Linkedin come creare e gestire il proprio network online

Linkedin: come creare e gestire il proprio network online

Non c’è alcun dubbio: LinkedIn è il social media più adatto per chi intende espandere la propria rete professionale e fare personal branding. Tuttavia, per poter trarre il meglio dal suo potenziale, è necessario sfruttare adeguatamente la piattaforma, cercando connessioni e creando un network idoneo.

Le connessioni digitali giocano un ruolo fondamentale nella costruzione della nostra carriera e delle nostre opportunità professionali. Dunque, comprendere come creare e gestire il proprio network su LinkedIn è fondamentale.

Questa meravigliosa piattaforma non può essere utilizzata unicamente alla stregua di curriculum vitae statico. Al contrario, è una piattaforma dinamica che consente di stabilire connessioni significative e di sviluppare relazioni professionali.

Utilizzando al meglio LinkedIn e creando un adeguato network, aumenterai le tue possibilità di creare interesse verso la tua attività.

Scopriamo subito come farlo al meglio, creando e gestendo un network di valore.

Network su LinkedIn: di cosa si tratta?

Partiamo però dalle basi: cosa si intende con “network”?

Quando parliamo di network su LinkedIn ci riferiamo alla rete di connessioni sviluppata all’interno di questo social mediante il proprio profilo. In sostanza, fanno parte del tuo network tutti i professionisti, gli imprenditori e gli utenti con i quali hai stabilito un collegamento sulla piattaforma.

Ricorda, però, che richiedere un collegamento non basta: alla base della creazione del tuo network devono esserci interazioni e condivisioni.

Inoltre, come vedremo insieme a breve, è fondamentale selezionare contatti utili. Inviare richieste di collegamento senza una logica non è profittevole: al contrario, il network dovrà essere composto da profili che possano apportare valore e contribuire al raggiungimento dei tuoi obiettivi.

Come creare una rete efficace: i primi passi

Iniziare a creare un network su LinkedIn realmente efficace, in grado di apportare significativi progressi ai tuoi obiettivi, non è difficile.

LinkedIn, come sai, funziona al pari di un motore di ricerca. Ti basta quindi cercare aziende, professionisti o imprenditori che abbiano a che fare con la tua attività, che siano in qualche modo collegati ad essa.

Tuttavia, prima di effettuare le prime ricerche, dovrai avere ben chiaro cosa vuoi ottenere dal tuo network su LinkedIn.

Abbiamo pocanzi parlato di obiettivi: per la costruzione di un network adeguato e pertinente con la tua attività, devi innanzitutto chiarire a te stesso cosa vuoi ricavare dal tuo profilo LinkedIn e dalla tua rete di collegamenti.

Questo ti aiuterà a selezionare quali profili potrebbero fornirti un concreto supporto al raggiungimento dei tuoi scopi professionali.

Infatti, è fondamentale che la tua rete sia coerente con i tuoi obiettivi. Dovrebbero far parte del tuo network non solo i tuoi colleghi ed ex colleghi, ma anche ex compagni di corso, clienti, aziende pertinenti, profili che possano essere utili a livello professionale.

Non dovrebbero invece far parte della tua rete tutti quei profili che non hanno la minima attinenza con la tua attività professionale.

Come gestire il network su LinkedIn

Una volta individuati i profili adatti, potrai iniziare a richiedere i collegamenti. E non dimenticare di accompagnare questa richiesta con un messaggio o una breve presentazione che spieghi perché ti piacerebbe ottenere il collegamento.

Ma non è finita qui: un network su LinkedIn efficace va anche costantemente alimentato. Una volta ottenuti collegamenti di tuo interesse, quindi, dovrai anche interagire.

Il modo migliore per nutrire i rapporti con la tua rete sulla piattaforma è commentare o consigliare i post dei collegamenti che ti sembrano particolarmente validi o interessanti.

Infine, non dimenticare di continuare ad alimentare costantemente la tua rete con nuovi contatti. Un ottimo modo per trovare profili interessanti è quello di aderire ai gruppi LinkedIn pertinenti con la tua attività, all’interno dei quali è facile trovare professionisti che, proprio come te, mirano ad accrescere il proprio network.

Se hai bisogno di aiuto nella creazione e nella gestione della tua rete su LinkedIn, contattaci. Il nostro team ti aiuterà a selezionare collegamenti in linea con i tuoi obiettivi.

Laura Caracciolo, Social Media Manager

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Social Media Trend 2024: le principali tendenze da conoscere

Se utilizzi i social media per pubblicizzare la tua attività professionale o la tua piccola azienda, allora saprai certamente che piattaforme come Facebook, Instagram e TikTok rappresentano una fonte di visibilità ineguagliabile. Non a caso, sono tantissime le attività professionali e aziendali che hanno messo i social al centro della propria strategia pubblicitaria. La quale, per funzionare, dovrà però tenere conto dei cosiddetti social media trend 2024.

Si tratta delle tendenze attualmente in atto sulle piattaforme social: potresti considerarle alla stregua di capisaldi da considerare per orientare la tua strategia di social media marketing.

Data l’importanza delle tendenze in atto per il successo della tua strategia pubblicitaria, oggi scopriremo insieme i principali social media trend del 2024.

Social Media Trends 2024: il primato video marketing

Se hai seguito le tendenze in atto durante gli anni precedenti, conoscerai già il potere del video marketing. I contenuti in formato video hanno un potere di coinvolgimento elevatissimo, non solo sui social ma sul web in generale. Per questo non dovrebbero mai mancare né sui tuoi profili, né sul tuo sito web aziendale.

