L’AI come Creative Partner la nuova frontiera del Social Media Management per PMI e professionisti

L’AI come "Creative Partner": la nuova frontiera del Social Media Management per PMI e professionisti

Non è solo automazione, è potenziamento. Scopri come l'Intelligenza Artificiale sta trasformando il modo in cui professionisti e imprese raccontano sé stessi online, tra efficienza operativa e autenticità umana.

Oggi, per un imprenditore o un libero professionista, non si pone più il dubbio amletico dell’”esserci o non esserci”. Assodato che essere online non è più una scelta ma una necessità, la sfida si concentra su un altro versante: come emergere in un ecosistema digitale saturo di rumore di fondo.

In questo contesto, produrre con costanza contenuti che siano allo stesso originali e di alta qualità è diventato un lavoro a tempo pieno che rischia di sottrarre energia al core business.

È qui che l’Intelligenza Artificiale (AI) entra in scena. Non un mero tecnicismo “robotico” per addetti ai lavori, piuttosto una leva strategica fondamentale. In Emera, consideriamo l’AI non come un sostituto del pensiero ma come un "assistente di redazione" instancabile, capace di accelerare i processi creativi senza sacrificare l’anima del brand.

Oltre il pregiudizio: l'AI ha un cuore (se sai come guidarla)

C’è un timore diffuso: che l’uso dell’AI renda la comunicazione fredda o standardizzata. In realtà non è così e vediamo perché.  Se governata da un prompt (comando) strategico e ben strutturato, l’AI permette di scavare più a fondo nei bisogni del proprio pubblico, restituendo soluzioni su misura.

Ecco i tre pilastri su cui l'AI può rivoluzionare la tua presenza social:

  1. Addio alla "sindrome del foglio bianco": Strumenti come ChatGPT o Gemini sono formidabili generatori di idee. Partendo da un semplice concetto, possono declinare decine di spunti editoriali, garantendo un piano editoriale sempre vivo e aggiornato.
  2. Multicanalità in un click: Uno dei vantaggi più tangibili è la capacità di adattare il "Tone of Voice". Lo stesso concetto può essere trasformato istantaneamente in una riflessione autorevole per LinkedIn o in un copy fresco e immediato per Instagram.
  3. L'architettura dell'attenzione: Grazie a tecniche di copywriting avanzate, l’AI suggerisce headline magnetiche che sfruttano leve psicologiche come la curiosità o la riprova sociale, aumentando drasticamente il tasso di interazione.

Dalla strategia alla pratica: tre modi per iniziare oggi

Come può una PMI integrare concretamente questi strumenti? Ecco alcuni esempi di repurposing e creazione smart:

  • Riciclo intelligente dei contenuti: Prendi un articolo tecnico del tuo blog e chiedi all'AI di estrarne i punti chiave per un carosello su Instagram o di scriverne lo script per un video breve (Reel o TikTok).
  • Titoli che convertono: Passa da un generico "Ecco i nostri servizi" a un più efficace "Il segreto per ottimizzare il tuo budget in 3 step". L'impatto sull'engagement sarà immediato.
  • Visual storytelling: L’integrazione dell’AI in tool come Canva o l'uso di Midjourney permette di generare grafiche e immagini originali, abbattendo i tempi e i costi della produzione visiva tradizionale.

La Regola d'Oro: Il Fattore Umano è insostituibile

Nonostante la potenza di calcolo, l’AI resta una macchina. Il valore aggiunto che permette a un professionista di differenziarsi davvero rimane la validazione umana.

In Emera crediamo fermamente che l'AI debba servire a liberare tempo per la strategia e l'ascolto del cliente. Usala per ricercare, bozzare e variare, ma assicurati che l’ultima parola — quella che trasmette i valori, l'etica e l'unicità della tua azienda — sia sempre la tua.

Vuoi scoprire come implementare una strategia di comunicazione che unisca l'innovazione dell'AI alla sensibilità del tuo brand?  Contattaci subito per una consulenza personalizzata.

Laura Caracciolo, Social Media Manager

Pmi e professionisti su Tik Tok

PMI e professionisti su TikTok: come creare una strategia vincente

TikTok è una piattaforma dalle mille potenzialità, anche se ancora oggi moltissime PMI e tanti professionisti lo guardano con sospetto. Questo perché è ancora radicata la credenza secondo cui questo social sia dedicato soprattutto allo svago. È vero: la maggior parte degli utilizzatori di TikTok è molto giovane e, effettivamente, lo utilizza per visualizzare o, talvolta, creare contenuti di intrattenimento. Eppure, proprio il fatto che Tik Tok sia amatissimo dalle nuove generazioni dovrebbe attrarre aziende e professionisti. La piattaforma, inoltre, mette a disposizione numerosi strumenti che possono essere usati per migliorare la propria strategia di marketing sui social media. Vediamo quali.

Il potenziale di TikTok per PMI e professionisti

Se ancora non sei convinto e ti chiedi se utilizzare TikTok per promuovere la tua azienda o la tua attività professionale, allora partiamo dai numeri.

Secondo uno dei report di Wearesocial, nel solo 2024 la piattaforma ha raccolto oltre 20 milioni di utenti adulti nel nostro Paese. E non stiamo parlando di un target di adolescenti: i risultati si riferiscono a un pubblico dai 18 anni in su.

I dati a livello mondiale parlano chiaro: più di un miliardo di persone utilizza TikTok.

