Marketing sui social funziona davvero per PMI e professionisti

Marketing sui social: funziona davvero per PMI e professionisti?

Se gestisci una piccola azienda o hai un’attività professionale, qualunque sia il tuo settore, ti sarai domandato almeno una volta, durante la tua carriera, se il marketing sui social funziona davvero per PMI e professionisti.

In effetti, si tratta di una domanda lecita: le piccole imprese e le attività professionali si trovano oggi a dover affrontare un enorme numero di concorrenti. E questo non solo sul territorio, ma anche online: quasi tutti, ormai, hanno un profilo aziendale sulle maggiori piattaforme.

Oltre a scoraggiarsi per il gran numero di competitor, le attività di piccole dimensioni e quelle professionali spesso si lasciano abbattere dai numeri poco soddisfacenti ottenuti con i social.

Voglio però svelarti che, se hai avviato attività pubblicitarie sui social e non hai ottenuto risultati, è possibile che tu abbia commesso qualche errore. Se strutturata adeguatamente, infatti, la pubblicità sui social media funziona eccome.

Cosa significa davvero fare marketing sui social oggi

Uno dei problemi principali legati al marketing sui social media è che spesso i “non addetti ai lavori” credono che, per avere visibilità e aumentare le vendite, basti pubblicare qualche post a caso ogni tanto.

In realtà, questo atteggiamento porta al fallimento: come qualsiasi operazione di marketing, anche quello sui social media richiede strategie precise, oltre che gli strumenti adeguati.

Il mio consiglio di partenza, quindi, è il seguente: se vuoi ottenere risultati dalla pubblicità online, soprattutto quando si tratta di piattaforme social, rivolgiti a un social media manager professionista.

Insieme potrete stabilire gli obiettivi rilevanti per la tua attività, oltre che studiare un piano strategico realistico e, soprattutto, efficace.

Quali risultati possono aspettarsi aziende e professionisti dal marketing sui social

Il marketing sui social media consente ai professionisti e alle aziende di ottenere diversi vantaggi. Innanzitutto, il risultato più tangibile che otterrai dai profili social legati alla tua attività lavorativa è l’aumento della visibilità: se stai lavorando sulla tua brand awareness, vedrai crescere la tua notorietà.

Puoi ottenere questo risultato grazie ai post organici, ma soprattutto con la pubblicità social a pagamento. Gli annunci pubblicitari social sono infatti pensati per ottenere, con un budget relativamente contenuto, moltissima visibilità.

Inoltre, se condividerai contenuti legati alla mission e ai valori aziendali e soprattutto se ti impegnerai a rispondere a commenti e messaggi, potrai creare intorno a te una community online di tutto rispetto, fedele e attiva.

Tra i risultati garantiti dalla pubblicità sui social c’è anche la generazione di nuovi lead. Condividere contenuti è infatti un ottimo metodo per istruire e informare, ma anche per attirare l’attenzione dei potenziali clienti. In questo modo, puoi spingerli a contattarti tramite messaggio privato o a iscriversi, ad esempio, alla tua newsletter via e-mail.

I social media, infine, possono aumentare le tue vendite. Lo vediamo ormai da tempo: il fenomeno del social selling ha preso piede. Lo dimostra, solo per fare un esempio, il nuovo TikTok Shop, un eCommerce interno alla nota piattaforma cinese.

Maggiore visibilità e un’esposizione più ampia possono tradursi in nuovi clienti e, di conseguenza, in nuove vendite. Questo anche grazie agli UGC e alle possibili collaborazioni che puoi avviare con influencer e micro-influencer, che aumenteranno ancor di più la tua visibilità social.

Consigli utili per iniziare a ottenere risultati

Il marketing sui social, quindi, può funzionare molto bene per PMI e professionisti. Se vuoi iniziare a pubblicizzare la tua attività sulle varie piattaforme, il primo passo è creare una strategia solida.

Tutto parte dalla definizione degli obiettivi, che devono essere chiari, e dall’identificazione del target, in modo da stabilire quali sono le piattaforme social più adatte su cui concentrarti.

Il successo della pubblicità sui social passa per il content marketing: dovrai impegnarti a pubblicare contenuti di valore con costanza e regolarità.

Inoltre, ricorda che i social sono un luogo virtuale di comunicazione: usali, quindi, per rispondere ai commenti e ai messaggi dei tuoi clienti reali e potenziali, e per mostrare la tua attenzione verso la clientela.

Hai ancora dei dubbi? Contatta subito il nostro team: studieremo insieme la strategia giusta per garantire visibilità al tuo lavoro sui social.

Laura Caracciolo, Social Media Manager

Nuova pagina su Facebook Come portarla al successo con una comunicazione efficace

Nuova pagina su Facebook? Ecco come portarla al successo con una comunicazione efficace

Hai appena aperto una pagina Facebook per la tua attività professionale o per la tua azienda? Ottima decisione: essere presenti sulla piattaforma può darti visibilità e aiutarti a costruire relazioni con i tuoi clienti. Ma da dove si comincia davvero? Aprire la pagina è solo il primo passo: per ottenere risultati concreti servono strategia, costanza e una comunicazione efficace.

Se hai già condiviso qualche post, avrai sicuramente notato che, spesso, sulla piattaforma si ottengono poche interazioni.

Il problema di fondo sembra essere legato all’algoritmo di Facebook, ma non solo. Infatti, è indubbio che, negli ultimi anni, Meta abbia favorito i contenuti dei profili privati, che vengono mostrati molto più spesso nei feed rispetto a quelli condivisi dalle pagine. Tuttavia, questo è solo parte del problema: nonostante i recenti cambiamenti che hanno ridotto la visibilità dei post organici, i grandi brand e le pagine con molti followers continuano ad avere successo.