Non stupisce, dunque, la conferma del primato dei video tra i social media trend 2024.

Per una strategia di promozione efficace, dunque, non dovrai dimenticare di sfruttare i contenuti in formato video. Oltre che uno strumento per aumentare la consapevolezza che il pubblico ha nei confronti del tuo marchio, si tratta anche di un formato in grado di ottenere un elevato tasso di ricondivisioni e coinvolgimento sui social.

Social Media Trend 2024: il bisogno di autenticità

Passiamo adesso alle novità: tra i social media trend 2024, l’autenticità dei contenuti farà da padrona.

Negli ultimi mesi, abbiamo assistito ad un vero e proprio crollo del potere degli influencer che un tempo per i brand rappresentavano la chiave per il successo e per la creazione di contenuti virali.

Oggi, invece, per garantirti visibilità non dovrai limitarti alle collaborazioni con i content creator più famosi.

I tuoi potenziali clienti sono infatti alla ricerca di contenuti autentici: non basta un volto noto per convincere gli utenti del web e dei social ad effettuare un acquisto. Dovrai piuttosto convincere il tuo pubblico che stai proponendo un prodotto o una soluzione realmente validi.

Possiamo quindi parlare di una tendenza al deinfluencing, per la quale i contenuti sponsorizzati con l’aiuto di volti noti, da soli, non sono più sufficienti.

Come sfruttare l’AI per la competitività

Infine, tra i social media trend 2024 dobbiamo necessariamente inserire il ricorso all’Intelligenza Artificiale. Le opportunità che l’AI offre sono davvero infinite, ma dovrai imparare a sfruttarla nella maniera più consona.

Innanzitutto, è sbagliato pensare che l’Intelligenza Artificiale possa sostituire totalmente il lavoro di esperti umani. L’AI è molto utile soprattutto in compiti ripetitivi. Non può dunque sostituire il team creativo nella realizzazione dei contenuti per i tuoi profili social. Per essere attraenti e validi per il tuo pubblico, i tuoi contenuti dovranno essere creati su misura ed essere originali.

Tuttavia, per le operazioni che implicano ripetizioni e per tutti quei compiti semplici e automatici, potrai sfruttare l’AI.

La quale è anche utilissima nell’analisi dei dati e nella rilevazione di temi caldi e tendenze di settore.

Puoi dunque applicarla per il Social Listening. Si tratta dell’insieme di operazioni che, tramite l’analisi dei post di settore sui social media, tracciano le conversazioni sul web e, in questo modo, anticipano trend e prospettive future. Il che ti permetterà di mantenere altissima la tua competitività.

Laura Caracciolo, Social Media Manager

Social Media, come usare i tuoi profili per integrare con successo il tuo curriculum vitae

Social Media, come usare i tuoi profili per integrare con successo il tuo curriculum vitae

Il digitale, le nuove tecnologie e, soprattutto, i social media, hanno cambiato il nostro mondo in maniera radicale. E non solo per ciò che riguarda il tempo libero: sappiamo benissimo, oramai, che i social possono fare la fortuna di aziende e professionisti, se adeguatamente utilizzati.

C’è però un aspetto relativo a queste piattaforme che, ancora oggi, è spesso molto sottovalutato. Mi riferisco al potere che i social media possono avere per integrare con successo un curriculum vitae.

I social, infatti, possono diventare uno strumento in grado di attirare collaborazioni e partnership fruttuose e, perché no, un nuovo lavoro. È chiaro che, per ottenere questi risultati, i tuoi profili dovranno essere adeguatamente sfruttati e ottimizzati. Scopriamo come.

I profili sui social media come integrazione al curriculum vitae

Così come sono tantissimi i brand che utilizzano i social media per sponsorizzare prodotti e servizi, allo stesso modo sono molte le aziende che li utilizzano per reclutare personale.

Da quando piattaforme come LinkedIn hanno ottenuto successo e seguito, infatti, i recruiter si dedicano alla ricerca di nuovi potenziali candidati anche attraverso i social.

I profili professionali, dunque, diventano una sorta di curriculum vitae virtuale che si affianca a quello classico, un tempo stampato in formato cartaceo. In effetti, un profilo LinkedIn aggiornato e correttamente ottimizzato fornirà tantissime informazioni, al pari di un cv.

In quest’ottica, i profili professionali permettono di integrare le informazioni contenute nel tuo curriculum. Piattaforme come LinkedIn ti consentono di connetterti ai tuoi colleghi e (ex) datori di lavoro, i quali possono scrivere le cosiddette “Raccomandazioni”.

Si tratta di una sorta di recensione che chi ha lavorato o lavora con te può lasciare sul tuo profilo. Il che permetterà ai recruiter di farsi un’idea più approfondita in merito alle tue competenze e alle tue abilità lavorative.

Il nuovo ruolo del cv

In base a quanto detto fino ad ora, potresti domandarti se il curriculum vitae abbia o meno perso il suo ruolo nella ricerca di lavoro.

La risposta, ovviamente, è negativa: il cv è e resterà uno strumento che i recruiter sfrutteranno per la selezione di personale. Infatti, permette di prendere visione del percorso formativo del potenziale lavoratore, oltre che delle sue peculiarità.

Se redatto come si deve, fornirà al recruiter la maggior parte delle informazioni preliminari sul candidato. I social media, quindi, forniranno una sorta di approfondimento, che integrerà il curriculum alla perfezione.

Come integrare il curriculum vitae grazie ai social media

È chiaro che, per fungere da integrazione efficace al curriculum vitae, i tuoi profili sui social media dovranno essere correttamente ottimizzati.