Potenzialmente, insomma, se hai una PMI o un’attività professionale potresti utilizzare la piattaforma considerata la sua enorme visibilità.

La portata organica su questo social, in effetti, è molto più alta rispetto a quella garantita da altre piattaforme, come Facebook e Instagram.

Inoltre, il social si basa quasi esclusivamente sui video (anche se puoi comunque condividere foto e caroselli). Si tratta del formato multimediale migliore se il tuo scopo è quello di attirare l’attenzione del tuo pubblico.

Come sviluppare una strategia vincente sul social media dei video

Come ogni strumento di marketing, anche TikTok andrà utilizzato adeguatamente se vuoi che l’uso della piattaforma dia i suoi frutti.

In pratica, questo significa che è importante sviluppare e impostare una corretta strategia pubblicitaria, seguendo una logica editoriale.

Prima di iniziare a girare il tuo primo contenuto, il consiglio è avere ben chiari gli obiettivi che intendi raggiungere, obiettivi che dovranno essere misurabili. Puoi anche optare per la creazione di contenuti utili per migliorare la tua brand awareness, per l’engagement, per fidelizzare i tuoi clienti e seguaci o per aumentare le tue conversioni.

Questo significa che, sulla base degli obiettivi scelti, è necessario creare contenuti ad hoc. Se intendi lavorare sulla brand awareness, dovrai creare soprattutto video informativi per raccontare il tuo marchio.

Se, invece, vuoi lavorare sull’engagement, sfrutta i trend del momento per attirare like, commenti e ricondivisioni.

La fidelizzazione puoi ottenerla grazie a video dietro le quinte, che mostrano il tuo lavoro quotidiano. Puoi anche rispondere a commenti o richieste con video personalizzati.

Infine, per stimolare le conversioni, puoi creare video per promuovere offerte o iniziative, ovviamente accompagnati da un’adeguata CTA.

I tuoi video dovranno ovviamente essere in linea con il tuo target di riferimento, per rispondere ai suoi bisogni e attrarlo.

TikTok for Business come alleato strategico

Ricorda, infine, che TikTok for Business è il tuo più valido alleato per lo sviluppo di una strategia pubblicitaria per PMI e professionisti che funzioni sul serio.

Quando utilizzi TikTok con finalità pubblicitarie, è preferibile non utilizzare un account privato. Meglio sfruttare gli account business, che mettono a disposizione di aziende e attività professionali tutta una serie di strumenti.

Gli account business possono infatti accedere alla creazione di annunci a pagamento. Possono poi gestire il budget a disposizione, raggiungere un pubblico estremamente selezionato e, soprattutto, analizzare i dati delle campagne.

In sostanza, oltre alle funzionalità di base disponibili anche per gli account privati, con l’account Business avrai accesso a numerosi strumenti pubblicitari, utilissimi per raggiungere un pubblico più ampio.

Hai una PMI o un’attività professionale e vuoi iniziare a creare video su TikTok ma non sai da dove partire? Contattaci subito: studieremo insieme la strategia più adatta alle tue esigenze.

Laura Caracciolo, Social media manager

3–4 minuti

Come attrarre il tuo pubblico esempi pratici da inserire nella comunicazione (1)

Come attrarre il tuo pubblico: esempi pratici da inserire nella comunicazione

Se gestisci una PMI o un’attività professionale oramai sai bene quanto è diventato difficile attirare l’attenzione del pubblico in un mercato sempre più affollato di competitor. Quello che forse ancora non sai è che hai a disposizione un’arma potentissima: una comunicazione studiata e strutturata nel modo giusto che può davvero aiutarti a far emergere la tua voce rispetto alla concorrenza.

Per permetterti di emergere, esistono delle frasi e delle formule che possono attirare l’attenzione del pubblico più di altre perché utilizzano diverse leve che suscitano l’interesse dei potenziali clienti.

Attrarre il pubblico con la comunicazione: perché la curiosità è fondamentale

Una delle leve più potenti nella comunicazione di un brand è la curiosità, perché spinge le persone ad approfondire e ad agire.

Il cosiddetto curiosity gap è molto utilizzato nel marketing proprio perché crea una distanza tra ciò che l’utente sa e ciò che vuole sapere. Lo spinge, cioè, a compiere un’azione.

Detto in parole più semplici, scegliendo le parole giuste potrai attirare il pubblico e spingerlo a cliccare su un post, un annuncio, un articolo. Si tratta di un aspetto fondamentale per PMI e professionisti che, spesso, per farsi notare hanno un budget limitato.

Scegliere le parole giuste è quindi il primo passo per attirare l’attenzione e distinguerti.

Tutto parte da un buon titolo: è per questo che il curiosity gap va sfruttato fin dalle prime battute dei tuoi contenuti pubblicitari.

Ci sono comunque tanti modi per suscitare curiosità nel pubblico. Puoi, ad esempio, proporre una soluzione unica o un’offerta dedicata.

Ma puoi anche condividere un’informazione o un segreto che in pochi nel tuo settore conoscono.

Altre leve persuasive per suscitare curiosità ed interesse nel pubblico

Ad ogni modo, il curiosity gap non è l’unica leva che puoi sfruttare per una comunicazione capace di attrarre il pubblico. Anche le emozioni giocano un ruolo fondamentale e possono essere decisive nel creare una connessione con il pubblico.

