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Social Media Trend 2024: le principali tendenze da conoscere

Se utilizzi i social media per pubblicizzare la tua attività professionale o la tua piccola azienda, allora saprai certamente che piattaforme come Facebook, Instagram e TikTok rappresentano una fonte di visibilità ineguagliabile. Non a caso, sono tantissime le attività professionali e aziendali che hanno messo i social al centro della propria strategia pubblicitaria. La quale, per funzionare, dovrà però tenere conto dei cosiddetti social media trend 2024.

Si tratta delle tendenze attualmente in atto sulle piattaforme social: potresti considerarle alla stregua di capisaldi da considerare per orientare la tua strategia di social media marketing.

Data l’importanza delle tendenze in atto per il successo della tua strategia pubblicitaria, oggi scopriremo insieme i principali social media trend del 2024.

Social Media Trends 2024: il primato video marketing

Se hai seguito le tendenze in atto durante gli anni precedenti, conoscerai già il potere del video marketing. I contenuti in formato video hanno un potere di coinvolgimento elevatissimo, non solo sui social ma sul web in generale. Per questo non dovrebbero mai mancare né sui tuoi profili, né sul tuo sito web aziendale.

Non stupisce, dunque, la conferma del primato dei video tra i social media trend 2024.

Per una strategia di promozione efficace, dunque, non dovrai dimenticare di sfruttare i contenuti in formato video. Oltre che uno strumento per aumentare la consapevolezza che il pubblico ha nei confronti del tuo marchio, si tratta anche di un formato in grado di ottenere un elevato tasso di ricondivisioni e coinvolgimento sui social.

Social Media Trend 2024: il bisogno di autenticità

Passiamo adesso alle novità: tra i social media trend 2024, l’autenticità dei contenuti farà da padrona.

Negli ultimi mesi, abbiamo assistito ad un vero e proprio crollo del potere degli influencer che un tempo per i brand rappresentavano la chiave per il successo e per la creazione di contenuti virali.

Oggi, invece, per garantirti visibilità non dovrai limitarti alle collaborazioni con i content creator più famosi.

I tuoi potenziali clienti sono infatti alla ricerca di contenuti autentici: non basta un volto noto per convincere gli utenti del web e dei social ad effettuare un acquisto. Dovrai piuttosto convincere il tuo pubblico che stai proponendo un prodotto o una soluzione realmente validi.

Possiamo quindi parlare di una tendenza al deinfluencing, per la quale i contenuti sponsorizzati con l’aiuto di volti noti, da soli, non sono più sufficienti.

Come sfruttare l’AI per la competitività

Infine, tra i social media trend 2024 dobbiamo necessariamente inserire il ricorso all’Intelligenza Artificiale. Le opportunità che l’AI offre sono davvero infinite, ma dovrai imparare a sfruttarla nella maniera più consona.

Innanzitutto, è sbagliato pensare che l’Intelligenza Artificiale possa sostituire totalmente il lavoro di esperti umani. L’AI è molto utile soprattutto in compiti ripetitivi. Non può dunque sostituire il team creativo nella realizzazione dei contenuti per i tuoi profili social. Per essere attraenti e validi per il tuo pubblico, i tuoi contenuti dovranno essere creati su misura ed essere originali.

Tuttavia, per le operazioni che implicano ripetizioni e per tutti quei compiti semplici e automatici, potrai sfruttare l’AI.

La quale è anche utilissima nell’analisi dei dati e nella rilevazione di temi caldi e tendenze di settore.

Puoi dunque applicarla per il Social Listening. Si tratta dell’insieme di operazioni che, tramite l’analisi dei post di settore sui social media, tracciano le conversazioni sul web e, in questo modo, anticipano trend e prospettive future. Il che ti permetterà di mantenere altissima la tua competitività.

Laura Caracciolo, Social Media Manager

YouTube Shorts, la guida completa per aziende e professionisti ecco come e perché usarli

YouTube Shorts, la guida completa per aziende e professionisti: ecco come e perché usarli

Sebbene si tratti di una funzionalità introdotta nel 2021, ci sono ancora tante piccole aziende e moltissimi professionisti che ancora oggi non utilizzano gli YouTube Shorts.

Si tratta di una tipologia di contenuto particolare, per certi versi simile ai Reels di Instagram, che consente di realizzare video brevi e coinvolgenti per il tuo pubblico target.

Se anche tu utilizzi YouTube o se hai intenzione di implementare l’uso di questa piattaforma all’interno del tuo piano marketing, devi assolutamente conoscere questa funzione e imparare a padroneggiarla.

Ecco perché ho creato per te questa rapida guida che ti aiuterà a comprendere come utilizzare gli YouTube Shorts per pubblicizzare il tuo brand o la tua attività.

YouTube Shorts: cosa sono

Per scoprire come puoi utilizzare gli YouTube Shorts in modo profittevole, dobbiamo capire innanzitutto di cosa si tratta. Questi contenuti sono mini-video, in formato verticale, molti simili ai contenuti che si realizzano per TikTok, e ai Reels di Instagram.

La loro durata massima è di 60 secondi. Questi brevi contenuti vengono riprodotti in app in loop. La loro riproduzione non si arresta e, una volta terminato, il video ricomincia.

Si tratta di una tipologia di contenuto introdotta in piattaforma perché particolarmente attrattiva. In effetti, il potere dei video brevi è testimoniato dal successo di piattaforme come TikTok. YouTube, pur essendo una piattaforma specializzata in contenuti video di media o lunga durata, ha introdotto questa funzionalità per arricchire l’esperienza degli utenti.

