Social Media, come usare i tuoi profili per integrare con successo il tuo curriculum vitae

Social Media, come usare i tuoi profili per integrare con successo il tuo curriculum vitae

Il digitale, le nuove tecnologie e, soprattutto, i social media, hanno cambiato il nostro mondo in maniera radicale. E non solo per ciò che riguarda il tempo libero: sappiamo benissimo, oramai, che i social possono fare la fortuna di aziende e professionisti, se adeguatamente utilizzati.

C’è però un aspetto relativo a queste piattaforme che, ancora oggi, è spesso molto sottovalutato. Mi riferisco al potere che i social media possono avere per integrare con successo un curriculum vitae.

I social, infatti, possono diventare uno strumento in grado di attirare collaborazioni e partnership fruttuose e, perché no, un nuovo lavoro. È chiaro che, per ottenere questi risultati, i tuoi profili dovranno essere adeguatamente sfruttati e ottimizzati. Scopriamo come.

I profili sui social media come integrazione al curriculum vitae

Così come sono tantissimi i brand che utilizzano i social media per sponsorizzare prodotti e servizi, allo stesso modo sono molte le aziende che li utilizzano per reclutare personale.

Da quando piattaforme come LinkedIn hanno ottenuto successo e seguito, infatti, i recruiter si dedicano alla ricerca di nuovi potenziali candidati anche attraverso i social.

I profili professionali, dunque, diventano una sorta di curriculum vitae virtuale che si affianca a quello classico, un tempo stampato in formato cartaceo. In effetti, un profilo LinkedIn aggiornato e correttamente ottimizzato fornirà tantissime informazioni, al pari di un cv.

In quest’ottica, i profili professionali permettono di integrare le informazioni contenute nel tuo curriculum. Piattaforme come LinkedIn ti consentono di connetterti ai tuoi colleghi e (ex) datori di lavoro, i quali possono scrivere le cosiddette “Raccomandazioni”.

Si tratta di una sorta di recensione che chi ha lavorato o lavora con te può lasciare sul tuo profilo. Il che permetterà ai recruiter di farsi un’idea più approfondita in merito alle tue competenze e alle tue abilità lavorative.

Il nuovo ruolo del cv

In base a quanto detto fino ad ora, potresti domandarti se il curriculum vitae abbia o meno perso il suo ruolo nella ricerca di lavoro.

La risposta, ovviamente, è negativa: il cv è e resterà uno strumento che i recruiter sfrutteranno per la selezione di personale. Infatti, permette di prendere visione del percorso formativo del potenziale lavoratore, oltre che delle sue peculiarità.

Se redatto come si deve, fornirà al recruiter la maggior parte delle informazioni preliminari sul candidato. I social media, quindi, forniranno una sorta di approfondimento, che integrerà il curriculum alla perfezione.

Come integrare il curriculum vitae grazie ai social media

È chiaro che, per fungere da integrazione efficace al curriculum vitae, i tuoi profili sui social media dovranno essere correttamente ottimizzati.

Il primo consiglio è quello di concentrarti sul tuo profilo professionale su LinkedIn. Si tratta della piattaforma migliore per mostrare le tue competenze.

Completa ogni informazione richiesta, inclusa la descrizione: inserendo delle parole chiave pertinenti col tuo lavoro e le tue competenze, i recruiter ti troveranno facilmente.

Una volta creato il tuo profilo e dopo averlo ottimizzato, inizia ad utilizzarlo. Pubblica post e articoli interessanti, atti a mostrare al pubblico dei social media i tuoi successi nel lavoro e le tue competenze come professionista.

Inoltre, non dimenticare che i social media, per loro natura, sono degli ottimi strumenti per entrare in relazione con gli altri. Sii dunque attivo: commenta, invia richieste di collegamento, partecipa alle discussioni iniziate dai tuoi colleghi.

Le interazioni permetteranno al tuo profilo di ottenere visibilità, attirando spontaneamente nuove e interessanti opportunità di lavoro.

Ti piacerebbe imparare ad utilizzare i social media per integrare al meglio il tuo curriculum vitae ma non sai da dove iniziare? O hai bisogno di una mano per creare post e articoli che possano attirare recruiter e potenziali collaborazioni fruttuose? Allora contattaci subito: creeremo per te un piano editoriale atto a soddisfare le tue esigenze.

Laura Caracciolo, Social Media Manager

Cos’è Instagram Threads e perché puoi usarlo per accrescere il tuo business

Cos’è Instagram Threads e perché puoi usarlo per accrescere il tuo business

Il successo del suo rilascio a luglio ha convinto, in soli 5 giorni, 100 milioni di utenti a utilizzarlo. E adesso Instagram Threads è arrivato anche in Italia. Nel nostro Paese, la nuova piattaforma di messaggistica legata a Instagram è stata rilasciata lo scorso 14 dicembre 2023.

Se ne hai sentito parlare e sei un professionista o il proprietario di un’attività, ti sarai sicuramente chiesto come usare la nuova app per il tuo business. O, se non la conosci ancora, ti starai sicuramente chiedendo cos’è Instagram Threads.

In questa guida risponderò a tutte le tue domande sulla nuova piattaforma. Ne analizzeremo il funzionamento e le opportunità di utilizzo per il business.

Cos’è Instagram Threads

Instagram Threads è conosciuto anche, più semplicemente, come Threads, e rappresenta la risposta di Meta a Twitter, ora conosciuto come X.

L’app, infatti, è una piattaforma di microblogging. Ti permetterà cioè di condividere brevi aggiornamenti in formato testuale. Il limite di caratteri è attualmente fissato a 500, ma su Threads puoi condividere anche molto altro.

