INSTAGRAM REEL

Cosa sono i Reel di Instagram e come sfruttarli?

Un nuovo modo per creare brevi video per intrattenere i potenziali lead: ecco cosa sono i Reel di Instagram.

Dalla data della sua introduzione, questa funzione ha destato molta curiosità sia tra gli utenti privati, che tra coloro che utilizzano Instagram e i Social media per promuovere la propria attività.

Questa nuova opzione, già molto popolare, può rappresentare una risorsa utilissima, da sfruttare per aumentare la propria popolarità su Instagram e per farsi conoscere da un pubblico più vasto.

Tra l’altro, le recenti modifiche all’algoritmo di Instagram stanno iniziando a penalizzare i profili che non sfruttano ogni tipo di contenuto disponibile e condivisibile sull’app, garantendo al contrario moltissima visibilità a tutti quei profili che, oltre ai classici post con foto, decidono di condividere anche Stories, IGTV e Reel.

Analizziamo quindi insieme cosa sono i Reel di Instagram, come funzionano e come crearne uno che diventi virale.

Come funzionano i Reel

La funzionalità Instagram Reel, introdotta sul Social Media nell’Agosto 2020, permette agli utenti la registrazione di brevi video, di durata massima di 15 secondi, che possono essere sia condivisi nell’apposita sezione Reel dell’app, sia nel proprio feed, proprio come i post fotografici.

La particolarità che rende i Reel così attrattivi è che possibile modificare il video con l’aggiunta di effetti creativi, filtri e musica. Inoltre, questa funzionalità permette di registrare video dalla sezione Reel o trasformare in un reel un video già esistente in memoria.

La funzione, insomma, permette di creare e condividere contenuti seguendo il modello del social TikTok.

A prima vista i Reel di Instagram potrebbero sembrare quindi una sorta di riadattamento della popolarissima app social TikTok, e sono stati probabilmente introdotti su Instagram proprio per cercare di competere con questo nuovo fenomeno social a suon di brevi video.

Ma ci sono anche alcuni elementi che rendono i Reel di Instagram differenti dai video di TikTok.

Innanzitutto, come abbiamo già detto, i Reel durano 15 secondi al massimo, mentre i video di TikTok hanno una durata massima di un minuto.

In secondo luogo, la sezione Reel è visualizzabile soltanto da chi ha un profilo Instagram, mentre TikTok permette la fruizione dei contenuti anche a coloro che non hanno un account sulla piattaforma.

Come utilizzare i Reel per le aziende

Creare dei contenuti coinvolgenti per intrattenere il pubblico mentre cerchi di fidelizzarlo e far conoscere i tuoi prodotti e/o servizi rappresenta un’opportunità che non puoi assolutamente perdere!

Nella nuova sezione Esplora di Instagram vengono infatti mostrati anche i Reel: se riesci a far in modo che il tuo Reel diventi virale, potrai raggiungere un enorme numero di potenziali nuovi contatti.

Metti dunque mano alla tua creatività, creando dei Reel che siano:

  • Accattivanti per il pubblico, ricchi di effetti che lo stupiscano e lo convincano ad interagire
  • Educativi e di valore per chi ti segue, che contengano consigli che abbiano a che fare con la tua attività, ma che al contempo siano utili per i tuoi seguaci
  • Promozionali per i tuoi prodotti e servizi, al fine di aumentare la consapevolezza legata al tuo nome o al tuo marchio

Un ultimo consiglio: se sei presente su entrambi i social, non limitarti a condividere dei video che hai realizzato per TikTok come Reel su Instagram, ma prova a creare dei contenuti differenti per le due piattaforme.

Chi ti segue su entrambi i social, infatti, tenderà a saltare il tuo video se lo ha già visto su una delle due piattaforme, dunque corri il rischio di condividere un contenuto che non aumenterà il tuo engagement.

Adesso che sai cosa sono i Reel di Instagram e come utilizzarli per il tuo business, non aspettare oltre e crea il tuo primo Reel da condividere!

Se vuoi un consiglio sui Reel, su come creare un piano editoriale social efficace o sul Social Media Manager, come scegliere quello giusto, contattaci adesso.

Laura Caracciolo, Social Media Manager

social media 2021 quale scegliere 1

Social media migliori del 2021: ecco su quali puntare

L’enorme potere dei Social Media, ormai, è sotto gli occhi di tutti: queste piattaforme digitali, oltre ad essere diventati luoghi virtuali di aggregazione, permettono ai professionisti e alle aziende di farsi conoscere e di ottenere visibilità, ampliando il proprio pubblico e, di conseguenza, i propri clienti.

Si tratta di canali di comunicazione che devono assolutamente far parte della tua strategia di marketing, e che ti consentiranno di aumentare i tuoi clienti. Questo potrà accadere solo a patto di usarli correttamente, ovvio.

Ecco perché devi chiederti quali sono i Social Media migliori del 2021; puntare sui social media giusti ti permetterà infatti non solo di ottenere nuovi clienti, ma ti eviterà anche di sprecare risorse e denaro in social che potrebbero non darti alcun risultato.