Dunque, il vero punto è che dovresti migliorare la comunicazione utilizzata sulla tua pagina Facebook. Vediamo insieme come farlo in modo efficace.

Comunicazione efficace per la tua pagina Facebook: come migliorare l’engagement

Come ti ho anticipato, recentemente l’algoritmo di Facebook è cambiato e il cambiamento ha avuto impatto sulla visibilità dei post delle pagine.

Eppure, è noto che i post con molte interazioni, quelli in grado di stimolare conversazioni interessanti e con moltissimi commenti, continuano a ottenere visibilità.

La tua comunicazione, per essere efficace, deve quindi essere orientata verso le conversioni. I tuoi post devono attirare reazioni, commenti, condivisioni.

Ottenere questi risultati è impensabile senza un piano editoriale appositamente studiato. Non puoi pensare, cioè, di svegliarti la mattina e pubblicare un contenuto a caso. Con un piano editoriale saprai sempre cosa pubblicare e, soprattutto, quando.

La calendarizzazione, poi, ti aiuterà a essere costante, un altro aspetto che sui social in generale e su Facebook in particolare è fondamentale.

Anatomia dei post coinvolgenti

La comunicazione per la tua pagina Facebook deve basarsi su post che stimolino una conversazione non solo tra te e il tuo pubblico. I post vincenti e coinvolgenti sono quelli che generano conversazioni anche tra coloro che ti seguono.

Difficilmente un post che mira alla mera promozione di un prodotto o servizio riuscirà a rispondere a questo obiettivo.

I tuoi contenuti dovrebbero insegnare qualcosa o far riflettere su un determinato argomento.

Oppure, i post coinvolgenti sono quelli che raccontano storie autentiche. Comunica ai tuoi followers esperienze che riguardano la tua attività, ispirali.

E, quando un post ha attirato l’attenzione del tuo pubblico, non limitarti alla sua portata organica. Utilizza i Facebook Ads per mostrarlo a un pubblico ancora più ampio.

Non dimenticare, infine, che il tuo post non dovrà essere fatto solo di testo: le immagini e, meglio ancora, i video catturano ancora di più l’attenzione.

I passi per una comunicazione di successo su Facebook

Il primo step per una comunicazione che porterà la tua pagina Facebook al successo è la condivisione di contenuti di valore.

In secondo luogo, ricordati di creare promozioni dedicate a coloro che seguono la pagina: si tratta di una strategia che può migliorare di gran lunga l’engagement e stimolare condivisioni e reazioni. Basta un piccolo sconto riservato per aumentare il valore percepito relativo alla tua pagina Facebook.

Tieni presente, infine, l’aspetto della comunicazione. Gli utenti che scrollano post sulla piattaforma sono lì soprattutto perché vogliono comunicare. Non vogliono essere visti come dei semplici fruitori passivi.

Curare la tua comunicazione su Facebook significa quindi rispondere a tutti i commenti, interagire con i messaggi privati e monitorare costantemente la community.

La tua pagina Facebook non è una semplice vetrina dove esporre i tuoi prodotti e i tuoi servizi, ma un luogo virtuale dove entrare in contatto diretto coi tuoi potenziali clienti.

Hai una pagina Facebook aziendale ma non sai come farla crescere? Contattaci: costruiremo insieme la strategia più adatta al tuo business.

Laura Caracciolo, Social Media Manager

Il potere del video marketing ecco perché è fondamentale per PMI e professionisti

Il potere del video marketing: ecco perché è fondamentale per PMI e professionisti

Spesso le piccole aziende e i professionisti sono abbastanza riluttanti a introdurre i video all’interno del loro piano di digital marketing. Capisco bene che esporsi in prima persona può essere difficile, eppure chi non si affida al video marketing rischia di perdere un’opportunità unica.

Le modalità in cui i potenziali clienti fruiscono dei contenuti sul web, infatti, sono cambiate negli ultimi anni. Forse sai già che il formato più popolare, sui social media in generale e su internet in particolare, è proprio il video. Non a caso, social come YouTube e TikTok, negli anni, hanno guadagnato popolarità. E anche piattaforme come Instagram, un tempo basate unicamente sulle foto, si sono evolute e, ad oggi, privilegiano video brevi come i Reel.

Se vuoi capire perché è necessario integrare i video nella tua strategia di digital marketing, sei nel posto giusto. Oggi analizzeremo insieme il potere del video marketing per PMI e professionisti, scoprendo tutti i vantaggi di questo formato.

Video marketing: cos’è

Iniziamo però dalle basi: cosa si intende con video marketing?

Si tratta di una forma di pubblicità molto in voga negli ultimi anni, che prevede l’introduzione di video di durata variabile all’interno del piano marketing di un’azienda o di un professionista.

Il video marketing prevede l’interazione con utenti e potenziali clienti, ma anche il raggiungimento degli obiettivi di business.

I contenuti video, infatti, possono essere utilizzati per aumentare la visibilità, per acquisire autorevolezza, ma anche per presentare prodotti o servizi nuovi.

Insomma, è un formato molto versatile e si presta agli obiettivi di marketing più disparati.

Alcune tipologie di contenuto per promuovere attività e brand

Le potenzialità dei video sono praticamente illimitate: ti permettono di lavorare su diversi obiettivi, tenendo conto del tuo piano di digital marketing.

Tra i più utilizzati, abbiamo sicuramente i video che si concentrano su prodotti o servizi. Il contenuto in questione presenta nei dettagli un bene o un servizio ai potenziali interessati: ne illustra cioè vantaggi e funzionamento.