Il primo consiglio è quello di concentrarti sul tuo profilo professionale su LinkedIn. Si tratta della piattaforma migliore per mostrare le tue competenze.

Completa ogni informazione richiesta, inclusa la descrizione: inserendo delle parole chiave pertinenti col tuo lavoro e le tue competenze, i recruiter ti troveranno facilmente.

Una volta creato il tuo profilo e dopo averlo ottimizzato, inizia ad utilizzarlo. Pubblica post e articoli interessanti, atti a mostrare al pubblico dei social media i tuoi successi nel lavoro e le tue competenze come professionista.

Inoltre, non dimenticare che i social media, per loro natura, sono degli ottimi strumenti per entrare in relazione con gli altri. Sii dunque attivo: commenta, invia richieste di collegamento, partecipa alle discussioni iniziate dai tuoi colleghi.

Le interazioni permetteranno al tuo profilo di ottenere visibilità, attirando spontaneamente nuove e interessanti opportunità di lavoro.

Ti piacerebbe imparare ad utilizzare i social media per integrare al meglio il tuo curriculum vitae ma non sai da dove iniziare? O hai bisogno di una mano per creare post e articoli che possano attirare recruiter e potenziali collaborazioni fruttuose? Allora contattaci subito: creeremo per te un piano editoriale atto a soddisfare le tue esigenze.

Laura Caracciolo, Social Media Manager

Cos’è Instagram Threads e perché puoi usarlo per accrescere il tuo business

Cos’è Instagram Threads e perché puoi usarlo per accrescere il tuo business

Il successo del suo rilascio a luglio ha convinto, in soli 5 giorni, 100 milioni di utenti a utilizzarlo. E adesso Instagram Threads è arrivato anche in Italia. Nel nostro Paese, la nuova piattaforma di messaggistica legata a Instagram è stata rilasciata lo scorso 14 dicembre 2023.

Se ne hai sentito parlare e sei un professionista o il proprietario di un’attività, ti sarai sicuramente chiesto come usare la nuova app per il tuo business. O, se non la conosci ancora, ti starai sicuramente chiedendo cos’è Instagram Threads.

In questa guida risponderò a tutte le tue domande sulla nuova piattaforma. Ne analizzeremo il funzionamento e le opportunità di utilizzo per il business.

Cos’è Instagram Threads

Instagram Threads è conosciuto anche, più semplicemente, come Threads, e rappresenta la risposta di Meta a Twitter, ora conosciuto come X.

L’app, infatti, è una piattaforma di microblogging. Ti permetterà cioè di condividere brevi aggiornamenti in formato testuale. Il limite di caratteri è attualmente fissato a 500, ma su Threads puoi condividere anche molto altro.

Come accade su Twitter, anche su questa nuova piattaforma i testi possono essere accompagnati da link esterni, immagini e video. Questi ultimi, per essere condivisibili su questo nuovo social media, devono avere una durata inferiore o pari a 5 minuti.

Il nuovo social, però, non è una piattaforma a sé stante: nasce in stretto collegamento con Instagram. Il che significa che, per accedervi, basta possedere un account su Instagram, senza crearne uno nuovo.

Fin dal primo accesso alla nuova piattaforma, comunque, il profilo Threads potrà essere arricchito e personalizzato con informazioni aggiuntive.

Come usare Instagram Threads per il business

Probabilmente ti starai domandando se Instagram Threads può essere sfruttato con finalità pubblicitarie. La risposta è sì: aziende e professionisti possono sfruttarlo per ottenere visibilità.

Si tratta infatti di una piattaforma recente e, in quanto tale, non si è ancora saturata. Il che vuol dire che, utilizzandola per partecipare a conversazioni e condividere threads, ossia i brevi contenuti testuali tipici della piattaforma, è possibile farsi notare da potenziali interessati.

Uno dei vantaggi maggiori per il business è che puoi utilizzare Threads per condividere link che rimandano al tuo sito web. Un’opzione che può tornati utile se vuoi rimandare i tuoi potenziali clienti ad uno specifico prodotto o servizio.

Inoltre, si tratta di uno spazio virtuale che può essere utilizzato per discutere in merito a tematiche in trend in un determinato momento.

Puoi dunque valutare l’inserimento della piattaforma all’interno del tuo piano marketing non solo per condividere aggiornamenti in tempo reale con chi ti segue, ma anche per creare contenuti esclusivi legati alle tematiche calde del momento.

Quali contenuti funzionano meglio sulla piattaforma?

Le potenzialità di Instagram Threads sono davvero numerose, ma dovrai fare i conti con i limiti della piattaforma. Come detto, infatti, Threads è una piattaforma di microblogging: dunque, i testi che potrai condividere al suo interno sono di lunghezza limitata.

In ogni caso, ti permette di condividere aggiornamenti brevi di tipo testuale. Una caratteristica che rende Threads ottimo per comunicare ai tuoi clienti, attuali e potenziali, nuovi lanci, offerte a tempo limitato o altre comunicazioni utili.

Dovrai tenere però in considerazione uno dei limiti attuali della piattaforma. Al momento, Meta non ha ideato funzionalità specifiche per i professionisti.

Il che vuol dire che i contenuti condivisibili su Threads sono attualmente solo organici. Non esiste, al momento, la possibilità di sponsorizzare i thread condivisi.

Un limite che può però trasformarsi in un vantaggio, soprattutto se hai a disposizione un budget limitato da investire su questo nuovo social.

Vuoi integrare Instagram Threads al tuo piano marketing per aumentare la tua visibilità sui social media? Contattaci immediatamente, il nostro team è pronto ad aiutarti.