Ma so benissimo che, molto spesso, è difficile orientarsi tra un’offerta di social che è diventata eccessivamente vasta; voglio quindi aiutarti a scoprire i social sui quali puntare per la tua attività.

Ecco, quindi, quali sono i social media migliori del 2021.

Migliori social media 2021, la vittoria di Facebook

Nonostante l’offerta social sia davvero molto ampia, alcuni social network sono particolarmente adatti per essere usati per scopi legati al business.

In primis, non possiamo non parlare di Facebook, il social media più utilizzato al mondo. Facebook può essere ancora oggi considerato come la scelta migliore per chi vuole iniziare col social media marketing: racchiude utenti di tutte le fasce d’età, oltre che il maggior numero di iscritti rispetto agli altri social media; è quindi possibile utilizzarlo non solo per scopi personali, ma anche in maniera professionale.

Oltre al fatto che conta un invidiabile numero di utenti attivi mensilmente, Facebook metterà a tua disposizione degli strumenti di business che nessun altro social media ti fornirà: mi riferisco a strumenti quali Pixel, il Business Manager, gli strumenti per l’ottimizzazione delle inserzioni.

Un altro social media che dovrai necessariamente tenere in considerazione durante il 2021 è YouTube, che lo scorso anno è stato, secondo le statistiche, il social media più utilizzato dagli italiani; questo perché i consumatori hanno iniziato ad abbandonare i contenuti in formato foto e testo, preferendo invece quello in formato video.

Proprio per questo motivo Instagram, dall’inizio dell’anno e nel tentativo di restare al passo coi trend social del 2021, ha lanciato numerose modifiche legate ai Reel e alle live: queste ultime, per esempio, possono adesso ospitare fino a quattro creators.

Il mio consiglio, dunque, è quello di puntare almeno su una di queste tre piattaforme, che rientrano tra i social network maggiori. Ma non dimenticare di studiare anche l’andamento delle novità.

Se lo scorso anno abbiamo assistito all’ascesa di TikTok e all’affermazione di LinkedIn come social media per il personal branding, quest’anno stiamo assistendo all’ascesa di un nuovo social: Clubhouse.

Il fenomeno social 2021: Clubhouse

Sicuramente ti sarà capitato, negli ultimi mesi, di sentir parlare di Clubhouse, nuovo social media basato sulla voce.

Clubhouse è nato lo scorso anno, ma è arrivato in Italia solamente nel gennaio 2021: da allora, è diventato un vero e proprio Social Media trend 2021 e ha attirato l’attenzione di utenti e professionisti.

Su questa piattaforma social è possibile discutere, all’interno di stanze virtuali, di determinati argomenti prestabiliti.

La nuova app social ha però ancora dei limiti: innanzitutto, è disponibile solo per dispositivi iOS e vi si può accedere solamente su invito; in secondo luogo, non ha ancora reso disponibili specifiche funzionalità per i brand (anche se è probabile che, molto presto, verranno rilasciate delle news in tal senso).

Ti stai chiedendo come potresti dunque sfruttare Clubhouse per il tuo business?

Semplice: partecipando alle discussioni, è possibile fare personal branding. I professionisti possono anche creare agevolmente nuovi format riguardanti la propria attività.

Vuoi dei consigli più specifici che ti aiutino a capire quali sono i social media vincenti per la tua attività? Allora non attendere oltre e contatta il team di Emera!

Laura Caracciolo, Social media manager

Social Media Manager_ come scegliere quello giusto

Social Media Manager: come scegliere quello giusto?

Nonostante si tratti di una professione recente, quella del Social Media Manager è oggi una delle figure più richieste dalle aziende, complice la digitalizzazione accelerata dalla particolare situazione socio-economica in atto.

Ogni azienda che vuol mantenere la propria competitività deve necessariamente essere presente sui social media; per essere presenti online, non basta però creare un account e lasciare tutto al caso: c’è bisogno di un esperto che sappia quello che fa e che pianifichi minuziosamente ogni post.
Dunque, anche tu hai deciso che vuoi affidarti ad un Social Media Manager per gestire correttamente il profilo della tua attività; il problema è che non sai come scegliere quello giusto.

Tranquillo, ti aiutiamo noi a capire se il professionista al quale vuoi affidarti è quello che fa per te!

Il Social Media Manager giusto: caratteristiche

Per capire come scegliere il professionista giusto, è importante innanzitutto comprendere chi è il Social Media Manager; si tratta di quella figura che si occupa di:

  • applicare corrette strategie di comunicazione ai tuoi canali social
  • creare un calendario editoriale completo
  • realizzare campagne pubblicitarie che ti consentano di raggiungere i tuoi potenziali clienti.

Per scegliere il Social Media Manager giusto dovrai innanzitutto valutare le sue esperienze pregresse.

Generalmente, un Social Media Manager professionista non avrà alcun problema nel fornirti dei case history e il suo portfolio; questo non significa che un professionista che ha appena iniziato il suo percorso sia necessariamente da scartare ma, se ti affiderai ad un esperto nella tua nicchia di riferimento, potrai ottenere risultati tangibili in un tempo minore.