Se intendi integrare i video al tuo piano di digital marketing, comunque, dovrai anche introdurre altre tipologie di video. Limitarsi alla semplice presentazione dei prodotti, infatti, non permette di sfruttare appieno i vantaggi del video marketing.

Molto validi sono i video educativi, che permettono di posizionarti tra gli esperti del tuo settore. Scegli un argomento che riguarda la tua nicchia e approfondiscilo per i potenziali interessati: in questo modo, diffonderai la tua conoscenza e farai comprendere il tuo valore.

Esistono poi anche i cosiddetti brand video, creati per potenziare la brand awareness. Questi contenuti sono utilizzati per racchiudere le informazioni essenziali di un brand. Inoltre, permettono di evidenziare la vision e i punti di forza del marchio.

Simili ai brand video, anche i video sulla cultura aziendale mostrano il lato umano e i valori dell’impresa. Questi contenuti sono ideali per raccontare l’ambiente di lavoro, il team e la filosofia aziendale, e risultano particolarmente efficaci quando si è alla ricerca di nuovi collaboratori qualificati.

Infine, ricorda che le recensioni dei tuoi clienti sono fattibili anche in formato video. Se una recensione scritta ha il potere di convincere i potenziali clienti indecisi, una video-testimonianza potrebbe fare un’enorme differenza.

I vantaggi del video marketing

Integrare le tipologie di video che abbiamo appena analizzato insieme apporterà diversi vantaggi alla tua strategia di digital marketing.

Innanzitutto, lavorerai sulla tua brand awareness: più delle foto e dei testi, i video sono in grado di attirare numerosi curiosi potenzialmente interessati. Questo rafforzerà la tua visibilità e la tua presenza online, qualunque sia il canale scelto. Il che può tradursi in un aumento delle tue vendite.

Se, poi, deciderai di condividere i tuoi video sui social, puoi star certo che l’engagement dei tuoi post aumenterà.

Infine, ricorda che “metterci la faccia” ti aiuterà a stabilire una connessione diretta con gli utenti, e che questo creerà fiducia. E la fiducia aumenta la propensione verso l’acquisto.

Vuoi introdurre il video marketing nella tua strategia pubblicitaria e hai bisogno di una mano? Contattaci subito per una consulenza personalizzata.

Laura Caracciolo, Social Media Manager

Giovani e social media i rischi che si corrono e i consigli della scienza per un utilizzo sano

Giovani e social media: i rischi che si corrono e i consigli della scienza per un utilizzo sano

Viviamo nell’epoca della connettività perenne, nella quale i social media sono diventati parte integrante della vita di adulti e giovani. Dai 10 anni in su, la maggior parte dei ragazzi possiede un account su almeno una piattaforma digitale e trascorre ore tra post, video, commenti e messaggi. Purtroppo, questo stretto rapporto tra ragazzi e tecnologia può anche avere un impatto negativo e causare danni alla salute mentale. E non sono solamente i genitori ad essere preoccupati: anche docenti, ricercatori e psicologi hanno iniziato a condurre studi in merito alla relazione tra mondo online e giovani fruitori. Non a caso, nel novembre 2024 il Parlamento australiano ha approvato una legge che vieta l’accesso ai social ai minori di 16 anni. Ma cosa dice esattamente la scienza in merito all’impatto dei social sulla salute dei giovani? E in che modo possiamo promuovere un sano rapporto tra giovani e tecnologia? Oggi voglio riflettere con te su questo argomento. Il mio obiettivo è quello di non demonizzare i social, ma di educare all’uso intelligente di questi strumenti online.

L’impatto negativo dei social media sui giovani

Che i social media possano avere un impatto negativo sulla salute dei giovani è indubbio.

Secondo una nota del Surgeon General risalente al 2023, infatti, quando gli adolescenti utilizzano i social per più di tre ore al giorno, il rischio di problemi mentali come ansia o depressione raddoppia.

Lo studio di riferimento ha preso in considerazione 6.595 adolescenti tra i 12 e i 15 anni e ha messo in evidenza un legame tra tempo trascorso sui social e sviluppo di problemi mentali.

Questo trend si mantiene anche in età da college: si pensa che i social media possano aumentare i casi di depressione tra gli studenti, con 300.000 nuovi casi che traggono origine dai comportamenti online scorretti. E più i soggetti sono giovani, maggiore è l’impatto negativo della tecnologia.

Inoltre, la scienza suggerisce che l’uso dei social possa peggiorare il sonno, oltre che ridurre l’autostima e causare sintomi depressivi negli adolescenti. Esistono poi evidenze scientifiche che mettono in luce come una riduzione dei social possa migliorare il benessere.

I punti da chiarire

Restano comunque dei punti da chiarire e, cosa più importante, la relazione tra giovani e social media non è necessariamente negativa a patto che si rispettino determinate condizioni.

Altri studi, infatti, hanno evidenziato come, in alcuni giovani, i social abbiano un effetto benefico. Non mancano infatti gli adolescenti che dichiarano che le piattaforme online li aiutino a sentirsi più accettati dai pari.

Inoltre, in molti casi, le piattaforme li hanno aiutati a esprimersi, a restare aggiornati e a entrare in connessione con gli altri.

Ci sono però molte cose che ancora non sappiamo sul rapporto tra ragazzi e tecnologia. Innanzitutto, andrebbe chiarito quali sono i contenuti che generano maggiori danni alla salute mentale dei ragazzi. Vanno poi individuati i target più sensibili e la frequenza limite.

Anche i benefici che la tecnologia è in grado di apportare, inoltre, andrebbero analizzati più adeguatamente. Allo stesso modo, bisognerebbe approfondire in quali circostanze e a quali utenti i social apportano maggiori giovamenti.