Laura Caracciolo, Social Media Manager

Instagram, un solo Social, tantissimi usi le diverse tipologie di profilo disponibili

Instagram, un solo Social, tantissimi usi: le diverse tipologie di profilo disponibili

Vuoi promuovere la tua attività sui Social Media e intendi utilizzare Instagram? O magari lo utilizzi già e vuoi sfruttarne appieno tutte le potenzialità? Allora devi assolutamente sapere che la piattaforma social di proprietà di Meta mette a disposizione differenti tipologie di profili.

Dopo aver creato il tuo account gratuitamente puoi scegliere la tipologia a seconda dell’utilizzo che intendi fare della piattaforma.

Chiaramente, a diversi tipi di account corrispondono differenti tool e funzionalità. Oggi faremo chiarezza insieme sull’argomento, scoprendo quali sono i tipi di profili Instagram attualmente disponibili.

Caratteristiche del profilo Instagram personale

Il profilo Instagram più utilizzato è sicuramente quello personale. Si tratta della tipologia di account utilizzata da privati per condividere foto, Reel, storie e altri contenuti. Inoltre, viene creato per seguire amici e familiari, ma anche brand, personaggi famosi e influencer.

Possiamo definirlo come una sorta di account di base che consente di pubblicare, ma anche di fruire di contenuti.

Le funzionalità offerte dai profili personali sono però limitate. Il profilo Instagram personale può essere collegato a Facebook per la condivisione simultanea di post sulle due piattaforme. Un account del genere consente anche di accedere ai messaggi privati, di dare e ricevere like, di inserire una biografia.

Tuttavia, le funzioni dei profili personali finiscono qui. Non è possibile creare contenuti sponsorizzati, né accedere ai tool che Meta mette a disposizione di coloro che intendono usare la piattaforma con finalità pubblicitarie.

C’è però un vantaggio di cui questo tipo di profilo Instagram può fruire: la possibilità di privatizzare l’account. Un account privato è accessibile solamente ai followers preventivamente autorizzati. In questo modo, chi intende accedere ai tuoi contenuti sarà costretto a seguirti.

Questa funzionalità non è disponibile per le altre tipologie di profilo Instagram che analizzeremo a breve.

Profilo aziendale: un must per la promozione sui Social Media

Se vuoi sfruttare Instagram per promuovere la tua attività lavorativa, la tipologia di profilo da scegliere è quella denominata “Business” o “Aziendale”.

Introdotta nel 2016, questa tipologia di account ti consentirà di accedere ai tool Meta pensati per le aziende. Un account aziendale ti permetterà di aggiungere, nella sezione dedicata alle informazioni, i tuoi indirizzi, la tua e-mail, il tuo numero di cellulare. Potrai inoltre inserire link al sito aziendale, al tuo eCommerce o ad altre piattaforme che utilizzi per il tuo business.

Ma il vantaggio più utile dei profili aziendali su Instagram è rappresentato dai tool che consentono di creare contenuti sponsorizzati. Potrai, cioè, creare dei post a pagamento, da indirizzare al tuo target di riferimento.

Inoltre, un account Business ha accesso agli insight, ovvero alle statistiche relative a post e contenuti. In questo modo potrai valutare l’andamento generale del tuo account aziendale, oltre che individuare i post che hanno ottenuto il maggior numero di reazioni e interazioni.

Profilo Instagram Creator: va bene per aziende e professionisti?

La terza e ultima tipologia di profilo Instagram attualmente disponibile è quella denominata Creator. Si tratta del tipo di account che la piattaforma ha introdotto cronologicamente per ultimo: esiste infatti dal 2019.

Tra un profilo aziendale e un profilo Creator le differenze sono moltissime. Questa nuova tipologia è stata introdotta per influencer e creatori di contenuti. Anche questo profilo permette l’accesso a strumenti pubblicitari e insight ma, al contempo, mostra dati diversi e possiede funzioni differenti.

Un profilo Creator consente di diversificare i messaggi privati di diverse cartelle: Principale, Generale e Richieste di contatto. Inoltre, in caso di partnership con brand e aziende, il creator potrà taggarle e indicare che il post è stato creato con finalità pubblicitarie.

Insomma, questa tipologia di profilo Instagram, che a prima vista potrebbe sembrare adatta anche ai brand, in realtà non lo è. Se vuoi pubblicizzare la tua attività, dovrai scegliere un account business.

Se vuoi utilizzare il tuo profilo Instagram aziendale al meglio, contattaci immediatamente. Creeremo insieme un piano editoriale adatto alle tue esigenze.

Laura Caracciolo, Social Media Manager

Parole chiave come scegliere quelle più efficaci Le metriche SEO da considerare

Parole chiave: come scegliere quelle più efficaci? Le metriche SEO da considerare

Per la visibilità online della tua attività, scegliere le parole chiave più efficaci è fondamentale: ma come effettuare questa scelta? Scoprilo in questa guida.

Ogni volta che pubblichi un contenuto o un post sul blog del tuo sito aziendale, sicuramente lo fai con l’intento di aumentare la tua visibilità. Senza utilizzare parole chiave efficaci, però, le possibilità di farti trovare quanto un potenziale cliente ha bisogno dei tuoi servizi o dei prodotti che vendi si riducono drasticamente.

Ecco perché è fondamentare scegliere delle parole chiave realmente efficaci e pertinenti con le ricerche compiute dal tuo pubblico.

Devi, cioè, effettuare una ricerca e una selezione delle keyword pertinenti, concentrandoti soprattutto sulle parole chiave effettivamente usate da coloro che cercano attività, servizi e prodotti sui motori di ricerca.