Tra le competenze di un buon Social Media Manager possiamo inoltre ricordare:

  • capacità di scrivere testi persuasivi
  • competenze grafiche (almeno basilari) per la realizzazione dei contenuti visivi che siano efficaci
  • capacità di usare strumenti professionali quali Business Manager e Pixel
  • gestire crisi e commenti negativi

Un buon Social Media Manager deve anche avere delle capacità strategiche che gli consentano di stabilire un piano d’azione specifico e strutturato, che permetta di raggiungere gli obiettivi prefissati.

Un Social Media Manager che si rispetti, poi, non si limita a realizzare un unico contenuto e a pubblicarlo su tutti i canali social senza modificarlo minimamente, ma adatta formati e linguaggi al social di riferimento.

Sa quali contenuti funzionano su un social e quali invece andrebbero evitati: non si sognerebbe mai di postare contenuti testuali su Instagram, ma punterebbe piuttosto alle immagini o ai brevi video. Così come sa che non dovrà mai riempire di hashtag un post su Facebook.

Professionista o improvvisato? Alcune dritte per stabilirlo

Hai ancora dei dubbi su come scegliere il Social Media Manager giusto?

Entriamo più nello specifico!

Il Social Media Manager non è semplicemente una persona che si limiterà a postare sui social media: quello potresti farlo anche da solo.

Un professionista dei Social non terrà conto solamente del numero di seguaci in più che il tuo account guadagnerà, ma stabilirà degli obiettivi (che devono essere realistici); le sue proposte per il calendario editoriale non devono ridursi a meri elenchi di post promozionali: un vero Social Media Manager utilizzerà i tuoi canali social per coinvolgere i tuoi potenziali clienti.

Solo col coinvolgimento reale otterrai delle conversioni!

Ma, per ottenere coinvolgimento, il tuo Social Media Manager deve analizzare minuziosamente la tua attività e conoscerla sul serio, prima di iniziare a condividere post. Se non conosce la tua azienda, non conoscerà i tuoi clienti, dunque come potrà coinvolgerli? I post sui social prevedono una minuziosa pianificazione!

Ricorda infine che, se ti interessa ottenere risultati tangibili, occorre sempre stanziare un budget pubblicitario. I post organici sono infatti ormai in declino e, senza investire in adv, si rischia di non riuscire a raggiungere nuovo pubblico.

Diffida quindi di quei Social Media Manager che ti promettono grandi risultati senza un minimo investimento in pubblicità, probabilmente sanno davvero poco sulla gestione professionale dei social media.

Adesso sai come individuare un vero professionista dei Social; puoi starne certo: se ti affiderai alla persona giusta, un Social Media Manager professionista sarà una vera e propria risorsa per la tua attività.

Se vuoi affidare la gestione dei tuoi profili a dei Social Media Manager professionisti, contattaci!

Laura Caracciolo, Social Media Manager

piano editoriale social

Come creare un piano editoriale social efficace?

Il piano editoriale social è uno strumento fondamentale se vuoi produrre contenuti coinvolgenti e virali per far conoscere tuo business o la tua attività.

Eppure, uno degli errori che aziende e professionisti fanno più spesso è quello di creare i contenuti da pubblicare poco prima del momento della pubblicazione, senza seguire un piano prestabilito e affidandosi alle proprie doti di improvvisazione.

In realtà si tratta di un approccio molto controproducente, che potrebbe causarti non pochi problemi, soprattutto se ragioniamo a lungo termine.

Senza un piano editoriale social stabilito, infatti, corri un grandissimo rischio: quello di trovarti nella situazione in cui non sai cosa pubblicare con esattezza.

Questo potrebbe significare saltare la pubblicazione dei contenuti per diversi giorni; ma sappiamo bene che non pubblicare contenuti sui social per troppo tempo potrebbe causare una perdita di interesse da parte dei tuoi seguaci.

E, se perdi seguaci, automaticamente perderai dei potenziali clienti.

Scopriamo insieme come evitare tutto questo, definendo cos’è un piano editoriale per i social media e come creare un piano editoriale social che sia efficace.

Il calendario editoriale: un sinonimo?

Prima di spiegarti come creare un piano editoriale efficace, dobbiamo necessariamente fare un po’ di chiarezza introducendo due definizioni che sembrano simili, anche se in realtà si tratta di due concetti differenti tra loro.

Mi riferisco al piano editoriale ed al calendario editoriale.

Il piano editoriale social è quel documento che contiene informazioni su cosa dovrai pubblicare e come: racchiude cioè tutte le tematiche che dovrai necessariamente affrontare, la tipologia di contenuto e il formato.

Il calendario editoriale riguarda invece la calendarizzazione vera e propria dei contenuti: ovvero, per utilizzare dei termini più semplici, il calendario editoriale non è altro che la trasformazione del piano editoriale in contenuti, per il quale vengono fissati la data di pubblicazione, il formato dei contenuti per i social, la piattaforma nella quale verranno condivisi.

Questo significa che il piano editoriale è il primo step per riuscire successivamente a stilare il tuo calendario editoriale.

Gli step per la creazione di un piano editoriale social

Adesso che abbiamo capito cos’è un piano editoriale, puoi iniziare a pianificare il tuo.