Oltre che facilmente fruibili per il pubblico, grazie alla loro breve durata, sono anche semplici da creare per coloro che intendono utilizzarlo. Puoi crearli direttamente dalla piattaforma e modificarli prima della pubblicazione per renderli ancora più attraenti.

Infatti, una volta creati, gli YouTube Shorts possono essere abbelliti e arricchiti con filtri, testo e musica.

Perché sono fondamentali per aziende e professionisti?

Se ti stai domandando quali sono i benefici derivanti dall’utilizzo degli YouTube Shorts per pubblicizzare la tua attività, sappi innanzitutto che YouTube è una piattaforma molto utilizzata. Nel 2023 è stata fruita da circa 2 miliardi di persone al mese.

Il che significa che questa piattaforma offre una visibilità potenzialmente enorme.

Relativamente agli Shorts, inoltre, abbiamo detto che si tratta di contenuti semplici da consumare e che, in quanto tali, per il pubblico sono molto attraenti.

Questo formato è dunque ottimo per aumentare il coinvolgimento del pubblico, che potrà anche interagire con i tuoi video brevi con "Mi piace” e commenti.

Inoltre, si tratta di un formato che è perfetto per migliorare la brand awareness, se adeguatamente utilizzato.

Dobbiamo inoltre considerare il fatto che, ad oggi, circa il 70% delle visualizzazioni su YouTube proviene da dispositivi mobili e che gli Shorts vengono visualizzati a schermo intero su questa tipologia di dispositivo. Si tratta quindi del formato giusto per attirare l’attenzione verso il tuo marchio o la tua attività professionale.

Come utilizzare gli YouTube Shorts per ottenere visibilità

Gli YouTube Shorts rappresentano uno strumento che si adatta a diverse tipologie di contenuto. Puoi usarli non solo per promuovere prodotti, ma anche per creare contenuti utili per il tuo pubblico.

Al pari dei Reels e dei contenuti di TikTok, puoi realizzare contenuti divertenti o curiosi, magari seguendo i trend del momento. Inoltre, puoi utilizzarli per mostrare il vero volto della tua attività, creando contenuti “dietro le quinte”.

Insomma, potrai facilmente adattare i tuoi YouTube Shorts, affinché siano in linea con i tuoi obiettivi di marketing. Ricorda però che, anche se la piattaforma permette non solo di girare un nuovo Shorts, ma anche di caricare un video già esistente, la prima opzione è da preferire. I contenuti “nativi” e unici, mai condivisi sulle altre piattaforme social, attireranno un numero maggiore di utenti.

Vuoi iniziare ad usare gli Short per aumentare la tua visibilità e hai bisogno di aiuto? Contattaci ora, il nostro team ti darà una mano.

Laura Caracciolo, Social Media Manager

Social Media, come usare i tuoi profili per integrare con successo il tuo curriculum vitae

Social Media, come usare i tuoi profili per integrare con successo il tuo curriculum vitae

Il digitale, le nuove tecnologie e, soprattutto, i social media, hanno cambiato il nostro mondo in maniera radicale. E non solo per ciò che riguarda il tempo libero: sappiamo benissimo, oramai, che i social possono fare la fortuna di aziende e professionisti, se adeguatamente utilizzati.

C’è però un aspetto relativo a queste piattaforme che, ancora oggi, è spesso molto sottovalutato. Mi riferisco al potere che i social media possono avere per integrare con successo un curriculum vitae.

I social, infatti, possono diventare uno strumento in grado di attirare collaborazioni e partnership fruttuose e, perché no, un nuovo lavoro. È chiaro che, per ottenere questi risultati, i tuoi profili dovranno essere adeguatamente sfruttati e ottimizzati. Scopriamo come.

I profili sui social media come integrazione al curriculum vitae

Così come sono tantissimi i brand che utilizzano i social media per sponsorizzare prodotti e servizi, allo stesso modo sono molte le aziende che li utilizzano per reclutare personale.

Da quando piattaforme come LinkedIn hanno ottenuto successo e seguito, infatti, i recruiter si dedicano alla ricerca di nuovi potenziali candidati anche attraverso i social.

I profili professionali, dunque, diventano una sorta di curriculum vitae virtuale che si affianca a quello classico, un tempo stampato in formato cartaceo. In effetti, un profilo LinkedIn aggiornato e correttamente ottimizzato fornirà tantissime informazioni, al pari di un cv.

In quest’ottica, i profili professionali permettono di integrare le informazioni contenute nel tuo curriculum. Piattaforme come LinkedIn ti consentono di connetterti ai tuoi colleghi e (ex) datori di lavoro, i quali possono scrivere le cosiddette “Raccomandazioni”.

Si tratta di una sorta di recensione che chi ha lavorato o lavora con te può lasciare sul tuo profilo. Il che permetterà ai recruiter di farsi un’idea più approfondita in merito alle tue competenze e alle tue abilità lavorative.

Il nuovo ruolo del cv

In base a quanto detto fino ad ora, potresti domandarti se il curriculum vitae abbia o meno perso il suo ruolo nella ricerca di lavoro.

La risposta, ovviamente, è negativa: il cv è e resterà uno strumento che i recruiter sfrutteranno per la selezione di personale. Infatti, permette di prendere visione del percorso formativo del potenziale lavoratore, oltre che delle sue peculiarità.

Se redatto come si deve, fornirà al recruiter la maggior parte delle informazioni preliminari sul candidato. I social media, quindi, forniranno una sorta di approfondimento, che integrerà il curriculum alla perfezione.

Come integrare il curriculum vitae grazie ai social media

È chiaro che, per fungere da integrazione efficace al curriculum vitae, i tuoi profili sui social media dovranno essere correttamente ottimizzati.