Come accade su Twitter, anche su questa nuova piattaforma i testi possono essere accompagnati da link esterni, immagini e video. Questi ultimi, per essere condivisibili su questo nuovo social media, devono avere una durata inferiore o pari a 5 minuti.

Il nuovo social, però, non è una piattaforma a sé stante: nasce in stretto collegamento con Instagram. Il che significa che, per accedervi, basta possedere un account su Instagram, senza crearne uno nuovo.

Fin dal primo accesso alla nuova piattaforma, comunque, il profilo Threads potrà essere arricchito e personalizzato con informazioni aggiuntive.

Come usare Instagram Threads per il business

Probabilmente ti starai domandando se Instagram Threads può essere sfruttato con finalità pubblicitarie. La risposta è sì: aziende e professionisti possono sfruttarlo per ottenere visibilità.

Si tratta infatti di una piattaforma recente e, in quanto tale, non si è ancora saturata. Il che vuol dire che, utilizzandola per partecipare a conversazioni e condividere threads, ossia i brevi contenuti testuali tipici della piattaforma, è possibile farsi notare da potenziali interessati.

Uno dei vantaggi maggiori per il business è che puoi utilizzare Threads per condividere link che rimandano al tuo sito web. Un’opzione che può tornati utile se vuoi rimandare i tuoi potenziali clienti ad uno specifico prodotto o servizio.

Inoltre, si tratta di uno spazio virtuale che può essere utilizzato per discutere in merito a tematiche in trend in un determinato momento.

Puoi dunque valutare l’inserimento della piattaforma all’interno del tuo piano marketing non solo per condividere aggiornamenti in tempo reale con chi ti segue, ma anche per creare contenuti esclusivi legati alle tematiche calde del momento.

Quali contenuti funzionano meglio sulla piattaforma?

Le potenzialità di Instagram Threads sono davvero numerose, ma dovrai fare i conti con i limiti della piattaforma. Come detto, infatti, Threads è una piattaforma di microblogging: dunque, i testi che potrai condividere al suo interno sono di lunghezza limitata.

In ogni caso, ti permette di condividere aggiornamenti brevi di tipo testuale. Una caratteristica che rende Threads ottimo per comunicare ai tuoi clienti, attuali e potenziali, nuovi lanci, offerte a tempo limitato o altre comunicazioni utili.

Dovrai tenere però in considerazione uno dei limiti attuali della piattaforma. Al momento, Meta non ha ideato funzionalità specifiche per i professionisti.

Il che vuol dire che i contenuti condivisibili su Threads sono attualmente solo organici. Non esiste, al momento, la possibilità di sponsorizzare i thread condivisi.

Un limite che può però trasformarsi in un vantaggio, soprattutto se hai a disposizione un budget limitato da investire su questo nuovo social.

Vuoi integrare Instagram Threads al tuo piano marketing per aumentare la tua visibilità sui social media? Contattaci immediatamente, il nostro team è pronto ad aiutarti.

Laura Caracciolo, Social Media Manager

Parole chiave come scegliere quelle più efficaci Le metriche SEO da considerare

Parole chiave: come scegliere quelle più efficaci? Le metriche SEO da considerare

Per la visibilità online della tua attività, scegliere le parole chiave più efficaci è fondamentale: ma come effettuare questa scelta? Scoprilo in questa guida.

Ogni volta che pubblichi un contenuto o un post sul blog del tuo sito aziendale, sicuramente lo fai con l’intento di aumentare la tua visibilità. Senza utilizzare parole chiave efficaci, però, le possibilità di farti trovare quanto un potenziale cliente ha bisogno dei tuoi servizi o dei prodotti che vendi si riducono drasticamente.

Ecco perché è fondamentare scegliere delle parole chiave realmente efficaci e pertinenti con le ricerche compiute dal tuo pubblico.

Devi, cioè, effettuare una ricerca e una selezione delle keyword pertinenti, concentrandoti soprattutto sulle parole chiave effettivamente usate da coloro che cercano attività, servizi e prodotti sui motori di ricerca.

Oggi ti aiuterò a capire come selezionare le migliori keyword sulle quali concentrarti in modo da creare dei contenuti che ti aiutino a migliorare il tuo fatturato.

Parole chiave, come scegliere quelle più efficaci: volumi e redditività

Il punto di partenza che devi considerare se ti stai chiedendo come scegliere le parole chiave più efficaci per la tua strategia SEO sono i tool di analisi.

Strumenti come Ubersuggest, SEOzoom e il Keyword Magic Tool di Semrush, ma anche il Keyword Planner di Google, permettono di analizzare le keyword e diversi parametri ad esse collegati.

Per trovare le keyword in grado di offrirti i risultati migliori, dovrai tener conto di tutti questi parametri, iniziando da quello definito come “Volume di ricerca”.

Si tratta della metrica SEO che indica il numero di ricerche mensili effettuate per una determinata parola chiave. È ovvio, quindi, che concentrarsi su keyword con volumi molto bassi non è profittevole.

Le parole chiave più efficaci sono quelle con un volume di ricerca mensile adeguato. Non necessariamente elevatissimo, è chiaro: lavorando su una keyword molto ricercata, come vedremo nel prossimo paragrafo, sarà anche molto difficile posizionarsi.

Considera poi che generalmente le keyword che generano tantissimo traffico non sempre sono ottimali in termini di conversioni. Il consiglio è quello di concentrarti su parole chiave più specifiche, le cosiddette Long Tail Keyword che sono quelle più adatte a generare conversioni.

I tool di analisi delle keyword ti restituiranno poi una seconda metrica SEO: la redditività. Si tratta del costo previsto per ogni clic (CPC) legato agli annunci relativi alla parola chiave che stai analizzando.

Se il CPC è elevato, quella keyword è quasi certamente in grado di garantirti delle conversioni.

