Perché i miei Like stanno diminuendo

Perché i miei "Like" stanno diminuendo? Spoiler: è una buona notizia.

Il calo dei Like non è un segnale di crisi, ma un cambio di algoritmo: nel 2026 contano Valore e Fiducia. Scopri perché Salvataggi e Condivisioni sono le vere metriche del successo.

Se gestisci in prima persona i social della tua azienda o del tuo studio professionale, probabilmente avrai notato un calo dei “like” sotto i tuoi post. Forse anche per te la prima reazione è stata di panico e di autoaccusa: " I miei contenuti non piacciono più?!"

La realtà, fortunatamente, è diversa: il calo dei like non è un segnale di crisi, ma l'evoluzione naturale dell’ecosistema digitale.

Continua a leggere e ti spieghiamo perché la "Like Vanity" è ufficialmente morta e quali sono, invece, le nuove metriche da tenere in considerazione.

Il nuovo paradigma: dalla reazione all'azione

Fino a qualche anno fa, il numero dei Like era indicativo del successo o meno di un post. Oggi, invece, nell'era della Social Search e dell'Intelligenza Artificiale, tutte le piattaforme (in primis Instagram, TikTok e LinkedIn) si sono adeguate ai cambiamenti diventando molto più sofisticate.

Questo significa che l'algoritmo non cerca più solo "approvazione", cerca rilevanza. I Like stanno diminuendo semplicemente perché gli utenti sono diventati spettatori più critici e meno inclini a interagire meccanicamente. Scendiamo su un piano più pratico.

Se un utente clicca sull'icona del segnalibro, sta dicendo alla piattaforma: "Questo contenuto è utile, lo salvo perché me lo voglio rivedere magari dopo con più calma".

Ecco, quello che devi sapere è che il salvataggio è il complimento più alto si possa ricevere nel 2026. Indica che hai creato qualcosa di educativo, ispirazionale o pratico. Un post con 50 like e 500 salvataggi vale dieci volte di più di un post con 1.000 like e zero salvataggi.

Le Condivisioni: il sigillo della Fiducia

La condivisione (nei DM o nelle Stories) è l'essenza stessa del "social". Quando qualcuno condivide il tuo contenuto, sta mettendo la propria faccia a garanzia del tuo brand. La condivisione porta il tuo messaggio a un pubblico nuovo in modo organico e autentico.

A questo punto, andiamo al pratico. Vediamo come leggere i dati in modo obiettivo e senza ansia.

Per capire se la tua strategia sta funzionando, smetti di guardare il totale dei like e inizia ad analizzare il Tasso di Coinvolgimento Reale. Ecco un’utile tabella riepilogativa

MetricaCosa indica nel 2026Valore Strategico
LikeApprezzamento rapido / AbitudineBasso
CommentiVolontà di dialogo e communityMedio-Alto
SalvataggiUtilità e valore nel tempoAltissimo
CondivisioniFiducia e passaparola digitaleMassimo

Per concludere, tre utili consigli.

Se vuoi che i tuoi contenuti continuino a performare, devi cambiare l'obiettivo della tua creatività:

  1. Sii utile, non solo bello: crea guide, checklist o tutorial che le persone vogliano conservare.
  2. Punta sulla condivisione: ogni volta che pensi a quale contenuto creare, chiediti sempre quale vantaggio ha per chi lo vede e perché mai dovrebbe condividerlo con la sua community. Rispondi sinceramente mettendoti nei panni dell’utente che lo andrà a visualizzare.
  3. Ottimizza per la Ricerca (SEO Social): cerca e usa parole chiave chiare nelle caption e nei sottotitoli. Se le persone trovano ciò che cercano, l'interazione sarà una logica conseguenza

Conclusione

Non aver paura dei numeri che scendono, se quelli che contano davvero — conversioni, fiducia e memorabilità — sono in salita.

Vuoi capire come migliorare la tua strategia social?

Contattaci subito per una consulenza personalizzata.

Laura Caracciolo, Social Media Manager

gestione social a costo zero

Gestione social a costo zero (o quasi). Ecco come fare

La paura di spendere troppo scoraggia la presenza sui social media. Eppure, con la giusta strategia è possibile ottenere buoni risultati anche con budget molto ristretti. Vediamo come

Uno dei falsi miti più diffusi è proprio quello di considerare il digital marketing come uno strumento appannaggio solo di grandi aziende multinazionali le uniche che, grazie a budget stratosferici e a team di super esperti, possono essere presenti sulle piattaforme e ricevere grandi ritorni in termini di investimento.

Come spesso accade, la realtà non uguaglia l’immaginazione. Avere tanti soldi e spenderli senza una precisa strategia alla base significa soltanto essere tronfi come pavoni che fanno una bella e vistosa ruota. Peccato, però, che dietro la ruota di like ed emoji ci sia soltanto un vuoto.

Utenti non in target, pubblico effimero, profili falsi… Insomma, tanta fuffa e poca concretezza.

Al contrario, un piccolo budget ben investito può fare la differenza.