Altra leva da sfruttare riguarda l’utilizzo di voci autorevoli. Quando all’interno della tua comunicazione aggiungi una citazione di una figura autorevole nel settore, automaticamente conquisterai l’attenzione del pubblico.

Frasi come “L’esperto X ha affermato che…”, per esempio, sono in grado di attirare l’interesse e aumentare la credibilità del tuo messaggio.

Anche il senso di urgenza è spesso utilizzato per una comunicazione efficace. Lo testimoniano le offerte a tempo limitato, che spesso ottengono risultati ottimi.

Non dimenticare, poi, il fenomeno della riprova sociale: citare esperienze positive di altri clienti può aiutarti a canalizzare l’attenzione del pubblico sui tuoi contenuti e, di conseguenza, su prodotti e servizi da te offerti.

Un ultimo consiglio: anche se può sembrare strano, ricorda che spesso il pubblico è attratto dai numeri, che rendono il contenuto più concreto e immediatamente comprensibile.

Non aver paura ad inserirli in annunci o titoli.

Le headline per attrarre e convertire: esempi pratici

Purtroppo, le formule magiche non esistono. Alla base della tua comunicazione dovrà sempre esserci un prodotto valido o un servizio impeccabile. Se non ti impegnerai ad apportare valore reale ai tuoi clienti, le conversioni e le opportunità di business non sono garantite.

Chiarito questo, esistono alcune formule che possono aiutarti nel primo step del processo di vendita: attirare l’attenzione del pubblico. Se utilizzate nel modo corretto, queste strutture rendono i messaggi più interessanti.

Puoi usare queste formule nelle headline del tuo blog, nei tuoi post social, negli oggetti alle tue email o nei tuoi annunci:

  • Ecco come fare per...
  • 5 metodi per riuscire a...
  • Come riuscire a...? Ecco la soluzione
  • 10 segreti del …
  • La verità su... / Il segreto su...che nessuno ti ha mai detto
  • Il metodo innovativo (che forse ancora non conosci) per…
  • Come … in 3 step
  • Ecco perché … non sta funzionando
  • Ecco perché devi conoscere...
  • I 5 motivi per cui devi assolutamente smettere di fare/ iniziare a fare…
  • I 5 errori che non ti permettono di...

Quando utilizzi queste formule, ricorda che è fondamentale evitare il clickbait e le promesse vaghe, perché rischiano di attirare clic ma di compromettere la fiducia del pubblico nel medio e nel lungo periodo. Titoli come quelli appena analizzati funzioneranno solo se saprai poi mantenere le tue promesse con prodotti o servizi ottimi.

Attirare l’attenzione è solo il primo passo. Una comunicazione davvero efficace è quella che mantiene le promesse e offre valore reale. Se vuoi migliorare i tuoi risultati e rendere la tua comunicazione più strategica, contattaci subito: siamo pronti a offrirti supporto.

Laura Caracciolo, Social media manager

Quanto investire in pubblicità sui social media

Quanto investire in pubblicità sui social media? Il budget ideale per PMI e professionisti

Se utilizzi i social media per promuovere la tua attività professionale o la tua azienda, anche tu ti sarai sicuramente chiesto se vale la pena investire in pubblicità e, soprattutto, qual è il budget giusto. Molto spesso ci si affida ai social utilizzando solamente il traffico organico: ci si limita, cioè, a pubblicare post senza prevedere campagne o sponsorizzazioni: gli unici strumenti che, in realtà, potrebbero garantire risultati concreti e nuove opportunità di business.

Quando i post organici e gratuiti iniziano a non dare più frutti e quando lo scopo è quello di farsi notare da un pubblico più vasto, viene spontaneo chiedersi quanto investire nella pubblicità social. Oggi vediamo come ottenere risultati spendendo “il giusto”, in modo da utilizzare adeguatamente il tuo budget pubblicitario.

Quanto investire in pubblicità social: qual è il budget giusto

Prima di addentrarci nel merito, vale la pena chiarire che non esiste una risposta valida per tutti.

Inoltre, è anche bene essere realisti: purtroppo, negli ultimi anni le ADV sui social hanno aumentato i loro prezzi. Se un tempo potevano bastare circa 50 euro per una campagna per PMI e professionisti, oggi una piccola impresa deve considerare dai 150 ai 300 euro per ogni campagna.

Chiaramente, in caso di eCommerce e aziende medie o grandi, i costi aumentano e possono variare dai 500 ai 5.000 euro mensili.

Molto dipende anche dalla tipologia di brand: se si tratta di un marchio noto e il costo/prodotto è accessibile, allora vendere sui social diventa relativamente semplice.

Al contrario, se parliamo di una marca poco conosciuta e il prezzo/prodotto è alto allora tutto si complica.

Inoltre, molto dipende anche dagli obiettivi che ti sei prefissato. Tanti, purtroppo, si concentrano su troppi obiettivi contemporaneamente, disperdendo il budget su campagne diverse.

Il risultato, in questo caso, spesso è inferiore ai risultati sperati.

Altro errore è la fretta. Pensare di vendere subito, alla prima campagna è totalmente fuorviante. Ricorda che le persone non vanno sui social per comprare ma per informarsi, interagire, creare nuove connessioni. L’ acquisto è solo una conseguenza che avviene, dati alla mano, solamente dopo aver visto lo stesso annuncio per almeno 7 volte. Si tratta della "Regola dei Sette Contatti" (7-Touch Rule).