Ti consiglio di utilizzare un foglio di lavoro come quello Excel o Google Sheets per organizzare l’elenco dei contenuti che dovrai trattare, oltre che i social media scelti per veicolare le informazioni.

La prima azione da compiere nella redazione del piano editoriale è quella della definizione degli obiettivi: sapere esattamente cosa vuoi ottenere con i tuoi contenuti ti aiuterà a individuare le parole chiave da utilizzare e gli argomenti che dovrai necessariamente trattare per raggiungere i tuoi scopi.

Ma la definizione degli obiettivi prevede anche una profonda conoscenza del tuo pubblico.

Anche se hai stabilito gli obiettivi, devi necessariamente sapere chi saranno coloro che vedranno i tuoi contenuti, altrimenti non riuscirai ad ottenere né interazioni, né tantomeno conversioni.

Determinare le caratteristiche di chi ti segue potrà esserti utile sia per adattare il tone of voice dei tuoi contenuti, sia per creare contenuti che siano realmente di valore per gli utenti: è importante riuscire ad individuare cosa piace al pubblico e cosa potrebbe trovare interessante.

Creare un piano editoriale social che funzioni significa anche scegliere il social giusto per veicolare il contenuto social nel formato che hai scelto.

In base alle informazioni che vuoi veicolare e al tipo di prodotto o servizio che offri, dovrai scegliere i social più adatti e pubblicare solamente su quelli. Ricorda inoltre che non occorre creare contenuti su tutti i social, perché i tuoi potenziali clienti non sono su tutte le piattaforme esistenti: la precedente analisi del tuo pubblico ti sarà molto utile per selezionare i social più profittevoli per la tua attività.

Una volta ultimato il piano editoriale seguendo queste indicazioni, potrai procedere alla calendarizzazione dei contenuti per i social, con le parole chiave individuate.

Quando avrai stabilito le tematiche da trattare, in che formato esporle, quali sono gli obiettivi e il pubblico a cui vuoi rivolgerti, potrai procedere a stilare il tuo calendario editoriale, calendarizzando i contenuti.

Ti serve aiuto per realizzare un piano editoriale efficace per i tuoi social? Contattaci e richiedi la tua consulenza!

Laura Caracciolo, Social Media Manager

facebook

Facebook Shops: come funziona e come può aiutarti a vendere

Sapevi che, già da qualche mese, è disponibile un nuovo tool di Facebook che permette anche alle piccole e medie imprese di creare e gestire un vero e proprio negozio online? Si tratta di Facebook Shops, un tool che ti permetterà di vendere ai tuoi clienti direttamente tramite il tuo profilo Facebook.

Alcuni, facendo confusione, scambiano Facebook Shops col Marketplace, ma attenzione: si tratta di due funzionalità ben diverse, in quanto Facebook Shops racchiude in sé un set di strumenti professionali per venditori e aziende.

Vediamo nello specifico di cosa si tratta, come funziona e se potrebbe fare al caso tuo.

L’ultima frontiera del Social Commerce

Da anni ormai le aziende utilizzano quotidianamente i social media per promuovere i propri prodotti (e, perché no, i propri servizi), ed è proprio in quest’ottica che si è sviluppato il fenomeno del Social Commerce, ovvero la possibilità di effettuare gli acquisti direttamente sui social.

In fondo, se ci pensiamo bene, i nostri potenziali clienti passano moltissimo tempo sui social media durante il giorno: sarebbe veramente un gran peccato non sfruttare questi canali per dare una svolta al tuo business.

E questo è il motivo per cui è nato Facebook Shops. Il nuovo tool permette alle aziende ed ai privati di poter creare su Facebook una vetrina virtuale nella quale esporre i propri prodotti.

Come nel caso delle vetrine reali, anche le vetrine di Facebook Shops sono altamente personalizzabili, in modo da rendere perfettamente riconoscibile il nostro brand ai clienti.

La vetrina di questo vero e proprio negozio online sarà visibile su tutte le app di proprietà di Facebook: dunque non soltanto su Facebook, ma anche su Instagram, WhatsApp e Messenger.

Conviene davvero usare Facebook Shops?

Il nuovo tool di Facebook ha tutte le carte in regola per garantire alle aziende un aumento della propria visibilità e delle vendite.

Innanzitutto, l’iscrizione a Facebook Shops e la personalizzazione delle vetrine è gratuita, quindi anche se deciderai di non usufruirne e se non venderai nulla, non perderai denaro.

Le commissioni sono infatti applicate solo nel caso in cui vengano effettuate delle vendite, e gli unici pagamenti che effettuerai saranno quelli legati all’eventuale pubblicità, se deciderai di farla.

Inoltre, con Facebook Shops hai la possibilità di vendere i tuoi prodotti facilmente, anche nel caso in cui tu non abbia ancora un vero e proprio e-commerce. Se invece hai già un tuo e-commerce e utilizzi uno dei partner Facebook (come Shopify), puoi collegare Facebook Shops al tuo e-commerce. In questo modo potrai iniziare a vendere i prodotti presenti sul tuo negozio online sfruttando l’enorme visibilità dei tuoi profili sui social media.