Come scegliere le parole chiave più efficaci: attenzione alla Keyword Difficulty

Quando effettui una ricerca delle parole chiave più pertinenti per la tua attività, indipendentemente dal tool che deciderai di utilizzare, dovrai inoltre tenere in considerazione un terzo parametro fondamentale.

Mi riferisco alla Keyword Difficulty, chiamata anche KD. In sostanza, si tratta di quella metrica SEO che indica quanto è difficile posizionarsi tra i primi risultati in SERP per quella determinata keyword.

Si tratta di parole chiave che potrebbero sembrarti molto efficaci perché popolari e tanto ricercate. Eppure, se il tuo obiettivo è quello di posizionare i tuoi contenuti, non sempre vale la pena concentrarsi su parole chiave con una KD troppo alta.

Soprattutto se l’autorità di dominio del tuo sito aziendale non è elevatissima, difficilmente ti posizionerai nella prima pagina dei risultati di ricerca.

Non dimenticare l’analisi delle tendenze

Infine, quando dovrai scegliere le parole chiave più efficaci per i tuoi contenuti, non dimenticare di analizzare le tendenze.

I tool di analisi mettono generalmente a disposizione dei dati precisi relativi all’andamento nel tempo delle ricerche della keyword analizzata. Devi infatti sapere che alcune parole chiave risentono di stagionalità: ci sono, in pratica, dei periodi in cui le ricerche mensili aumentano mentre in altri potrebbero diminuire.

Conoscere l’andamento delle tendenze nel tempo ti permette di capire se vale la pena, per la tua attività, posizionarsi per quella determinata keyword.

Sei hai ancora dubbi sulla ricerca delle parole chiave più efficaci, contattaci subito. Effettueremo per la selezione delle keyword più profittevoli per il tuo business.

Laura Caracciolo, Social Media Manager

Canali Telegram e WhatsApp tutti i vantaggi per il tuo piano marketing

Canali Telegram e WhatsApp: tutti i vantaggi per il tuo piano marketing

Oggi ancor poco sfruttati, i canali Telegram e WhatsApp rappresentano un’opportunità per migliorare il tuo piano marketing. Scopri qui tutti i loro vantaggi.

Sia Telegram che WhatsApp hanno messo a disposizione di aziende, professionisti e content creator uno strumento particolarmente utile. Parliamo dei Canali, che possono essere utilizzati non solo per aumentare la visibilità di un marchio o di un professionista, ma anche per entrare in contatto diretto con i potenziali clienti.

Utilizzare i canali Telegram e WhatsApp significa poter contattare i tuoi lead simultaneamente, con pochissimi passaggi. Sono molti i vantaggi che puoi trarre dall’utilizzo dei canali Telegram e WhatsApp che, se correttamente integrati all’interno del tuo piano marketing, saranno in grado di apportare risultati significativi. Oggi ti mostrerò come funzionano, quali contenuti ti consentono di veicolare e, soprattutto, in che modo sfruttare al meglio i canali per il marketing.

Canali Telegram e WhatsApp: come funzionano e punti di forza

Per prima cosa, scopriremo insieme il funzionamento dei canali Telegram e WhatsApp. Si tratta di vere e proprie piattaforme di comunicazione, che ti permettono di veicolare messaggi a tutti gli iscritti al canale stesso. Nel momento in cui effettuerai l’invio, tutti gli iscritti riceveranno una notifica, proprio come accade quando si riceve un messaggio in chat su Telegram e WhatsApp.

In questo modo, potrai condividere rapidamente le informazioni più disparate: dalle comunicazioni di tipo logistico alle eventuali promozioni attive. Si tratta di una comunicazione molto diretta, che ti mette in contatto con i potenziali interessati. Per questo, puoi sfruttare i canali per aumentare la fedeltà al tuo brand.

Uno dei principali vantaggi che puoi trarre dall’utilizzo dei canali Telegram e WhatsApp per il marketing è che questi permettono l’invio simultaneo di un messaggio. In poche parole, puoi inoltrare lo stesso messaggio contemporaneamente ad una specifica lista di clienti da te opportunamente selezionata.

Questa caratteristica rende i canali molto simili ai gruppi, ma si tratta di due strumenti diversi. Coloro che hanno effettuato l’iscrizione al canale non possono infatti vedere contatti e numeri di cellulare degli altri partecipanti.

Inoltre, il canale sarà di tua proprietà, e solamente tu potrai scrivere al suo interno. Gli iscritti al canale non possono, cioè, aggiungere una risposta all’interno della conversazione e dovranno contattarti personalmente per avere maggiori informazioni.

Canali Telegram: potenzialità e limiti

Le potenzialità di utilizzo dei canali su Telegram sono praticamente illimitate. Utilizzati da aziende e grandi brand, sono ad oggi molto utilizzati anche dai content creator.

Di base, le imprese e i professionisti usano questo mezzo di comunicazione come una sorta di newsletter, dove inoltrano lanci di prodotti, offerte e informazioni utili. In alcuni casi, oltre a comunicazioni, link e immagini, i canali Telegram sono usati per condividere file audio che gli utenti possono ascoltare, ma anche salvare.

Rispetto a quelli disponibili su WhatsApp che, come vedremo, possono contare su una sezione dedicata, i canali su Telegram vengono mostrati all’utente tra le chat e i gruppi.

Una novità su WhatsApp

Se su Telegram questo prezioso strumento è disponibile già da tempo, i canali WhatsApp sono stati introdotti solo di recente.

Dopo un periodo di prova limitato solamente a Singapore e Colombia, dal 13 settembre 2023 i canali sono disponibili in 150 Paesi, tra cui l’Italia.

I canali WhatsApp non sono poi così diversi da quelli disponibili su Telegram. Anche in questo caso, la comunicazione può essere inviata contemporaneamente a tutti coloro che seguono il canale, senza compromettere in alcun modo la privacy dei tuoi clienti.