Come attirare e convertire il pubblico giusto

Per parlare a chi ci vuole ascoltare, non c’è bisogno di alzare la voce. Basta solo dire le cose giuste nel contesto giusto. Ecco 4 semplici regole da seguire

1. Omnicanalità? No grazie

Non si può essere presenti sempre e dappertutto. Se il budget è limitato e le risorse pure, è inutile disperdere le energie. Meglio concentrarle per posizionarsi sulla piattaforma maggiormente frequentata dal nostro pubblico: solitamente LinkedIn per professionisti e aziende, Instagram, Tik Tok, You Tube per prodotti più visuali o direttamente indirizzati al consumatore finale.

2. Less is more

Bando a chi ancora insiste sul pubblicare sempre e comunque. Se non si hanno contenuti interessanti, meglio tacere. Oppure considerare di riciclare i contenuti. Ad esempio, un articolo può diventare un post, una infografica, un carosello o un reel. In questo modo, si ottimizza lo sforzo creativo di partenza.

3. Pubblicità sì o no?

Se per pubblicità si intende cliccare su "Metti in evidenza il post" allora NO grazie. Piuttosto, bisogna utilizzare il Business Manager e investire il denaro su:

  • Retargeting: in modo da mostrare gli annunci solo a chi ha già visitato il sito.
  • Pubblico Lookalike: ovvero chiedi all’algoritmo di mostrare i tuoi annunci solo a persone simili ai tuoi migliori clienti. Quando il target è molto specifico, i risultati sono di gran lunga superiori a qualsiasi campagna massiva.

4. Utilizzare l’AI per contenuti "in-house"

Oggi, grazie a tool di AI generativa si possono:

  • Generare bozze di copy (utilizzando i giusti prompt, proprio come abbiamo visto nel precedente articolo).
  • Ottimizzare le immagini
  • Realizzare reel o trasformare video in post testuali.

A questo punto, non ti resta che passare all’azione ma non senza aver effettuato un check ad inizio settimana.

Tre cose da fare ogni lunedì mattina

Per iniziare la settimana alla grande ricordati di:

  1. Analizzare i dati: questa azione ti consente di capire quale post performa meglio, in quale formato e quali contenuti il tuo pubblico gradisce di più. Sarà proprio questo quello sul quale investire.
  2. Chiudere gli account che non riesci a seguire: se una piattaforma non performa, meglio cessare l’account e concentrare le energie altrove. Non c’è niente di peggio che vedere account trascurati ma ancora “attivi”.
  3. Stanzia un micro-budget: una piccola somma: anche 100-200 euro al mese solo per attività di retargeting. È l'investimento con il miglior rapporto sforzo/rendimento.

Vuoi sapere come impostare una strategia all’insegna anche dell’AI?

Contattaci subito per una consulenza personalizzata.

Laura Caracciolo, Social Media Manager

L’AI come Creative Partner la nuova frontiera del Social Media Management per PMI e professionisti

L’AI come "Creative Partner": la nuova frontiera del Social Media Management per PMI e professionisti

Non è solo automazione, è potenziamento. Scopri come l'Intelligenza Artificiale sta trasformando il modo in cui professionisti e imprese raccontano sé stessi online, tra efficienza operativa e autenticità umana.

Oggi, per un imprenditore o un libero professionista, non si pone più il dubbio amletico dell’”esserci o non esserci”. Assodato che essere online non è più una scelta ma una necessità, la sfida si concentra su un altro versante: come emergere in un ecosistema digitale saturo di rumore di fondo.

In questo contesto, produrre con costanza contenuti che siano allo stesso originali e di alta qualità è diventato un lavoro a tempo pieno che rischia di sottrarre energia al core business.

È qui che l’Intelligenza Artificiale (AI) entra in scena. Non un mero tecnicismo “robotico” per addetti ai lavori, piuttosto una leva strategica fondamentale. In Emera, consideriamo l’AI non come un sostituto del pensiero ma come un "assistente di redazione" instancabile, capace di accelerare i processi creativi senza sacrificare l’anima del brand.

Oltre il pregiudizio: l'AI ha un cuore (se sai come guidarla)

C’è un timore diffuso: che l’uso dell’AI renda la comunicazione fredda o standardizzata. In realtà non è così e vediamo perché.  Se governata da un prompt (comando) strategico e ben strutturato, l’AI permette di scavare più a fondo nei bisogni del proprio pubblico, restituendo soluzioni su misura.

Ecco i tre pilastri su cui l'AI può rivoluzionare la tua presenza social:

  1. Addio alla "sindrome del foglio bianco": Strumenti come ChatGPT o Gemini sono formidabili generatori di idee. Partendo da un semplice concetto, possono declinare decine di spunti editoriali, garantendo un piano editoriale sempre vivo e aggiornato.
  2. Multicanalità in un click: Uno dei vantaggi più tangibili è la capacità di adattare il "Tone of Voice". Lo stesso concetto può essere trasformato istantaneamente in una riflessione autorevole per LinkedIn o in un copy fresco e immediato per Instagram.
  3. L'architettura dell'attenzione: Grazie a tecniche di copywriting avanzate, l’AI suggerisce headline magnetiche che sfruttano leve psicologiche come la curiosità o la riprova sociale, aumentando drasticamente il tasso di interazione.