Il primo consiglio è quello di concentrarti sul tuo profilo professionale su LinkedIn. Si tratta della piattaforma migliore per mostrare le tue competenze.

Completa ogni informazione richiesta, inclusa la descrizione: inserendo delle parole chiave pertinenti col tuo lavoro e le tue competenze, i recruiter ti troveranno facilmente.

Una volta creato il tuo profilo e dopo averlo ottimizzato, inizia ad utilizzarlo. Pubblica post e articoli interessanti, atti a mostrare al pubblico dei social media i tuoi successi nel lavoro e le tue competenze come professionista.

Inoltre, non dimenticare che i social media, per loro natura, sono degli ottimi strumenti per entrare in relazione con gli altri. Sii dunque attivo: commenta, invia richieste di collegamento, partecipa alle discussioni iniziate dai tuoi colleghi.

Le interazioni permetteranno al tuo profilo di ottenere visibilità, attirando spontaneamente nuove e interessanti opportunità di lavoro.

Ti piacerebbe imparare ad utilizzare i social media per integrare al meglio il tuo curriculum vitae ma non sai da dove iniziare? O hai bisogno di una mano per creare post e articoli che possano attirare recruiter e potenziali collaborazioni fruttuose? Allora contattaci subito: creeremo per te un piano editoriale atto a soddisfare le tue esigenze.

Laura Caracciolo, Social Media Manager

Cos’è Instagram Threads e perché puoi usarlo per accrescere il tuo business

Cos’è Instagram Threads e perché puoi usarlo per accrescere il tuo business

Il successo del suo rilascio a luglio ha convinto, in soli 5 giorni, 100 milioni di utenti a utilizzarlo. E adesso Instagram Threads è arrivato anche in Italia. Nel nostro Paese, la nuova piattaforma di messaggistica legata a Instagram è stata rilasciata lo scorso 14 dicembre 2023.

Se ne hai sentito parlare e sei un professionista o il proprietario di un’attività, ti sarai sicuramente chiesto come usare la nuova app per il tuo business. O, se non la conosci ancora, ti starai sicuramente chiedendo cos’è Instagram Threads.

In questa guida risponderò a tutte le tue domande sulla nuova piattaforma. Ne analizzeremo il funzionamento e le opportunità di utilizzo per il business.

Cos’è Instagram Threads

Instagram Threads è conosciuto anche, più semplicemente, come Threads, e rappresenta la risposta di Meta a Twitter, ora conosciuto come X.

L’app, infatti, è una piattaforma di microblogging. Ti permetterà cioè di condividere brevi aggiornamenti in formato testuale. Il limite di caratteri è attualmente fissato a 500, ma su Threads puoi condividere anche molto altro.

Come accade su Twitter, anche su questa nuova piattaforma i testi possono essere accompagnati da link esterni, immagini e video. Questi ultimi, per essere condivisibili su questo nuovo social media, devono avere una durata inferiore o pari a 5 minuti.

Il nuovo social, però, non è una piattaforma a sé stante: nasce in stretto collegamento con Instagram. Il che significa che, per accedervi, basta possedere un account su Instagram, senza crearne uno nuovo.

Fin dal primo accesso alla nuova piattaforma, comunque, il profilo Threads potrà essere arricchito e personalizzato con informazioni aggiuntive.

Come usare Instagram Threads per il business

Probabilmente ti starai domandando se Instagram Threads può essere sfruttato con finalità pubblicitarie. La risposta è sì: aziende e professionisti possono sfruttarlo per ottenere visibilità.

Si tratta infatti di una piattaforma recente e, in quanto tale, non si è ancora saturata. Il che vuol dire che, utilizzandola per partecipare a conversazioni e condividere threads, ossia i brevi contenuti testuali tipici della piattaforma, è possibile farsi notare da potenziali interessati.

Uno dei vantaggi maggiori per il business è che puoi utilizzare Threads per condividere link che rimandano al tuo sito web. Un’opzione che può tornati utile se vuoi rimandare i tuoi potenziali clienti ad uno specifico prodotto o servizio.

Inoltre, si tratta di uno spazio virtuale che può essere utilizzato per discutere in merito a tematiche in trend in un determinato momento.

Puoi dunque valutare l’inserimento della piattaforma all’interno del tuo piano marketing non solo per condividere aggiornamenti in tempo reale con chi ti segue, ma anche per creare contenuti esclusivi legati alle tematiche calde del momento.

Quali contenuti funzionano meglio sulla piattaforma?

Le potenzialità di Instagram Threads sono davvero numerose, ma dovrai fare i conti con i limiti della piattaforma. Come detto, infatti, Threads è una piattaforma di microblogging: dunque, i testi che potrai condividere al suo interno sono di lunghezza limitata.

In ogni caso, ti permette di condividere aggiornamenti brevi di tipo testuale. Una caratteristica che rende Threads ottimo per comunicare ai tuoi clienti, attuali e potenziali, nuovi lanci, offerte a tempo limitato o altre comunicazioni utili.

Dovrai tenere però in considerazione uno dei limiti attuali della piattaforma. Al momento, Meta non ha ideato funzionalità specifiche per i professionisti.

Il che vuol dire che i contenuti condivisibili su Threads sono attualmente solo organici. Non esiste, al momento, la possibilità di sponsorizzare i thread condivisi.

Un limite che può però trasformarsi in un vantaggio, soprattutto se hai a disposizione un budget limitato da investire su questo nuovo social.

Vuoi integrare Instagram Threads al tuo piano marketing per aumentare la tua visibilità sui social media? Contattaci immediatamente, il nostro team è pronto ad aiutarti.

