Buoni propositi Ecco come trasformarli in strategie vincenti per il tuo business

Buoni propositi? Ecco come trasformarli in strategie vincenti per il tuo business

La bella stagione è ormai agli sgoccioli e la maggior parte delle aziende e dei professionisti è già rientrata al lavoro a pieno ritmo. Questo periodo dell’anno è da sempre caratterizzato dai cosiddetti buoni propositi: insieme a gennaio, infatti, quando ufficialmente esordisce il nuovo anno, anche il mese di settembre è considerato un periodo di nuovi inizi. Anzi, statisticamente è proprio questo il momento prescelto dai più per dar vita a progetti ed iniziative fantasticate sotto l’ombrellone.

Questo perché una pausa, seppur breve, quasi tutti l’hanno fatta e i momenti di ozio sono quelli più proficui perché lasciano alla fantasia il tempo di prendere una giusta forma, complici anche i maggiori momenti di confronto dovuti all’inevitabile aumento delle relazioni sociali.

Tornati in città, quindi, si riprende il lavoro con rinnovata energia. Probabilmente anche tu sei rientrato con in mente una lista di propositi più o meno ambiziosa. Ma, come forse sai bene grazie alle esperienze maturate negli anni passati, spesso trasformare i buoni propositi in reali risultati non è immediato. Tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare, recita un popolare adagio difficile da contrastare, dati alla mano!

Eppure, ci sono diversi modi per rendere concreti quelli che, sulla carta, sono solo degli intenti. Non basta l’entusiasmo iniziale, che potrebbe spegnersi nelle settimane: serve un vero e proprio piano d’azione. In questo articolo ti aiuterò a tradurre i tuoi buoni propositi in strategie vincenti e concrete per dare valore al tuo business.

Dai buoni propositi agli obiettivi SMART

Il primo passo per trasformare i buoni propositi in valore per il tuo business è convertirli in obiettivi concreti e, soprattutto, misurabili.

Facciamo un esempio: tra i tuoi buoni propositi per settembre potrebbe esserci quello di migliorare la tua presenza sui social media. Purtroppo, questo non è un obiettivo misurabile e concreto: dovrai quindi partire da questo spunto e tramutarlo in un obiettivo SMART.

Con questo termine indichiamo tutti quegli obiettivi di business specifici, misurabili, accessibili, realistici e definiti nel tempo.

Tornando al nostro esempio, un obiettivo smart dovrà essere specifico e misurabile: puoi quindi decidere di pubblicare almeno tre post a settimana sulle piattaforme da te presidiate. Possiamo rendere l’obiettivo ancor più specifico introducendo un limite temporale. Per esempio, punteremo a un aumento dell’engagement del 15% in sei mesi.

Tutti questi dettagli ti aiuteranno a tramutare un semplice proposito in un vero e proprio progresso, che potrai misurare nel tempo.

Dagli obiettivi alla strategia: target, canali e piano d’azione

Dopo aver trasformato i buoni propositi in obiettivi, il lavoro non è finito. Bisognerà implementare una strategia vincente per raggiungerli.

Purtroppo, spesso le PMI e i professionisti interrompono il lavoro proprio a questo punto del percorso: sanno, cioè, cosa vogliono ottenere, ma non hanno idea di come raggiungere gli obiettivi.

Una volta individuato ciò che si vuole ottenere, tuttavia, è fondamentale avviare azioni concrete per ottenere risultati.

Torniamo al nostro esempio iniziale, quello del miglioramento della visibilità online con la pubblicazione di almeno tre post a settimana.

Per tradurre gli obiettivi in strategie, sarà innanzitutto necessario analizzare il target di riferimento. In questo modo, scoprirai quali sono i canali social sui quali concentrarti, ossia quelli dove il target di riferimento è presente

Per far sì che i post possano portare a un aumento dell’engagement, poi, è necessario concentrarsi su pubblicazioni di valore.

Pubblicare post interessanti è possibile se disporrai di un calendario editoriale, grazie al quale saprai sempre cosa pubblicare e in quale specifico momento.

E, se l’intento è quello di raggiungere un pubblico più ampio, bisognerà pensare anche a delle campagne social sponsorizzate, che prevedano un budget adeguatamente studiato.

L’importanza delle misurazioni

Ma il lavoro non è ancora finito, perché definire obiettivi e implementare strategie non basta: per ottenere risultati servono monitoraggio e analisi continui. Ogni azione, dal post pubblicato sui social alla campagna sponsorizzata, deve essere valutata per capire se porta valore.

Non puoi pensare di pubblicare tre post a settimana sui tuoi profili social e dimenticartene: ogni azione pubblicitaria va adeguatamente monitorata.

Le misurazioni sono la chiave del successo nel marketing digitale e sui social: devi analizzare attentamente le interazioni, le conversioni, quali contenuti funzionano e quali, invece, non hanno dato risultati.

Questo perché migliorare le campagne in itinere ti permetterà di concentrarti maggiormente su quello che ha generato interesse nel tuo pubblico. Se le pubblicazioni non generano risultati, invece, vanno modificate.

Non è detto che tu abbia sbagliato buoni propositi e obiettivi: talvolta basta adattare al meglio il messaggio per ottenere risultati concreti.