Ecco perché è importante essere presenti sui social con tanti contenuti organici (= non a pagamento) di valore. Questo serve a creare la fiducia nel consumatore. Solo successivamente si può pensare a “vendere”.

Fatta questa doverosa premessa, procediamo con il nostro argomento.

Come suddividere l’investimento

Se gestisci un’attività locale e non prevedi di investire più di 300 euro in pubblicità sui social media, il consiglio è di concentrarti sui principali obiettivi di marketing quelli, cioè, in grado di aumentare le tue opportunità di crescita.

Il primo obiettivo sul quale concentrarti è quello legato alla consapevolezza del brand. Dovrai, cioè, utilizzare parte del tuo budget per far conoscere il tuo marchio e i tuoi servizi o prodotti magari anche semplicemente mettendo in promozione post già presenti sulla tua pagina. Generalmente, a questo tipo di pubblicità puoi dedicare dal 15 al 30% del budget a disposizione.

Anche le interazioni ai tuoi post e profili aziendali sono fondamentali: in questo caso, puoi dedicare il 15% delle tue campagne pubblicitarie a questo obiettivo.

La restante parte del budget, che può oscillare tra il 55 e il 70%, dovrebbe infine essere destinata alla generazione dei lead.

Un budget così suddiviso ti permetterà di farti conoscere, generare nuovi contatti e interagire con i potenziali interessati.

ADV social: come iniziare

Una volta chiarito il budget e gli obiettivi su cui concentrarti, non resta che iniziare ad investire sulla pubblicità social.

Dopo aver stabilito gli obiettivi, lo step successivo riguarda la scelta del social media più adatto: investire su ogni social esistente non solo non serve, ma potrebbe essere improduttivo.

In linea generale, se offri prodotti o servizi B2C puoi utilizzare Instagram e Meta Ads. Se, al contrario, sei un’azienda o un professionista B2B, puoi optare per social come LinkedIn.

Prima di investire denaro in campagne, poi, ricordati che i tuoi contenuti dovranno essere chiari, attraenti e, soprattutto, coerenti con il tuo brand.

Per sapere se i tuoi annunci social stanno funzionando o meno, infine, ricordati che le varie piattaforme mettono a disposizione dei tool gratuiti che ti permettono di misurare conversioni e interazioni.

Questi dati sono utili non solo per capire se le campagne funzionano o meno, ma anche per orientare i tuoi successivi investimenti.

Ora che sai quanto investire in pubblicità sui social media, vuoi iniziare ad utilizzare le ADV ma non sai da dove iniziare? Puoi contattarci subito per studiare la strategia di social media marketing più adatta a te.

Laura Caracciolo, Social Media Manager

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Leadership storytelling: quando il racconto del manager fa crescere l’azienda

Se gestisci un’azienda o sei un professionista che ha a cuore la propria comunicazione online, ti sarai chiesto, almeno una volta nella tua carriera, come potresti differenziarti dai tuoi competitor. Probabilmente sei convinto della qualità dei tuoi prodotti e servizi. Tuttavia, sai bene che questo, a volte, non basta. Chi ancora non ti conosce potrebbe non riuscire a individuarti in un mercato sempre più affollato. Eppure, c’è uno strumento comunicativo e pubblicitario che, più di altri, può aiutarti a far crescere la tua azienda o la tua attività professionale. Sto parlando del leadership storytelling, uno strumento che, contrariamente a quanto si tende comunemente a pensare, non è adatto solamente ai grandi brand e alle imprese multimilionarie. Puoi sfruttarlo anche tu per creare fiducia e rafforzare la tua identità aziendale.

Una leva per la crescita aziendale

Quando parliamo di leadership storytelling intendiamo la pratica attraverso cui l’azienda comunica al pubblico tramite le parole dei suoi leader.

I leader aziendali, ma anche i proprietari, mettono cioè in atto attività di storytelling, raccontando una storia per comunicare mission e valori aziendali.

Numerosi studi hanno analizzato nei dettagli questo strumento e le sue potenzialità per le imprese che lo sfruttano regolarmente. In particolare, il MIT Sloan Management Review ha scoperto che le aziende che sfruttano i manager in attività di storytelling registrano una crescita media del 21%.

La spiegazione di questo risultato è semplice: comunicare dati in modo impersonale difficilmente coinvolge il pubblico. Al contrario, inserirli all’interno di una narrazione efficace può fare la differenza.

Perché il leadership storytelling può far crescere la tua attività

Oltre allo studio appena citato, va detto che anche la psicologia ha analizzato nei dettagli il potere delle storie per la diffusione di dati e concetti.

Qui voglio citarti gli studi della psicologa Peg Neuhauser, che ha dimostrato che l’apprendimento è più efficace quando i dati che si forniscono sono inseriti nel contesto di una storia. La ricerca della dottoressa Neuhauser concluse infatti che i partecipanti allo studio ricordavano più facilmente numeri o dettagli quando questi erano inseriti in un contesto narrativo.

Questa ricerca psicologica dimostra quindi con chiarezza il potere del leadership storytelling. Il tuo messaggio, i tuoi valori e la mission della tua azienda verranno trasmessi in modo chiaro e facilmente assimilabile. Perciò, se hai dati puramente tecnici da condividere, il consiglio è di utilizzare delle storie per renderli più facili da digerire.

