gestione social a costo zero

Gestione social a costo zero (o quasi). Ecco come fare

La paura di spendere troppo scoraggia la presenza sui social media. Eppure, con la giusta strategia è possibile ottenere buoni risultati anche con budget molto ristretti. Vediamo come

Uno dei falsi miti più diffusi è proprio quello di considerare il digital marketing come uno strumento appannaggio solo di grandi aziende multinazionali le uniche che, grazie a budget stratosferici e a team di super esperti, possono essere presenti sulle piattaforme e ricevere grandi ritorni in termini di investimento.

Come spesso accade, la realtà non uguaglia l’immaginazione. Avere tanti soldi e spenderli senza una precisa strategia alla base significa soltanto essere tronfi come pavoni che fanno una bella e vistosa ruota. Peccato, però, che dietro la ruota di like ed emoji ci sia soltanto un vuoto.

Utenti non in target, pubblico effimero, profili falsi… Insomma, tanta fuffa e poca concretezza.

Al contrario, un piccolo budget ben investito può fare la differenza.

Come attirare e convertire il pubblico giusto

Per parlare a chi ci vuole ascoltare, non c’è bisogno di alzare la voce. Basta solo dire le cose giuste nel contesto giusto. Ecco 4 semplici regole da seguire

1. Omnicanalità? No grazie

Non si può essere presenti sempre e dappertutto. Se il budget è limitato e le risorse pure, è inutile disperdere le energie. Meglio concentrarle per posizionarsi sulla piattaforma maggiormente frequentata dal nostro pubblico: solitamente LinkedIn per professionisti e aziende, Instagram, Tik Tok, You Tube per prodotti più visuali o direttamente indirizzati al consumatore finale.

2. Less is more

Bando a chi ancora insiste sul pubblicare sempre e comunque. Se non si hanno contenuti interessanti, meglio tacere. Oppure considerare di riciclare i contenuti. Ad esempio, un articolo può diventare un post, una infografica, un carosello o un reel. In questo modo, si ottimizza lo sforzo creativo di partenza.

3. Pubblicità sì o no?

Se per pubblicità si intende cliccare su "Metti in evidenza il post" allora NO grazie. Piuttosto, bisogna utilizzare il Business Manager e investire il denaro su:

  • Retargeting: in modo da mostrare gli annunci solo a chi ha già visitato il sito.
  • Pubblico Lookalike: ovvero chiedi all’algoritmo di mostrare i tuoi annunci solo a persone simili ai tuoi migliori clienti. Quando il target è molto specifico, i risultati sono di gran lunga superiori a qualsiasi campagna massiva.

4. Utilizzare l’AI per contenuti "in-house"

Oggi, grazie a tool di AI generativa si possono:

  • Generare bozze di copy (utilizzando i giusti prompt, proprio come abbiamo visto nel precedente articolo).
  • Ottimizzare le immagini
  • Realizzare reel o trasformare video in post testuali.

A questo punto, non ti resta che passare all’azione ma non senza aver effettuato un check ad inizio settimana.

Tre cose da fare ogni lunedì mattina

Per iniziare la settimana alla grande ricordati di:

  1. Analizzare i dati: questa azione ti consente di capire quale post performa meglio, in quale formato e quali contenuti il tuo pubblico gradisce di più. Sarà proprio questo quello sul quale investire.
  2. Chiudere gli account che non riesci a seguire: se una piattaforma non performa, meglio cessare l’account e concentrare le energie altrove. Non c’è niente di peggio che vedere account trascurati ma ancora “attivi”.
  3. Stanzia un micro-budget: una piccola somma: anche 100-200 euro al mese solo per attività di retargeting. È l'investimento con il miglior rapporto sforzo/rendimento.

Vuoi sapere come impostare una strategia all’insegna anche dell’AI?

Contattaci subito per una consulenza personalizzata.

Laura Caracciolo, Social Media Manager

Marketing sui social funziona davvero per PMI e professionisti

Marketing sui social: funziona davvero per PMI e professionisti?

Se gestisci una piccola azienda o hai un’attività professionale, qualunque sia il tuo settore, ti sarai domandato almeno una volta, durante la tua carriera, se il marketing sui social funziona davvero per PMI e professionisti.

In effetti, si tratta di una domanda lecita: le piccole imprese e le attività professionali si trovano oggi a dover affrontare un enorme numero di concorrenti. E questo non solo sul territorio, ma anche online: quasi tutti, ormai, hanno un profilo aziendale sulle maggiori piattaforme.