Laura Caracciolo, Social Media Manager

Instagram, un solo Social, tantissimi usi le diverse tipologie di profilo disponibili

Instagram, un solo Social, tantissimi usi: le diverse tipologie di profilo disponibili

Vuoi promuovere la tua attività sui Social Media e intendi utilizzare Instagram? O magari lo utilizzi già e vuoi sfruttarne appieno tutte le potenzialità? Allora devi assolutamente sapere che la piattaforma social di proprietà di Meta mette a disposizione differenti tipologie di profili.

Dopo aver creato il tuo account gratuitamente puoi scegliere la tipologia a seconda dell’utilizzo che intendi fare della piattaforma.

Chiaramente, a diversi tipi di account corrispondono differenti tool e funzionalità. Oggi faremo chiarezza insieme sull’argomento, scoprendo quali sono i tipi di profili Instagram attualmente disponibili.

Caratteristiche del profilo Instagram personale

Il profilo Instagram più utilizzato è sicuramente quello personale. Si tratta della tipologia di account utilizzata da privati per condividere foto, Reel, storie e altri contenuti. Inoltre, viene creato per seguire amici e familiari, ma anche brand, personaggi famosi e influencer.

Possiamo definirlo come una sorta di account di base che consente di pubblicare, ma anche di fruire di contenuti.

Le funzionalità offerte dai profili personali sono però limitate. Il profilo Instagram personale può essere collegato a Facebook per la condivisione simultanea di post sulle due piattaforme. Un account del genere consente anche di accedere ai messaggi privati, di dare e ricevere like, di inserire una biografia.

Tuttavia, le funzioni dei profili personali finiscono qui. Non è possibile creare contenuti sponsorizzati, né accedere ai tool che Meta mette a disposizione di coloro che intendono usare la piattaforma con finalità pubblicitarie.

C’è però un vantaggio di cui questo tipo di profilo Instagram può fruire: la possibilità di privatizzare l’account. Un account privato è accessibile solamente ai followers preventivamente autorizzati. In questo modo, chi intende accedere ai tuoi contenuti sarà costretto a seguirti.

Questa funzionalità non è disponibile per le altre tipologie di profilo Instagram che analizzeremo a breve.

Profilo aziendale: un must per la promozione sui Social Media

Se vuoi sfruttare Instagram per promuovere la tua attività lavorativa, la tipologia di profilo da scegliere è quella denominata “Business” o “Aziendale”.

Introdotta nel 2016, questa tipologia di account ti consentirà di accedere ai tool Meta pensati per le aziende. Un account aziendale ti permetterà di aggiungere, nella sezione dedicata alle informazioni, i tuoi indirizzi, la tua e-mail, il tuo numero di cellulare. Potrai inoltre inserire link al sito aziendale, al tuo eCommerce o ad altre piattaforme che utilizzi per il tuo business.

Ma il vantaggio più utile dei profili aziendali su Instagram è rappresentato dai tool che consentono di creare contenuti sponsorizzati. Potrai, cioè, creare dei post a pagamento, da indirizzare al tuo target di riferimento.

Inoltre, un account Business ha accesso agli insight, ovvero alle statistiche relative a post e contenuti. In questo modo potrai valutare l’andamento generale del tuo account aziendale, oltre che individuare i post che hanno ottenuto il maggior numero di reazioni e interazioni.

Profilo Instagram Creator: va bene per aziende e professionisti?

La terza e ultima tipologia di profilo Instagram attualmente disponibile è quella denominata Creator. Si tratta del tipo di account che la piattaforma ha introdotto cronologicamente per ultimo: esiste infatti dal 2019.

Tra un profilo aziendale e un profilo Creator le differenze sono moltissime. Questa nuova tipologia è stata introdotta per influencer e creatori di contenuti. Anche questo profilo permette l’accesso a strumenti pubblicitari e insight ma, al contempo, mostra dati diversi e possiede funzioni differenti.

Un profilo Creator consente di diversificare i messaggi privati di diverse cartelle: Principale, Generale e Richieste di contatto. Inoltre, in caso di partnership con brand e aziende, il creator potrà taggarle e indicare che il post è stato creato con finalità pubblicitarie.

Insomma, questa tipologia di profilo Instagram, che a prima vista potrebbe sembrare adatta anche ai brand, in realtà non lo è. Se vuoi pubblicizzare la tua attività, dovrai scegliere un account business.

Se vuoi utilizzare il tuo profilo Instagram aziendale al meglio, contattaci immediatamente. Creeremo insieme un piano editoriale adatto alle tue esigenze.

Laura Caracciolo, Social Media Manager

Canali Telegram e WhatsApp tutti i vantaggi per il tuo piano marketing

Canali Telegram e WhatsApp: tutti i vantaggi per il tuo piano marketing

Oggi ancor poco sfruttati, i canali Telegram e WhatsApp rappresentano un’opportunità per migliorare il tuo piano marketing. Scopri qui tutti i loro vantaggi.

Sia Telegram che WhatsApp hanno messo a disposizione di aziende, professionisti e content creator uno strumento particolarmente utile. Parliamo dei Canali, che possono essere utilizzati non solo per aumentare la visibilità di un marchio o di un professionista, ma anche per entrare in contatto diretto con i potenziali clienti.

Utilizzare i canali Telegram e WhatsApp significa poter contattare i tuoi lead simultaneamente, con pochissimi passaggi. Sono molti i vantaggi che puoi trarre dall’utilizzo dei canali Telegram e WhatsApp che, se correttamente integrati all’interno del tuo piano marketing, saranno in grado di apportare risultati significativi. Oggi ti mostrerò come funzionano, quali contenuti ti consentono di veicolare e, soprattutto, in che modo sfruttare al meglio i canali per il marketing.

