamo su come far sapere al mondo il tuo saper fare.

Visibilità online: un investimento, non un optional

Purtroppo, sono finiti i tempi in cui la qualità dei tuoi prodotti e dei tuoi servizi bastavano a garantirti visibilità. Attenzione: non ti sto assolutamente consigliando di sottovalutare il potere del passaparola. Poter contare su clienti soddisfatti che parlano bene di te è uno dei tuoi migliori biglietti da visita.

Eppure, questo è solo uno dei tanti aspetti che potrebbero aiutarti a emergere rispetto ai tuoi competitor. Un altro dettaglio da non sottovalutare è quello della visibilità online.

Le abitudini di acquisto dei tuoi potenziali clienti sono radicalmente cambiate. Quando hanno bisogno di prodotti o servizi, i consumatori si affidano a imprese e professionisti per i quali hanno effettuato delle ricerche sul web.

Per questo, se vuoi che ti scelgano, il solo passaparola non basta: dovrai anche farti trovare sui social o su Google. E dovrai anche farlo al momento giusto: essere visibili online significa infatti farti trovare nel momento esatto in cui, per una necessità, il potenziale cliente effettua una ricerca.

Questo tipo di visibilità sul web non è assolutamente frutto del caso: dovrai impegnarti a costruire e implementare un’adeguata strategia di digital marketing, che tenga conto sia dell’uso dei social, sia della presenza sul web mediante il tuo sito aziendale.

Si tratta di un vero e proprio investimento, per il quale dovrai stanziare un budget mensile e che prevede l’ausilio di un professionista del web e dei social per ottenere risultati concreti.

Il personal branding per comunicare il tuo Saper Fare

Se vuoi migliorare la tua visibilità online, il personal branding non va assolutamente sottovalutato. Fare personal branding, infatti, è uno dei modi migliori per comunicare sul web chi sei, cosa sai fare e per quale motivo i tuoi potenziali clienti dovrebbero scegliere te e non uno dei tuoi competitor.

Puoi raccontare te stesso e la tua attività avvalendoti di diversi strumenti: dal sito ai guest post su riviste di settore, dai podcast alla partecipazione fisica ai convegni.

Le attività di personal branding ti permetteranno di emergere tra i professionisti di settore: di conseguenza, il pubblico inizierà a fidarsi di te e della tua attività, che si tratti di una PMI o di uno studio professionale.

Visibilità online: strategie concrete per farsi notare

E veniamo al punto. Come puoi comunicare il tuo Saper Fare? Come Far Sapere quali sono i tuoi punti di forza? Qui entra in gioco una corretta strategia che faccia uso di strumenti atti a garantire la visibilità online.

Essere visibili online è possibile, innanzitutto, grazie a un sito web aziendale. Spesso sottovalutato, un sito legato alla tua attività e ottimizzato in ottica SEO ti permette di farti trovare dai potenziali clienti quando hanno bisogno di te.

Ovviamente, il sito dovrà essere costantemente aggiornato, con post sul blog utili e di valore che mostrino le tue competenze e che rispondano alle esigenze del tuo pubblico. Quindi, regola numero 1: scrivi contenuti non autoreferenziali (cioè che elogino te o il tuo prodotto o la tua azienda) ma articoli che possano dare un valore aggiunto a chi legge (es. consigli, suggerimenti, novità del settore eetc...

La visibilità online, inoltre, può essere potenziata grazie al sapiente utilizzo dei tuoi profili social aziendali. Dovrai, cioè, scoprire quali sono i canali dove il tuo pubblico target si trova maggiormente e presidiarli con video e pubblicazioni costanti e di valore, che attirino i potenziali interessati.

Ricordati, quando utilizzi tutti questi strumenti online, che non basta esserci. La presenza online deve essere orientata a farti trovare con un messaggio giusto al momento giusto.

Vuoi migliorare la tua visibilità online per ottenere più clienti e opportunità lavorative? Allora contattaci subito per studiare insieme la strategia migliore per la tua attività.

Laura Caracciolo, Social Media Manager

Marketing sui social funziona davvero per PMI e professionisti

Marketing sui social: funziona davvero per PMI e professionisti?

Se gestisci una piccola azienda o hai un’attività professionale, qualunque sia il tuo settore, ti sarai domandato almeno una volta, durante la tua carriera, se il marketing sui social funziona davvero per PMI e professionisti.