Oltre a scoraggiarsi per il gran numero di competitor, le attività di piccole dimensioni e quelle professionali spesso si lasciano abbattere dai numeri poco soddisfacenti ottenuti con i social.

Voglio però svelarti che, se hai avviato attività pubblicitarie sui social e non hai ottenuto risultati, è possibile che tu abbia commesso qualche errore. Se strutturata adeguatamente, infatti, la pubblicità sui social media funziona eccome.

Cosa significa davvero fare marketing sui social oggi

Uno dei problemi principali legati al marketing sui social media è che spesso i “non addetti ai lavori” credono che, per avere visibilità e aumentare le vendite, basti pubblicare qualche post a caso ogni tanto.

In realtà, questo atteggiamento porta al fallimento: come qualsiasi operazione di marketing, anche quello sui social media richiede strategie precise, oltre che gli strumenti adeguati.

Il mio consiglio di partenza, quindi, è il seguente: se vuoi ottenere risultati dalla pubblicità online, soprattutto quando si tratta di piattaforme social, rivolgiti a un social media manager professionista.

Insieme potrete stabilire gli obiettivi rilevanti per la tua attività, oltre che studiare un piano strategico realistico e, soprattutto, efficace.

Quali risultati possono aspettarsi aziende e professionisti dal marketing sui social

Il marketing sui social media consente ai professionisti e alle aziende di ottenere diversi vantaggi. Innanzitutto, il risultato più tangibile che otterrai dai profili social legati alla tua attività lavorativa è l’aumento della visibilità: se stai lavorando sulla tua brand awareness, vedrai crescere la tua notorietà.

Puoi ottenere questo risultato grazie ai post organici, ma soprattutto con la pubblicità social a pagamento. Gli annunci pubblicitari social sono infatti pensati per ottenere, con un budget relativamente contenuto, moltissima visibilità.

Inoltre, se condividerai contenuti legati alla mission e ai valori aziendali e soprattutto se ti impegnerai a rispondere a commenti e messaggi, potrai creare intorno a te una community online di tutto rispetto, fedele e attiva.

Tra i risultati garantiti dalla pubblicità sui social c’è anche la generazione di nuovi lead. Condividere contenuti è infatti un ottimo metodo per istruire e informare, ma anche per attirare l’attenzione dei potenziali clienti. In questo modo, puoi spingerli a contattarti tramite messaggio privato o a iscriversi, ad esempio, alla tua newsletter via e-mail.

I social media, infine, possono aumentare le tue vendite. Lo vediamo ormai da tempo: il fenomeno del social selling ha preso piede. Lo dimostra, solo per fare un esempio, il nuovo TikTok Shop, un eCommerce interno alla nota piattaforma cinese.

Maggiore visibilità e un’esposizione più ampia possono tradursi in nuovi clienti e, di conseguenza, in nuove vendite. Questo anche grazie agli UGC e alle possibili collaborazioni che puoi avviare con influencer e micro-influencer, che aumenteranno ancor di più la tua visibilità social.

Consigli utili per iniziare a ottenere risultati

Il marketing sui social, quindi, può funzionare molto bene per PMI e professionisti. Se vuoi iniziare a pubblicizzare la tua attività sulle varie piattaforme, il primo passo è creare una strategia solida.

Tutto parte dalla definizione degli obiettivi, che devono essere chiari, e dall’identificazione del target, in modo da stabilire quali sono le piattaforme social più adatte su cui concentrarti.

Il successo della pubblicità sui social passa per il content marketing: dovrai impegnarti a pubblicare contenuti di valore con costanza e regolarità.

Inoltre, ricorda che i social sono un luogo virtuale di comunicazione: usali, quindi, per rispondere ai commenti e ai messaggi dei tuoi clienti reali e potenziali, e per mostrare la tua attenzione verso la clientela.

Hai ancora dei dubbi? Contatta subito il nostro team: studieremo insieme la strategia giusta per garantire visibilità al tuo lavoro sui social.