Vuoi trasformare i tuoi buoni propositi in obiettivi di business ma non sai da dove iniziare? Contatta il nostro team: ti aiuteremo a implementare strategie vincenti per la tua attività.

Laura Caracciolo, Social Media Manager

Marketing sui social funziona davvero per PMI e professionisti

Marketing sui social: funziona davvero per PMI e professionisti?

Se gestisci una piccola azienda o hai un’attività professionale, qualunque sia il tuo settore, ti sarai domandato almeno una volta, durante la tua carriera, se il marketing sui social funziona davvero per PMI e professionisti.

In effetti, si tratta di una domanda lecita: le piccole imprese e le attività professionali si trovano oggi a dover affrontare un enorme numero di concorrenti. E questo non solo sul territorio, ma anche online: quasi tutti, ormai, hanno un profilo aziendale sulle maggiori piattaforme.

Oltre a scoraggiarsi per il gran numero di competitor, le attività di piccole dimensioni e quelle professionali spesso si lasciano abbattere dai numeri poco soddisfacenti ottenuti con i social.

Voglio però svelarti che, se hai avviato attività pubblicitarie sui social e non hai ottenuto risultati, è possibile che tu abbia commesso qualche errore. Se strutturata adeguatamente, infatti, la pubblicità sui social media funziona eccome.

Cosa significa davvero fare marketing sui social oggi

Uno dei problemi principali legati al marketing sui social media è che spesso i “non addetti ai lavori” credono che, per avere visibilità e aumentare le vendite, basti pubblicare qualche post a caso ogni tanto.

In realtà, questo atteggiamento porta al fallimento: come qualsiasi operazione di marketing, anche quello sui social media richiede strategie precise, oltre che gli strumenti adeguati.

Il mio consiglio di partenza, quindi, è il seguente: se vuoi ottenere risultati dalla pubblicità online, soprattutto quando si tratta di piattaforme social, rivolgiti a un social media manager professionista.

Insieme potrete stabilire gli obiettivi rilevanti per la tua attività, oltre che studiare un piano strategico realistico e, soprattutto, efficace.

Quali risultati possono aspettarsi aziende e professionisti dal marketing sui social

Il marketing sui social media consente ai professionisti e alle aziende di ottenere diversi vantaggi. Innanzitutto, il risultato più tangibile che otterrai dai profili social legati alla tua attività lavorativa è l’aumento della visibilità: se stai lavorando sulla tua brand awareness, vedrai crescere la tua notorietà.

Puoi ottenere questo risultato grazie ai post organici, ma soprattutto con la pubblicità social a pagamento. Gli annunci pubblicitari social sono infatti pensati per ottenere, con un budget relativamente contenuto, moltissima visibilità.

Inoltre, se condividerai contenuti legati alla mission e ai valori aziendali e soprattutto se ti impegnerai a rispondere a commenti e messaggi, potrai creare intorno a te una community online di tutto rispetto, fedele e attiva.

Tra i risultati garantiti dalla pubblicità sui social c’è anche la generazione di nuovi lead. Condividere contenuti è infatti un ottimo metodo per istruire e informare, ma anche per attirare l’attenzione dei potenziali clienti. In questo modo, puoi spingerli a contattarti tramite messaggio privato o a iscriversi, ad esempio, alla tua newsletter via e-mail.

I social media, infine, possono aumentare le tue vendite. Lo vediamo ormai da tempo: il fenomeno del social selling ha preso piede. Lo dimostra, solo per fare un esempio, il nuovo TikTok Shop, un eCommerce interno alla nota piattaforma cinese.

Maggiore visibilità e un’esposizione più ampia possono tradursi in nuovi clienti e, di conseguenza, in nuove vendite. Questo anche grazie agli UGC e alle possibili collaborazioni che puoi avviare con influencer e micro-influencer, che aumenteranno ancor di più la tua visibilità social.

Consigli utili per iniziare a ottenere risultati

Il marketing sui social, quindi, può funzionare molto bene per PMI e professionisti. Se vuoi iniziare a pubblicizzare la tua attività sulle varie piattaforme, il primo passo è creare una strategia solida.

Tutto parte dalla definizione degli obiettivi, che devono essere chiari, e dall’identificazione del target, in modo da stabilire quali sono le piattaforme social più adatte su cui concentrarti.

Il successo della pubblicità sui social passa per il content marketing: dovrai impegnarti a pubblicare contenuti di valore con costanza e regolarità.

Inoltre, ricorda che i social sono un luogo virtuale di comunicazione: usali, quindi, per rispondere ai commenti e ai messaggi dei tuoi clienti reali e potenziali, e per mostrare la tua attenzione verso la clientela.

Hai ancora dei dubbi? Contatta subito il nostro team: studieremo insieme la strategia giusta per garantire visibilità al tuo lavoro sui social.