Canali Telegram e WhatsApp: come funzionano e punti di forza

Per prima cosa, scopriremo insieme il funzionamento dei canali Telegram e WhatsApp. Si tratta di vere e proprie piattaforme di comunicazione, che ti permettono di veicolare messaggi a tutti gli iscritti al canale stesso. Nel momento in cui effettuerai l’invio, tutti gli iscritti riceveranno una notifica, proprio come accade quando si riceve un messaggio in chat su Telegram e WhatsApp.

In questo modo, potrai condividere rapidamente le informazioni più disparate: dalle comunicazioni di tipo logistico alle eventuali promozioni attive. Si tratta di una comunicazione molto diretta, che ti mette in contatto con i potenziali interessati. Per questo, puoi sfruttare i canali per aumentare la fedeltà al tuo brand.

Uno dei principali vantaggi che puoi trarre dall’utilizzo dei canali Telegram e WhatsApp per il marketing è che questi permettono l’invio simultaneo di un messaggio. In poche parole, puoi inoltrare lo stesso messaggio contemporaneamente ad una specifica lista di clienti da te opportunamente selezionata.

Questa caratteristica rende i canali molto simili ai gruppi, ma si tratta di due strumenti diversi. Coloro che hanno effettuato l’iscrizione al canale non possono infatti vedere contatti e numeri di cellulare degli altri partecipanti.

Inoltre, il canale sarà di tua proprietà, e solamente tu potrai scrivere al suo interno. Gli iscritti al canale non possono, cioè, aggiungere una risposta all’interno della conversazione e dovranno contattarti personalmente per avere maggiori informazioni.

Canali Telegram: potenzialità e limiti

Le potenzialità di utilizzo dei canali su Telegram sono praticamente illimitate. Utilizzati da aziende e grandi brand, sono ad oggi molto utilizzati anche dai content creator.

Di base, le imprese e i professionisti usano questo mezzo di comunicazione come una sorta di newsletter, dove inoltrano lanci di prodotti, offerte e informazioni utili. In alcuni casi, oltre a comunicazioni, link e immagini, i canali Telegram sono usati per condividere file audio che gli utenti possono ascoltare, ma anche salvare.

Rispetto a quelli disponibili su WhatsApp che, come vedremo, possono contare su una sezione dedicata, i canali su Telegram vengono mostrati all’utente tra le chat e i gruppi.

Una novità su WhatsApp

Se su Telegram questo prezioso strumento è disponibile già da tempo, i canali WhatsApp sono stati introdotti solo di recente.

Dopo un periodo di prova limitato solamente a Singapore e Colombia, dal 13 settembre 2023 i canali sono disponibili in 150 Paesi, tra cui l’Italia.

I canali WhatsApp non sono poi così diversi da quelli disponibili su Telegram. Anche in questo caso, la comunicazione può essere inviata contemporaneamente a tutti coloro che seguono il canale, senza compromettere in alcun modo la privacy dei tuoi clienti.

Su WhatsApp, i canali vengono visualizzati sotto la scheda Aggiornamenti. Non compaiono quindi tra le chat, ma in una sezione separata, quella dove è possibile visionare anche gli Stati.

Per iniziare a seguire il tuo canale, l’utente dovrà ricercarlo tramite l’opzione Trova canale o, in alternativa, potrà utilizzare il link di invito che dovrai essere tu a condividere.

Vuoi integrare i canali Telegram e WhatsApp al tuo piano marketing ma non sai da dove cominciare? Contatta subito il nostro team, ce ne occuperemo insieme.

Laura Caracciolo, Social Media Manager

Hashtag su Instagram ecco come scegliere i migliori e rendere i tuoi post virali

Hashtag su Instagram: ecco come scegliere i migliori e rendere i tuoi post virali

Vuoi promuovere la tua attività su Instagram e ottenere visibilità grazie ai tuoi post? Allora devi assolutamente selezionare gli hashtag giusti.

Sfruttando parole o frasi accompagnate da un cancelletto, permetterai a coloro che sono interessati ad un determinato argomento di trovare il tuo post. E, con la giusta combinazione di hashtag su Instagram, i tuoi scatti e i tuoi reel potrebbero addirittura diventare virali.

Oggi analizziamo insieme l’enorme potere degli hashtag su Instagram, come questi possono aiutare aziende e professionisti e, soprattutto, come trovare quelli migliori.

Cosa sono gli hashtag

Partiamo dalle basi e scopriamo, prima di tutto, cosa sono gli hashtag. Con questo termine intendiamo delle vere e proprie parole, ma anche delle frasi, che diventano dei veri e propri tag, ossia delle etichette che sono precedute da un asterisco. Puoi trovare hashtag ai post non solo su Instagram, ma anche su Facebook, Twitter e altre piattaforme social.

Le parole che accompagnano i post e che vengono contrassegnate dall’asterisco possono essere correlate ad eventi e festività, a tematiche, ma anche a brand stessi. Lo scopo del loro utilizzo, indipendentemente dalla tematica, è comunque sempre lo stesso: servono a catalogare contenuti e post.

Se utilizzi uno o più hashtag su Instagram, ogni volta che gli utenti effettueranno una ricerca relativa a quel determinato hashtag, il tuo contenuto verrà mostrato loro tra i risultati.