Dalla strategia alla pratica: tre modi per iniziare oggi

Come può una PMI integrare concretamente questi strumenti? Ecco alcuni esempi di repurposing e creazione smart:

  • Riciclo intelligente dei contenuti: Prendi un articolo tecnico del tuo blog e chiedi all'AI di estrarne i punti chiave per un carosello su Instagram o di scriverne lo script per un video breve (Reel o TikTok).
  • Titoli che convertono: Passa da un generico "Ecco i nostri servizi" a un più efficace "Il segreto per ottimizzare il tuo budget in 3 step". L'impatto sull'engagement sarà immediato.
  • Visual storytelling: L’integrazione dell’AI in tool come Canva o l'uso di Midjourney permette di generare grafiche e immagini originali, abbattendo i tempi e i costi della produzione visiva tradizionale.

La Regola d'Oro: Il Fattore Umano è insostituibile

Nonostante la potenza di calcolo, l’AI resta una macchina. Il valore aggiunto che permette a un professionista di differenziarsi davvero rimane la validazione umana.

In Emera crediamo fermamente che l'AI debba servire a liberare tempo per la strategia e l'ascolto del cliente. Usala per ricercare, bozzare e variare, ma assicurati che l’ultima parola — quella che trasmette i valori, l'etica e l'unicità della tua azienda — sia sempre la tua.

Vuoi scoprire come implementare una strategia di comunicazione che unisca l'innovazione dell'AI alla sensibilità del tuo brand?  Contattaci subito per una consulenza personalizzata.

Laura Caracciolo, Social Media Manager

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Leadership storytelling: quando il racconto del manager fa crescere l’azienda

Se gestisci un’azienda o sei un professionista che ha a cuore la propria comunicazione online, ti sarai chiesto, almeno una volta nella tua carriera, come potresti differenziarti dai tuoi competitor. Probabilmente sei convinto della qualità dei tuoi prodotti e servizi. Tuttavia, sai bene che questo, a volte, non basta. Chi ancora non ti conosce potrebbe non riuscire a individuarti in un mercato sempre più affollato. Eppure, c’è uno strumento comunicativo e pubblicitario che, più di altri, può aiutarti a far crescere la tua azienda o la tua attività professionale. Sto parlando del leadership storytelling, uno strumento che, contrariamente a quanto si tende comunemente a pensare, non è adatto solamente ai grandi brand e alle imprese multimilionarie. Puoi sfruttarlo anche tu per creare fiducia e rafforzare la tua identità aziendale.

Una leva per la crescita aziendale

Quando parliamo di leadership storytelling intendiamo la pratica attraverso cui l’azienda comunica al pubblico tramite le parole dei suoi leader.

I leader aziendali, ma anche i proprietari, mettono cioè in atto attività di storytelling, raccontando una storia per comunicare mission e valori aziendali.

Numerosi studi hanno analizzato nei dettagli questo strumento e le sue potenzialità per le imprese che lo sfruttano regolarmente. In particolare, il MIT Sloan Management Review ha scoperto che le aziende che sfruttano i manager in attività di storytelling registrano una crescita media del 21%.

La spiegazione di questo risultato è semplice: comunicare dati in modo impersonale difficilmente coinvolge il pubblico. Al contrario, inserirli all’interno di una narrazione efficace può fare la differenza.

Perché il leadership storytelling può far crescere la tua attività

Oltre allo studio appena citato, va detto che anche la psicologia ha analizzato nei dettagli il potere delle storie per la diffusione di dati e concetti.

Qui voglio citarti gli studi della psicologa Peg Neuhauser, che ha dimostrato che l’apprendimento è più efficace quando i dati che si forniscono sono inseriti nel contesto di una storia. La ricerca della dottoressa Neuhauser concluse infatti che i partecipanti allo studio ricordavano più facilmente numeri o dettagli quando questi erano inseriti in un contesto narrativo.

Questa ricerca psicologica dimostra quindi con chiarezza il potere del leadership storytelling. Il tuo messaggio, i tuoi valori e la mission della tua azienda verranno trasmessi in modo chiaro e facilmente assimilabile. Perciò, se hai dati puramente tecnici da condividere, il consiglio è di utilizzare delle storie per renderli più facili da digerire.

Inoltre, non si tratta di semplice pubblicità, ma di un messaggio che i tuoi potenziali clienti percepiranno come autentico.

E sappi che questa strategia di comunicazione può aiutarti nella crescita verso l’esterno, ma anche verso l’interno.

Se hai un team di collaboratori, far uso del leadership storytelling ti aiuterà a migliorare anche il tuo ambiente interno.

Il potere di una corretta strategia comunicativa

È chiaro che non puoi limitarti ad affidare ai tuoi manager il compito di raccontare storie. Come tutti gli strumenti comunicativi, anche il leadership storytelling deve avere una solida strategia di base.