Laura Caracciolo, Social Media Manager

Giovani e social media i rischi che si corrono e i consigli della scienza per un utilizzo sano

Giovani e social media: i rischi che si corrono e i consigli della scienza per un utilizzo sano

Viviamo nell’epoca della connettività perenne, nella quale i social media sono diventati parte integrante della vita di adulti e giovani. Dai 10 anni in su, la maggior parte dei ragazzi possiede un account su almeno una piattaforma digitale e trascorre ore tra post, video, commenti e messaggi. Purtroppo, questo stretto rapporto tra ragazzi e tecnologia può anche avere un impatto negativo e causare danni alla salute mentale. E non sono solamente i genitori ad essere preoccupati: anche docenti, ricercatori e psicologi hanno iniziato a condurre studi in merito alla relazione tra mondo online e giovani fruitori. Non a caso, nel novembre 2024 il Parlamento australiano ha approvato una legge che vieta l’accesso ai social ai minori di 16 anni. Ma cosa dice esattamente la scienza in merito all’impatto dei social sulla salute dei giovani? E in che modo possiamo promuovere un sano rapporto tra giovani e tecnologia? Oggi voglio riflettere con te su questo argomento. Il mio obiettivo è quello di non demonizzare i social, ma di educare all’uso intelligente di questi strumenti online.

L’impatto negativo dei social media sui giovani

Che i social media possano avere un impatto negativo sulla salute dei giovani è indubbio.

Secondo una nota del Surgeon General risalente al 2023, infatti, quando gli adolescenti utilizzano i social per più di tre ore al giorno, il rischio di problemi mentali come ansia o depressione raddoppia.

Lo studio di riferimento ha preso in considerazione 6.595 adolescenti tra i 12 e i 15 anni e ha messo in evidenza un legame tra tempo trascorso sui social e sviluppo di problemi mentali.

Questo trend si mantiene anche in età da college: si pensa che i social media possano aumentare i casi di depressione tra gli studenti, con 300.000 nuovi casi che traggono origine dai comportamenti online scorretti. E più i soggetti sono giovani, maggiore è l’impatto negativo della tecnologia.

Inoltre, la scienza suggerisce che l’uso dei social possa peggiorare il sonno, oltre che ridurre l’autostima e causare sintomi depressivi negli adolescenti. Esistono poi evidenze scientifiche che mettono in luce come una riduzione dei social possa migliorare il benessere.

I punti da chiarire

Restano comunque dei punti da chiarire e, cosa più importante, la relazione tra giovani e social media non è necessariamente negativa a patto che si rispettino determinate condizioni.

Altri studi, infatti, hanno evidenziato come, in alcuni giovani, i social abbiano un effetto benefico. Non mancano infatti gli adolescenti che dichiarano che le piattaforme online li aiutino a sentirsi più accettati dai pari.

Inoltre, in molti casi, le piattaforme li hanno aiutati a esprimersi, a restare aggiornati e a entrare in connessione con gli altri.

Ci sono però molte cose che ancora non sappiamo sul rapporto tra ragazzi e tecnologia. Innanzitutto, andrebbe chiarito quali sono i contenuti che generano maggiori danni alla salute mentale dei ragazzi. Vanno poi individuati i target più sensibili e la frequenza limite.

Anche i benefici che la tecnologia è in grado di apportare, inoltre, andrebbero analizzati più adeguatamente. Allo stesso modo, bisognerebbe approfondire in quali circostanze e a quali utenti i social apportano maggiori giovamenti.

I consigli della scienza per migliorare il rapporto tra giovani e social media

Mentre attendiamo nuovi studi che possano mettere in luce i reali effetti negativi e i benefici dei social media sui giovani, è bene ricordare le linee guida fornite dall’American Psychological Association per promuovere un rapporto sano tra ragazzi e tecnologia.

Innanzitutto, dobbiamo sempre tenere a mente le differenze personali di ciascun ragazzo. Ognuno, infatti, reagisce agli stimoli in maniera differente.

Fatta questa doverosa precisazione, è bene ricordare che, per un utilizzo corretto delle piattaforme social, bisogna sempre sottolineare ai ragazzi che questi strumenti sono un mezzo per entrare in relazione con gli altri.

Per fasce di età molto giovani, tra i 10 e i 14 anni, è consigliabile attuare un monitoraggio serrato prima di permettere loro di utilizzare i social in totale autonomia. Inoltre, contenuti non adatti all’età o violenti vanno oscurati, ove possibile.

In caso di utilizzo eccessivo, è bene agire e limitare l’utilizzo delle piattaforme: vanno monitorate eventuali interferenze con sonno e altre attività quotidiane.

Infine, è bene prestare attenzione ai contenuti che promuovono il confronto, soprattutto relativo all’aspetto fisico, con gli altri.

Se vuoi approfondire questo attuale argomento, contattaci ora.

Laura Caracciolo, Social Media Manager

Come fare Personal Branding consigli e strategie per emergere dalla concorrenza

Come fare Personal Branding: consigli e strategie per emergere dalla concorrenza

Oggi il Personal Branding non può più essere considerato un optional o un’attività riservata solo ai grandi CEO. È a tutti gli effetti una strategia di marketing che chiunque dovrebbe adottare, soprattutto chi opera in una piccola o media impresa o lavora come libero professionista.

Come saprai, il mercato del lavoro è sempre più competitivo. Emergere dalla concorrenza è diventato fondamentale, sia per grandi marchi che per piccole attività. Anzi, lo è ancor di più per chi gestisce una PMI o offre servizi professionali: per avere successo non basta essere competenti, bisogna anche riuscire a farsi notare. Ma come ottenere questo tipo di risultati? Cerchiamo di scoprirlo insieme.

Cos'è il Personal Branding (e perché è importante)

Fare Personal Branding significa promuovere te stesso e le tue competenze in modo strategico, con l’obiettivo di essere riconosciuto come una figura autorevole.

