Chissà quante volte ti sei trovato di fronte a notizie sensazionali che hanno suscitato stupore, meraviglia oppure totale disapprovazione.
Come ti sei comportato? Hai subito cliccato sul link per approfondire, salvo poi scoprire che si trattava di una bufala.
Una sensazione di svilimento che hanno provato in tanti. Mal comune mezzo gaudio? Purtroppo, no perché tutto questo porta a sviluppare un senso di diffidenza verso le notizie che circolano sul web e che portano, poi, a dubitare di qualsiasi cosa si legga.
Così, ci troviamo di fronte a due situazioni diametralmente opposte. Da una parte, la necessità di attirare un’attenzione sempre più calante spinge a scrivere titoli sensazionalistici con il solo scopo di catturare attenzione e azione nel giro di pochissimi secondi.
Dall’altra una prudenza sempre maggiore da parte degli utenti che nasconde un duplice timore: quello di trovarsi di fronte a notizie infondate e di aver cliccato su un sito “ruba-dati”.
Come si fa, allora, a separare i fatti dal rumore di fondo? Come si riconosce una fonte davvero attendibile?
Ecco la bussola da utilizzare per orientarsi nel variegato ecosistema dei feed quotidiani.
L'inganno del sensazionalismo: perché cadiamo nel Clickbait?
Prima di capire come difendersi, è utile comprendere come funziona il meccanismo. Le piattaforme social premiano il coinvolgimento (engagement). Un titolo che genera rabbia, paura o meraviglia viene condiviso e commentato più velocemente di un'analisi pacata e approfondita.
Questo fenomeno ha un nome: Clickbait (esca da clic). Chi crea fake news o disinformazione decontestualizza i fatti, esagera i toni o inventa di sana pianta notizie lo fa con la piena consapevolezza di sfruttare i nostri bias cognitivi, ovvero le nostre risposte emotive automatiche.
Come verificare una notizia in soli 4 punti.
La prossima volta che ti imbatti in una notizia "incredibile" o controversa, prima di cliccarci sopra, verifica questi elementi
1. Esamina l'URL e l'identità del sito
Molti portali di disinformazione utilizzano una tecnica chiamata typosquatting o clonazione visiva: scelgono loghi e nomi quasi identici a quelli di testate giornalistiche famose, modificando solo una lettera o l'estensione del dominio (ad esempio usando .co o .net invece del classico .it).
Cosa fare: Controlla attentamente la barra degli indirizzi del browser. Se il nome del sito ti suona strano o sconosciuto, cerca la pagina "Chi siamo" o le note legali per capire chi c'è dietro.
2. Vai oltre il titolo (e leggi l'articolo)
Il titolo è un semplice apripista: nel testo invece, la verità viene ridimensionata drasticamente, o addirittura smentita
Cosa fare: Prenditi trenta secondi per leggere l'intero contenuto. Se mancano dati, citazioni dirette o collegamenti a fonti ufficiali, la notizia poggia su basi d'argilla.
3. Cerca i riscontri incrociati
Una regola d'oro del giornalismo recita: una notizia non verificata da almeno due fonti indipendenti non è una notizia.
Cosa fare: Fai una rapida ricerca su Google inserendo le parole chiave della notizia. Se l'unico sito a parlarne è un blog anonimo o un profilo social privato, l'attendibilità è vicina allo zero.
4. Verifica la data e il contesto
Altro trucco consiste nel riproporre come appena accaduti avvenimenti risalenti ad anni fa, talvolta anche 5 o 10 anni or sono!
Cosa fare: Controlla sempre la data di pubblicazione originale dell'articolo e delle immagini (puoi usare la ricerca inversa delle immagini di Google per capire quando e dove una foto è apparsa online per la prima volta).
Perché la qualità dell'informazione riguarda anche il tuo Brand
Se gestisci un'azienda o sei un professionista, questo tema non è solo una questione di educazione civica digitale, ma di reputazione del tuo brand.
Condividere con leggerezza una notizia falsa sui canali aziendali, o anche solo commentarla senza averla verificata, può distruggere la fiducia che i tuoi clienti hanno riposto in te in pochissimi minuti.
Sviluppare un forte senso critico digitale non significa essere cinici, ma diventare consumatori (e divulgatori) consapevoli di informazioni.
Ti piacerebbe approfondire questo interessante argomento? Contattaci per maggiori informazioni
Laura Caracciolo, Social Media Manager