Inoltre, non si tratta di semplice pubblicità, ma di un messaggio che i tuoi potenziali clienti percepiranno come autentico.

E sappi che questa strategia di comunicazione può aiutarti nella crescita verso l’esterno, ma anche verso l’interno.

Se hai un team di collaboratori, far uso del leadership storytelling ti aiuterà a migliorare anche il tuo ambiente interno.

Il potere di una corretta strategia comunicativa

È chiaro che non puoi limitarti ad affidare ai tuoi manager il compito di raccontare storie. Come tutti gli strumenti comunicativi, anche il leadership storytelling deve avere una solida strategia di base.

In altre parole, il leadership storytelling va gestito come ogni altro strumento di comunicazione: con una strategia mirata, utile a migliorare la visibilità e i rapporti sia interni che esterni all’azienda.

Lo storytelling aziendale, infatti, non è esente da alcune criticità. In un mondo iperconnesso come quello in cui viviamo, il pericolo dell’iperesposizione, solo per fare un esempio, è sempre dietro l’angolo.

Un CEO, un professionista o il proprietario dell’azienda dovranno quindi agire con cautela (cum grano salis) ed esporsi solo quando è opportuno e, soprattutto, se alla base vi è una strategia chiara e ben definita.

Vuoi sfruttare il leadership storytelling per la tua azienda o la tua attività professionale ma non sai da dove iniziare? Contattaci ora, studieremo insieme la strategia di comunicazione più adatta al tuo business.

Laura Caracciolo, Social Media Manager

Chat segrete e lucchetti come proteggere dati e privacy su Telegram e WhatsApp

Chat segrete e lucchetti: come proteggere dati e privacy su Telegram e WhatsApp

Quello della privacy è un tema che, soprattutto negli ultimi anni, ha acquisito ampio risalto a causa della diffusione ormai massiva di social media e app di messaggistica. Spesso chi utilizza Telegram o WhatsApp non si pone domande sulla sicurezza dei dati trasmessi. Eppure, il rischio che qualcuno possa spiare le nostre chat è più che concreto: senza voler pensare a casi gravi come un furto di dati o dispositivi, potrebbe semplicemente capitare di dimenticare il cellulare in un luogo pubblico. Lasciare uno smartphone incustodito, anche per pochi istanti, potrebbe rivelarsi pericoloso, soprattutto per chi utilizza questi strumenti per lavoro e condivide quotidianamente dati e informazioni. Per fortuna, ci sono diversi modi per proteggere dati e privacy su Telegram e WhatsApp: esistono infatti le chat segrete e i lucchetti.

Funzioni avanzate di sicurezza su Telegram: le chat segrete

Telegram è tra le app di messaggistica più performanti quando si parla di protezione della privacy.

Innanzitutto, l’app permette di archiviare le chat: potrebbe essere un’opzione molto utile se utilizzi la piattaforma sia per lavoro che per scopi personali e vuoi mantenere separati questi due aspetti della tua vita.

L’archiviazione consente di spostare una chat in una cartella separata e consente di recuperare la chat in qualsiasi momento, anche se questa non apparirà più nella schermata principale.

Su dispositivi Android, basta selezionare la chat tenendo premuto il dito per qualche secondo, per poi premere su Archivia.

Per i dispositivi iOS, invece, la procedura di archiviazione prevede di scorrere il dito verso sinistra sulla chat che si intende archiviare per spostarla automaticamente nell’apposita cartella.

Le chat archiviate si trovano in alto sulla schermata principale o, in alternativa, scorrendo verso il basso.

Per una privacy maggiore, poi, Telegram permette agli utenti di utilizzare le chat segrete. Queste sono protette da crittografia end-to-end. inoltre, i messaggi inviati all’interno delle chat segrete si autodistruggono, eliminandosi dopo un periodo di tempo stabilito dall’utente stesso.

Si può avviare una chat segreta semplicemente selezionando il contatto di proprio interesse e selezionando la voce Altro su iOS o i tre puntini su Android. Dopo aver selezionato la voce Avvia chat segreta il gioco è fatto.

Ricorda che le chat segrete non compaiono sulla schermata principale, ma solamente accedendo al contatto della persona con la quale la conversazione è stata avviata.

WhatsApp e il Lucchetto chat

Anche WhatsApp consente di tutelare dati e chat: le conversazioni possono essere infatti protette grazie allo strumento Lucchetto chat.

Basta applicare virtualmente il lucchetto per rimuovere la conversazione dall’elenco delle chat. Le conversazioni con lucchetto, infatti, vengono spostate in una cartella dedicata, accessibile solo mediante password o impronta digitale.

La funzionalità è semplicissima da attivare: basta premere sulla chat interessata e selezionare l’opzione Attiva lucchetto.

Per visualizzare le chat rese private, basterà scorrere verso il basso e inserire successivamente l’impronta digitale o la password scelta.

Questa funzionalità vale sia per le chat singole che per i gruppi.

WhatsApp permette inoltre di inviare messaggi effimeri, ossia messaggi che si autodistruggono trascorso un periodo di tempo prestabilito. Basta entrare nella chat prescelta e selezionare l’opzione Messaggi effimeri, scegliendone la durata (che può variare da 24 ore a 90 giorni).

Telegram vs WhatsApp: chi tutela meglio la privacy

Se ti stai domandando quale, tra le due app, è maggiormente in grado di garantire la privacy di dati e conversazioni, la risposta è che sia Telegram che WhatsApp garantiscono una protezione elevata.