I consigli della scienza per migliorare il rapporto tra giovani e social media

Mentre attendiamo nuovi studi che possano mettere in luce i reali effetti negativi e i benefici dei social media sui giovani, è bene ricordare le linee guida fornite dall’American Psychological Association per promuovere un rapporto sano tra ragazzi e tecnologia.

Innanzitutto, dobbiamo sempre tenere a mente le differenze personali di ciascun ragazzo. Ognuno, infatti, reagisce agli stimoli in maniera differente.

Fatta questa doverosa precisazione, è bene ricordare che, per un utilizzo corretto delle piattaforme social, bisogna sempre sottolineare ai ragazzi che questi strumenti sono un mezzo per entrare in relazione con gli altri.

Per fasce di età molto giovani, tra i 10 e i 14 anni, è consigliabile attuare un monitoraggio serrato prima di permettere loro di utilizzare i social in totale autonomia. Inoltre, contenuti non adatti all’età o violenti vanno oscurati, ove possibile.

In caso di utilizzo eccessivo, è bene agire e limitare l’utilizzo delle piattaforme: vanno monitorate eventuali interferenze con sonno e altre attività quotidiane.

Infine, è bene prestare attenzione ai contenuti che promuovono il confronto, soprattutto relativo all’aspetto fisico, con gli altri.

Se vuoi approfondire questo attuale argomento, contattaci ora.

Laura Caracciolo, Social Media Manager

Vuoi ingaggiare un influencer Ecco quello che devi sapere

Vuoi ingaggiare un influencer? Ecco quello che devi sapere

Sogni di contattare un influencer per sponsorizzare la tua azienda o la tua attività professionale? Non sei il solo: ogni giorno, imprese e professionisti si avvicinano all’influencer marketing per aumentare visibilità e ottenere nuovi clienti. Quello degli influencer è un fenomeno di ampia portata, che negli ultimi anni si è diffuso a macchia d’olio. Rivolgersi a queste figure e, più in generale, a content creator famosi, significa ottenere visualizzazioni. Come tutti sappiamo, più visualizzazioni potrebbero portare a maggiori vendite. Tuttavia, prima di ingaggiare un creatore di contenuti che parli dei tuoi prodotti e dei tuoi servizi, ci sono alcune cose che devi assolutamente sapere.

Chi sono gli influencer

Innanzitutto, dovrai avere ben chiaro chi sono gli influencer prima di rivolgerti a uno di loro. Si tratta di soggetti che godono di particolare fama sui social media e che, come il nome stesso lascia intendere, sono capaci di influenzare le opinioni (e i comportamenti di acquisto) dei loro seguaci.

Di solito, gli influencer si specializzano in determinati argomenti, come lo sport, la salute, la bellezza. Questo aspetto è fondamentale, perché ne deriva che i follower degli influencer della tua nicchia possono essere potenzialmente interessati ai tuoi prodotti e ai tuoi servizi.

Spesso questa categoria è confusa con i content creator, figure molto attive sui social e che potrebbero esserti utili.

Mentre i content creator si concentrano sulla creazione di contenuti di qualità, gli influencer non fanno altro che esercitare la propria influenza sul pubblico. Quindi, se assolderai un content creator, potrai comunque ottenere del materiale utile per farti pubblicità e ottenere visibilità.

Tuttavia, se aspiri a maggiori opportunità di business e a un pubblico molto ampio, gli influencer fanno al caso tuo. In ogni caso, spesso il confine tra content creator e influencer è molto sottile: spesso anche i creatori di contenuti vantano una community di tutto rispetto.

Aspetti giuridici degli influencer: contratti e sponsorizzazioni

Quando intendi assoldare un influencer, è fondamentale stabilire preventivamente che tipo di contratto andrà a disciplinare la vostra collaborazione.

L’influencer, innanzitutto, potrà impegnarsi a sponsorizzare i prodotti con un contratto di natura commerciale. Dovrai, cioè, fornire un compenso prestabilito per la promozione dei tuoi prodotti o dei tuoi servizi.

Tuttavia, il contratto commerciale è solo una delle alternative a disposizione. Talvolta, si preferisce instaurare una collaborazione con affiliazione. Questo significa che dovrai corrispondere al professionista ingaggiato una percentuale sulle vendite, se queste derivano dalla sua attività di sponsorizzazione.

Non dimenticare, comunque, che la normativa italiana obbliga aziende e influencer a dichiarare apertamente che un contenuto è sponsorizzato.

Se un influencer sta facendo pubblicità a un tuo prodotto o servizio e se, per questa attività pubblicitaria, gli stai corrispondendo un compenso, sarà obbligatorio contrassegnare come sponsorizzati i post. In caso contrario, si rischia di scadere nella pubblicità occulta, con tutte le ripercussioni legali del caso.

Rischi, sanzioni e obblighi sui social media

Se intendi avviare collaborazioni con uno o più influencer, infine, non dovrai sottovalutare gli aspetti legali che riguardano i post che verranno condivisi.

Ogni influencer ha la responsabilità legale dei contenuti che decide di pubblicare. Il che significa che, in caso di pubblicità ingannevoli o condivisione di informazioni false, può andare incontro a sanzioni. Tuttavia, anche le aziende e i professionisti coinvolti potrebbero essere chiamati in causa.

Per questa ragione e anche per evitare potenziali danni d’immagine causati da comportamenti scorretti, il mio consiglio è quello di contattare solamente influencer affidabili.

Inoltre, i contenuti sponsorizzati che verranno pubblicati vanno accuratamente monitorati.