Oggi ti aiuterò a capire come selezionare le migliori keyword sulle quali concentrarti in modo da creare dei contenuti che ti aiutino a migliorare il tuo fatturato.

Parole chiave, come scegliere quelle più efficaci: volumi e redditività

Il punto di partenza che devi considerare se ti stai chiedendo come scegliere le parole chiave più efficaci per la tua strategia SEO sono i tool di analisi.

Strumenti come Ubersuggest, SEOzoom e il Keyword Magic Tool di Semrush, ma anche il Keyword Planner di Google, permettono di analizzare le keyword e diversi parametri ad esse collegati.

Per trovare le keyword in grado di offrirti i risultati migliori, dovrai tener conto di tutti questi parametri, iniziando da quello definito come “Volume di ricerca”.

Si tratta della metrica SEO che indica il numero di ricerche mensili effettuate per una determinata parola chiave. È ovvio, quindi, che concentrarsi su keyword con volumi molto bassi non è profittevole.

Le parole chiave più efficaci sono quelle con un volume di ricerca mensile adeguato. Non necessariamente elevatissimo, è chiaro: lavorando su una keyword molto ricercata, come vedremo nel prossimo paragrafo, sarà anche molto difficile posizionarsi.

Considera poi che generalmente le keyword che generano tantissimo traffico non sempre sono ottimali in termini di conversioni. Il consiglio è quello di concentrarti su parole chiave più specifiche, le cosiddette Long Tail Keyword che sono quelle più adatte a generare conversioni.

I tool di analisi delle keyword ti restituiranno poi una seconda metrica SEO: la redditività. Si tratta del costo previsto per ogni clic (CPC) legato agli annunci relativi alla parola chiave che stai analizzando.

Se il CPC è elevato, quella keyword è quasi certamente in grado di garantirti delle conversioni.

Come scegliere le parole chiave più efficaci: attenzione alla Keyword Difficulty

Quando effettui una ricerca delle parole chiave più pertinenti per la tua attività, indipendentemente dal tool che deciderai di utilizzare, dovrai inoltre tenere in considerazione un terzo parametro fondamentale.

Mi riferisco alla Keyword Difficulty, chiamata anche KD. In sostanza, si tratta di quella metrica SEO che indica quanto è difficile posizionarsi tra i primi risultati in SERP per quella determinata keyword.

Si tratta di parole chiave che potrebbero sembrarti molto efficaci perché popolari e tanto ricercate. Eppure, se il tuo obiettivo è quello di posizionare i tuoi contenuti, non sempre vale la pena concentrarsi su parole chiave con una KD troppo alta.

Soprattutto se l’autorità di dominio del tuo sito aziendale non è elevatissima, difficilmente ti posizionerai nella prima pagina dei risultati di ricerca.

Non dimenticare l’analisi delle tendenze

Infine, quando dovrai scegliere le parole chiave più efficaci per i tuoi contenuti, non dimenticare di analizzare le tendenze.

I tool di analisi mettono generalmente a disposizione dei dati precisi relativi all’andamento nel tempo delle ricerche della keyword analizzata. Devi infatti sapere che alcune parole chiave risentono di stagionalità: ci sono, in pratica, dei periodi in cui le ricerche mensili aumentano mentre in altri potrebbero diminuire.

Conoscere l’andamento delle tendenze nel tempo ti permette di capire se vale la pena, per la tua attività, posizionarsi per quella determinata keyword.

Sei hai ancora dubbi sulla ricerca delle parole chiave più efficaci, contattaci subito. Effettueremo per la selezione delle keyword più profittevoli per il tuo business.

Laura Caracciolo, Social Media Manager

Business Magager o Business Suite Vediamo insieme kle differenze

Business Manager o Business Suite? Facciamo chiarezza: differenze e utilizzo dei tool

Se utilizzi i Social Media di proprietà del gruppo Meta, avrai sicuramente sentito parlare sia del Business Manager, sia della Business Suite. Si tratta di due strumenti fondamentali per la gestione corretta dei Social con scopi pubblicitari.

È impensabile gestire le tue campagne pubblicitarie, sia su Facebook che su Instagram e Twitter, senza saper padroneggiare al meglio questi due tool gratuiti.

In base a quanto detto fino ad ora, anche se spesso utilizzati come sinonimi, è chiaro che il Business Manager e la Business Suite sono due strumenti differenti. Ma, proprio perché spesso vengono confusi tra loro, ho deciso di mostrarti quali sono le loro caratteristiche e, soprattutto, le loro differenze. Se proseguirai nella lettura di questa guida le scopriremo insieme.

Business Manager e Business Suite: le differenze tra i due tool

Sia il Business Manager che la Business Suite di Meta sono degli strumenti necessari alla corretta gestione dei profili Social aziendali.

Il Business Manager di Facebook è quel tool prettamente creato per chi pubblica inserzioni. Grazie a questo strumento, le aziende e i professionisti presenti sui Social Media di Meta possono effettuare tutta una serie di fondamentali operazioni.

Dal tool si può accedere alle Pagine e gestirne gli annunci pubblicitari. Non solo pubblicandoli, ma anche modificandoli e analizzandone i risultati. E, in caso di partner pubblicitari esterni, questi possono essere aggiunti, in modo da poter a loro volta gestire Pagine e inserzioni.

Il Business Manager è dunque lo strumento che permette la totale gestione dell’account pubblicitario.

La Business Suite, invece, è uno strumento introdotto più recentemente, a partire dal 2020. Pensato anche per la gestione da dispositivi mobili, riunisce diverse funzionalità relative ai vari account sui social Meta.