Su WhatsApp, i canali vengono visualizzati sotto la scheda Aggiornamenti. Non compaiono quindi tra le chat, ma in una sezione separata, quella dove è possibile visionare anche gli Stati.

Per iniziare a seguire il tuo canale, l’utente dovrà ricercarlo tramite l’opzione Trova canale o, in alternativa, potrà utilizzare il link di invito che dovrai essere tu a condividere.

Vuoi integrare i canali Telegram e WhatsApp al tuo piano marketing ma non sai da dove cominciare? Contatta subito il nostro team, ce ne occuperemo insieme.

Laura Caracciolo, Social Media Manager

Business Magager o Business Suite Vediamo insieme kle differenze

Business Manager o Business Suite? Facciamo chiarezza: differenze e utilizzo dei tool

Se utilizzi i Social Media di proprietà del gruppo Meta, avrai sicuramente sentito parlare sia del Business Manager, sia della Business Suite. Si tratta di due strumenti fondamentali per la gestione corretta dei Social con scopi pubblicitari.

È impensabile gestire le tue campagne pubblicitarie, sia su Facebook che su Instagram e Twitter, senza saper padroneggiare al meglio questi due tool gratuiti.

In base a quanto detto fino ad ora, anche se spesso utilizzati come sinonimi, è chiaro che il Business Manager e la Business Suite sono due strumenti differenti. Ma, proprio perché spesso vengono confusi tra loro, ho deciso di mostrarti quali sono le loro caratteristiche e, soprattutto, le loro differenze. Se proseguirai nella lettura di questa guida le scopriremo insieme.

Business Manager e Business Suite: le differenze tra i due tool

Sia il Business Manager che la Business Suite di Meta sono degli strumenti necessari alla corretta gestione dei profili Social aziendali.

Il Business Manager di Facebook è quel tool prettamente creato per chi pubblica inserzioni. Grazie a questo strumento, le aziende e i professionisti presenti sui Social Media di Meta possono effettuare tutta una serie di fondamentali operazioni.

Dal tool si può accedere alle Pagine e gestirne gli annunci pubblicitari. Non solo pubblicandoli, ma anche modificandoli e analizzandone i risultati. E, in caso di partner pubblicitari esterni, questi possono essere aggiunti, in modo da poter a loro volta gestire Pagine e inserzioni.

Il Business Manager è dunque lo strumento che permette la totale gestione dell’account pubblicitario.

La Business Suite, invece, è uno strumento introdotto più recentemente, a partire dal 2020. Pensato anche per la gestione da dispositivi mobili, riunisce diverse funzionalità relative ai vari account sui social Meta.

Nel dettaglio, consente di creare, pubblicare e gestire i post, e di accedere a report e insight relativi alle campagne.

Meta Business Suite: cos’è e come funziona

Scendiamo adesso ancor più nei dettagli e analizziamo funzionalità e caratteristiche dei due strumenti, in modo da comprenderne appieno le differenze.

La Meta Business Suite è uno strumento di recente introduzione che Meta ha creato per unificare in un’unica sede diversi strumenti di marketing. Lo scopo principale è consentire la gestione rapida e immediata di diversi profili: Instagram, Facebook e Messenger.

Dalla suite, infatti, è possibile gestire post ma anche annunci e comunicazioni, senza dover necessariamente passare alle diverse piattaforme. Attraverso un unico strumento, insomma, è possibile gestire più account social.

Inoltre, la suite permette di accedere a strumenti di analisi e ottimizzazione delle campagne pubblicitarie. Puoi gestire i tuoi annunci direttamente dalla Business Suite ed anche ottimizzare le campagne adattandole al tuo target.

In definitiva, si tratta di una soluzione ideale per gestire, da un’unica piattaforma, la presenza della tua attività sui Social Media.

Tutto sul Business Manager: come funziona e a cosa serve

Passiamo ora ai dettagli sul secondo strumento, il Business Manager.

Rispetto alla Suite che abbiamo appena analizzato, possiamo definire il Business Manager uno strumento più avanzato, che garantisce un maggior controllo. La gestione garantita da questo tool è più efficiente, e garantisce l’accesso a strumenti di marketing ancor più sensibili.

Ad esempio, tramite il Business Manager potrai usare strumenti preziosi per le tue campagne, come il Pixel di Meta.

Inoltre, e questo aspetto è fondamentale se hai incaricato un’agenzia pubblicitaria o un Social Media Manager, da questo strumento potrai gestire, aggiungere e rimuovere collaboratori.

I collaboratori che aggiungi avranno accesso alle tue Pagine e ai tuoi account aziendali tramite il Business Manager. In caso di fine della collaborazione, non dovrai far altro che rimuovere le autorizzazioni concesse.

Adesso che ne conosci differenze e funzioni, vuoi sfruttare al meglio i due strumenti e, in generale, i canali social per promuovere la tua attività? Contatta immediatamente il nostro team per una consulenza mirata.

Laura Caracciolo, Social Media Manager

Contenuti di qualità ecco perché l’AI non sostituirà mai un copywriter

Contenuti di qualità: ecco perché l’AI non sostituirà mai un copywriter

Avrai sicuramente sentito parlare tantissimo, negli ultimi mesi, dell’Intelligenza Artificiale e di tool come ChatGPT. E, se hai un blog aziendale o professionale, o degli account business sui Social Media, ti sarai sicuramente domandato, almeno una volta, se puoi sfruttare l’AI per la creazione di contenuti di qualità atti ad aumentare la tua visibilità.

Non possiamo negare che l’introduzione dell’AI generativa rappresenti un punto di svolta quasi epocale. Tuttavia, pensare che questa possa sostituire il lavoro di copywriter umani e in carne ed ossa è un errore.