La differenza maggiore tra le due app di messaggistica è che WhatsApp garantisce la crittografia end-to-end su tutte le chat avviate. Su Telegram, invece, questo tipo di tecnologia è applicato solamente alle chat segrete.

Entrambe le app consentono di utilizzare chat segrete e lucchetti. Inoltre, i messaggi effimeri, che si autodistruggono dopo un periodo di tempo prestabilito, sono disponibili in entrambe le app.

Su Telegram, tuttavia, il timer è personalizzabile, mentre su WhatsApp la durata è fissa.

Proteggere la privacy è importante, ma saper comunicare online lo è altrettanto. Vuoi scoprire come un piano social su misura può rafforzare la reputazione e la fiducia del tuo brand? Allora contattaci subito.

Laura Caracciolo, Social Media Manager

Come conquistare il pubblico target: strategie per battere la concorrenza

Il mondo in cui viviamo ci ha abituati ad essere quotidianamente bombardati da messaggi pubblicitari di ogni tipo. Per questo, avrai sicuramente sentito parlare di “saturazione cognitiva”: spot e operazioni di marketing sono talmente numerosi che diventa difficile attirare l’attenzione del pubblico target. Per questo probabilmente anche tu ti sarai chiesto come conquistare la tua audience e in che modo attirare l’attenzione per distinguerti dalla concorrenza.

Effettivamente, emergere in un mare di competitor che offrono prodotti o servizi simili ai tuoi può sembrare molto difficile, talvolta addirittura impossibile, al punto che potresti perdere ogni determinazione. Eppure, esistono delle strategie che possono aiutarti ad attirare il pubblico e ad orientare l’attenzione sulla tua azienda o sulla tua attività professionale.

Come conquistare il pubblico target: attirare l’attenzione non basta

Innanzitutto, dovrai ricordare che attirare semplicemente l’attenzione, purtroppo, non è sufficiente. Se vuoi che, dopo averlo attirato, il pubblico scelga i tuoi prodotti o i tuoi servizi, dovrai anche farti ricordare.

Lo ha recentemente ribadito anche un’esperta del settore, Carlotta Zavaglia: la Marketing Director di Dior Fragranze, intervistata da Business People, ha ricordato che è importantissimo creare un legame e offrire valore al proprio target.

Ogni canale deve essere adeguatamente strutturato per raggiungere il pubblico di riferimento, con contenuti pertinenti e coerenti. Per battere la concorrenza, infatti, è necessario comunicare valori e una mission aziendale che siano coerenti con quelli del proprio pubblico.

In questo senso, i social media e il digital marketing ci vengono sicuramente in aiuto: questi strumenti permettono di avvicinarci al nostro pubblico, entrare in contatto diretto con loro e rispondere alle loro domande. Inoltre, eventuali recensioni o testimonianze positive dei clienti soddisfatti possono rafforzare la fiducia in coloro che ancora non conoscono il brand e convincerli a preferirlo rispetto alla concorrenza. Stiamo parlando, in questo caso, del positivo intervento degli  UGC ovvero User Generated Content: i contenuti, cioè, creati direttamente dagli utenti fruitori.

Anche i canali fisici e offline, comunque, vanno utilizzati a dovere: la trasmissione del messaggio deve essere sempre coerente, a prescindere dal mezzo utilizzato. Perciò, sempre massima omogeneità tra marketing digitale e “tradizionale”.

Questo perché anche la pubblicità offline contribuisce a potenziare la brand awareness e va, quindi, affiancata alle attività online. Vediamo adesso come procedere

Il primo passo: identificare il pubblico target

Per poter entrare in contatto col pubblico di riferimento, dovrai conoscerlo nei minimi dettagli. Non puoi veicolare il messaggio giusto se non sai a chi ti stai rivolgendo: i tuoi messaggi andranno calibrati sulla base del tuo target. In caso contrario, non solo non li convincerai a sceglierti, ma il tuo contenuto, qualunque sia il canale da te scelto, rischia di passare inosservato.

Per individuare il tuo pubblico di riferimento, dovrai partire dalle caratteristiche in comune delle persone che potrebbero essere interessate a ciò che hai da offrire.

Confronta i vari dati e cerca di capire la fascia d’età, se hanno uno specifico luogo di residenza, un livello di istruzione o un settore lavorativo specifico.

Puoi rilevare questi dati osservando i tuoi competitor o analizzando i dati che i social ti restituiscono.

Strategie e consigli

Una volta individuato il target, potrai creare dei contenuti adatti al tuo pubblico di riferimento. Ricorda che i social sono perfetti per migliorare visibilità e brand awareness.

Tuttavia, se vuoi attirare l’attenzione dovrai distinguerti dalla massa: concentrati solo sui canali dove il tuo pubblico è maggiormente presente, per evitare la dispersione di sforzi e risorse.

Crea contenuti interattivi e coinvolgenti, non limitarti solamente a immagini e testo: i video ti garantiranno un coinvolgimento maggiore.

Non dimenticare, poi, che anche le campagne pubblicitarie a pagamento possono aiutarti, dato che servono a raggiungere un pubblico più ampio di potenziali interessati.

Come ha ricordato anche Federica Diomei (Eagle Pictures) nel suo intervento per Business People, l’attenzione è la nuova valuta.