Vuoi iniziare a collaborare con influencer e content creator per dare una spinta al tuo brand? Contattaci ora: i nostri esperti ti forniranno una consulenza pensata per la tua attività.

Laura Caracciolo, Social Media Manager

Come fare Personal Branding consigli e strategie per emergere dalla concorrenza

Come fare Personal Branding: consigli e strategie per emergere dalla concorrenza

Oggi il Personal Branding non può più essere considerato un optional o un’attività riservata solo ai grandi CEO. È a tutti gli effetti una strategia di marketing che chiunque dovrebbe adottare, soprattutto chi opera in una piccola o media impresa o lavora come libero professionista.

Come saprai, il mercato del lavoro è sempre più competitivo. Emergere dalla concorrenza è diventato fondamentale, sia per grandi marchi che per piccole attività. Anzi, lo è ancor di più per chi gestisce una PMI o offre servizi professionali: per avere successo non basta essere competenti, bisogna anche riuscire a farsi notare. Ma come ottenere questo tipo di risultati? Cerchiamo di scoprirlo insieme.

Cos'è il Personal Branding (e perché è importante)

Fare Personal Branding significa promuovere te stesso e le tue competenze in modo strategico, con l’obiettivo di essere riconosciuto come una figura autorevole.

Si tratta, infatti, dell’attività per la quale puoi fare marketing sulla tua persona e sulle tue competenze. Curare il tuo personal brand significa mostrare al mondo che sei competente in un determinato settore.

Che tu stia cercando nuovi clienti, collaborazioni o opportunità di lavoro, costruire un brand personale solido ti permette di differenziarti e di far percepire il tuo valore nel modo giusto.

Ricorda, infatti, che qualunque sia il tuo settore, rischi di muoverti in un mercato saturo, fatto di competenze spesso simili e condivise da più professionisti. Il modo in cui ti presenti al pubblico, però, può fare la differenza e aiutarti a emergere.

Come fare Personal Branding: i primi passi

Se vuoi iniziare anche tu a fare Personal Branding, dovrai innanzitutto individuare la tua nicchia, ossia la tua area di competenza.

Cerca di individuare i tuoi punti di forza che ti rendono unico tra i competitor e punta su quelli.

Perché le tue attività di Personal Branding funzionino, poi, devi conoscere con esattezza il tuo pubblico. Devi, in altre parole, sapere a chi ti stai rivolgendo.

Questo perché, ovviamente, parlare a un imprenditore è molto diverso dal cercare di attirare l’attenzione di un recruiter.

Una volta chiariti questi aspetti, dovrai scegliere la piattaforma per curare il tuo brand personale.

LinkedIn è senza dubbio il social più indicato per costruire e promuovere un personal brand professionale. Ma se hai tempo e risorse, dovresti anche valutare l’apertura di un blog o di un sito personale.

Un blog ti permetterà di condividere contenuti approfonditi, mentre con un sito web potrai avere a disposizione una vetrina dove mostrare il curriculum e il portfolio.

In ogni caso, ricorda di pianificare la tua presenza online con un piano editoriale ben definito. Pubblica aggiornamenti, approfondimenti, analisi di tendenze in tempo reale e contenuti che riflettano la tua competenza e che tengano conto di quanto succede nel tuo settore di riferimento in un determinato momento.

Consigli e strategie

Ricorda che l’obiettivo del Personal Branding dovrebbe essere quello di distinguerti dalla concorrenza.

Pubblicare contenuti di valore sui social e sul tuo blog è solo un punto di partenza. Dovrai anche avviare strategie che ti permettano di mostrare la tua unicità.

Uno dei miei consigli è quello di valorizzare le tue competenze pubblicando un libro, un e-book o un breve manuale gratuito. In questo modo, offrirai un grande valore al tuo pubblico e rafforzerai la tua autorevolezza.

Cerca, inoltre, di non chiuderti in te stesso: il Personal Branding si costruisce anche attraverso collaborazioni e networking. Quando possibile, partecipa a eventi di settore, avvia partnership e interagisci con altri professionisti.

Infine, non dimenticare di essere te stesso: la trasparenza genera fiducia. È meglio attirare un pubblico in linea con la tua identità, piuttosto che cercare di accontentare tutti e restare anonimo.

Insomma, per concludere, ricorda: non basta Saper Fare, bisogna anche Far Sapere.

In un mondo così competitivo ed agguerrito, non è più sufficiente essere bravi. Bisogna anche comunicarlo al giusto target e nel modo giusto!

Hai bisogno di una mano per impostare la tua strategia di Personal Branding? Contattaci ora, il nostro team è pronto a supportarti passo dopo passo.

Laura Caracciolo, Social Media Manager

Pubblicità su LinkedIn

Pubblicità su LinkedIn: come funziona e quando conviene farla

Così come accade su tutte le piattaforme social, anche la pubblicità su LinkedIn rappresenta un'opportunità per raggiungere un pubblico più ampio. Ad oggi, la piattaforma consente di ottenere visibilità anche con i soli post organici. Tuttavia, se desideri ampliare il tuo raggio d'azione e hai del budget da investire, puoi sfruttare i cosiddetti LinkedIn Ads.

La pubblicità su questo social media funziona in modo diverso rispetto a quanto accade, per esempio, sulle piattaforme di Meta o su TikTok. Per questa ragione, ho deciso di creare questa guida per analizzare nel dettaglio il funzionamento della pubblicità su LinkedIn, quando conviene utilizzarla e chi può trarne beneficio.

Come funziona la pubblicità su LinkedIn

Quando parliamo di pubblicità su LinkedIn, ci riferiamo ai LinkedIn Ads. Si tratta di campagne e annunci pubblicitari a pagamento, grazie ai quali potrai raggiungere un pubblico mirato.