Si tratta, infatti, dell’attività per la quale puoi fare marketing sulla tua persona e sulle tue competenze. Curare il tuo personal brand significa mostrare al mondo che sei competente in un determinato settore.

Che tu stia cercando nuovi clienti, collaborazioni o opportunità di lavoro, costruire un brand personale solido ti permette di differenziarti e di far percepire il tuo valore nel modo giusto.

Ricorda, infatti, che qualunque sia il tuo settore, rischi di muoverti in un mercato saturo, fatto di competenze spesso simili e condivise da più professionisti. Il modo in cui ti presenti al pubblico, però, può fare la differenza e aiutarti a emergere.

Come fare Personal Branding: i primi passi

Se vuoi iniziare anche tu a fare Personal Branding, dovrai innanzitutto individuare la tua nicchia, ossia la tua area di competenza.

Cerca di individuare i tuoi punti di forza che ti rendono unico tra i competitor e punta su quelli.

Perché le tue attività di Personal Branding funzionino, poi, devi conoscere con esattezza il tuo pubblico. Devi, in altre parole, sapere a chi ti stai rivolgendo.

Questo perché, ovviamente, parlare a un imprenditore è molto diverso dal cercare di attirare l’attenzione di un recruiter.

Una volta chiariti questi aspetti, dovrai scegliere la piattaforma per curare il tuo brand personale.

LinkedIn è senza dubbio il social più indicato per costruire e promuovere un personal brand professionale. Ma se hai tempo e risorse, dovresti anche valutare l’apertura di un blog o di un sito personale.

Un blog ti permetterà di condividere contenuti approfonditi, mentre con un sito web potrai avere a disposizione una vetrina dove mostrare il curriculum e il portfolio.

In ogni caso, ricorda di pianificare la tua presenza online con un piano editoriale ben definito. Pubblica aggiornamenti, approfondimenti, analisi di tendenze in tempo reale e contenuti che riflettano la tua competenza e che tengano conto di quanto succede nel tuo settore di riferimento in un determinato momento.

Consigli e strategie

Ricorda che l’obiettivo del Personal Branding dovrebbe essere quello di distinguerti dalla concorrenza.

Pubblicare contenuti di valore sui social e sul tuo blog è solo un punto di partenza. Dovrai anche avviare strategie che ti permettano di mostrare la tua unicità.

Uno dei miei consigli è quello di valorizzare le tue competenze pubblicando un libro, un e-book o un breve manuale gratuito. In questo modo, offrirai un grande valore al tuo pubblico e rafforzerai la tua autorevolezza.

Cerca, inoltre, di non chiuderti in te stesso: il Personal Branding si costruisce anche attraverso collaborazioni e networking. Quando possibile, partecipa a eventi di settore, avvia partnership e interagisci con altri professionisti.

Infine, non dimenticare di essere te stesso: la trasparenza genera fiducia. È meglio attirare un pubblico in linea con la tua identità, piuttosto che cercare di accontentare tutti e restare anonimo.

Insomma, per concludere, ricorda: non basta Saper Fare, bisogna anche Far Sapere.

In un mondo così competitivo ed agguerrito, non è più sufficiente essere bravi. Bisogna anche comunicarlo al giusto target e nel modo giusto!

Hai bisogno di una mano per impostare la tua strategia di Personal Branding? Contattaci ora, il nostro team è pronto a supportarti passo dopo passo.

Laura Caracciolo, Social Media Manager

Instagram 5 novità che devi assolutamente conosceres

Instagram, 5 novità che devi assolutamente conoscere

Se utilizzi Instagram per promuovere il tuo brand o la tua attività, sappi che nel 2025 la piattaforma ha introdotto o sta per lanciare diverse novità. Questi aggiornamenti saranno particolarmente utili per i creator e per chi utilizza Instagram per il Social Media Marketing. Alcune nuove introduzioni riguardano la produzione di contenuti, in particolare i video, mentre altre nascono per migliorare l’aspetto del profilo. Grazie a queste modifiche, Instagram mira a migliorare l’esperienza d’uso sia per gli utenti che per chi crea contenuti. Come vedremo a breve, infatti, alcune tra le nuove funzioni mirano alla creazione di contenuti migliori. Le novità principali di cui abbiamo già informazioni sono cinque: scopriamole insieme.

Instagram: le novità sul layout del profilo

Le prime due novità Instagram riguardano il layout del profilo.

Innanzitutto, avrai già notato che le anteprime dei post non sono più quadrate, ma rettangolari. La griglia dei contenuti ora mostra anteprime rettangolari, un cambiamento che sembra privilegiare i Reel rispetto alle foto, che rendevano meglio con il formato quadrato.

Inoltre, è possibile personalizzare l’anteprima del post scegliendo uno sfondo nero o bianco e modificandone la centratura. È stato poi preannunciato che, a breve, sarà possibile organizzare i post secondo un ordine personalizzato e non più solo per data. Questa opzione, se implementata, potrebbe rivelarsi molto utile se desideri evidenziare determinati contenuti senza che finiscano nel dimenticatoio tra i post più datati. Purtroppo, al momento, la funzione non è ancora attiva e non sappiamo se e quando verrà resa disponibile.