Ogni post che condividi sulla piattaforma può contenere fino a 30 diversi hashtag, ma ricorda di non esagerare. Le linee guida ufficiali di Instagram consigliano infatti di accompagnare ogni didascalia con un numero di etichette che va da 3 a 5. Più che il numero, in realtà, quello che conta è che gli hashtag siano pertinenti con il post. Vediamo perché.

Perché imprese e professionisti dovrebbero usare gli hashtag su Instagram?

Ti sarà sicuramente capitato, almeno una volta, di pubblicare su Instagram senza utilizzare hashtag. In altri casi, avrai condiviso i tuoi post utilizzando queste preziose etichette senza però dedicare il giusto tempo alla loro selezione.

Eppure, aziende e professionisti che utilizzano Instagram come strumento di marketing e di promozione dovrebbero utilizzare gli hashtag giusti per moltissimi motivi.

Innanzitutto, perché catalogare un post nel modo giusto può portarti enorme visibilità. Anche qualora i tuoi post non raggiungano la viralità, saranno comunque visualizzati da moltissime persone. E si tratta di persone potenzialmente interessate, dato che i post con un determinato hashtag vengono mostrati a coloro che effettuano una ricerca diretta dell’etichetta.

Inoltre, i post contrassegnati con un hashtag vengono mostrati nel feed di coloro hanno precedentemente mostrato interesse per l’argomento legato all’hashtag stesso.

Come trovare e selezionare i migliori hashtag per Instagram

Avrai quindi capito che, per la visibilità dei tuoi contenuti, scegliere i migliori hashtag da utilizzare su Instagram è fondamentale.

La selezione può avvenire sia manualmente, sia aiutandoti con alcuni tool online che nella maggior parte dei casi sono gratuiti.

Ricercare gli hashtag su Instagram manualmente significa innanzitutto effettuare una sorta di ricerca delle parole chiave che hanno a che fare col tuo business, sfruttando direttamente la barra di ricerca del social.

Una volta avviata la ricerca, ti verranno mostrati contenuti pertinenti, perché contrassegnati con l’hashtag da te ricercato. A questo punto puoi agire in due modi: innanzitutto, puoi analizzare i contenuti che ti vengono mostrati per scoprire quali altre etichette hanno sfruttato i creator. In alternativa, puoi spostarti sulla scheda “Hashtag” di Instagram, che ti mostrerà quelli correlati, dai quali potrai prendere spunto. Occhio a non usare hashtag molto (troppo!) popolari: il tuo post rischia di perdersi nelle migliaia di post che contengono proprio quel “cancelletto”.

Non dimenticare di tenere d’occhio la concorrenza. Anche l’analisi degli hashtag più utilizzati dai competitor potrebbe permetterti di individuare opportunità interessanti.

Come alternativa alla ricerca manuale o per potenziarla, potrai sfruttare piattaforme come All-Hashtag o best-hastag. Si tratta di tool che ti forniranno una lista di hashtag per Instagram correlati alla keyword di tuo interesse.

Se sei alla ricerca degli hashtag migliori per migliorare la visibilità dei tuoi post ma non sai da dove iniziare, contattaci subito. Ti aiuteremo a selezionare quelli più utili per il tuo business.

Laura Caracciolo, Social Media Manager

Business Magager o Business Suite Vediamo insieme kle differenze

Business Manager o Business Suite? Facciamo chiarezza: differenze e utilizzo dei tool

Se utilizzi i Social Media di proprietà del gruppo Meta, avrai sicuramente sentito parlare sia del Business Manager, sia della Business Suite. Si tratta di due strumenti fondamentali per la gestione corretta dei Social con scopi pubblicitari.

È impensabile gestire le tue campagne pubblicitarie, sia su Facebook che su Instagram e Twitter, senza saper padroneggiare al meglio questi due tool gratuiti.

In base a quanto detto fino ad ora, anche se spesso utilizzati come sinonimi, è chiaro che il Business Manager e la Business Suite sono due strumenti differenti. Ma, proprio perché spesso vengono confusi tra loro, ho deciso di mostrarti quali sono le loro caratteristiche e, soprattutto, le loro differenze. Se proseguirai nella lettura di questa guida le scopriremo insieme.

Business Manager e Business Suite: le differenze tra i due tool

Sia il Business Manager che la Business Suite di Meta sono degli strumenti necessari alla corretta gestione dei profili Social aziendali.

Il Business Manager di Facebook è quel tool prettamente creato per chi pubblica inserzioni. Grazie a questo strumento, le aziende e i professionisti presenti sui Social Media di Meta possono effettuare tutta una serie di fondamentali operazioni.

Dal tool si può accedere alle Pagine e gestirne gli annunci pubblicitari. Non solo pubblicandoli, ma anche modificandoli e analizzandone i risultati. E, in caso di partner pubblicitari esterni, questi possono essere aggiunti, in modo da poter a loro volta gestire Pagine e inserzioni.

Il Business Manager è dunque lo strumento che permette la totale gestione dell’account pubblicitario.

La Business Suite, invece, è uno strumento introdotto più recentemente, a partire dal 2020. Pensato anche per la gestione da dispositivi mobili, riunisce diverse funzionalità relative ai vari account sui social Meta.

Nel dettaglio, consente di creare, pubblicare e gestire i post, e di accedere a report e insight relativi alle campagne.

Meta Business Suite: cos’è e come funziona

Scendiamo adesso ancor più nei dettagli e analizziamo funzionalità e caratteristiche dei due strumenti, in modo da comprenderne appieno le differenze.

La Meta Business Suite è uno strumento di recente introduzione che Meta ha creato per unificare in un’unica sede diversi strumenti di marketing. Lo scopo principale è consentire la gestione rapida e immediata di diversi profili: Instagram, Facebook e Messenger.