In altre parole, il leadership storytelling va gestito come ogni altro strumento di comunicazione: con una strategia mirata, utile a migliorare la visibilità e i rapporti sia interni che esterni all’azienda.

Lo storytelling aziendale, infatti, non è esente da alcune criticità. In un mondo iperconnesso come quello in cui viviamo, il pericolo dell’iperesposizione, solo per fare un esempio, è sempre dietro l’angolo.

Un CEO, un professionista o il proprietario dell’azienda dovranno quindi agire con cautela (cum grano salis) ed esporsi solo quando è opportuno e, soprattutto, se alla base vi è una strategia chiara e ben definita.

Vuoi sfruttare il leadership storytelling per la tua azienda o la tua attività professionale ma non sai da dove iniziare? Contattaci ora, studieremo insieme la strategia di comunicazione più adatta al tuo business.

Laura Caracciolo, Social Media Manager

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Non basta Saper Fare, bisogna anche Far Sapere: l’importanza della visibilità online

Nel nostro Paese, le competenze di certo non mancano: le PMI e i professionisti in grado di offrire servizi eccellenti e di svolgere al meglio il proprio mestiere sono moltissimi. Eppure, non possiamo negare che spesso anche i professionisti più validi e le aziende migliori possono riscontrare difficoltà legate alla visibilità online.

Come mi piace dire spesso, ormai “non basta saper fare, bisogna anche far sapere”: la visibilità è una vera e propria competenza, che potrebbe fare la differenza e aiutare la tua impresa o la tua attività professionale a distinguersi dalla concorrenza. Certo, so bene che, a livello concreto, spesso non è facile farsi notare. Per questa ragione oggi ci concentriamo su come far sapere al mondo il tuo saper fare.

Visibilità online: un investimento, non un optional

Purtroppo, sono finiti i tempi in cui la qualità dei tuoi prodotti e dei tuoi servizi bastavano a garantirti visibilità. Attenzione: non ti sto assolutamente consigliando di sottovalutare il potere del passaparola. Poter contare su clienti soddisfatti che parlano bene di te è uno dei tuoi migliori biglietti da visita.

Eppure, questo è solo uno dei tanti aspetti che potrebbero aiutarti a emergere rispetto ai tuoi competitor. Un altro dettaglio da non sottovalutare è quello della visibilità online.

Le abitudini di acquisto dei tuoi potenziali clienti sono radicalmente cambiate. Quando hanno bisogno di prodotti o servizi, i consumatori si affidano a imprese e professionisti per i quali hanno effettuato delle ricerche sul web.

Per questo, se vuoi che ti scelgano, il solo passaparola non basta: dovrai anche farti trovare sui social o su Google. E dovrai anche farlo al momento giusto: essere visibili online significa infatti farti trovare nel momento esatto in cui, per una necessità, il potenziale cliente effettua una ricerca.

Questo tipo di visibilità sul web non è assolutamente frutto del caso: dovrai impegnarti a costruire e implementare un’adeguata strategia di digital marketing, che tenga conto sia dell’uso dei social, sia della presenza sul web mediante il tuo sito aziendale.

Si tratta di un vero e proprio investimento, per il quale dovrai stanziare un budget mensile e che prevede l’ausilio di un professionista del web e dei social per ottenere risultati concreti.

Il personal branding per comunicare il tuo Saper Fare

Se vuoi migliorare la tua visibilità online, il personal branding non va assolutamente sottovalutato. Fare personal branding, infatti, è uno dei modi migliori per comunicare sul web chi sei, cosa sai fare e per quale motivo i tuoi potenziali clienti dovrebbero scegliere te e non uno dei tuoi competitor.

Puoi raccontare te stesso e la tua attività avvalendoti di diversi strumenti: dal sito ai guest post su riviste di settore, dai podcast alla partecipazione fisica ai convegni.

Le attività di personal branding ti permetteranno di emergere tra i professionisti di settore: di conseguenza, il pubblico inizierà a fidarsi di te e della tua attività, che si tratti di una PMI o di uno studio professionale.

Visibilità online: strategie concrete per farsi notare

E veniamo al punto. Come puoi comunicare il tuo Saper Fare? Come Far Sapere quali sono i tuoi punti di forza? Qui entra in gioco una corretta strategia che faccia uso di strumenti atti a garantire la visibilità online.

Essere visibili online è possibile, innanzitutto, grazie a un sito web aziendale. Spesso sottovalutato, un sito legato alla tua attività e ottimizzato in ottica SEO ti permette di farti trovare dai potenziali clienti quando hanno bisogno di te.

Ovviamente, il sito dovrà essere costantemente aggiornato, con post sul blog utili e di valore che mostrino le tue competenze e che rispondano alle esigenze del tuo pubblico. Quindi, regola numero 1: scrivi contenuti non autoreferenziali (cioè che elogino te o il tuo prodotto o la tua azienda) ma articoli che possano dare un valore aggiunto a chi legge (es. consigli, suggerimenti, novità del settore eetc...