Tieni sempre a mette che i tuoi clienti non hanno tempo: punta quindi su messaggi chiari, visual semplici, micro-video. Un reel di 10 secondi che mostra un prodotto in azione può valere più di un post lungo e dispersivo.

Stai provando conquistare il tuo pubblico ma i tuoi sforzi di marketing non sembrano funzionare? Allora contattaci subito: creeremo un piano marketing vincente su misura per la tua attività.

Laura Caracciolo, Social Media Manager

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Non basta Saper Fare, bisogna anche Far Sapere: l’importanza della visibilità online

Nel nostro Paese, le competenze di certo non mancano: le PMI e i professionisti in grado di offrire servizi eccellenti e di svolgere al meglio il proprio mestiere sono moltissimi. Eppure, non possiamo negare che spesso anche i professionisti più validi e le aziende migliori possono riscontrare difficoltà legate alla visibilità online.

Come mi piace dire spesso, ormai “non basta saper fare, bisogna anche far sapere”: la visibilità è una vera e propria competenza, che potrebbe fare la differenza e aiutare la tua impresa o la tua attività professionale a distinguersi dalla concorrenza. Certo, so bene che, a livello concreto, spesso non è facile farsi notare. Per questa ragione oggi ci concentriamo su come far sapere al mondo il tuo saper fare.

Visibilità online: un investimento, non un optional

Purtroppo, sono finiti i tempi in cui la qualità dei tuoi prodotti e dei tuoi servizi bastavano a garantirti visibilità. Attenzione: non ti sto assolutamente consigliando di sottovalutare il potere del passaparola. Poter contare su clienti soddisfatti che parlano bene di te è uno dei tuoi migliori biglietti da visita.

Eppure, questo è solo uno dei tanti aspetti che potrebbero aiutarti a emergere rispetto ai tuoi competitor. Un altro dettaglio da non sottovalutare è quello della visibilità online.

Le abitudini di acquisto dei tuoi potenziali clienti sono radicalmente cambiate. Quando hanno bisogno di prodotti o servizi, i consumatori si affidano a imprese e professionisti per i quali hanno effettuato delle ricerche sul web.

Per questo, se vuoi che ti scelgano, il solo passaparola non basta: dovrai anche farti trovare sui social o su Google. E dovrai anche farlo al momento giusto: essere visibili online significa infatti farti trovare nel momento esatto in cui, per una necessità, il potenziale cliente effettua una ricerca.

Questo tipo di visibilità sul web non è assolutamente frutto del caso: dovrai impegnarti a costruire e implementare un’adeguata strategia di digital marketing, che tenga conto sia dell’uso dei social, sia della presenza sul web mediante il tuo sito aziendale.

Si tratta di un vero e proprio investimento, per il quale dovrai stanziare un budget mensile e che prevede l’ausilio di un professionista del web e dei social per ottenere risultati concreti.

Il personal branding per comunicare il tuo Saper Fare

Se vuoi migliorare la tua visibilità online, il personal branding non va assolutamente sottovalutato. Fare personal branding, infatti, è uno dei modi migliori per comunicare sul web chi sei, cosa sai fare e per quale motivo i tuoi potenziali clienti dovrebbero scegliere te e non uno dei tuoi competitor.

Puoi raccontare te stesso e la tua attività avvalendoti di diversi strumenti: dal sito ai guest post su riviste di settore, dai podcast alla partecipazione fisica ai convegni.

Le attività di personal branding ti permetteranno di emergere tra i professionisti di settore: di conseguenza, il pubblico inizierà a fidarsi di te e della tua attività, che si tratti di una PMI o di uno studio professionale.

Visibilità online: strategie concrete per farsi notare

E veniamo al punto. Come puoi comunicare il tuo Saper Fare? Come Far Sapere quali sono i tuoi punti di forza? Qui entra in gioco una corretta strategia che faccia uso di strumenti atti a garantire la visibilità online.

Essere visibili online è possibile, innanzitutto, grazie a un sito web aziendale. Spesso sottovalutato, un sito legato alla tua attività e ottimizzato in ottica SEO ti permette di farti trovare dai potenziali clienti quando hanno bisogno di te.

Ovviamente, il sito dovrà essere costantemente aggiornato, con post sul blog utili e di valore che mostrino le tue competenze e che rispondano alle esigenze del tuo pubblico. Quindi, regola numero 1: scrivi contenuti non autoreferenziali (cioè che elogino te o il tuo prodotto o la tua azienda) ma articoli che possano dare un valore aggiunto a chi legge (es. consigli, suggerimenti, novità del settore eetc...

La visibilità online, inoltre, può essere potenziata grazie al sapiente utilizzo dei tuoi profili social aziendali. Dovrai, cioè, scoprire quali sono i canali dove il tuo pubblico target si trova maggiormente e presidiarli con video e pubblicazioni costanti e di valore, che attirino i potenziali interessati.

Ricordati, quando utilizzi tutti questi strumenti online, che non basta esserci. La presenza online deve essere orientata a farti trovare con un messaggio giusto al momento giusto.

Vuoi migliorare la tua visibilità online per ottenere più clienti e opportunità lavorative? Allora contattaci subito per studiare insieme la strategia migliore per la tua attività.