Un errore che, purtroppo, stanno compiendo in molti, dato che alcuni contenuti creati con l’AI hanno trovato spazio nella Google Search.

Google Search e contenuti generati con AI

Indubbiamente, alcuni contenuti creati con l’ausilio dell’Intelligenza Artificiale, già da settimane, sono stati introdotti nella Google Search. Tuttavia, il celebre motore di ricerca ha spesso tenuto a sottolineare che, come sempre, continuerà a privilegiare i contenuti di qualità.

Questo significa che, in sostanza, verranno tenuti in considerazione non tanto gli autori, quanto piuttosto le informazioni veicolate. Questo perché, quando crei un contenuto, dovrai sempre avere bene in mente che questo dovrà essere utile e di valore per i fruitori.

Sia se deciderai di servirti dell’AI, sia se si tratterà di un contenuto creato da un copywriter, affinché si guadagni un posto in Google Search dovrà essere in grado di soddisfare bisogni e interessi degli utenti.

Se te lo stai domandando, devi sapere che anche un contenuto generato con l’ausilio dell’AI potrà trovare posto in Google Search. Dovrà però rispettare le caratteristiche che abbiamo appena analizzato: dovrà, cioè, essere un contenuto di valore.

Perché un copywriter umano è essenziale nella creazione di contenuti di qualità?

Quanto detto fino ad ora non significa, ovviamente, che un contenuto generato dall’AI verrà necessariamente valutato come meritevole di posto in Google Search.

Il motore di ricerca considera, come fattore di ranking, la qualità. E un vero contenuto di qualità è quello che, essenzialmente, viene creato per soddisfare i bisogni dell’utente.

Inoltre, è un grosso errore credere che non ci sia differenza tra un contenuto creato con l’Intelligenza Artificiale ed un contenuto creato da copywriter. Anche se l’utilizzo dell’AI di solito non viola, di fatto, le regole del motore di ricerca, una macchina non potrà mai soppiantare la creatività e le conoscenze di un professionista umano.

Il copywriter è infatti l’esperto che conosce le tecniche per rendere un testo persuasivo. Inoltre, sarà in grado di sfruttare la sua creatività per creare un contenuto valido, fruibile, completo e, al tempo stesso, attraente per gli utenti.

C’è poi un aspetto importantissimo che rende il copywriter insostituibile. L’AI può essere in grado di raccogliere dati, ma non li saprà analizzare nei dettagli. Il professionista umano, al contrario, è dotato di sensibilità e, ovviamente, abilità che gli consentono di analizzare tali dati e dar loro un senso.

Potrà cioè utilizzarli e integrarli per creare contenuti di qualità, operazione che una macchina non potrà mai sostituire.

Questo implica inoltre anche che, pur accedendo ad un numero di fonti elevatissimo, l’AI non sarà mai in grado di selezionare le migliori. Operazione che il copywriter, al contrario, effettua ancor prima di creare un contenuto.

Come l’AI può supportarti nella creazione di contenuti di qualità

Ad ogni modo, non dobbiamo assolutamente demonizzare l’Intelligenza Artificiale. L’AI può essere una valida alleata nella creazione di contenuti di qualità.

Se l’attività del copywriter è e resterà insostituibile, i professionisti potranno comunque trovare supporto nell’utilizzo di ChatGPT e intelligenza artificiale generativa.

Ci sono infatti alcune attività in cui l’AI può essere di supporto. Innanzitutto, nella generazione di idee: il supporto dell’Intelligenza Artificiale potrebbe consentire una più rapida selezione di tematiche utili e pertinenti.

Inoltre, è possibile richiedere all’AI la revisione di testi. Una volta creato il contenuto, per aumentare il suo valore si può utilizzare l’Intelligenza Artificiale per aggiungere elementi, metafore e concetti.

Si può infine richiedere all’AI di migliorare l’ottimizzazione del testo, creare introduzioni, meta description e altri elementi utili.

Hai bisogno di creare contenuti da condividere sul tuo blog o sui tuoi social professionali? Contattaci ora, creeremo noi i contenuti di valore di cui hai bisogno.

Laura Caracciolo, Social Media Manager

Profilo dell'attività su Google - Fatti trovare su Google www.emeracomunicazione.it

Google Business Profile: come ottimizzare la tua scheda Profilo dell'Attività in maniera efficace

Se possiedi un’attività commerciale o professionale operante principalmente sul territorio, devi assolutamente conoscere le potenzialità di Google Business Profile (GBP): il Profilo dell’Attività. Se questo nome non ti dice molto, forse conosci questo strumento con la sua vecchia denominazione, ossia Google My Business.

Si tratta del tool di Google che può metterti in contatto diretto con i potenziali acquirenti. Quando un interessato effettua una ricerca che ha a che fare con un prodotto o un servizio geolocalizzato, Google gli restituirà, come risultato, non solo un elenco di siti web, ma anche di Google Business Profile. Si tratta delle schede aziendali pertinenti con la ricerca dell’utente, che possono aiutarlo a trovare il servizio o il prodotto cercato recandosi presso le aziende ubicate nelle sue immediate vicinanze.

Naturalmente, per poter far in modo che gli utenti ti trovino al momento giusto, è importante ottimizzare la tua scheda aziendale GBP in maniera efficace. Scopriamo subito come.

Come funziona Google Business Profile

Puoi considerare Google Business Profile come una sorta di intermediario virtuale tra la tua attività e i tuoi potenziali clienti.

Creare una scheda GBP significa infatti permettere agli utenti di trovarti tra le attività pertinenti quando effettuano la ricerca di prodotti e servizi offerti su base locale.

Ma c’è di più: la creazione di un Google Business Profile legato alla tua azienda ti permetterà non solo di figurare tra i risultati di ricerca, ma anche di apparire su Google Maps.