La visibilità online, inoltre, può essere potenziata grazie al sapiente utilizzo dei tuoi profili social aziendali. Dovrai, cioè, scoprire quali sono i canali dove il tuo pubblico target si trova maggiormente e presidiarli con video e pubblicazioni costanti e di valore, che attirino i potenziali interessati.

Ricordati, quando utilizzi tutti questi strumenti online, che non basta esserci. La presenza online deve essere orientata a farti trovare con un messaggio giusto al momento giusto.

Vuoi migliorare la tua visibilità online per ottenere più clienti e opportunità lavorative? Allora contattaci subito per studiare insieme la strategia migliore per la tua attività.

Laura Caracciolo, Social Media Manager

Buoni propositi Ecco come trasformarli in strategie vincenti per il tuo business

Buoni propositi? Ecco come trasformarli in strategie vincenti per il tuo business

La bella stagione è ormai agli sgoccioli e la maggior parte delle aziende e dei professionisti è già rientrata al lavoro a pieno ritmo. Questo periodo dell’anno è da sempre caratterizzato dai cosiddetti buoni propositi: insieme a gennaio, infatti, quando ufficialmente esordisce il nuovo anno, anche il mese di settembre è considerato un periodo di nuovi inizi. Anzi, statisticamente è proprio questo il momento prescelto dai più per dar vita a progetti ed iniziative fantasticate sotto l’ombrellone.

Questo perché una pausa, seppur breve, quasi tutti l’hanno fatta e i momenti di ozio sono quelli più proficui perché lasciano alla fantasia il tempo di prendere una giusta forma, complici anche i maggiori momenti di confronto dovuti all’inevitabile aumento delle relazioni sociali.

Tornati in città, quindi, si riprende il lavoro con rinnovata energia. Probabilmente anche tu sei rientrato con in mente una lista di propositi più o meno ambiziosa. Ma, come forse sai bene grazie alle esperienze maturate negli anni passati, spesso trasformare i buoni propositi in reali risultati non è immediato. Tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare, recita un popolare adagio difficile da contrastare, dati alla mano!

Eppure, ci sono diversi modi per rendere concreti quelli che, sulla carta, sono solo degli intenti. Non basta l’entusiasmo iniziale, che potrebbe spegnersi nelle settimane: serve un vero e proprio piano d’azione. In questo articolo ti aiuterò a tradurre i tuoi buoni propositi in strategie vincenti e concrete per dare valore al tuo business.

Dai buoni propositi agli obiettivi SMART

Il primo passo per trasformare i buoni propositi in valore per il tuo business è convertirli in obiettivi concreti e, soprattutto, misurabili.

Facciamo un esempio: tra i tuoi buoni propositi per settembre potrebbe esserci quello di migliorare la tua presenza sui social media. Purtroppo, questo non è un obiettivo misurabile e concreto: dovrai quindi partire da questo spunto e tramutarlo in un obiettivo SMART.

Con questo termine indichiamo tutti quegli obiettivi di business specifici, misurabili, accessibili, realistici e definiti nel tempo.

Tornando al nostro esempio, un obiettivo smart dovrà essere specifico e misurabile: puoi quindi decidere di pubblicare almeno tre post a settimana sulle piattaforme da te presidiate. Possiamo rendere l’obiettivo ancor più specifico introducendo un limite temporale. Per esempio, punteremo a un aumento dell’engagement del 15% in sei mesi.

Tutti questi dettagli ti aiuteranno a tramutare un semplice proposito in un vero e proprio progresso, che potrai misurare nel tempo.

Dagli obiettivi alla strategia: target, canali e piano d’azione

Dopo aver trasformato i buoni propositi in obiettivi, il lavoro non è finito. Bisognerà implementare una strategia vincente per raggiungerli.

Purtroppo, spesso le PMI e i professionisti interrompono il lavoro proprio a questo punto del percorso: sanno, cioè, cosa vogliono ottenere, ma non hanno idea di come raggiungere gli obiettivi.

Una volta individuato ciò che si vuole ottenere, tuttavia, è fondamentale avviare azioni concrete per ottenere risultati.

Torniamo al nostro esempio iniziale, quello del miglioramento della visibilità online con la pubblicazione di almeno tre post a settimana.

Per tradurre gli obiettivi in strategie, sarà innanzitutto necessario analizzare il target di riferimento. In questo modo, scoprirai quali sono i canali social sui quali concentrarti, ossia quelli dove il target di riferimento è presente

Per far sì che i post possano portare a un aumento dell’engagement, poi, è necessario concentrarsi su pubblicazioni di valore.

Pubblicare post interessanti è possibile se disporrai di un calendario editoriale, grazie al quale saprai sempre cosa pubblicare e in quale specifico momento.

E, se l’intento è quello di raggiungere un pubblico più ampio, bisognerà pensare anche a delle campagne social sponsorizzate, che prevedano un budget adeguatamente studiato.

