L’Intelligenza Artificiale non è una bacchetta magica, ma può diventare un vero e proprio collaboratore instancabile. A patto, però, di sapere come dare il giusto input. Il segreto risiede nel "Prompt": ecco come scriverlo per ottenere il massimo rendimento con il minimo sforzo.
L’Intelligenza Artificiale è diventata un vero e proprio boom. Peccato, però, che ad essa spesso ci si approccia in modo sbagliato. Chi la usa per lavoro ha l’aspettativa di ottenere risultati attraverso banali e generiche richieste del tipo: "Scrivi un post per Facebook" o "Crea l’immagine di una donna". In questi casi, l'output è deludente o fuori strada e non può essere diversamente dal momento che il comando impartito non dava le giuste direttive. Procediamo allora con ordine.
Che cos’è un Prompt e perché è importante scriverlo correttamente?
Quel che accade all’IA è esattamente quello che accadrebbe se tu dessi al tuo collaboratore istruzioni sommarie. Come potrebbe agire questi? Certamente sbagliando: nel senso che non potrebbe mai centrare la tua specifica richiesta. Il post era per LinkedIn o per Facebook? Il tone of voice doveva essere formale o più alla mano? La caption era destinata al pubblico giovanile di Tik Tok oppure a quello più aulico di X?
Il Prompt è esattamente questo: è una longa manus tra la tua visione strategica e la capacità di calcolo della macchina. Bisogna scriverlo bene dando istruzioni chiare, specifiche e sintetiche.
Solo in questo modo si possono ottenere vantaggi quali:
- Risparmio di tempo
- Contenuti specifici
- Riduzione dei costi
La "Ricetta" di Emera per il Prompt Perfetto
Per smettere di ricevere risposte vaghe, ecco lo schema collaudato che puoi applicare anche tu:
- Assegna subito un ruolo: inizia con "Agisci come un esperto ..." (Social Media Manager, Copywriter, Commercialista, Consulente del Lavoro ecc.).
- Poi, fornisci il contesto: spiega chi sei (azienda agricola? Avvocato?) e a chi ti rivolgi (cliente storico, lead..) e perché ti stai rivolgendo a lui/loro. Insomma, non basta dire soltanto "Scrivi una mail", ma "Scrivi a (nome/cognome o nome azienda) un cliente storico che non acquista da diverso tempo motivandolo a rivolgersi nuovamente a noi".
- Definisci l’obiettivo: sii specifico sul formato (elenco puntato, numero di parole), sulla lunghezza e sul tone of voice (amichevole, istituzionale).
- Imposta eventuali paletti: definisci bene se c’è qualcosa da evitare ad esempio acronimi, termini troppo tecnici o citazioni di competitor.
Insomma, come avrai notato, il fattore umano resta fondamentale. Sta a noi saper "guidare" la macchina affinché sia performante al meglio.
Vuoi scoprire come utilizzare al meglio l’AI per la tua comunicazione? Contattaci subito per una consulenza personalizzata.
Laura Caracciolo, Social Media Manager