Gli utenti avranno disposizione una scheda di riepilogo che, se compilata correttamente, conterrà non solo il nome della tua attività, ma anche l’indirizzo della tua sede, il tuo numero di telefono, gli orari di apertura e tutta una serie di altre informazioni utili per chi vuole entrare in contatto con te, coi tuoi prodotti o coi servizi che offri ai tuoi clienti.

Quali sono i suoi vantaggi

Il vantaggio più immediato che deriva dall’utilizzo di Google Business Profile dovrebbe dunque apparirti già chiaro. La tua scheda aziendale permette ai potenziali clienti di conoscere la tua esistenza. E questo può tradursi con un’opportunità di fare affari immediati.

Inoltre, lo strumento GBP permette alle aziende di monitorare i clic, controllare le azioni compiute sulla scheda aziendale, analizzare il traffico. Gli strumenti di analisi di Google Business Profile sono gratuiti, così come è gratuita la creazione del profilo aziendale.

Google Business Profile: come creare e ottimizzare una scheda aziendale

Se vuoi iniziare a sfruttare le potenzialità di Google Business Profile, però, devi subito ottimizzare al meglio la tua scheda aziendale.

Per far questo, devi prima di tutto averne una: ti basta possedere un account Google e iniziare a creare la scheda sfruttando il sito ufficiale Profilo dell’attività.

La creazione della scheda è abbastanza intuitiva, quindi non ci soffermeremo molto su quest’aspetto. Ciò che ci interessa maggiormente è l’ottimizzazione corretta del Google Business Profile. Solo un profilo correttamente ottimizzato ti darà dei risultati concreti in termini di visibilità: la tua scheda dovrà dunque apparire in alto, tra le prime mostrate da Google per le keyword pertinenti.

Puoi ottenere questo risultato concentrandoti su questi cinque aspetti, da non sottovalutare assolutamente se vuoi ottenere risultati sensibili grazie a GBP:

  1. imposta un titolo adeguato: il titolo della scheda deve coincidere con il nome della tua attività. Potresti valutare di aggiungere keyword pertinenti, ma senza esagerare e limitandoti ad un massimo di due parole chiave;
  2. presta attenzione a categorie e sottocategorie: al momento di impostarle, seleziona quelle strettamente pertinenti col tuo business;
  3. incentiva le recensioni: i tuoi clienti possono lasciare recensioni legate all’attività proprietaria di un Google Business Profile. Non temere di chiedere ai tuoi clienti soddisfatti di scriverne una, per fornire indicazioni utili per gli utenti interessati;
  4. condividi post e foto: la tua scheda GBP può essere arricchita con post, immagini e altro materiale utile per i clienti. Condividi regolarmente aggiornamenti per mostrare ai potenziali interessati di cosa ti occupi;
  5. cura la SEO del tuo sito web aziendale: collegare il tuo Google Business Profile ad un sito web ottimizzato in ottica SEO avrà impatto positivo sul posizionamento della tua scheda GBP. Ad una scheda associata ad un sito correttamente ottimizzato, infatti, verrà assegnato un posizionamento migliore.

In più, una fantastica novità: è possibile inserire i link verso i seguenti principali social media:

  • Instagram
  • LinkedIn
  • Pinterest
  • TikTok
  • Twitter (X)
  • YouTube
  • Facebook

Hai bisogno di aiuto per ottimizzare la tua scheda aziendale Google Business Profile? Contattaci immediatamente, il nostro team saprà come aiutarti.

Laura Caracciolo, Social Media Manager

tik tok come si usa (1)

TikTok per il marketing: la guida step-by-step per iniziare ad usare la piattaforma

Se utilizzi i Social Media per trovare nuovi clienti, non puoi più fare a meno del marketing su TikTok. Inizialmente, questa piattaforma di condivisione di video brevi era utilizzata in prevalenza da giovani e, per tale ragione, le aziende ed i professionisti la guardavano con una certa diffidenza. Oggi, però, le cose sono cambiate: questo social conta, a livello mondiale, circa un miliardo di utilizzatori ogni mese.

Inoltre, l’età media di chi usa TikTok si è modificata, innalzandosi. Questo significa che vale la pensa considerare di includerlo nel proprio piano pubblicitario se vogliamo sfruttare al meglio le potenzialità del Social Media Marketing.

Tuttavia, conosco bene le difficoltà che un nuovo iscritto potrebbe incontrare: a prima vista, utilizzare al meglio TikTok, soprattutto con finalità pubblicitarie, potrebbe sembrare difficile.

Per questo, ho realizzato questa guida step-by-step per permetterti di iniziare ad usare questo social con finalità pubblicitarie.

TikTok per il marketing: come iniziare

Il primo passo da compiere, se ancora non lo hai fatto, è quello di scaricare l’app ufficiale, disponibile gratuitamente sia su Google Play che su App Store. Fatto questo, non potrai iniziare ad utilizzare TikTok per il marketing se prima non effettuerai la registrazione alla piattaforma.

Niente di troppo complesso, comunque: ci vorranno soltanto un paio di minuti. Puoi decidere di accedere in maniera diretta con Gmail, Facebook o Twitter, o creare un account impostando username e password.

Fatto questo, potrai iniziare ad impostare il tuo profilo. Ricorda che, dato che userai la piattaforma per aumentare la visibilità della tua attività, dovrai scegliere un account aziendale.

Gli account personali o quelli per creator non danno infatti la possibilità di usare i potenti tools che TikTok Business mette a disposizione delle aziende.

Una volta impostata o modificata la tipologia di account, dovrai infine modificare il profilo, arricchendolo con le informazioni relative alla tua attività. Se lo vorrai, potrai anche collegare i tuoi account aziendali creati su altri social, per mostrare agli utenti ogni sfaccettatura della tua impresa o della tua professione.