In effetti, si tratta di una domanda lecita: le piccole imprese e le attività professionali si trovano oggi a dover affrontare un enorme numero di concorrenti. E questo non solo sul territorio, ma anche online: quasi tutti, ormai, hanno un profilo aziendale sulle maggiori piattaforme.

Oltre a scoraggiarsi per il gran numero di competitor, le attività di piccole dimensioni e quelle professionali spesso si lasciano abbattere dai numeri poco soddisfacenti ottenuti con i social.

Voglio però svelarti che, se hai avviato attività pubblicitarie sui social e non hai ottenuto risultati, è possibile che tu abbia commesso qualche errore. Se strutturata adeguatamente, infatti, la pubblicità sui social media funziona eccome.

Cosa significa davvero fare marketing sui social oggi

Uno dei problemi principali legati al marketing sui social media è che spesso i “non addetti ai lavori” credono che, per avere visibilità e aumentare le vendite, basti pubblicare qualche post a caso ogni tanto.

In realtà, questo atteggiamento porta al fallimento: come qualsiasi operazione di marketing, anche quello sui social media richiede strategie precise, oltre che gli strumenti adeguati.

Il mio consiglio di partenza, quindi, è il seguente: se vuoi ottenere risultati dalla pubblicità online, soprattutto quando si tratta di piattaforme social, rivolgiti a un social media manager professionista.

Insieme potrete stabilire gli obiettivi rilevanti per la tua attività, oltre che studiare un piano strategico realistico e, soprattutto, efficace.

Quali risultati possono aspettarsi aziende e professionisti dal marketing sui social

Il marketing sui social media consente ai professionisti e alle aziende di ottenere diversi vantaggi. Innanzitutto, il risultato più tangibile che otterrai dai profili social legati alla tua attività lavorativa è l’aumento della visibilità: se stai lavorando sulla tua brand awareness, vedrai crescere la tua notorietà.

Puoi ottenere questo risultato grazie ai post organici, ma soprattutto con la pubblicità social a pagamento. Gli annunci pubblicitari social sono infatti pensati per ottenere, con un budget relativamente contenuto, moltissima visibilità.

Inoltre, se condividerai contenuti legati alla mission e ai valori aziendali e soprattutto se ti impegnerai a rispondere a commenti e messaggi, potrai creare intorno a te una community online di tutto rispetto, fedele e attiva.

Tra i risultati garantiti dalla pubblicità sui social c’è anche la generazione di nuovi lead. Condividere contenuti è infatti un ottimo metodo per istruire e informare, ma anche per attirare l’attenzione dei potenziali clienti. In questo modo, puoi spingerli a contattarti tramite messaggio privato o a iscriversi, ad esempio, alla tua newsletter via e-mail.

I social media, infine, possono aumentare le tue vendite. Lo vediamo ormai da tempo: il fenomeno del social selling ha preso piede. Lo dimostra, solo per fare un esempio, il nuovo TikTok Shop, un eCommerce interno alla nota piattaforma cinese.

Maggiore visibilità e un’esposizione più ampia possono tradursi in nuovi clienti e, di conseguenza, in nuove vendite. Questo anche grazie agli UGC e alle possibili collaborazioni che puoi avviare con influencer e micro-influencer, che aumenteranno ancor di più la tua visibilità social.

Consigli utili per iniziare a ottenere risultati

Il marketing sui social, quindi, può funzionare molto bene per PMI e professionisti. Se vuoi iniziare a pubblicizzare la tua attività sulle varie piattaforme, il primo passo è creare una strategia solida.

Tutto parte dalla definizione degli obiettivi, che devono essere chiari, e dall’identificazione del target, in modo da stabilire quali sono le piattaforme social più adatte su cui concentrarti.

Il successo della pubblicità sui social passa per il content marketing: dovrai impegnarti a pubblicare contenuti di valore con costanza e regolarità.

Inoltre, ricorda che i social sono un luogo virtuale di comunicazione: usali, quindi, per rispondere ai commenti e ai messaggi dei tuoi clienti reali e potenziali, e per mostrare la tua attenzione verso la clientela.

Hai ancora dei dubbi? Contatta subito il nostro team: studieremo insieme la strategia giusta per garantire visibilità al tuo lavoro sui social.