Dalla suite, infatti, è possibile gestire post ma anche annunci e comunicazioni, senza dover necessariamente passare alle diverse piattaforme. Attraverso un unico strumento, insomma, è possibile gestire più account social.

Inoltre, la suite permette di accedere a strumenti di analisi e ottimizzazione delle campagne pubblicitarie. Puoi gestire i tuoi annunci direttamente dalla Business Suite ed anche ottimizzare le campagne adattandole al tuo target.

In definitiva, si tratta di una soluzione ideale per gestire, da un’unica piattaforma, la presenza della tua attività sui Social Media.

Tutto sul Business Manager: come funziona e a cosa serve

Passiamo ora ai dettagli sul secondo strumento, il Business Manager.

Rispetto alla Suite che abbiamo appena analizzato, possiamo definire il Business Manager uno strumento più avanzato, che garantisce un maggior controllo. La gestione garantita da questo tool è più efficiente, e garantisce l’accesso a strumenti di marketing ancor più sensibili.

Ad esempio, tramite il Business Manager potrai usare strumenti preziosi per le tue campagne, come il Pixel di Meta.

Inoltre, e questo aspetto è fondamentale se hai incaricato un’agenzia pubblicitaria o un Social Media Manager, da questo strumento potrai gestire, aggiungere e rimuovere collaboratori.

I collaboratori che aggiungi avranno accesso alle tue Pagine e ai tuoi account aziendali tramite il Business Manager. In caso di fine della collaborazione, non dovrai far altro che rimuovere le autorizzazioni concesse.

Adesso che ne conosci differenze e funzioni, vuoi sfruttare al meglio i due strumenti e, in generale, i canali social per promuovere la tua attività? Contatta immediatamente il nostro team per una consulenza mirata.

Laura Caracciolo, Social Media Manager

eredità digitale

Eredità digitale: cosa accade ai social e ai contenuti dopo la nostra morte?

Il GDPR non ha abrogato il d.lgs. 196/2003, l’ancora vigente Codice Privacy che è stato modificato e integrato, tra l’altro, con i commi da 2 a 5 dell’art. 2-terdecies che disciplinano l’eredità della nostra identità virtuale.

Infatti, tutto l’insieme di dati, immagini, pensieri, interazioni, tracce della nostra navigazione, vanno a formare il nostro “IO ONLINE”, che rimane in rete, anche contro la nostra volontà, dopo la morte della persona di cui è una rappresentazione digitale.

Ecco, quindi, che il legislatore italiano fornisce una disciplina di che cosa avviene nel momento in cui l’interessato viene a mancare e di come lo stesso possa comunque intervenire prima del suo decesso con una dichiarazione scritta non equivoca, specifica, libera e spontanea, presentata o comunicata al titolare del trattamento nell’ambito dell’offerta di servizi della società dell’informazione, allo scopo di impedire o disciplinare l’esercizio dei diritti connessi al trattamento post mortem dei propri dati personali che il primo comma riconosce (per quanto qui di interesse) da parte di chi agisca «per interesse proprio», in qualità di «mandatario dell’interessato», ovvero «per ragioni familiari meritevoli di protezione».

L’argomento riguarda ovviamente tutti ma, in particolare, i personaggi della rete, coloro che hanno creato una loro immagine, se non il loro lavoro, con contenuti online specialmente se gestiti in forma contrattuale da terzi.

Non dimentichiamo, infatti, che stiamo parlando sia di diritti della personalità sia di diritti patrimoniali che cadono in successione.

Immagini, like, commenti, e le continue interazioni, di un profilo social, rappresentano un patrimonio che dovrebbe essere gestito dagli eredi o, prima della morte, con uno strumento testamentario che preveda cosa deve accadere dell’immagine del de cuius, dei suoi contenuti e dei diritti economici che vi possono eventualmente gravitare intorno.

Tutto ciò, ci dice la legge, senza pregiudicare i diritti patrimoniali dei terzi, vale a dire aziende, operatori e piattaforme social.

La morte di una persona, infatti, determina oggi la successione sui propri dati personali online sia che questi configurino cose che possono formare oggetto di diritti» ex art. 810 c.c. sia sui rapporti contrattuali che ne derivano e che potrebbero perdurare dopo la morte di una persona.

Non lasciamoci trarre in inganno dalla circostanza che Facebook preveda norme contrattuali per poter decidere cosa fare del proprio profilo in caso di morte dell’utente.

Qui stiamo parlando di tutto il patrimonio di una persona che comprende anche la sua personalità online e che può essere gestita dagli eredi secondo il dettato codicistico in mancanza di testamento o di una norma contrattuale.

La vigente normativa fa del resto propendere ad una lettura in chiave di salvaguardia economica dei dati laddove riconosce il «diritto di difendere in giudizio i propri interessi», che comprende i familiari che possono proteggere, oltre al patrimonio, con la reputazione del defunto, quella propria. Una forte analogia con il diritto di autore.

Potrebbe quindi verificarsi che gli eredi abbiano interesse ad impedire che siano cancellati definitivamente o acquisiti da terzi, il sito web fonte di reddito, le e-mail ed anche un profilo social.

Non parliamo, anche qui, solo di personaggi pubblici. Recenti casi di suicidio dimostrano come sussistano interessi sia per la tutela in sede giudiziaria sia per possibili aspetti assicurativi. La Corte Federale Tedesca si è espressa in tal senso contro una piattaforma che negava l’accesso ai dati di una ragazza defunta per, a suo dire, a tutela della riservatezza della stessa.