Nel dettaglio, consente di creare, pubblicare e gestire i post, e di accedere a report e insight relativi alle campagne.

Meta Business Suite: cos’è e come funziona

Scendiamo adesso ancor più nei dettagli e analizziamo funzionalità e caratteristiche dei due strumenti, in modo da comprenderne appieno le differenze.

La Meta Business Suite è uno strumento di recente introduzione che Meta ha creato per unificare in un’unica sede diversi strumenti di marketing. Lo scopo principale è consentire la gestione rapida e immediata di diversi profili: Instagram, Facebook e Messenger.

Dalla suite, infatti, è possibile gestire post ma anche annunci e comunicazioni, senza dover necessariamente passare alle diverse piattaforme. Attraverso un unico strumento, insomma, è possibile gestire più account social.

Inoltre, la suite permette di accedere a strumenti di analisi e ottimizzazione delle campagne pubblicitarie. Puoi gestire i tuoi annunci direttamente dalla Business Suite ed anche ottimizzare le campagne adattandole al tuo target.

In definitiva, si tratta di una soluzione ideale per gestire, da un’unica piattaforma, la presenza della tua attività sui Social Media.

Tutto sul Business Manager: come funziona e a cosa serve

Passiamo ora ai dettagli sul secondo strumento, il Business Manager.

Rispetto alla Suite che abbiamo appena analizzato, possiamo definire il Business Manager uno strumento più avanzato, che garantisce un maggior controllo. La gestione garantita da questo tool è più efficiente, e garantisce l’accesso a strumenti di marketing ancor più sensibili.

Ad esempio, tramite il Business Manager potrai usare strumenti preziosi per le tue campagne, come il Pixel di Meta.

Inoltre, e questo aspetto è fondamentale se hai incaricato un’agenzia pubblicitaria o un Social Media Manager, da questo strumento potrai gestire, aggiungere e rimuovere collaboratori.

I collaboratori che aggiungi avranno accesso alle tue Pagine e ai tuoi account aziendali tramite il Business Manager. In caso di fine della collaborazione, non dovrai far altro che rimuovere le autorizzazioni concesse.

Adesso che ne conosci differenze e funzioni, vuoi sfruttare al meglio i due strumenti e, in generale, i canali social per promuovere la tua attività? Contatta immediatamente il nostro team per una consulenza mirata.

Laura Caracciolo, Social Media Manager

Contenuti di qualità ecco perché l’AI non sostituirà mai un copywriter

Contenuti di qualità: ecco perché l’AI non sostituirà mai un copywriter

Avrai sicuramente sentito parlare tantissimo, negli ultimi mesi, dell’Intelligenza Artificiale e di tool come ChatGPT. E, se hai un blog aziendale o professionale, o degli account business sui Social Media, ti sarai sicuramente domandato, almeno una volta, se puoi sfruttare l’AI per la creazione di contenuti di qualità atti ad aumentare la tua visibilità.

Non possiamo negare che l’introduzione dell’AI generativa rappresenti un punto di svolta quasi epocale. Tuttavia, pensare che questa possa sostituire il lavoro di copywriter umani e in carne ed ossa è un errore.

Un errore che, purtroppo, stanno compiendo in molti, dato che alcuni contenuti creati con l’AI hanno trovato spazio nella Google Search.

Google Search e contenuti generati con AI

Indubbiamente, alcuni contenuti creati con l’ausilio dell’Intelligenza Artificiale, già da settimane, sono stati introdotti nella Google Search. Tuttavia, il celebre motore di ricerca ha spesso tenuto a sottolineare che, come sempre, continuerà a privilegiare i contenuti di qualità.

Questo significa che, in sostanza, verranno tenuti in considerazione non tanto gli autori, quanto piuttosto le informazioni veicolate. Questo perché, quando crei un contenuto, dovrai sempre avere bene in mente che questo dovrà essere utile e di valore per i fruitori.

Sia se deciderai di servirti dell’AI, sia se si tratterà di un contenuto creato da un copywriter, affinché si guadagni un posto in Google Search dovrà essere in grado di soddisfare bisogni e interessi degli utenti.

Se te lo stai domandando, devi sapere che anche un contenuto generato con l’ausilio dell’AI potrà trovare posto in Google Search. Dovrà però rispettare le caratteristiche che abbiamo appena analizzato: dovrà, cioè, essere un contenuto di valore.

Perché un copywriter umano è essenziale nella creazione di contenuti di qualità?

Quanto detto fino ad ora non significa, ovviamente, che un contenuto generato dall’AI verrà necessariamente valutato come meritevole di posto in Google Search.

Il motore di ricerca considera, come fattore di ranking, la qualità. E un vero contenuto di qualità è quello che, essenzialmente, viene creato per soddisfare i bisogni dell’utente.

Inoltre, è un grosso errore credere che non ci sia differenza tra un contenuto creato con l’Intelligenza Artificiale ed un contenuto creato da copywriter. Anche se l’utilizzo dell’AI di solito non viola, di fatto, le regole del motore di ricerca, una macchina non potrà mai soppiantare la creatività e le conoscenze di un professionista umano.

Il copywriter è infatti l’esperto che conosce le tecniche per rendere un testo persuasivo. Inoltre, sarà in grado di sfruttare la sua creatività per creare un contenuto valido, fruibile, completo e, al tempo stesso, attraente per gli utenti.