Infine, grazie a Facebook Shops, i tuoi potenziali clienti potranno trovare facilmente i tuoi nuovi prodotti, che potrai annunciare tramite dei post o delle live: anche nei post organici (cioè quelli non sponsorizzati) sarà infatti possibile inserire dei tag che indirizzeranno gli interessati alla pagina del prodotto.

Hai bisogno di aiuto per realizzare la tua vetrina con Facebook Shops? O non hai ancora ben chiaro il suo utilizzo? Allora non aspettare oltre, contattaci. Ti daremo una mano noi.

Laura Caracciolo, Social Media Manager

i social non funzionano

I social non funzionano

I social non funzionano: se anche tu la pensi così prenditi 2 minuti di tempo per leggere questo articolo.

Oramai lo sappiamo bene tutti: la pandemia Covid19 tuttora in corso ha dato un’accelerata al progresso ed in men che non si dica ci siamo ritrovati tutti “social”.

Facebook, Instagram, Linkedin, Twitter… in un attimo c’è stata la corsa a presidiare tutte le piattaforme in modo da accaparrarsi visibilità e presenza.

Terminato il primo periodo di grande entusiasmo, che più o meno è avvenuto intorno al primo lockdown, molti tra imprenditori e professionisti hanno cambiato idea e sono quasi diventati scettici circa la possibilità di utilizzare i social a beneficio della propria attività professionale o di impresa.

Così si è passati da una prima fase di presidio di ogni canale ad una fase di quasi abbandono delle piattaforme perché tanto

i social non funzionano

È vero, siamo un popolo latino, siamo amanti del contatto personale e delle relazioni dirette. Digeriamo un po' male l’idea di interfacciarci via web con clienti siano essi già acquisiti o potenziali.

Crediamo fortemente nel passaparola nel quale è radicato fortemente ogni nostro business e ogni scusa è buona per dare la colpa a Facebook.

Eppure, che ci piaccia o no dobbiamo conciliare il web con le relazioni interpersonali.

I social sono un mezzo di comunicazione potente, non possiamo ignorarli o trascurarli. I social non sono il futuro: sono il presente. Il nostro presente.

Tanto per dare un’idea… è di questi giorni la notizia che la celebre azienda svedese IKEA ha deciso, dopo ben 70 anni, di non stampare più il catalogo ma di gestire meglio i social media perché “tanto oramai gli utenti sono tutti sui social”.

Eppure, ancora oggi qualcuno insiste. I social non funzionano.

Corretto, giusto.

I social non funzionano se:

  • Non c’è una strategia a monte. Questo accade quando non si definiscono gli obiettivi, non si studia il mercato in cui si opera, non si definisce bene il target di riferimento…
  • Non c’è un piano editoriale ben definito e manca un calendario editoriale preciso: semplicemente ogni giorno si decide cosa pubblicare e dove.
  • Non c’è continuità nella pubblicazione: si pubblica “quando si ha tempo”
  • Non c’è una gestione professionale: i post sono privi di immagini adeguate, per non perdere tempo si collegano gli account, il copy non è adeguato, il linguaggio è troppo tecnico….
  • Non si realizzano campagne, non si progettano funnel cioè veri e propri percorsi che portano gli utenti a prendere decisioni di acquisto.

Insomma, l’improvvisazione non porta a nulla. È solo una perdita di tempo e nuoce fortemente all’immagine dell’azienda o del professionista.

Meglio non esserci affatto. Peccato, però. Se anche voi state ragionando in questo modo, sappiate che questa soluzione offre spazio ai vostri concorrenti.

In un mercato fortemente competitivo non basta saper fare: bisogna anche far sapere.

Laura Caracciolo, Social Media Manager

Per approfondire leggi anche https://www.emeracomunicazione.it/2020/04/15/lecommerce-oggi-al-tempo-del-coronavirus/

come fare personal branding su linkedin

Come fare Personal Branding su LinkedIn

Perchè LinkedIn è molto più di un curriculum online

Curare il proprio personal branding significa gestire la propria immagine professionale in modo che gli altri ci riconoscano come gli esperti di riferimento in quel determinato settore.

Ne parla Laura Caracciolo in questo articolo che spiega perché e come fare personal branding su LInkedin che è consigliato per approfondire l’argomento.

La necessità di “metterci la faccia”, di distinguersi dai concorrenti e di selezionare con cura i propri clienti ideali, elementi che lei mette in evidenza, ci portano a considerare attentamente LinkedIn quale canale per il nostro personal branding.


Ma come, LinkedIn non è lo strumento per chi cerca/offre lavoro?

Quando me lo chiedono rispondo con slancio:
Non solo!”

È ancora troppo diffuso l'equivoco di fondo che essere presenti su LinkedIn significhi, di fatto, pubblicare una sorta di curriculum online. Ma questa è una convinzione assai limitante che rischia solo di far perdere opportunità di business!

Se ben inserito nella strategia di comunicazione LinkedIn diventa infatti l’alleato per farsi notare da contatti profilati.

Qualche motivo per cui  valutare questa piattaforma per il  marketing online?