Laura Caracciolo, Social Media Manager

Buoni propositi Ecco come trasformarli in strategie vincenti per il tuo business

Buoni propositi? Ecco come trasformarli in strategie vincenti per il tuo business

La bella stagione è ormai agli sgoccioli e la maggior parte delle aziende e dei professionisti è già rientrata al lavoro a pieno ritmo. Questo periodo dell’anno è da sempre caratterizzato dai cosiddetti buoni propositi: insieme a gennaio, infatti, quando ufficialmente esordisce il nuovo anno, anche il mese di settembre è considerato un periodo di nuovi inizi. Anzi, statisticamente è proprio questo il momento prescelto dai più per dar vita a progetti ed iniziative fantasticate sotto l’ombrellone.

Questo perché una pausa, seppur breve, quasi tutti l’hanno fatta e i momenti di ozio sono quelli più proficui perché lasciano alla fantasia il tempo di prendere una giusta forma, complici anche i maggiori momenti di confronto dovuti all’inevitabile aumento delle relazioni sociali.

Tornati in città, quindi, si riprende il lavoro con rinnovata energia. Probabilmente anche tu sei rientrato con in mente una lista di propositi più o meno ambiziosa. Ma, come forse sai bene grazie alle esperienze maturate negli anni passati, spesso trasformare i buoni propositi in reali risultati non è immediato. Tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare, recita un popolare adagio difficile da contrastare, dati alla mano!

Eppure, ci sono diversi modi per rendere concreti quelli che, sulla carta, sono solo degli intenti. Non basta l’entusiasmo iniziale, che potrebbe spegnersi nelle settimane: serve un vero e proprio piano d’azione. In questo articolo ti aiuterò a tradurre i tuoi buoni propositi in strategie vincenti e concrete per dare valore al tuo business.

Dai buoni propositi agli obiettivi SMART

Il primo passo per trasformare i buoni propositi in valore per il tuo business è convertirli in obiettivi concreti e, soprattutto, misurabili.

Facciamo un esempio: tra i tuoi buoni propositi per settembre potrebbe esserci quello di migliorare la tua presenza sui social media. Purtroppo, questo non è un obiettivo misurabile e concreto: dovrai quindi partire da questo spunto e tramutarlo in un obiettivo SMART.

Con questo termine indichiamo tutti quegli obiettivi di business specifici, misurabili, accessibili, realistici e definiti nel tempo.

Tornando al nostro esempio, un obiettivo smart dovrà essere specifico e misurabile: puoi quindi decidere di pubblicare almeno tre post a settimana sulle piattaforme da te presidiate. Possiamo rendere l’obiettivo ancor più specifico introducendo un limite temporale. Per esempio, punteremo a un aumento dell’engagement del 15% in sei mesi.

Tutti questi dettagli ti aiuteranno a tramutare un semplice proposito in un vero e proprio progresso, che potrai misurare nel tempo.

Dagli obiettivi alla strategia: target, canali e piano d’azione

Dopo aver trasformato i buoni propositi in obiettivi, il lavoro non è finito. Bisognerà implementare una strategia vincente per raggiungerli.

Purtroppo, spesso le PMI e i professionisti interrompono il lavoro proprio a questo punto del percorso: sanno, cioè, cosa vogliono ottenere, ma non hanno idea di come raggiungere gli obiettivi.

Una volta individuato ciò che si vuole ottenere, tuttavia, è fondamentale avviare azioni concrete per ottenere risultati.

Torniamo al nostro esempio iniziale, quello del miglioramento della visibilità online con la pubblicazione di almeno tre post a settimana.

Per tradurre gli obiettivi in strategie, sarà innanzitutto necessario analizzare il target di riferimento. In questo modo, scoprirai quali sono i canali social sui quali concentrarti, ossia quelli dove il target di riferimento è presente

Per far sì che i post possano portare a un aumento dell’engagement, poi, è necessario concentrarsi su pubblicazioni di valore.

Pubblicare post interessanti è possibile se disporrai di un calendario editoriale, grazie al quale saprai sempre cosa pubblicare e in quale specifico momento.

E, se l’intento è quello di raggiungere un pubblico più ampio, bisognerà pensare anche a delle campagne social sponsorizzate, che prevedano un budget adeguatamente studiato.

L’importanza delle misurazioni

Ma il lavoro non è ancora finito, perché definire obiettivi e implementare strategie non basta: per ottenere risultati servono monitoraggio e analisi continui. Ogni azione, dal post pubblicato sui social alla campagna sponsorizzata, deve essere valutata per capire se porta valore.

Non puoi pensare di pubblicare tre post a settimana sui tuoi profili social e dimenticartene: ogni azione pubblicitaria va adeguatamente monitorata.

Le misurazioni sono la chiave del successo nel marketing digitale e sui social: devi analizzare attentamente le interazioni, le conversioni, quali contenuti funzionano e quali, invece, non hanno dato risultati.

Questo perché migliorare le campagne in itinere ti permetterà di concentrarti maggiormente su quello che ha generato interesse nel tuo pubblico. Se le pubblicazioni non generano risultati, invece, vanno modificate.

Non è detto che tu abbia sbagliato buoni propositi e obiettivi: talvolta basta adattare al meglio il messaggio per ottenere risultati concreti.

Vuoi trasformare i tuoi buoni propositi in obiettivi di business ma non sai da dove iniziare? Contatta il nostro team: ti aiuteremo a implementare strategie vincenti per la tua attività.

Laura Caracciolo, Social Media Manager

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