C’è poi un aspetto importantissimo che rende il copywriter insostituibile. L’AI può essere in grado di raccogliere dati, ma non li saprà analizzare nei dettagli. Il professionista umano, al contrario, è dotato di sensibilità e, ovviamente, abilità che gli consentono di analizzare tali dati e dar loro un senso.

Potrà cioè utilizzarli e integrarli per creare contenuti di qualità, operazione che una macchina non potrà mai sostituire.

Questo implica inoltre anche che, pur accedendo ad un numero di fonti elevatissimo, l’AI non sarà mai in grado di selezionare le migliori. Operazione che il copywriter, al contrario, effettua ancor prima di creare un contenuto.

Come l’AI può supportarti nella creazione di contenuti di qualità

Ad ogni modo, non dobbiamo assolutamente demonizzare l’Intelligenza Artificiale. L’AI può essere una valida alleata nella creazione di contenuti di qualità.

Se l’attività del copywriter è e resterà insostituibile, i professionisti potranno comunque trovare supporto nell’utilizzo di ChatGPT e intelligenza artificiale generativa.

Ci sono infatti alcune attività in cui l’AI può essere di supporto. Innanzitutto, nella generazione di idee: il supporto dell’Intelligenza Artificiale potrebbe consentire una più rapida selezione di tematiche utili e pertinenti.

Inoltre, è possibile richiedere all’AI la revisione di testi. Una volta creato il contenuto, per aumentare il suo valore si può utilizzare l’Intelligenza Artificiale per aggiungere elementi, metafore e concetti.

Si può infine richiedere all’AI di migliorare l’ottimizzazione del testo, creare introduzioni, meta description e altri elementi utili.

Hai bisogno di creare contenuti da condividere sul tuo blog o sui tuoi social professionali? Contattaci ora, creeremo noi i contenuti di valore di cui hai bisogno.

Laura Caracciolo, Social Media Manager

eredità digitale

Eredità digitale: cosa accade ai social e ai contenuti dopo la nostra morte?

Il GDPR non ha abrogato il d.lgs. 196/2003, l’ancora vigente Codice Privacy che è stato modificato e integrato, tra l’altro, con i commi da 2 a 5 dell’art. 2-terdecies che disciplinano l’eredità della nostra identità virtuale.

Infatti, tutto l’insieme di dati, immagini, pensieri, interazioni, tracce della nostra navigazione, vanno a formare il nostro “IO ONLINE”, che rimane in rete, anche contro la nostra volontà, dopo la morte della persona di cui è una rappresentazione digitale.

Ecco, quindi, che il legislatore italiano fornisce una disciplina di che cosa avviene nel momento in cui l’interessato viene a mancare e di come lo stesso possa comunque intervenire prima del suo decesso con una dichiarazione scritta non equivoca, specifica, libera e spontanea, presentata o comunicata al titolare del trattamento nell’ambito dell’offerta di servizi della società dell’informazione, allo scopo di impedire o disciplinare l’esercizio dei diritti connessi al trattamento post mortem dei propri dati personali che il primo comma riconosce (per quanto qui di interesse) da parte di chi agisca «per interesse proprio», in qualità di «mandatario dell’interessato», ovvero «per ragioni familiari meritevoli di protezione».

L’argomento riguarda ovviamente tutti ma, in particolare, i personaggi della rete, coloro che hanno creato una loro immagine, se non il loro lavoro, con contenuti online specialmente se gestiti in forma contrattuale da terzi.

Non dimentichiamo, infatti, che stiamo parlando sia di diritti della personalità sia di diritti patrimoniali che cadono in successione.

Immagini, like, commenti, e le continue interazioni, di un profilo social, rappresentano un patrimonio che dovrebbe essere gestito dagli eredi o, prima della morte, con uno strumento testamentario che preveda cosa deve accadere dell’immagine del de cuius, dei suoi contenuti e dei diritti economici che vi possono eventualmente gravitare intorno.

Tutto ciò, ci dice la legge, senza pregiudicare i diritti patrimoniali dei terzi, vale a dire aziende, operatori e piattaforme social.

La morte di una persona, infatti, determina oggi la successione sui propri dati personali online sia che questi configurino cose che possono formare oggetto di diritti» ex art. 810 c.c. sia sui rapporti contrattuali che ne derivano e che potrebbero perdurare dopo la morte di una persona.

Non lasciamoci trarre in inganno dalla circostanza che Facebook preveda norme contrattuali per poter decidere cosa fare del proprio profilo in caso di morte dell’utente.

Qui stiamo parlando di tutto il patrimonio di una persona che comprende anche la sua personalità online e che può essere gestita dagli eredi secondo il dettato codicistico in mancanza di testamento o di una norma contrattuale.

La vigente normativa fa del resto propendere ad una lettura in chiave di salvaguardia economica dei dati laddove riconosce il «diritto di difendere in giudizio i propri interessi», che comprende i familiari che possono proteggere, oltre al patrimonio, con la reputazione del defunto, quella propria. Una forte analogia con il diritto di autore.

Potrebbe quindi verificarsi che gli eredi abbiano interesse ad impedire che siano cancellati definitivamente o acquisiti da terzi, il sito web fonte di reddito, le e-mail ed anche un profilo social.

Non parliamo, anche qui, solo di personaggi pubblici. Recenti casi di suicidio dimostrano come sussistano interessi sia per la tutela in sede giudiziaria sia per possibili aspetti assicurativi. La Corte Federale Tedesca si è espressa in tal senso contro una piattaforma che negava l’accesso ai dati di una ragazza defunta per, a suo dire, a tutela della riservatezza della stessa.