Ottimizzazione del profilo TikTok per il marketing

Prima di proseguire e scoprire come iniziare a pubblicare i tuoi video, è necessario spendere qualche parola sull’ottimizzazione del tuo account su TikTok.

Come vedrai nel momento in cui darai inizio alla creazione del tuo profilo per pubblicizzare il tuo lavoro, avrai pochissimi caratteri per far capire agli utenti di TikTok chi sei e di cosa ti occupi.

Dovrai dunque prestare attenzione ad ogni aspetto del tuo account, iniziando dalla foto profilo: deve necessariamente essere rappresentativa del tuo brand. Se hai un logo, utilizzalo come immagine profilo. In caso contrario, dovrai far in modo di scegliere una foto che rappresenti te e la tua attività.

Per quanto riguarda, invece, la sezione Biografia, avrai solamente 80 caratteri per descrivere ciò che fai. Dovrai puntare tutto sulla sintesi, cercando però di essere coinvolgente.

Come pubblicare i video

Quando avrai ultimato l’ottimizzazione dei tuoi account TikTok aziendale, potrai finalmente iniziare a creare i tuoi contenuti.

La condivisione di video sulla piattaforma è abbastanza immediata: per registrare il tuo contenuto, innanzitutto, dovrai avviare la modalità fotocamera mediante la scheda centrale dell’app.

Questo Social Media permette di arricchire i tuoi video con effetti speciali, accessibili dalle icone a destra. Potrai decidere di aumentare o diminuire la velocità di riproduzione, di aggiungere filtri, effetti o brani musicali, di creare un video unico o registrare più video brevi da unire poi in un contenuto unico.

Una volta creato il video, dovrai aggiungere una descrizione pertinente, che potrai arricchire di hashtag che abbiano a che fare col contenuto da te creato.

Prima di condividere il tuo post ricorda che, quando utilizzi TikTok con finalità legate al marketing, valgono le stesse regole di utilizzo valide per gli altri Social Media. I tuoi contenuti dovranno essere interessanti e utili per il tuo pubblico target.

Hai difficoltà nella creazione del tuo profilo aziendale su TikTok? Oppure integrare questo Social Media nel tuo piano marketing ma non sai da dove iniziare? Contattaci ora per una consulenza.

Laura Caracciolo, Social Media Manager

Twitch, una risorsa per le piccole aziende come sfruttarlo al meglio

Twitch, una risorsa per le piccole aziende: come sfruttarlo al meglio

Se stai cercando un nuovo canale per condividere video con i tuoi potenziali clienti, oltre a YouTube e a TikTok ti consiglio di valutare Twitch e le sue numerose potenzialità.

Al pari di YouTube, Twitch permette a chi crea contenuti di condividere video con i seguaci. C’è, però, una profonda differenza tra questa piattaforma e gli altri Social Media: su Twitch, infatti, i contenuti vengono condivisi in diretta.

Chi desidera utilizzare questa piattaforma di streaming non potrà limitarsi a creare un video e a caricarlo per renderlo disponibile per gli interessati. Tutto dovrà avvenire in tempo reale.

Questa particolare piattaforma è ampiamente utilizzata nel mondo del gaming, ma offre numerose opportunità di marketing. Anche i business, in particolare le piccole attività, possono trarre vantaggio dall’utilizzo di Twitch. Scopriamo insieme come puoi utilizzarla per promuovere la tua attività.

Cos’è Twitch

Il potenziale dei contenuti video per il marketing è ormai ben noto. Secondo il noto sito web tedesco Statista, che si occupa di sondaggi e dati, il numero di spettatori dediti alla visione di contenuti video è destinato ad aumentare.

Nel 2024, potremmo addirittura superare i 164 milioni di utenti che, ogni giorno, dedicano del tempo alla fruizione di contenuti video.

Buona parte di questi spettatori già oggi utilizza regolarmente Twitch. Si tratta della piattaforma di live streaming più popolare al mondo, acquistata da Amazon nel 2014.

Come ti ho già anticipato in apertura, Twitch è molto popolare tra gamer e appassionati di videogiochi anche se i contenuti condivisi quotidianamente al suo interno sono molto vari. Il canale è utilizzato anche da cuochi, artisti di vario genere, sportivi.

Con alle spalle più di dieci anni di streaming, la piattaforma conta più di 35 milioni di visitatori unici mensili, ed è quindi ovvio che moltissime attività abbiano deciso di sfruttare la popolarità del live streaming per sponsorizzare prodotti e servizi.

Pubblico e potenzialità

Prima di cominciare ad utilizzare questa piattaforma e di integrarla nel tuo piano marketing, dobbiamo analizzare nel dettaglio gli utenti che la utilizzano quotidianamente. In questo modo, sarai in grado di comprendere se coloro che utilizzano Twitch potrebbero essere potenzialmente interessati a ciò che hai da offrire.

In primo luogo, va considerato che il pubblico di Twitch è in gran parte composto da utenti di sesso maschile stando alle rilevazioni del 2022, il 65% degli utenti è rappresentato da uomini.

Inoltre, gli iscritti sono prevalentemente dei giovani: il 75% degli utenti iscritti ha tra i 16 ed i 34 anni. Se il tuo intento è quello di attrarre un pubblico under 35 e prevalentemente maschile, si tratta della piattaforma giusta.

Come utilizzare Twitch per promuovere aziende e attività

Ora che conosci le potenzialità di Twitch per il marketing, ti aiuterò a capire, in concreto, come utilizzarlo per promuovere il tuo business.

I video live si prestano benissimo per la condivisione di lezioni, contenuti a scopo informativo/educativo, dimostrazioni in diretta.