  • A proposito del “metterci la faccia” → Il cuore di LinkedIn sono le persone, intese come professionisti: un profilo ben costruito è l'optimum per raccontarci attraverso biografia, esperienze lavorative, percorso formativo, competenze confermate, testimonianze positive sul nostro operato, pubblicazioni e progetti realizzati, network di contatti e così via.
  • A proposito del distinguerci dai nostri concorrenti → Su LinkedIn abbiamo la possibilità di pubblicare contenuti utili a farci avvicinare da profili per noi interessanti. Possiamo farlo attraverso la creazione di post o articoli approfonditi, la condivisione e i commenti alle risorse pubblicate da altri, la partecipazione attiva alle discussioni nei gruppi tematici.  Ogni nostra azione e reazione contribuisce a costruire l'immagine percepita della nostra figura, sia  umana che  professionale.
  • A proposito del selezionare accuratamente i nostri clienti ideali → Ciò che possiamo aspettarci quando ci muoviamo nell'ecosistema di LinkedIn è che le persone lo abitino per un motivo preciso: fare business. Non ingannare il tempo rilassandosi, bensì sviluppare relazioni, creare opportunità, aggiornarsi.

E in più bisogna considerare che LinkedIn...

  • genera quasi la metà del traffico dai social media verso siti web B2B;
  • permette di entrare in contatto diretto con i decision makers aziendali;
  • se ben utilizzato, consente ancora di ottenere una buona visibilità organica (senza dover  investire per forza budget in advertising, come accade su Facebook);
  • al momento non è utilizzato con piena consapevolezza da parte dei suoi (numerosi) utenti italiani: c’è ancora spazio per farsi notare, se non si perde altro tempo!

Ora dovrebbe essere chiaro come fare personal branding su LinkedIn ma se ci fosse qualche dubbio contatta il team di Emera Comunicazione per un check gratuito del tuo profilo LinkedIn. Vai in home page e compila subito il form.

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Sei curioso di capire come sfruttare al meglio LinkedIn per il tuo personal branding?

Leggi anche https://www.emeracomunicazione.it/2020/03/19/linkedin-per-i-professionisti/

come creare campagne pubblicitarie di successo

Come creare campagne pubblicitarie di successo

Come creare campagne pubblicitarie di successo su Facebook e Instagram. Ecco Il metodo di EMERA.

Davvero pensi che per sponsorizzare un post ti bastino solo cinque minuti?

Se è così, allora prenditi 5 minuti e leggi questo articolo che ti spiegherà come creare campagne pubblicitarie di successo.

Ti è mai capitato di sponsorizzare un post per la tua azienda su Facebook e Instagram, con risultati più o meno positivi?

Avrai notato come la modalità sia piuttosto intuitiva  e veloce se hai un minimo di confidenza con le piattaforme.

Noi di EMERA Comunicazione ci imbattiamo spesso in clienti che hanno già fatto qualche esperimento con le sponsorizzate (in autonomia o con l'aiuto di “professionisti”). Purtroppo, il 99% di loro non ha idea di cosa sia il Facebook Pixel e del perché andrebbe installato sul sito web aziendale. Per non parlare della quasi totale assenza di strategia a monte.

Il lato positivo della situazione è che così sappiamo subito di poter migliorare la resa dei loro investimenti pubblicitari - anche se resta chiaro che una buona pubblicità non può fare nulla per un prodotto scadente o un pessimo servizio clienti…

Qual è dunque il metodo che ho sviluppato con il team di EMERA Comunicazione per creare campagne pubblicitarie di successo su Facebook e Instagram?

Il nostro lavoro si sviluppa in più fasi:

  • Analisi della situazione e definizione della strategia: obiettivi da raggiungere e precisa messa a fuoco delle caratteristiche dei clienti target da raggiungere
  • Se non esistono, creazione del Business Manager del cliente (in modo che le risorse -  pagina, account pubblicitario resteranno sempre di sua proprietà) e del Pixel che il web master dovrà installare sul sito (operazione davvero semplice e veloce, con le istruzioni che forniamo!)
  • Creazione dei pubblici target, anche a partire da liste costruite in linea con la normativa sulla Privacy e dalle interazioni ottenute in precedenza con account social e sito web
  • Scelta dei posizionamenti pubblicitari (ovvero dove appariranno gli annunci: news feed, stories etc) da testare
  • Ideazione della creatività e del copy persuasivo degli annunci (se non hai ancora letto del marketing a risposta diretta, ti consiglio questo articolo della nostra copywriter Romina Mattoni https://www.pmi.it/impresa/pubblicita-e-marketing/344077/cosa-fa-il-copywriter-e-perche-averne-uno.html)
  • Eventuale creazione di Landing Page di destinazione delle campagne ed integrazione con chatbot o campagne di email marketing 
  • Monitoraggio dei risultati e costante ottimizzazione delle campagne

Perchè tutto questo lavoro? Essenzialmente per 3 ragioni

1-Perchè ogni variabile può avere un impatto significativo sulla buona riuscita o meno della campagna.

2-Perchè il nostro obiettivo è far ottenere il massimo ai nostri clienti con il budget che ci viene affidato.

3-Perché la competizione per la visibilità sui social media è in continua crescita e ciò che fino a ieri funzionava oggi non è più sufficiente.