L’argomento riguarda anche i Social Media Manager che, in molti casi, sono i veri e propri depositari e custodi di quell’enorme patrimonio di dati, informazioni e reazioni di terzi che costituiscono il valore morale ed economico non solo di pagine social, ma anche della persona.

Considerare, pertanto, la possibilità al momento della definizione di un contratto di gestire il non auspicato ma possibile caso di decesso del cliente, dovrebbe essere preso in considerazione anche al fine di evitare possibili contenziosi con gli eredi.

Avv. Gianni Dell’Aiuto

Profilo dell'attività su Google - Fatti trovare su Google www.emeracomunicazione.it

Google Business Profile: come ottimizzare la tua scheda Profilo dell'Attività in maniera efficace

Se possiedi un’attività commerciale o professionale operante principalmente sul territorio, devi assolutamente conoscere le potenzialità di Google Business Profile (GBP): il Profilo dell’Attività. Se questo nome non ti dice molto, forse conosci questo strumento con la sua vecchia denominazione, ossia Google My Business.

Si tratta del tool di Google che può metterti in contatto diretto con i potenziali acquirenti. Quando un interessato effettua una ricerca che ha a che fare con un prodotto o un servizio geolocalizzato, Google gli restituirà, come risultato, non solo un elenco di siti web, ma anche di Google Business Profile. Si tratta delle schede aziendali pertinenti con la ricerca dell’utente, che possono aiutarlo a trovare il servizio o il prodotto cercato recandosi presso le aziende ubicate nelle sue immediate vicinanze.

Naturalmente, per poter far in modo che gli utenti ti trovino al momento giusto, è importante ottimizzare la tua scheda aziendale GBP in maniera efficace. Scopriamo subito come.

Come funziona Google Business Profile

Puoi considerare Google Business Profile come una sorta di intermediario virtuale tra la tua attività e i tuoi potenziali clienti.

Creare una scheda GBP significa infatti permettere agli utenti di trovarti tra le attività pertinenti quando effettuano la ricerca di prodotti e servizi offerti su base locale.

Ma c’è di più: la creazione di un Google Business Profile legato alla tua azienda ti permetterà non solo di figurare tra i risultati di ricerca, ma anche di apparire su Google Maps.

Gli utenti avranno disposizione una scheda di riepilogo che, se compilata correttamente, conterrà non solo il nome della tua attività, ma anche l’indirizzo della tua sede, il tuo numero di telefono, gli orari di apertura e tutta una serie di altre informazioni utili per chi vuole entrare in contatto con te, coi tuoi prodotti o coi servizi che offri ai tuoi clienti.

Quali sono i suoi vantaggi

Il vantaggio più immediato che deriva dall’utilizzo di Google Business Profile dovrebbe dunque apparirti già chiaro. La tua scheda aziendale permette ai potenziali clienti di conoscere la tua esistenza. E questo può tradursi con un’opportunità di fare affari immediati.

Inoltre, lo strumento GBP permette alle aziende di monitorare i clic, controllare le azioni compiute sulla scheda aziendale, analizzare il traffico. Gli strumenti di analisi di Google Business Profile sono gratuiti, così come è gratuita la creazione del profilo aziendale.

Google Business Profile: come creare e ottimizzare una scheda aziendale

Se vuoi iniziare a sfruttare le potenzialità di Google Business Profile, però, devi subito ottimizzare al meglio la tua scheda aziendale.

Per far questo, devi prima di tutto averne una: ti basta possedere un account Google e iniziare a creare la scheda sfruttando il sito ufficiale Profilo dell’attività.

La creazione della scheda è abbastanza intuitiva, quindi non ci soffermeremo molto su quest’aspetto. Ciò che ci interessa maggiormente è l’ottimizzazione corretta del Google Business Profile. Solo un profilo correttamente ottimizzato ti darà dei risultati concreti in termini di visibilità: la tua scheda dovrà dunque apparire in alto, tra le prime mostrate da Google per le keyword pertinenti.

Puoi ottenere questo risultato concentrandoti su questi cinque aspetti, da non sottovalutare assolutamente se vuoi ottenere risultati sensibili grazie a GBP:

  1. imposta un titolo adeguato: il titolo della scheda deve coincidere con il nome della tua attività. Potresti valutare di aggiungere keyword pertinenti, ma senza esagerare e limitandoti ad un massimo di due parole chiave;
  2. presta attenzione a categorie e sottocategorie: al momento di impostarle, seleziona quelle strettamente pertinenti col tuo business;
  3. incentiva le recensioni: i tuoi clienti possono lasciare recensioni legate all’attività proprietaria di un Google Business Profile. Non temere di chiedere ai tuoi clienti soddisfatti di scriverne una, per fornire indicazioni utili per gli utenti interessati;
  4. condividi post e foto: la tua scheda GBP può essere arricchita con post, immagini e altro materiale utile per i clienti. Condividi regolarmente aggiornamenti per mostrare ai potenziali interessati di cosa ti occupi;
  5. cura la SEO del tuo sito web aziendale: collegare il tuo Google Business Profile ad un sito web ottimizzato in ottica SEO avrà impatto positivo sul posizionamento della tua scheda GBP. Ad una scheda associata ad un sito correttamente ottimizzato, infatti, verrà assegnato un posizionamento migliore.

In più, una fantastica novità: è possibile inserire i link verso i seguenti principali social media:

  • Instagram
  • LinkedIn
  • Pinterest
  • TikTok
  • Twitter (X)
  • YouTube
  • Facebook

Hai bisogno di aiuto per ottimizzare la tua scheda aziendale Google Business Profile? Contattaci immediatamente, il nostro team saprà come aiutarti.

Laura Caracciolo, Social Media Manager

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