L’importanza delle misurazioni

Ma il lavoro non è ancora finito, perché definire obiettivi e implementare strategie non basta: per ottenere risultati servono monitoraggio e analisi continui. Ogni azione, dal post pubblicato sui social alla campagna sponsorizzata, deve essere valutata per capire se porta valore.

Non puoi pensare di pubblicare tre post a settimana sui tuoi profili social e dimenticartene: ogni azione pubblicitaria va adeguatamente monitorata.

Le misurazioni sono la chiave del successo nel marketing digitale e sui social: devi analizzare attentamente le interazioni, le conversioni, quali contenuti funzionano e quali, invece, non hanno dato risultati.

Questo perché migliorare le campagne in itinere ti permetterà di concentrarti maggiormente su quello che ha generato interesse nel tuo pubblico. Se le pubblicazioni non generano risultati, invece, vanno modificate.

Non è detto che tu abbia sbagliato buoni propositi e obiettivi: talvolta basta adattare al meglio il messaggio per ottenere risultati concreti.

Vuoi trasformare i tuoi buoni propositi in obiettivi di business ma non sai da dove iniziare? Contatta il nostro team: ti aiuteremo a implementare strategie vincenti per la tua attività.

Laura Caracciolo, Social Media Manager

Marketing sui social funziona davvero per PMI e professionisti

Marketing sui social: funziona davvero per PMI e professionisti?

Se gestisci una piccola azienda o hai un’attività professionale, qualunque sia il tuo settore, ti sarai domandato almeno una volta, durante la tua carriera, se il marketing sui social funziona davvero per PMI e professionisti.

In effetti, si tratta di una domanda lecita: le piccole imprese e le attività professionali si trovano oggi a dover affrontare un enorme numero di concorrenti. E questo non solo sul territorio, ma anche online: quasi tutti, ormai, hanno un profilo aziendale sulle maggiori piattaforme.

Oltre a scoraggiarsi per il gran numero di competitor, le attività di piccole dimensioni e quelle professionali spesso si lasciano abbattere dai numeri poco soddisfacenti ottenuti con i social.

Voglio però svelarti che, se hai avviato attività pubblicitarie sui social e non hai ottenuto risultati, è possibile che tu abbia commesso qualche errore. Se strutturata adeguatamente, infatti, la pubblicità sui social media funziona eccome.

Cosa significa davvero fare marketing sui social oggi

Uno dei problemi principali legati al marketing sui social media è che spesso i “non addetti ai lavori” credono che, per avere visibilità e aumentare le vendite, basti pubblicare qualche post a caso ogni tanto.

In realtà, questo atteggiamento porta al fallimento: come qualsiasi operazione di marketing, anche quello sui social media richiede strategie precise, oltre che gli strumenti adeguati.

Il mio consiglio di partenza, quindi, è il seguente: se vuoi ottenere risultati dalla pubblicità online, soprattutto quando si tratta di piattaforme social, rivolgiti a un social media manager professionista.

Insieme potrete stabilire gli obiettivi rilevanti per la tua attività, oltre che studiare un piano strategico realistico e, soprattutto, efficace.

Quali risultati possono aspettarsi aziende e professionisti dal marketing sui social

Il marketing sui social media consente ai professionisti e alle aziende di ottenere diversi vantaggi. Innanzitutto, il risultato più tangibile che otterrai dai profili social legati alla tua attività lavorativa è l’aumento della visibilità: se stai lavorando sulla tua brand awareness, vedrai crescere la tua notorietà.

Puoi ottenere questo risultato grazie ai post organici, ma soprattutto con la pubblicità social a pagamento. Gli annunci pubblicitari social sono infatti pensati per ottenere, con un budget relativamente contenuto, moltissima visibilità.

Inoltre, se condividerai contenuti legati alla mission e ai valori aziendali e soprattutto se ti impegnerai a rispondere a commenti e messaggi, potrai creare intorno a te una community online di tutto rispetto, fedele e attiva.

Tra i risultati garantiti dalla pubblicità sui social c’è anche la generazione di nuovi lead. Condividere contenuti è infatti un ottimo metodo per istruire e informare, ma anche per attirare l’attenzione dei potenziali clienti. In questo modo, puoi spingerli a contattarti tramite messaggio privato o a iscriversi, ad esempio, alla tua newsletter via e-mail.

I social media, infine, possono aumentare le tue vendite. Lo vediamo ormai da tempo: il fenomeno del social selling ha preso piede. Lo dimostra, solo per fare un esempio, il nuovo TikTok Shop, un eCommerce interno alla nota piattaforma cinese.

Maggiore visibilità e un’esposizione più ampia possono tradursi in nuovi clienti e, di conseguenza, in nuove vendite. Questo anche grazie agli UGC e alle possibili collaborazioni che puoi avviare con influencer e micro-influencer, che aumenteranno ancor di più la tua visibilità social.

Consigli utili per iniziare a ottenere risultati

Il marketing sui social, quindi, può funzionare molto bene per PMI e professionisti. Se vuoi iniziare a pubblicizzare la tua attività sulle varie piattaforme, il primo passo è creare una strategia solida.