La seconda novità Instagram che sta per concretizzarsi ufficialmente riguarda le storie in evidenza. Meta sta testando un nuovo posizionamento: invece di trovarle in alto nel profilo, verranno raccolte in un’icona a forma di cuore, situata sopra la griglia dei post.

Ma c’è di più. A breve, sarà possibile integrare le storie preferite direttamente nella griglia dei contenuti.

Le novità di Instagram per i video

Instagram, ormai da tempo, punta sempre più sui video per competere con TikTok.

Per questo motivo, la durata dei Reel è stata recentemente estesa a tre minuti. Questa decisione di Meta è stata accolta con entusiasmo da molti utenti, che da tempo chiedevano maggiore flessibilità nella creazione dei contenuti video. Inoltre, si vocifera che Meta stia sviluppando una app dedicata esclusivamente ai video brevi, separata da Instagram, anche se non ci sono ancora conferme ufficiali.

Un’altra novità, in questo caso già annunciata, riguarda il lancio di Edits, una app pensata per l’editing video, pensata per competere direttamente con CapCut.

Disponibile gratuitamente, consentirà di creare video fino a dieci minuti con funzionalità avanzate basate sull’intelligenza artificiale, come la modifica degli sfondi, l’aggiunta di sottotitoli, filtri ed effetti vocali.

Il lancio di Edits era inizialmente previsto per il 13 marzo 2025, ma è stato rimandato. Al momento non sono note le motivazioni del ritardo, ma sappiamo che, in una prima fase, l’app sarà disponibile solo per dispositivi iOS. Se utilizzi un dispositivo Android, dovrai quindi attendere qualche settimana dopo il lancio prima di poter sfruttare anche tu la nuova app.

La nuova funzione per gli audio

Infine, l’ultima novità Instagram riguarda gli audio nei video e nei Reel.

Fino a poco tempo fa, l’audio veniva bruscamente interrotto alla fine del video, mentre ora sarà possibile applicare un effetto dissolvenza in entrata e in uscita.

Grazie alla funzione Fade, potrai sfumare l’audio in modo graduale. Si tratta di un piccolo accorgimento che, però, può fare la differenza nella qualità dei contenuti.

Se vuoi iniziare a sfruttare queste cinque novità Instagram per promuovere il tuo marchio o la tua attività ma non sai da dove cominciare, contattaci ora. Il nostro team ti aiuterà a implementare le nuove funzionalità: creeremo insieme dei contenuti perfetti per il tuo target di riferimento.

Laura Caracciolo, Social Media Manager

osa significa NSFW e perchè devi sapere di cosa si tratta

NSFW, cosa significa, quando si applica e perché è importante conoscerlo

Se navighi abitualmente sul web o utilizzi i social media, sia per lavoro che per svago, ti sarà capitato almeno una volta di imbatterti nell’acronimo NSFW. Queste quattro lettere possono comparire mentre leggi un articolo o tenti di visualizzare una foto o un video postato sui social. Ma cosa significa esattamente NSFW e perché è importante conoscerlo? Si tratta di un’indicazione fondamentale, una sorta di etichetta che serve a individuare contenuti che potrebbero non essere adatti alla visione in luoghi pubblici o di lavoro. Analizziamo le caratteristiche e gli usi di questo tag in dettaglio.

NSFW: il significato dell’acronimo

NSFW è un acronimo, che viene dall’inglese “not safe for work”. Nella nostra lingua, possiamo renderlo con “Non sicuro per il lavoro”.

Questa sigla serve a indicare contenuti (come allegati, articoli, post, video o foto) che sarebbe meglio non aprire in luoghi pubblici o in ambito professionale. In pratica, è un avviso che ti suggerisce di evitare la visualizzazione di determinati contenuti quando sei al lavoro o in presenza di altre persone.

Immagina di trovarti in ufficio, circondato dai tuoi colleghi, e di aprire un video che si rivela essere esplicito o violento. Una situazione del genere potrebbe causare imbarazzo, mettere a rischio la tua reputazione professionale e, in alcuni casi, violare le politiche aziendali sull'uso appropriato di internet.

Il tag NSFW è quindi una sorta avvertimento preventivo, che aiuta gli utenti a evitare queste situazioni scomode.

Inoltre, è molto utile anche per chi pubblica il contenuto: se un creator ricevesse molte segnalazioni da parte degli altri utenti, potrebbe incorrere in blocchi dell’account o rimozioni dei post.

Si tratta, quindi, di un modo per avvisare gli utenti che il contenuto che stanno per vedere potrebbe urtare la loro sensibilità. In questo modo, l’utente potrà decidere se continuare a guardare o meno il contenuto.

Esiste inoltre una versione più estrema del tag NSFW: NSFL, acronimo di "not safe for life". Questo tag viene utilizzato per contenuti particolarmente traumatici o disturbanti, sconsigliati a qualsiasi età. Se ti imbatti in un contenuto contrassegnato come NSFL, è bene prestare massima cautela prima di procedere alla visualizzazione.

Quali sono i contenuti segnalati come non adatti al lavoro

Ti starai chiedendo quali tipi di contenuti vengono generalmente etichettati come NSFW. Tra i più comuni ti segnalo:

  • immagini o video contenenti nudità
  • audio o video volgari e espliciti
  • contenuti violenti.