Laura Caracciolo, Social Media Manager

Nuova pagina su Facebook Come portarla al successo con una comunicazione efficace

Nuova pagina su Facebook? Ecco come portarla al successo con una comunicazione efficace

Hai appena aperto una pagina Facebook per la tua attività professionale o per la tua azienda? Ottima decisione: essere presenti sulla piattaforma può darti visibilità e aiutarti a costruire relazioni con i tuoi clienti. Ma da dove si comincia davvero? Aprire la pagina è solo il primo passo: per ottenere risultati concreti servono strategia, costanza e una comunicazione efficace.

Se hai già condiviso qualche post, avrai sicuramente notato che, spesso, sulla piattaforma si ottengono poche interazioni.

Il problema di fondo sembra essere legato all’algoritmo di Facebook, ma non solo. Infatti, è indubbio che, negli ultimi anni, Meta abbia favorito i contenuti dei profili privati, che vengono mostrati molto più spesso nei feed rispetto a quelli condivisi dalle pagine. Tuttavia, questo è solo parte del problema: nonostante i recenti cambiamenti che hanno ridotto la visibilità dei post organici, i grandi brand e le pagine con molti followers continuano ad avere successo.

Dunque, il vero punto è che dovresti migliorare la comunicazione utilizzata sulla tua pagina Facebook. Vediamo insieme come farlo in modo efficace.

Comunicazione efficace per la tua pagina Facebook: come migliorare l’engagement

Come ti ho anticipato, recentemente l’algoritmo di Facebook è cambiato e il cambiamento ha avuto impatto sulla visibilità dei post delle pagine.

Eppure, è noto che i post con molte interazioni, quelli in grado di stimolare conversazioni interessanti e con moltissimi commenti, continuano a ottenere visibilità.

La tua comunicazione, per essere efficace, deve quindi essere orientata verso le conversioni. I tuoi post devono attirare reazioni, commenti, condivisioni.

Ottenere questi risultati è impensabile senza un piano editoriale appositamente studiato. Non puoi pensare, cioè, di svegliarti la mattina e pubblicare un contenuto a caso. Con un piano editoriale saprai sempre cosa pubblicare e, soprattutto, quando.

La calendarizzazione, poi, ti aiuterà a essere costante, un altro aspetto che sui social in generale e su Facebook in particolare è fondamentale.

Anatomia dei post coinvolgenti

La comunicazione per la tua pagina Facebook deve basarsi su post che stimolino una conversazione non solo tra te e il tuo pubblico. I post vincenti e coinvolgenti sono quelli che generano conversazioni anche tra coloro che ti seguono.

Difficilmente un post che mira alla mera promozione di un prodotto o servizio riuscirà a rispondere a questo obiettivo.

I tuoi contenuti dovrebbero insegnare qualcosa o far riflettere su un determinato argomento.

Oppure, i post coinvolgenti sono quelli che raccontano storie autentiche. Comunica ai tuoi followers esperienze che riguardano la tua attività, ispirali.

E, quando un post ha attirato l’attenzione del tuo pubblico, non limitarti alla sua portata organica. Utilizza i Facebook Ads per mostrarlo a un pubblico ancora più ampio.

Non dimenticare, infine, che il tuo post non dovrà essere fatto solo di testo: le immagini e, meglio ancora, i video catturano ancora di più l’attenzione.

I passi per una comunicazione di successo su Facebook

Il primo step per una comunicazione che porterà la tua pagina Facebook al successo è la condivisione di contenuti di valore.

In secondo luogo, ricordati di creare promozioni dedicate a coloro che seguono la pagina: si tratta di una strategia che può migliorare di gran lunga l’engagement e stimolare condivisioni e reazioni. Basta un piccolo sconto riservato per aumentare il valore percepito relativo alla tua pagina Facebook.

Tieni presente, infine, l’aspetto della comunicazione. Gli utenti che scrollano post sulla piattaforma sono lì soprattutto perché vogliono comunicare. Non vogliono essere visti come dei semplici fruitori passivi.

Curare la tua comunicazione su Facebook significa quindi rispondere a tutti i commenti, interagire con i messaggi privati e monitorare costantemente la community.

La tua pagina Facebook non è una semplice vetrina dove esporre i tuoi prodotti e i tuoi servizi, ma un luogo virtuale dove entrare in contatto diretto coi tuoi potenziali clienti.

Hai una pagina Facebook aziendale ma non sai come farla crescere? Contattaci: costruiremo insieme la strategia più adatta al tuo business.

Laura Caracciolo, Social Media Manager

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