Tutto parte dalla definizione degli obiettivi, che devono essere chiari, e dall’identificazione del target, in modo da stabilire quali sono le piattaforme social più adatte su cui concentrarti.

Il successo della pubblicità sui social passa per il content marketing: dovrai impegnarti a pubblicare contenuti di valore con costanza e regolarità.

Inoltre, ricorda che i social sono un luogo virtuale di comunicazione: usali, quindi, per rispondere ai commenti e ai messaggi dei tuoi clienti reali e potenziali, e per mostrare la tua attenzione verso la clientela.

Hai ancora dei dubbi? Contatta subito il nostro team: studieremo insieme la strategia giusta per garantire visibilità al tuo lavoro sui social.

Laura Caracciolo, Social Media Manager

Nuova pagina su Facebook Come portarla al successo con una comunicazione efficace

Nuova pagina su Facebook? Ecco come portarla al successo con una comunicazione efficace

Hai appena aperto una pagina Facebook per la tua attività professionale o per la tua azienda? Ottima decisione: essere presenti sulla piattaforma può darti visibilità e aiutarti a costruire relazioni con i tuoi clienti. Ma da dove si comincia davvero? Aprire la pagina è solo il primo passo: per ottenere risultati concreti servono strategia, costanza e una comunicazione efficace.

Se hai già condiviso qualche post, avrai sicuramente notato che, spesso, sulla piattaforma si ottengono poche interazioni.

Il problema di fondo sembra essere legato all’algoritmo di Facebook, ma non solo. Infatti, è indubbio che, negli ultimi anni, Meta abbia favorito i contenuti dei profili privati, che vengono mostrati molto più spesso nei feed rispetto a quelli condivisi dalle pagine. Tuttavia, questo è solo parte del problema: nonostante i recenti cambiamenti che hanno ridotto la visibilità dei post organici, i grandi brand e le pagine con molti followers continuano ad avere successo.

Dunque, il vero punto è che dovresti migliorare la comunicazione utilizzata sulla tua pagina Facebook. Vediamo insieme come farlo in modo efficace.

Comunicazione efficace per la tua pagina Facebook: come migliorare l’engagement

Come ti ho anticipato, recentemente l’algoritmo di Facebook è cambiato e il cambiamento ha avuto impatto sulla visibilità dei post delle pagine.

Eppure, è noto che i post con molte interazioni, quelli in grado di stimolare conversazioni interessanti e con moltissimi commenti, continuano a ottenere visibilità.

La tua comunicazione, per essere efficace, deve quindi essere orientata verso le conversioni. I tuoi post devono attirare reazioni, commenti, condivisioni.

Ottenere questi risultati è impensabile senza un piano editoriale appositamente studiato. Non puoi pensare, cioè, di svegliarti la mattina e pubblicare un contenuto a caso. Con un piano editoriale saprai sempre cosa pubblicare e, soprattutto, quando.

La calendarizzazione, poi, ti aiuterà a essere costante, un altro aspetto che sui social in generale e su Facebook in particolare è fondamentale.

Anatomia dei post coinvolgenti

La comunicazione per la tua pagina Facebook deve basarsi su post che stimolino una conversazione non solo tra te e il tuo pubblico. I post vincenti e coinvolgenti sono quelli che generano conversazioni anche tra coloro che ti seguono.

Difficilmente un post che mira alla mera promozione di un prodotto o servizio riuscirà a rispondere a questo obiettivo.

I tuoi contenuti dovrebbero insegnare qualcosa o far riflettere su un determinato argomento.

Oppure, i post coinvolgenti sono quelli che raccontano storie autentiche. Comunica ai tuoi followers esperienze che riguardano la tua attività, ispirali.

E, quando un post ha attirato l’attenzione del tuo pubblico, non limitarti alla sua portata organica. Utilizza i Facebook Ads per mostrarlo a un pubblico ancora più ampio.

Non dimenticare, infine, che il tuo post non dovrà essere fatto solo di testo: le immagini e, meglio ancora, i video catturano ancora di più l’attenzione.

I passi per una comunicazione di successo su Facebook

Il primo step per una comunicazione che porterà la tua pagina Facebook al successo è la condivisione di contenuti di valore.

In secondo luogo, ricordati di creare promozioni dedicate a coloro che seguono la pagina: si tratta di una strategia che può migliorare di gran lunga l’engagement e stimolare condivisioni e reazioni. Basta un piccolo sconto riservato per aumentare il valore percepito relativo alla tua pagina Facebook.

Tieni presente, infine, l’aspetto della comunicazione. Gli utenti che scrollano post sulla piattaforma sono lì soprattutto perché vogliono comunicare. Non vogliono essere visti come dei semplici fruitori passivi.

Curare la tua comunicazione su Facebook significa quindi rispondere a tutti i commenti, interagire con i messaggi privati e monitorare costantemente la community.

La tua pagina Facebook non è una semplice vetrina dove esporre i tuoi prodotti e i tuoi servizi, ma un luogo virtuale dove entrare in contatto diretto coi tuoi potenziali clienti.