Le sponsorizzazioni su questa piattaforma, per certi versi, funzionano in maniera molto simile a quelle degli altri social, per esempio Facebook.

Tuttavia, come ti accennavo in apertura, esistono delle sostanziali differenze con le altre piattaforme. Tra queste, gli obiettivi che si possono selezionare nel momento in cui creerai una campagna.

Le opzioni offerte dalla pubblicità su LinkedIn, infatti, sono molte:

  • visite al sito aziendale
  • notorietà di marchio
  • interesse
  • visualizzazioni video
  • conversioni
  • lead
  • candidati idonei per le offerte di lavoro.

Per quanto concerne, invece, gli annunci sponsorizzati disponibili, ne esistono quattro diversi tipi. Il contenuto sponsorizzato è un vero e proprio post che viene proposto nel feed di LinkedIn del tuo target di riferimento.

Esistono poi gli annunci di testo e quelli dinamici. Nel primo caso, si tratta di piccoli banner con brevi messaggi promozionali. Gli annunci dinamici, invece, si possono personalizzare in base al profilo dell’utente.

La pubblicità mediante messaggi sponsorizzati InMail, infine, viene inoltrata agli utenti in target direttamente tra i messaggi della piattaforma.

Chi può sfruttare con successo i LinkedIn Ads

Come saprai bene, LinkedIn è una piattaforma pensata per la comunicazione tra aziende e professionisti, quindi non tutte le imprese possono trarre vantaggio dalla pubblicità su questo social.

Se stai cercando di rivolgerti ad un target non presente in piattaforma, come nel caso di molte attività B2C, potresti non ottenere risultati soddisfacenti dai LinkedIn Ads.

Al contrario, se ti rivolgi ad altre aziende o a professionisti, questa tipologia di pubblicità può rivelarsi estremamente profittevole.

Generalmente, consiglio questo tipo di Ads alle attività B2B. In ogni caso, anche se gestisci un business B2C, se il tuo pubblico target è presente in piattaforma, puoi sfruttare questa forma di pubblicità con profitto.

In caso contrario, però, il mio consiglio è quello di sfruttare altri social, come ad esempio Facebook, Instagram e TikTok.

Quanto costa la pubblicità su LinkedIn

Uno dei motivi per cui, di solito, aziende e professionisti esitano a investire nella pubblicità su LinkedIn è il costo.

Rispetto alle altre piattaforme, infatti, una sponsorizzazione su questa piattaforma è più costosa. Se è vero che il social media marketing può essere alla portata di tutte le PMI e dei professionisti, su LinkedIn i costi possono risultare proibitivi.

In linea generale, per iniziare a utilizzare la pubblicità su LinkedIn e ottenere risultati tangibili, infatti, dovrai stanziare non meno di 40/50 euro al giorno. E si tratta di soglie indicative, che si traducono in un investimento da migliaia di euro al mese.

Tuttavia, il costo elevato è giustificato dalla possibilità di selezionare un pubblico altamente specifico. Con i LinkedIn Ads, è possibile targetizzare gli utenti in base a criteri molto dettagliati.

Si possono selezionare, tanto per fare qualche esempio, i ruoli ricoperti, gli studi effettuati, la seniority.

Questo significa che, utilizzando questa tipologia di pubblicità, sarai in grado di raggiungere un pubblico altamente qualificato. Il che è un vantaggio enorme in termine di conversioni. In sostanza, rispetto alle altre piattaforme social, il ritorno dell’investimento è generalmente molto più elevato.

Vorresti iniziare a sfruttare la pubblicità su LinkedIn per la tua attività, ma non sai da dove cominciare? Contattaci ora: ti daremo una mano a implementare una corretta strategia per raggiungere i tuoi obiettivi di business.

Laura Caracciolo, Social Media Manager

Instagram 5 novità che devi assolutamente conosceres

Instagram, 5 novità che devi assolutamente conoscere

Se utilizzi Instagram per promuovere il tuo brand o la tua attività, sappi che nel 2025 la piattaforma ha introdotto o sta per lanciare diverse novità. Questi aggiornamenti saranno particolarmente utili per i creator e per chi utilizza Instagram per il Social Media Marketing. Alcune nuove introduzioni riguardano la produzione di contenuti, in particolare i video, mentre altre nascono per migliorare l’aspetto del profilo. Grazie a queste modifiche, Instagram mira a migliorare l’esperienza d’uso sia per gli utenti che per chi crea contenuti. Come vedremo a breve, infatti, alcune tra le nuove funzioni mirano alla creazione di contenuti migliori. Le novità principali di cui abbiamo già informazioni sono cinque: scopriamole insieme.

Instagram: le novità sul layout del profilo

Le prime due novità Instagram riguardano il layout del profilo.

Innanzitutto, avrai già notato che le anteprime dei post non sono più quadrate, ma rettangolari. La griglia dei contenuti ora mostra anteprime rettangolari, un cambiamento che sembra privilegiare i Reel rispetto alle foto, che rendevano meglio con il formato quadrato.

Inoltre, è possibile personalizzare l’anteprima del post scegliendo uno sfondo nero o bianco e modificandone la centratura. È stato poi preannunciato che, a breve, sarà possibile organizzare i post secondo un ordine personalizzato e non più solo per data. Questa opzione, se implementata, potrebbe rivelarsi molto utile se desideri evidenziare determinati contenuti senza che finiscano nel dimenticatoio tra i post più datati. Purtroppo, al momento, la funzione non è ancora attiva e non sappiamo se e quando verrà resa disponibile.