La visione di questi contenuti sul posto di lavoro potrebbe rappresentare un vero e proprio rischio. In alcune aziende con politiche particolarmente severe, infatti, la riproduzione di materiale NSFW viene considerata una violazione delle norme interne, con conseguenze che vanno dal richiamo disciplinare fino al licenziamento.

Come funziona il tag NSFW sui social media

Per quanto riguarda il funzionamento del tag NSFW, questo dipende dalla piattaforma utilizzata. Ci sono infatti alcuni siti, come ad esempio Reddit, che danno la possibilità agli utenti di aggiungere manualmente il tag ai propri contenuti.

In questo modo, i visitatori vengono avvisati prima di aprire materiale potenzialmente inappropriato per la visualizzazione in pubblico o al lavoro.

Altre piattaforme, invece, utilizzano sistemi automatizzati per rilevare parole o immagini potenzialmente pericolose. In questo caso, il tag NSFW scatta in automatico grazie a dei filtri interni alla piattaforma.

Social Media come TikTok o Instagram applicano restrizioni e, generalmente, se il contenuto non rispetta le linee guida viene rimosso.

YouTube, infine, consente ai creator di applicare restrizioni, indirizzando i video sensibili solamente agli utenti maggiorenni.

Vuoi maggiori informazioni sull’applicazione dei tag NSFW? O ti serve aiuto per implementare una strategia di digital marketing per la tua attività professionale? Contattaci ora, il nostro team risponderà a ogni tua domanda.

Laura Caracciolo, Social Media Manager

“Sputo Fatti” tutto sul nuovo trend social che divide il web

“Sputo Fatti”: tutto sul nuovo trend social che divide il web

Sono ormai settimane che i social, Instagram in particolare, pullulano di video legati al trend “Sputo Fatti”. Scommetto che anche tu, almeno una volta, ti sei imbattuto in un Reel o un video sui social in cui qualcuno esprime i propri pensieri, a volte in modo piuttosto colorito, con il chiaro intendo di suscitare reazioni contrastanti. Possiamo definire questo nuovo format il tormentone del momento: i video che iniziano con la ormai celebre frase “Sputo fatti” si stanno moltiplicando, nonostante il trend sia ancora relativamente nuovo.

Eppure, questa tendenza, pur essendo esplosa da poco, ha già diviso il web. C’è che la considera come il modo perfetto per esprimere le proprie opinioni e chi, invece, la critica duramente e reputa il trend “volgare”.

“Sputo Fatti”: l’origine del trend

Il format “Sputo Fatti” si è diffuso su Instagram e su TikTok e sta spopolando anche sulle altre piattaforme social. Si basa su un concetto piuttosto semplice: esprimere opinioni schiette su argomenti ritenuti scomodi.

Spesso si tratta di punti di vista personali, anche se l’obiettivo iniziale del trend era quello di mettere in luce verità difficili da digerire o situazioni che, secondo chi parla, andrebbero cambiate.

Il successo del trend non è passato inosservato: oggi lo sfruttano influencer, personaggi famosi e piccoli creator.

Anche aziende e professionisti, inoltre, hanno iniziato a utilizzarlo, integrandolo nelle loro strategie di Social Media Marketing. E questo non dovrebbe stupirti: un format del genere è in grado di attirare moltissima visibilità.

Per capire meglio l’origine di questo fenomeno, bisogna partire dal termine slang inglese “to spit facts”, che significa dichiarare qualcosa di vero, un fatto o un’opinione con cui l’oratore concorda. Tradotto in italiano, si è trasformato in “Sputo Fatti”.

Sputo Fatti, il format che divide il web

Nonostante il successo, come ti ho già anticipato questo trend non è privo di critiche. Anzi, in molti lo considerano una forma di espressione volgare.

Non manca però chi difende questa tipologia di contenuto, sostenendo che la sua esagerazione è volutamente ironica. In effetti, è proprio questa caratteristica ha contribuito alla sua popolarità.

Questo perché il trend nasce per la diffusione di verità scomode e, probabilmente, è stato proprio questo aspetto contradditorio a garantirgli popolarità.

Tuttavia, c’è anche chi solleva dubbi più seri. Un trend del genere, così schietto e immediato, potrebbe infatti favorire la diffusione di disinformazione.

Pensiamo, ad esempio, al fatto che le piattaforme di Meta hanno recentemente eliminato il fact-checking. Oggi, quindi, è molto più semplice diffondere notizie false o imprecise utilizzando questo format.

Tuttavia, è bene sottolineare che, con l’abolizione del fact-checking sui social, questo rischio si corre non solo con il trend “Sputo fatti” ma, più in generale, con qualsiasi tipo di contenuto social.

Come sfruttare il trend nella tua strategia social

Ti ho già anticipato che, oltre ad essere molto popolare tra i creator, il trend “Sputo Fatti” viene spesso utilizzato da aziende e professionisti per dare una spinta alle loro strategie di marketing online.

Infatti, basta trovare delle verità scomode che hanno a che fare col proprio settore di riferimento per creare un video potenzialmente virale.

Se vuoi creare un video in cui “sputi fatti” da condividere sui tuoi social aziendali, pensa a temi che fanno discutere o a punti critici che vuoi portare all’attenzione del tuo pubblico. Poi, esprimiti in modo chiaro e senza troppi giri di parole.