Altra tipologia di contenuto molto interessante che può essere veicolata con Twitch è quella “dietro le quinte”. Questa tipologia di video permette di soddisfare le curiosità che i clienti o i potenziali interessati nutrono nei confronti di un prodotto e/o nella genesi di un servizio.

Puoi infine usare Twitch per rispondere alle domande più frequenti dei potenziali clienti. Non dovrai avviare una sessione live solamente quando avrai contenuti da proporre: la piattaforma permette agli spettatori di interagire con lo streamer, ponendogli domande in diretta.

Questa tipologia di live ti permetterà non solo di rispondere agli interrogativi dei tuoi seguaci, ma anche di stabilire con loro un contatto diretto.

Se vuoi cominciare ad utilizzare Twitch all’interno di un piano marketing integrato, contattaci ora: analizzeremo insieme il tuo business e individueremo i contenuti che fanno per te.

Laura Caracciolo, Social Media Manager

Pagina LinkedIn le strategie SEO che devi conoscere per ottimizzarla al meglio

Pagina LinkedIn: le strategie SEO che devi conoscere per ottimizzarla al meglio

Se gestisci una piccola impresa o un’attività professionale, fermati un attimo e considera seriamente di aprire una pagina LinkedIn aziendale. Ti spiego perché.

LinkedIn, oramai è risaputo, è il social media perfetto per aziende e lavoratori: permette non solo di cercare impiego, ma anche di trovare clienti, collaboratori, partnership e opportunità.

Tutto questo, però, non avviene magicamente e semplicemente creando una pagina aziendale: come tutti gli strumenti, anche questo va ottimizzato, seguendo le regole della SEO.

In questa breve guida, ti illustrerò le basi della SEO per la tua pagina LinkedIn aziendale. Applicandole, potrai essere sicuro che la tua attività verrà mostrata quando qualcuno effettuerà ricerche pertinenti su questo utilissimo social.

Cos’è e come funziona la SEO per una pagina LinkedIn

Spesso tendiamo a pensare che la SEO si riferisca all’ottimizzazione di siti, blog e contenuti per il web. Dimentichiamo quindi che anche i Social Media sono dotati di algoritmi e di un motore di ricerca interno.

La conseguenza è che, se non ottimizziamo correttamente la pagina LinkedIn aziendale, l’utilizzo di questo social per accrescere il business e aumentare i clienti è praticamente inutile.

Al contrario, è fondamentale dedicare del tempo alla tua pagina LinkedIn ottimizzandola in ottica SEO. Questo significa lavorare sulla pagina e sui post che condividi per far in modo che, tramite la ricerca sul social, gli interessati possano trovarti quando effettuano delle ricerche pertinenti.

La SEO su LinkedIn funziona in maniera del tutto simile a quella che utilizziamo per posizionare al meglio i nostri contenuti web sulla SERP di Google.

Perciò devi preliminarmente effettuare una rigorosa ricerca di parole chiave pertinenti, da utilizzare sia sulla pagina aziendale, sia sui post che scriverai e condividerai con i tuoi collegamenti.

In questo modo, sarà molto più semplice per potenziali clienti e partner che non ti conoscono trovarti su LinkedIn.

Come ottimizzare la pagina LinkedIn aziendale in ottica SEO

Adesso che sai a cosa serve e perché la SEO è fondamentale per la tua pagina LinkedIn, cerchiamo di capire nel dettaglio come ottimizzare i contenuti che condividerai sul social.

Il primo step per migliorare la SEO di una pagina LinkedIn è quello di personalizzare l’URL. Oltre a modificare l’indirizzo aggiungendo il nome della tua attività, puoi anche decidere di aggiungere all’URL delle parole chiave che hanno a che fare con il tuo settore di riferimento.

Per fare un esempio, se sei uno psicologo professionista, puoi usare la formula nome-cognome-psicologo.

Presta inoltre attenzione alla sezione “Chi siamo”: si tratta dell’area specifica della pagina LinkedIn aziendale dove dovrai inserire tutte le informazioni sulla tua attività professionale.

Non dovrai dimenticare di aggiungere le parole chiave pertinenti anche in questa sezione della tua pagina, se il tuo obiettivo è quella di ottimizzarla correttamente a livello SEO.

Ricorda, infine, che LinkedIn permette di condividere post e contenuti con gli utenti iscritti. Anche questi contenuti dovranno contenere le keyword che hai preventivamente selezionato. Per coprire le parole chiave fondamentali per il tuo settore di riferimento e per mantenere una certa costanza di pubblicazione, il mio consiglio è quello di elaborare in anticipo un piano editoriale.

I fattori di ranking utilizzati da LinkedIn

Ricorda, infine, che anche LinkedIn, così come i motori di ricerca sul web, utilizza dei fattori di ranking per determinare il posizionamento dei risultati.

Tener conto di questi fattori ti permetterà di ottenere un posizionamento migliore e, di conseguenza, renderà più facile agli utenti trovare la tua pagina LinkedIn aziendale.

I fattori di ranking SEO utilizzati da LinkedIn, come avviene anche con quelli Google, sono in realtà segreti. Tuttavia, gli esperti di Social Media Marketing ne hanno individuati tre fondamentali:

  • parole chiave pertinenti;
  • completezza della pagina LinkedIn;
  • costanza negli aggiornamenti.

Se vuoi ottimizzare correttamente la tua pagina LinkedIn a livello SEO, quindi, oltre ad individuare le parole chiave pertinenti dovrai anche completare tutte le informazioni della pagina stessa.

E, una volta creata, dovrai aggiornarla spesso, condividendo post e informazioni utili per partner e potenziali clienti.

Hai bisogno di aiuto per ottimizzare la tua pagina LinkedIn aziendale a livello SEO? Contattaci subito per una consulenza mirata.

Laura Caracciolo, Social Media Manager

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