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A proposito...

Se ti stai chiedendo:
Ma cos’è questo benedetto Pixel e perchè dovrei averlo sul mio sito?

Richiedici un appuntamento per valutare la tua situazione specifica e capire come possiamo aiutarti:

Vai nella home page di https://www.emeracomunicazione.it/ e compila subito il form

le promesse dei Social Media Manager

Le promesse dei Social Media Manager

Le promesse dei Social Media Manager

PROMETTERE E NON POTER MANTENERE: PUBBLICITA’ REGRESSO

Le promesse dei Social Media Manager suonano più o meno così: “Ottieni la visibilità che hai sempre cercato! Aumenta la tua visibilità, fai decollare il tuo fatturato. Richiedi il nostro piano marketing per far aumentare il fatturato della tua azienda. Le migliori strategie di social media marketing al servizio della tua azienda. Trasformiamo le tue idee in progetti di successo.”

Ammettetelo! Le avete riconosciute. Sono solo alcune tra le frasi più gettonate che agenzie e social media manager inseriscono nei loro siti internet. Lo scopo è quello di convincere chi vuole aumentare il proprio business o la propria visibilità in rete ad affidarsi a loro proprio in virtù di quanto promesso. Tutte richieste legittime da parte di un cliente che vengono riposte nelle mani di chi, sui propri siti, ha rimarcato le proprie capacità, le possibilità ed i successi ottenuti, magari con abbondanza di recensioni di clienti che si dichiarano pienamente soddisfatti.

Purtroppo, questo tipo di promozione della propria attività ben può essere definita, da parte di un cliente insoddisfatto, pubblicità ingannevole. Viene promesso qualcosa che ogni buon Social Media Manager (SMM) sa bene di non poter mantenere. D’accordo che la pubblicità è l’anima del commercio ma, in non poche ipotesi, le promesse dei Social Media Manager sono affidabili e credibili quanto quelli di Vanna Marchi ai tempi in cui faceva l’imbonitrice delle televendite.

Per fortuna si incontrano sempre meno Social Media Manager che dichiarano spudoratamente che “con me, raddoppierai il tuo fatturato” oppure che “con i nostri consigli tutti i nostri clienti sono diventati leader del loro settore” o altri messaggi simili. Bel colpo! Ma come tra noi avvocati ammettiamo che “Per ogni detenuto condannato c’è a piede libero chi l’ha difeso”, per i SMM si dovrebbe dire che per ogni campagna online non andata bene c’è un SMM che ha perso un cliente che, magari, proprio a causa di quell’investimento, ha visto la propria azienda entrare in una situazione di crisi.

Purtroppo, messaggi come quelli riportati, creano attorno al Social Media Manager un’aurea di successo che non può essere peraltro garantito perché, come è stato già più volte detto, non è possibile garantire il risultato che il cliente vuole o, peggio ancora, sogna a seguito proprio degli annunci lanciati da non poche agenzie che così millantano: “vi facciamo raggiungere i vostri obiettivi di crescita.”

Mi si potrebbe obiettare che nei contratti firmati con i clienti questi aspetti non vengono riportati, e quindi il cliente non può pretendere quel risultato. Giustissimo: non può essere infatti dedotto in un rapporto scritto la certezza di un risultato (ma immagino che pur di avere qualche cliente in più, qualcuno non esisti a farlo), ed un bravo Social Media Manager inserisce nel contratto solo le proprie attività, non certo gli obiettivi del cliente. Ciò non toglie che le ragioni per le quali il cliente vi ha scelto sono i vostri messaggi con cui viene garantito il successo, E quelli, una volta ripresi, fotografati, screenshottati (che brutta parola ormai troppo abusata), possono valere come prova in una causa per inadempimento e, forse, per danni, nei confronti del SMM o dell’agenzia.

Dobbiamo ancora una volta ricordare come l’obbligazione assunta dal Social Media Manager è di mezzi, e non di risultato, come magari vorrebbe il cliente. L’attività di chi fa del suo meglio per far conoscere e promuovere l’azienda ed i prodotti di un’impresa, non potrà mai garantire che quell’azienda ottenga il milione di click e like che ci si aspetta o il raddoppio del fatturato. E’ impossibile; tuttavia le promesse dei Social Media Manager e quelle delle agenzie fanno ritenere il contrario. E’ quindi facile immaginare un cliente che, non certo consapevole del concetto di obbligazione di mezzi (perché magari lui è il primo che, vendendo un prodotto, garantisce il risultato), dopo alcuni mesi di una campagna social magari ben fatta, decida di non pagare perché non vede i risultati. A fronte delle (forse legittime) proteste del SMM, il cliente potrebbe aprire il suo sito e dirgli “Ma tu garantisci questo!”. Non credo sia una bella situazione da affrontare ed esistono gli strumenti per poterla evitare. Ma dai messaggi che ancora si vedono in rete, sembra che molti SMM non vogliano capirlo.