Ricorda, però, che un trend del genere non è adatto a tutti i contesti. In settori molto formali, ovviamente, potrebbe risultare fuori luogo.

Se invece il tuo brand ha un tono di voce più informale e diretto, questo format potrebbe essere la scelta giusta per aumentare l’engagement e la visibilità.

Vuoi introdurre questo trend sui tuoi profili social, o vuoi implementare una strategia di marketing online vincente? Contattaci subito. Studieremo insieme un piano d’azione adatto alle esigenze della tua attività.

Laura Caracciolo, Social Media Manager

Budget Facebook e Instagram Ads come stabilirlo per massimizzare i risultati

Budget Facebook e Instagram Ads: come stabilirlo per massimizzare i risultati

Se vuoi utilizzare i Social Media per promuovere la tua attività, non puoi fare affidamento esclusivamente sulla ricerca organica. Per ottenere una maggiore visibilità, è fondamentale includere campagne pubblicitarie a pagamento all’interno di un piano di marketing online che sia realmente efficace.

E, quando si parla di pubblicità sui social, una delle domande che mi viene posta più frequentemente riguarda il budget per le Facebook e le Instagram Ads. Spesso, infatti, i miei clienti chiedono quale sia l’importo minimo da prevedere e quale spesa mensile media sia necessaria per ottenere risultati soddisfacenti.

Dato che si tratta di dubbi comuni a molti, ho deciso di creare questa breve guida, in cui ti illustrerò come stabilire un adeguato budget per le tue campagne pubblicitarie sulle piattaforme Meta.

Facebook e Instagram Ads: come definire il budget

Quando intendi avviare campagne Facebook Ads e Instagram Ads, il primo passo per stabilire il tuo budget consiste nel definire i tuoi obiettivi.

Un budget ben distribuito deve essere direttamente legato agli obiettivi che vuoi raggiungere. Ad esempio, potresti voler migliorare la brand awareness, ossia la conoscenza del tuo marchio presso il tuo target. Oppure potresti voler ottenere nuovi contatti, o incrementare le vendite.

Questi tre obiettivi richiedono strategie diverse e, di conseguenza, budget differenti. Inoltre, puoi scegliere di concentrarti su più di un obiettivo contemporaneamente: questo comporterà inevitabilmente un aumento del budget da stanziare.

Indipendentemente da quelli che intendi perseguire, definire gli obiettivi è un passaggio obbligato.

Senza obiettivi, infatti, non è possibile distribuire adeguatamente il tuo budget tra le varie campagne.

Qual è il budget minimo per una campagna sui social?

Considera, poi, che ad ogni obiettivo corrisponde un budget minimo per le Facebook e le Instagram Ads. Questo significa che l’importo da stanziare dipenderà dalla tipologia di attività, dalle sue dimensioni e dagli obiettivi prefissati.          

Come ti ho già anticipato, una delle domande che mi viene posta più spesso dai clienti riguarda la quota minima da stanziare ogni mese. Ovviamente, l’importo esatto dipende dalla tipologia di brand, dall’attività, dalle sue dimensioni e dai già citati obiettivi.

Se volessimo fare un discorso generale, comunque, per una campagna social per una lead generation che funzioni è necessario stanziare almeno 200 euro al mese per le micro-imprese. Per le piccole e medie imprese, invece, di solito bisogna stanziare almeno 20-30 euro al giorno: una campagna di lead generation, quindi, costa in media 600 euro al mese.

Per chi intende lavorare sulle conversioni, per esempio se hai un eCommerce di medie dimensioni, invece, i costi ovviamente lievitano. Si consiglia, in questo caso, di investire almeno 1.500 euro al mese in Facebook e Instagram Ads. Per determinati settori, potrebbero comunque essere sufficienti 900 – 1.200 euro al mese.

Ci tengo a sottolinearlo nuovamente: si tratta di cifre puramente indicative. Il budget effettivo da stanziare dipende infatti dal settore di riferimento, dalla quantità di competitor del tuo settore, dai tuoi obiettivi.

Strategie per massimizzare i risultati

Una volta stanziato il tuo budget per le Facebook e le Instagram Ads, dovrai suddividerlo in modo strategico.

Di solito, suggerisco un approccio misto, con una strategia che preveda la combinazione di più obiettivi.

Per la suddivisione, in linea generale, ti consiglio di destinare il 25% del budget a obiettivi quali brand awareness e interazioni. Le risorse restanti andranno invece indirizzate alle conversioni, che si tratti di vendite o lead.

Inoltre, è necessario analizzare attentamente i canali che meglio funzionano nel tuo settore di riferimento. Se i tuoi competitor ottengono migliori risultati su Instagram, ad esempio, il 60-70% del budget dovrebbe essere destinato a questa piattaforma.

Per aiutare le imprese, Meta mette a disposizione il Campaign Budget Optimization. Questo strumento permette di ottimizzare, in maniera del tutto automatica, la suddivisione del budget tra le diverse campagne.

Infine, è importante investire nei formati giusti. Ricorda che, su Instagram, il formato più performante è il Reel. Su Facebook, invece, anche i post con immagine, se sponsorizzati, possono funzionare.