La seconda novità Instagram che sta per concretizzarsi ufficialmente riguarda le storie in evidenza. Meta sta testando un nuovo posizionamento: invece di trovarle in alto nel profilo, verranno raccolte in un’icona a forma di cuore, situata sopra la griglia dei post.

Ma c’è di più. A breve, sarà possibile integrare le storie preferite direttamente nella griglia dei contenuti.

Le novità di Instagram per i video

Instagram, ormai da tempo, punta sempre più sui video per competere con TikTok.

Per questo motivo, la durata dei Reel è stata recentemente estesa a tre minuti. Questa decisione di Meta è stata accolta con entusiasmo da molti utenti, che da tempo chiedevano maggiore flessibilità nella creazione dei contenuti video. Inoltre, si vocifera che Meta stia sviluppando una app dedicata esclusivamente ai video brevi, separata da Instagram, anche se non ci sono ancora conferme ufficiali.

Un’altra novità, in questo caso già annunciata, riguarda il lancio di Edits, una app pensata per l’editing video, pensata per competere direttamente con CapCut.

Disponibile gratuitamente, consentirà di creare video fino a dieci minuti con funzionalità avanzate basate sull’intelligenza artificiale, come la modifica degli sfondi, l’aggiunta di sottotitoli, filtri ed effetti vocali.

Il lancio di Edits era inizialmente previsto per il 13 marzo 2025, ma è stato rimandato. Al momento non sono note le motivazioni del ritardo, ma sappiamo che, in una prima fase, l’app sarà disponibile solo per dispositivi iOS. Se utilizzi un dispositivo Android, dovrai quindi attendere qualche settimana dopo il lancio prima di poter sfruttare anche tu la nuova app.

La nuova funzione per gli audio

Infine, l’ultima novità Instagram riguarda gli audio nei video e nei Reel.

Fino a poco tempo fa, l’audio veniva bruscamente interrotto alla fine del video, mentre ora sarà possibile applicare un effetto dissolvenza in entrata e in uscita.

Grazie alla funzione Fade, potrai sfumare l’audio in modo graduale. Si tratta di un piccolo accorgimento che, però, può fare la differenza nella qualità dei contenuti.

Se vuoi iniziare a sfruttare queste cinque novità Instagram per promuovere il tuo marchio o la tua attività ma non sai da dove cominciare, contattaci ora. Il nostro team ti aiuterà a implementare le nuove funzionalità: creeremo insieme dei contenuti perfetti per il tuo target di riferimento.

Laura Caracciolo, Social Media Manager

osa significa NSFW e perchè devi sapere di cosa si tratta

NSFW, cosa significa, quando si applica e perché è importante conoscerlo

Se navighi abitualmente sul web o utilizzi i social media, sia per lavoro che per svago, ti sarà capitato almeno una volta di imbatterti nell’acronimo NSFW. Queste quattro lettere possono comparire mentre leggi un articolo o tenti di visualizzare una foto o un video postato sui social. Ma cosa significa esattamente NSFW e perché è importante conoscerlo? Si tratta di un’indicazione fondamentale, una sorta di etichetta che serve a individuare contenuti che potrebbero non essere adatti alla visione in luoghi pubblici o di lavoro. Analizziamo le caratteristiche e gli usi di questo tag in dettaglio.

NSFW: il significato dell’acronimo

NSFW è un acronimo, che viene dall’inglese “not safe for work”. Nella nostra lingua, possiamo renderlo con “Non sicuro per il lavoro”.

Questa sigla serve a indicare contenuti (come allegati, articoli, post, video o foto) che sarebbe meglio non aprire in luoghi pubblici o in ambito professionale. In pratica, è un avviso che ti suggerisce di evitare la visualizzazione di determinati contenuti quando sei al lavoro o in presenza di altre persone.

Immagina di trovarti in ufficio, circondato dai tuoi colleghi, e di aprire un video che si rivela essere esplicito o violento. Una situazione del genere potrebbe causare imbarazzo, mettere a rischio la tua reputazione professionale e, in alcuni casi, violare le politiche aziendali sull'uso appropriato di internet.

Il tag NSFW è quindi una sorta avvertimento preventivo, che aiuta gli utenti a evitare queste situazioni scomode.

Inoltre, è molto utile anche per chi pubblica il contenuto: se un creator ricevesse molte segnalazioni da parte degli altri utenti, potrebbe incorrere in blocchi dell’account o rimozioni dei post.

Si tratta, quindi, di un modo per avvisare gli utenti che il contenuto che stanno per vedere potrebbe urtare la loro sensibilità. In questo modo, l’utente potrà decidere se continuare a guardare o meno il contenuto.

Esiste inoltre una versione più estrema del tag NSFW: NSFL, acronimo di "not safe for life". Questo tag viene utilizzato per contenuti particolarmente traumatici o disturbanti, sconsigliati a qualsiasi età. Se ti imbatti in un contenuto contrassegnato come NSFL, è bene prestare massima cautela prima di procedere alla visualizzazione.

Quali sono i contenuti segnalati come non adatti al lavoro

Ti starai chiedendo quali tipi di contenuti vengono generalmente etichettati come NSFW. Tra i più comuni ti segnalo:

  • immagini o video contenenti nudità
  • audio o video volgari e espliciti
  • contenuti violenti.

La visione di questi contenuti sul posto di lavoro potrebbe rappresentare un vero e proprio rischio. In alcune aziende con politiche particolarmente severe, infatti, la riproduzione di materiale NSFW viene considerata una violazione delle norme interne, con conseguenze che vanno dal richiamo disciplinare fino al licenziamento.