Avv. Gianni Dell’Aiuto

Per approfondire leggi anche https://www.emeracomunicazione.it/2020/05/10/il-contratto-del-social-media-manager/

gli obblighi del social media manager

Gli obblighi del Social Media Manager

Gli obblighi del SMM sono in linea di massima, obbligazioni di mezzi che possono andare in contrasto con le pretese di risultato da parte del cliente. Come gestire questo binomio che può creare non pochi problemi?

Immaginiamo la scena. Un SMM riceve una telefonata da un suo cliente che, con tono alterato, esordisce così: “E’ da quindici giorni che hai iniziato a lavorare sui miei social. Non ho venduto neanche un prodotto in più e non sono aumentati i like su Facebook”. O altre frasi di questo tenore in base all’attività del cliente e sulle aspettative che questi si era creato. La risposta del SMM potrebbe essere del tipo che è troppo presto per vedere i risultati, che il posizionamento è appena iniziato e che la comunicazione richiede tempo per essere efficace. Sono giustificazioni che un cliente può accettare? Probabilmente no. E sicuramente non apprezzerebbe neppure sentirsi dire che “io non posso garantire risultati!” perché, viceversa, è proprio il risultato che il cliente si aspetta. Del resto, quando vi ha scelti, si è fidato perché sul vostro sito avete scritto che migliorate la visibilità social e aumentate le conversioni da contatti a clienti. E magari vi rendete conto in quel momento che avete messo in evidenza la massima resa sui budget destinati alle campagne pubblicitarie.

Conseguenza? Dopo un mese o due di campagna social e i vostri sforzi, il cliente risolve il contratto e si rifiuta di pagare a fronte di ciò che per lui è zero risultati. Difficile quindi per il SMM ottenere il pagamento del residuo periodo contrattuale, ciò anche in considerazione del mancato riconoscimento della categoria, di un albo che abiliti alla professione, di tabelle per poter calcolare validi parametri sui compensi. Il rischio, quindi, è quello di non essere pagati o, ipotesi non del tutto remota, ricevere richieste danni o restituzione dei compensi anticipati.

Perché tutto ciò? E’ chiaro per il SMM che non può garantire con certezza assoluta che aumentino i click, i like, le visite su un sito e, meno che mai, le vendite di un prodotto o un incremento di voti alle prossime elezioni. Insomma, quali sono gli obblighi del Social Media Manager? Il SMM può solo svolgere al meglio il proprio lavoro e garantire il suo impegno e la professionalità. Ma è questo che il cliente vuole?

Ci troviamo in una strana situazione in cui giuridicamente parlando, il SMM mette a disposizione inserendola nel contratto, quella che è un’obbligazione di mezzi a fronte di una volontà del cliente che vuole un risultato; ma l’obbligazione di risultato è cosa ben diversa. Un esempio semplice? Al medico che cura un paziente malato, viene richiesta un’obbligazione di mezzi, non potendo garantire la guarigione; un trasportatore deve invece porre in essere un’obbligazione di risultato: consegnare la merce nel luogo esatto. Un avvocato non può garantire il buon esito di una causa, ma se mi rivolgessi ad un chirurgo plastico con la foto di come voglio venga rifatto il mio naso, ecco che chiedo un risultato.

Gli obblighi del Social Media Manager quali sono? Insomma, come si collocano i SMM in questo contesto dal momento che, mancando una normativa di riferimento, si deve ricorrere ai principi generali codicistici e a strumenti contrattuali che devono essere di volta in volta adattati alla sua attività? Il tutto tenendo conto del cliente che vuole e pretende risultati. Magari basandosi sulle pagine social proprio del SMM che contengono messaggi fuorvianti se non addirittura con toni trionfalistici quando scrivono frasi del tipo: Con noi risultati garantiti; I nostri clienti raddoppiano le visualizzazioni e il fatturato in sei mesi”.

Soluzioni per il SMM? Intanto quello di “educare il cliente”, rendendolo consapevole che anche se portate il cavallo al pozzo, non è detto che beva (la saggezza dei vecchi proverbi), ma questo adagio dovrebbe trovare il giusto inserimento nei contratti dei SMM; contratti che a loro volta dovrebbero essere costruiti di volta in volta e non presi da modelli trovati su internet. Girano infatti sulla rete schemi di contratto per SMM che si occupano solo di alcuni aspetti e ne tralasciano altri di rilievo quali, ad esempio, proprio la circostanza che non è possibile garantire risultati. Peggio ancora potrebbe andare a coloro che, ancora oggi, si limitano a definire il rapporto con il cliente sulla semplice base dell’accettazione del preventivo. Le strette di mano andavano bene (forse) in un’altra epoca: oggi sono a dir poco inopportune.

Ultima considerazione ma non certo ultima per importanza. Accedere ai social dei clienti, vuol dire avere le loro chiavi di casa e poter prendere visione di tutti i dati personali (magari anche quelli sensibili) dei loro clienti e follower. Vi siete tutelati per quanto attiene al GDPR, trattamento dati, privacy e dintorni? Anche questo dovrebbe essere inserito nei contratti. Anche questo fa parte degli obblighi del Social Media Manager.

Avv. Gianni Dell’Aiuto

Per approfondire leggi anche https://www.emeracomunicazione.it/2020/05/10/il-contratto-del-social-media-manager/

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