Se hai ancora dubbi e non sai come suddividere al meglio il budget per le Facebook e le Instagram Ads, contattaci subito. Il nostro team potrà darti una mano.

Laura Caracciolo, Social Media Manager

Il tuo profilo LinkedIn è davvero efficace Scopri come ottimizzarlo

Come ottimizzare il profilo LinkedIn? I passaggi per attrarre nuove opportunità

LinkedIn è una piattaforma social dalle molte potenzialità. Viene utilizzata dai recruiter per trovare candidati adatti a specifiche posizioni lavorative e anche da chi è in cerca di un primo impiego o di diverse prospettive professionali. Inoltre, è uno strumento utilissimo anche per liberi professionisti e per chi gestisce piccole o medie imprese.

Grazie a LinkedIn, infatti, puoi creare fiducia intorno alla tua attività professionale, migliorando le possibilità di acquisire nuovi clienti. Attenzione però, perché tutto questo è possibile solo se ti fermi un attimo a riflettere e ti poni una domanda fondamentale: il mio profilo LinkedIn è davvero efficace? Se non lo è, come posso ottimizzarlo?

Se, infatti, visitando il tuo profilo, un potenziale cliente troverà informazioni incomplete o poco chiare, è molto probabile che scelga un tuo concorrente che offre gli stessi (o quasi) servizi o prodotti la cui descrizione, però, risulta molto più efficace e persuasiva. Ecco, questo è solo uno degli esempi che dimostra quanto sia importante ottimizzare la tua presenza su questa piattaforma.

Non sai da dove iniziare? Nessun problema: ho creato questa breve guida per aiutarti. Ecco i passaggi da seguire per ottimizzare il tuo profilo su LinkedIn e per iniziare ad attrarre nuove opportunità di business.

Come ottimizzare il profilo LinkedIn: l’importanza del sommario

Il tuo profilo LinkedIn è, a tutti gli effetti, il tuo biglietto da visita online alla portata di tutti 24/24 7 giorni su 7. Per questo motivo, è molto importante che venga tempestivamente aggiornato e curato nei minimi dettagli.

Dati alla mano, sono tantissimi i potenziali clienti che utilizzano quotidianamente LinkedIn per la ricerca di informazioni. Se non ottimizzi la tua presenza, rischi di perdere opportunità, collaborazioni e clienti.

La prima sezione su cui concentrare l’attenzione è il sommario, noto anche come “headline”. Questa è la parte visibile agli utenti senza che accedano direttamente al tuo profilo.

Devi sapere che, quando un utente cerca un nome, tra i vari risultati vedrà anche il tuo unitamente al sommario. Ecco perché è importante che questa sezione contenga la tua qualifica e il nome del tuo brand. In questo modo, sarà immediatamente chiaro di cosa ti occupi.

Inoltre, è importante includere parole chiave rilevanti per la tua professione. Così, quando qualcuno effettuerà una ricerca usando quelle stesse keyword, il tuo profilo avrà più possibilità di comparire tra i risultati.

Immagini e informazioni: gli elementi giusti per ottimizzare il profilo LinkedIn

Anche le immagini, sia di profilo che di copertina, sono degli elementi a cui prestare attenzione se ti stai domandando come ottimizzare il tuo profilo su LinkedIn.

Una foto sbagliata potrebbe minare la fiducia dei tuoi potenziali clienti: per questo, è fondamentale scegliere un’immagine profilo professionale che infonda fiducia.

Come immagine di copertina, invece, è consigliabile optare per un banner che contenga il logo oppure i colori del tuo marchio o della tua azienda. Anche il banner deve poter comunicare immediatamente quali tipologie di prodotti o servizi che puoi offrire ai tuoi potenziali clienti.

Dovrai inoltre assicurarti che entrambe le immagini rispettino i formati consigliati da LinkedIn. Per la copertina, dovrai scegliere un’immagine da 1584×396 pixel, mentre la foto profilo deve avere un formato che rientri tra i 400x400 e i 7.680x4.320 pixel.

Altra sezione da ottimizzare al meglio è il cosiddetto riepilogo che ti permette di descrivere te stesso e la tua attività in 2.600 caratteri. In questa sezione del profilo dovrai spiegare come puoi aiutare i tuoi potenziali clienti e cosa fai in dettaglio.

Scrivi in modo chiaro e coinvolgente: questa è la sezione giusta per far emergere il tuo valore.

Esperienza, formazione e certificazioni per valorizzare il tuo profilo

Dopo aver compilato il riepilogo, se vuoi ottimizzare il tuo profilo LinkedIn al meglio dovrai occuparti anche delle sezioni aggiuntive.

In quella dedicata alle esperienze lavorative non limitarti alle informazioni essenziali. I dettagli aggiuntivi aiuteranno i tuoi clienti a comprendere il tuo valore e le tue reali competenze. Ricordati di inserire anche i casi di successo!

Un discorso analogo può essere fatto per le sezioni relative ad attività formative e certificazioni. Si tratta infatti di sezioni che mostrano ai tuoi potenziali clienti come hai costruito, passo dopo passo, la tua carriera.

Se ancora non hai ben chiaro come ottimizzare il tuo profilo LinkedIn e desideri un supporto personalizzato, contattaci subito: il nostro team sarà felice di aiutarti a valorizzare la tua presenza online.

Laura Caracciolo, Social Media Manager

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