Come funziona il tag NSFW sui social media

Per quanto riguarda il funzionamento del tag NSFW, questo dipende dalla piattaforma utilizzata. Ci sono infatti alcuni siti, come ad esempio Reddit, che danno la possibilità agli utenti di aggiungere manualmente il tag ai propri contenuti.

In questo modo, i visitatori vengono avvisati prima di aprire materiale potenzialmente inappropriato per la visualizzazione in pubblico o al lavoro.

Altre piattaforme, invece, utilizzano sistemi automatizzati per rilevare parole o immagini potenzialmente pericolose. In questo caso, il tag NSFW scatta in automatico grazie a dei filtri interni alla piattaforma.

Social Media come TikTok o Instagram applicano restrizioni e, generalmente, se il contenuto non rispetta le linee guida viene rimosso.

YouTube, infine, consente ai creator di applicare restrizioni, indirizzando i video sensibili solamente agli utenti maggiorenni.

Vuoi maggiori informazioni sull’applicazione dei tag NSFW? O ti serve aiuto per implementare una strategia di digital marketing per la tua attività professionale? Contattaci ora, il nostro team risponderà a ogni tua domanda.

Laura Caracciolo, Social Media Manager

“Sputo Fatti” tutto sul nuovo trend social che divide il web

“Sputo Fatti”: tutto sul nuovo trend social che divide il web

Sono ormai settimane che i social, Instagram in particolare, pullulano di video legati al trend “Sputo Fatti”. Scommetto che anche tu, almeno una volta, ti sei imbattuto in un Reel o un video sui social in cui qualcuno esprime i propri pensieri, a volte in modo piuttosto colorito, con il chiaro intendo di suscitare reazioni contrastanti. Possiamo definire questo nuovo format il tormentone del momento: i video che iniziano con la ormai celebre frase “Sputo fatti” si stanno moltiplicando, nonostante il trend sia ancora relativamente nuovo.

Eppure, questa tendenza, pur essendo esplosa da poco, ha già diviso il web. C’è che la considera come il modo perfetto per esprimere le proprie opinioni e chi, invece, la critica duramente e reputa il trend “volgare”.

“Sputo Fatti”: l’origine del trend

Il format “Sputo Fatti” si è diffuso su Instagram e su TikTok e sta spopolando anche sulle altre piattaforme social. Si basa su un concetto piuttosto semplice: esprimere opinioni schiette su argomenti ritenuti scomodi.

Spesso si tratta di punti di vista personali, anche se l’obiettivo iniziale del trend era quello di mettere in luce verità difficili da digerire o situazioni che, secondo chi parla, andrebbero cambiate.

Il successo del trend non è passato inosservato: oggi lo sfruttano influencer, personaggi famosi e piccoli creator.

Anche aziende e professionisti, inoltre, hanno iniziato a utilizzarlo, integrandolo nelle loro strategie di Social Media Marketing. E questo non dovrebbe stupirti: un format del genere è in grado di attirare moltissima visibilità.

Per capire meglio l’origine di questo fenomeno, bisogna partire dal termine slang inglese “to spit facts”, che significa dichiarare qualcosa di vero, un fatto o un’opinione con cui l’oratore concorda. Tradotto in italiano, si è trasformato in “Sputo Fatti”.

Sputo Fatti, il format che divide il web

Nonostante il successo, come ti ho già anticipato questo trend non è privo di critiche. Anzi, in molti lo considerano una forma di espressione volgare.

Non manca però chi difende questa tipologia di contenuto, sostenendo che la sua esagerazione è volutamente ironica. In effetti, è proprio questa caratteristica ha contribuito alla sua popolarità.

Questo perché il trend nasce per la diffusione di verità scomode e, probabilmente, è stato proprio questo aspetto contradditorio a garantirgli popolarità.

Tuttavia, c’è anche chi solleva dubbi più seri. Un trend del genere, così schietto e immediato, potrebbe infatti favorire la diffusione di disinformazione.

Pensiamo, ad esempio, al fatto che le piattaforme di Meta hanno recentemente eliminato il fact-checking. Oggi, quindi, è molto più semplice diffondere notizie false o imprecise utilizzando questo format.

Tuttavia, è bene sottolineare che, con l’abolizione del fact-checking sui social, questo rischio si corre non solo con il trend “Sputo fatti” ma, più in generale, con qualsiasi tipo di contenuto social.

Come sfruttare il trend nella tua strategia social

Ti ho già anticipato che, oltre ad essere molto popolare tra i creator, il trend “Sputo Fatti” viene spesso utilizzato da aziende e professionisti per dare una spinta alle loro strategie di marketing online.

Infatti, basta trovare delle verità scomode che hanno a che fare col proprio settore di riferimento per creare un video potenzialmente virale.

Se vuoi creare un video in cui “sputi fatti” da condividere sui tuoi social aziendali, pensa a temi che fanno discutere o a punti critici che vuoi portare all’attenzione del tuo pubblico. Poi, esprimiti in modo chiaro e senza troppi giri di parole.

Ricorda, però, che un trend del genere non è adatto a tutti i contesti. In settori molto formali, ovviamente, potrebbe risultare fuori luogo.

Se invece il tuo brand ha un tono di voce più informale e diretto, questo format potrebbe essere la scelta giusta per aumentare l’engagement e la visibilità.

Vuoi introdurre questo trend sui tuoi profili social, o vuoi implementare una strategia di marketing online vincente? Contattaci subito. Studieremo insieme un piano d’azione adatto alle esigenze della tua attività.

Laura Caracciolo, Social Media Manager

Categorie

Emera srls a s. u. Via F. Patrizio da Cherso, 35 00143 Roma P Iva 13862601005
© Copyright 2019. All rights reserved