Hai una pagina Facebook aziendale ma non sai come farla crescere? Contattaci: costruiremo insieme la strategia più adatta al tuo business.

Laura Caracciolo, Social Media Manager

Giovani e social media i rischi che si corrono e i consigli della scienza per un utilizzo sano

Giovani e social media: i rischi che si corrono e i consigli della scienza per un utilizzo sano

Viviamo nell’epoca della connettività perenne, nella quale i social media sono diventati parte integrante della vita di adulti e giovani. Dai 10 anni in su, la maggior parte dei ragazzi possiede un account su almeno una piattaforma digitale e trascorre ore tra post, video, commenti e messaggi. Purtroppo, questo stretto rapporto tra ragazzi e tecnologia può anche avere un impatto negativo e causare danni alla salute mentale. E non sono solamente i genitori ad essere preoccupati: anche docenti, ricercatori e psicologi hanno iniziato a condurre studi in merito alla relazione tra mondo online e giovani fruitori. Non a caso, nel novembre 2024 il Parlamento australiano ha approvato una legge che vieta l’accesso ai social ai minori di 16 anni. Ma cosa dice esattamente la scienza in merito all’impatto dei social sulla salute dei giovani? E in che modo possiamo promuovere un sano rapporto tra giovani e tecnologia? Oggi voglio riflettere con te su questo argomento. Il mio obiettivo è quello di non demonizzare i social, ma di educare all’uso intelligente di questi strumenti online.

L’impatto negativo dei social media sui giovani

Che i social media possano avere un impatto negativo sulla salute dei giovani è indubbio.

Secondo una nota del Surgeon General risalente al 2023, infatti, quando gli adolescenti utilizzano i social per più di tre ore al giorno, il rischio di problemi mentali come ansia o depressione raddoppia.

Lo studio di riferimento ha preso in considerazione 6.595 adolescenti tra i 12 e i 15 anni e ha messo in evidenza un legame tra tempo trascorso sui social e sviluppo di problemi mentali.

Questo trend si mantiene anche in età da college: si pensa che i social media possano aumentare i casi di depressione tra gli studenti, con 300.000 nuovi casi che traggono origine dai comportamenti online scorretti. E più i soggetti sono giovani, maggiore è l’impatto negativo della tecnologia.

Inoltre, la scienza suggerisce che l’uso dei social possa peggiorare il sonno, oltre che ridurre l’autostima e causare sintomi depressivi negli adolescenti. Esistono poi evidenze scientifiche che mettono in luce come una riduzione dei social possa migliorare il benessere.

I punti da chiarire

Restano comunque dei punti da chiarire e, cosa più importante, la relazione tra giovani e social media non è necessariamente negativa a patto che si rispettino determinate condizioni.

Altri studi, infatti, hanno evidenziato come, in alcuni giovani, i social abbiano un effetto benefico. Non mancano infatti gli adolescenti che dichiarano che le piattaforme online li aiutino a sentirsi più accettati dai pari.

Inoltre, in molti casi, le piattaforme li hanno aiutati a esprimersi, a restare aggiornati e a entrare in connessione con gli altri.

Ci sono però molte cose che ancora non sappiamo sul rapporto tra ragazzi e tecnologia. Innanzitutto, andrebbe chiarito quali sono i contenuti che generano maggiori danni alla salute mentale dei ragazzi. Vanno poi individuati i target più sensibili e la frequenza limite.

Anche i benefici che la tecnologia è in grado di apportare, inoltre, andrebbero analizzati più adeguatamente. Allo stesso modo, bisognerebbe approfondire in quali circostanze e a quali utenti i social apportano maggiori giovamenti.

I consigli della scienza per migliorare il rapporto tra giovani e social media

Mentre attendiamo nuovi studi che possano mettere in luce i reali effetti negativi e i benefici dei social media sui giovani, è bene ricordare le linee guida fornite dall’American Psychological Association per promuovere un rapporto sano tra ragazzi e tecnologia.

Innanzitutto, dobbiamo sempre tenere a mente le differenze personali di ciascun ragazzo. Ognuno, infatti, reagisce agli stimoli in maniera differente.

Fatta questa doverosa precisazione, è bene ricordare che, per un utilizzo corretto delle piattaforme social, bisogna sempre sottolineare ai ragazzi che questi strumenti sono un mezzo per entrare in relazione con gli altri.

Per fasce di età molto giovani, tra i 10 e i 14 anni, è consigliabile attuare un monitoraggio serrato prima di permettere loro di utilizzare i social in totale autonomia. Inoltre, contenuti non adatti all’età o violenti vanno oscurati, ove possibile.

In caso di utilizzo eccessivo, è bene agire e limitare l’utilizzo delle piattaforme: vanno monitorate eventuali interferenze con sonno e altre attività quotidiane.

Infine, è bene prestare attenzione ai contenuti che promuovono il confronto, soprattutto relativo all’aspetto fisico, con gli altri.

Se vuoi approfondire questo attuale argomento, contattaci ora.

Laura Caracciolo, Social Media Manager

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