L’argomento riguarda anche i Social Media Manager che, in molti casi, sono i veri e propri depositari e custodi di quell’enorme patrimonio di dati, informazioni e reazioni di terzi che costituiscono il valore morale ed economico non solo di pagine social, ma anche della persona.

Considerare, pertanto, la possibilità al momento della definizione di un contratto di gestire il non auspicato ma possibile caso di decesso del cliente, dovrebbe essere preso in considerazione anche al fine di evitare possibili contenziosi con gli eredi.

Avv. Gianni Dell’Aiuto

Profilo dell'attività su Google - Fatti trovare su Google www.emeracomunicazione.it

Google Business Profile: come ottimizzare la tua scheda Profilo dell'Attività in maniera efficace

Se possiedi un’attività commerciale o professionale operante principalmente sul territorio, devi assolutamente conoscere le potenzialità di Google Business Profile (GBP): il Profilo dell’Attività. Se questo nome non ti dice molto, forse conosci questo strumento con la sua vecchia denominazione, ossia Google My Business.

Si tratta del tool di Google che può metterti in contatto diretto con i potenziali acquirenti. Quando un interessato effettua una ricerca che ha a che fare con un prodotto o un servizio geolocalizzato, Google gli restituirà, come risultato, non solo un elenco di siti web, ma anche di Google Business Profile. Si tratta delle schede aziendali pertinenti con la ricerca dell’utente, che possono aiutarlo a trovare il servizio o il prodotto cercato recandosi presso le aziende ubicate nelle sue immediate vicinanze.

Naturalmente, per poter far in modo che gli utenti ti trovino al momento giusto, è importante ottimizzare la tua scheda aziendale GBP in maniera efficace. Scopriamo subito come.

Come funziona Google Business Profile

Puoi considerare Google Business Profile come una sorta di intermediario virtuale tra la tua attività e i tuoi potenziali clienti.

Creare una scheda GBP significa infatti permettere agli utenti di trovarti tra le attività pertinenti quando effettuano la ricerca di prodotti e servizi offerti su base locale.

Ma c’è di più: la creazione di un Google Business Profile legato alla tua azienda ti permetterà non solo di figurare tra i risultati di ricerca, ma anche di apparire su Google Maps.

Gli utenti avranno disposizione una scheda di riepilogo che, se compilata correttamente, conterrà non solo il nome della tua attività, ma anche l’indirizzo della tua sede, il tuo numero di telefono, gli orari di apertura e tutta una serie di altre informazioni utili per chi vuole entrare in contatto con te, coi tuoi prodotti o coi servizi che offri ai tuoi clienti.

Quali sono i suoi vantaggi

Il vantaggio più immediato che deriva dall’utilizzo di Google Business Profile dovrebbe dunque apparirti già chiaro. La tua scheda aziendale permette ai potenziali clienti di conoscere la tua esistenza. E questo può tradursi con un’opportunità di fare affari immediati.

Inoltre, lo strumento GBP permette alle aziende di monitorare i clic, controllare le azioni compiute sulla scheda aziendale, analizzare il traffico. Gli strumenti di analisi di Google Business Profile sono gratuiti, così come è gratuita la creazione del profilo aziendale.

Google Business Profile: come creare e ottimizzare una scheda aziendale

Se vuoi iniziare a sfruttare le potenzialità di Google Business Profile, però, devi subito ottimizzare al meglio la tua scheda aziendale.

Per far questo, devi prima di tutto averne una: ti basta possedere un account Google e iniziare a creare la scheda sfruttando il sito ufficiale Profilo dell’attività.

La creazione della scheda è abbastanza intuitiva, quindi non ci soffermeremo molto su quest’aspetto. Ciò che ci interessa maggiormente è l’ottimizzazione corretta del Google Business Profile. Solo un profilo correttamente ottimizzato ti darà dei risultati concreti in termini di visibilità: la tua scheda dovrà dunque apparire in alto, tra le prime mostrate da Google per le keyword pertinenti.

Puoi ottenere questo risultato concentrandoti su questi cinque aspetti, da non sottovalutare assolutamente se vuoi ottenere risultati sensibili grazie a GBP:

  1. imposta un titolo adeguato: il titolo della scheda deve coincidere con il nome della tua attività. Potresti valutare di aggiungere keyword pertinenti, ma senza esagerare e limitandoti ad un massimo di due parole chiave;
  2. presta attenzione a categorie e sottocategorie: al momento di impostarle, seleziona quelle strettamente pertinenti col tuo business;
  3. incentiva le recensioni: i tuoi clienti possono lasciare recensioni legate all’attività proprietaria di un Google Business Profile. Non temere di chiedere ai tuoi clienti soddisfatti di scriverne una, per fornire indicazioni utili per gli utenti interessati;
  4. condividi post e foto: la tua scheda GBP può essere arricchita con post, immagini e altro materiale utile per i clienti. Condividi regolarmente aggiornamenti per mostrare ai potenziali interessati di cosa ti occupi;
  5. cura la SEO del tuo sito web aziendale: collegare il tuo Google Business Profile ad un sito web ottimizzato in ottica SEO avrà impatto positivo sul posizionamento della tua scheda GBP. Ad una scheda associata ad un sito correttamente ottimizzato, infatti, verrà assegnato un posizionamento migliore.

In più, una fantastica novità: è possibile inserire i link verso i seguenti principali social media:

  • Instagram
  • LinkedIn
  • Pinterest
  • TikTok
  • Twitter (X)
  • YouTube
  • Facebook

Hai bisogno di aiuto per ottimizzare la tua scheda aziendale Google Business Profile? Contattaci immediatamente, il nostro team saprà come aiutarti.

Laura Caracciolo, Social Media Manager

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