Laura Caracciolo, Social Media Manager

Giovani e social media i rischi che si corrono e i consigli della scienza per un utilizzo sano

Giovani e social media: i rischi che si corrono e i consigli della scienza per un utilizzo sano

Viviamo nell’epoca della connettività perenne, nella quale i social media sono diventati parte integrante della vita di adulti e giovani. Dai 10 anni in su, la maggior parte dei ragazzi possiede un account su almeno una piattaforma digitale e trascorre ore tra post, video, commenti e messaggi. Purtroppo, questo stretto rapporto tra ragazzi e tecnologia può anche avere un impatto negativo e causare danni alla salute mentale. E non sono solamente i genitori ad essere preoccupati: anche docenti, ricercatori e psicologi hanno iniziato a condurre studi in merito alla relazione tra mondo online e giovani fruitori. Non a caso, nel novembre 2024 il Parlamento australiano ha approvato una legge che vieta l’accesso ai social ai minori di 16 anni. Ma cosa dice esattamente la scienza in merito all’impatto dei social sulla salute dei giovani? E in che modo possiamo promuovere un sano rapporto tra giovani e tecnologia? Oggi voglio riflettere con te su questo argomento. Il mio obiettivo è quello di non demonizzare i social, ma di educare all’uso intelligente di questi strumenti online.

L’impatto negativo dei social media sui giovani

Che i social media possano avere un impatto negativo sulla salute dei giovani è indubbio.

Secondo una nota del Surgeon General risalente al 2023, infatti, quando gli adolescenti utilizzano i social per più di tre ore al giorno, il rischio di problemi mentali come ansia o depressione raddoppia.

Lo studio di riferimento ha preso in considerazione 6.595 adolescenti tra i 12 e i 15 anni e ha messo in evidenza un legame tra tempo trascorso sui social e sviluppo di problemi mentali.

Questo trend si mantiene anche in età da college: si pensa che i social media possano aumentare i casi di depressione tra gli studenti, con 300.000 nuovi casi che traggono origine dai comportamenti online scorretti. E più i soggetti sono giovani, maggiore è l’impatto negativo della tecnologia.

Inoltre, la scienza suggerisce che l’uso dei social possa peggiorare il sonno, oltre che ridurre l’autostima e causare sintomi depressivi negli adolescenti. Esistono poi evidenze scientifiche che mettono in luce come una riduzione dei social possa migliorare il benessere.

I punti da chiarire

Restano comunque dei punti da chiarire e, cosa più importante, la relazione tra giovani e social media non è necessariamente negativa a patto che si rispettino determinate condizioni.

Altri studi, infatti, hanno evidenziato come, in alcuni giovani, i social abbiano un effetto benefico. Non mancano infatti gli adolescenti che dichiarano che le piattaforme online li aiutino a sentirsi più accettati dai pari.

Inoltre, in molti casi, le piattaforme li hanno aiutati a esprimersi, a restare aggiornati e a entrare in connessione con gli altri.

Ci sono però molte cose che ancora non sappiamo sul rapporto tra ragazzi e tecnologia. Innanzitutto, andrebbe chiarito quali sono i contenuti che generano maggiori danni alla salute mentale dei ragazzi. Vanno poi individuati i target più sensibili e la frequenza limite.

Anche i benefici che la tecnologia è in grado di apportare, inoltre, andrebbero analizzati più adeguatamente. Allo stesso modo, bisognerebbe approfondire in quali circostanze e a quali utenti i social apportano maggiori giovamenti.

I consigli della scienza per migliorare il rapporto tra giovani e social media

Mentre attendiamo nuovi studi che possano mettere in luce i reali effetti negativi e i benefici dei social media sui giovani, è bene ricordare le linee guida fornite dall’American Psychological Association per promuovere un rapporto sano tra ragazzi e tecnologia.

Innanzitutto, dobbiamo sempre tenere a mente le differenze personali di ciascun ragazzo. Ognuno, infatti, reagisce agli stimoli in maniera differente.

Fatta questa doverosa precisazione, è bene ricordare che, per un utilizzo corretto delle piattaforme social, bisogna sempre sottolineare ai ragazzi che questi strumenti sono un mezzo per entrare in relazione con gli altri.

Per fasce di età molto giovani, tra i 10 e i 14 anni, è consigliabile attuare un monitoraggio serrato prima di permettere loro di utilizzare i social in totale autonomia. Inoltre, contenuti non adatti all’età o violenti vanno oscurati, ove possibile.

In caso di utilizzo eccessivo, è bene agire e limitare l’utilizzo delle piattaforme: vanno monitorate eventuali interferenze con sonno e altre attività quotidiane.

Infine, è bene prestare attenzione ai contenuti che promuovono il confronto, soprattutto relativo all’aspetto fisico, con gli altri.

Se vuoi approfondire questo attuale argomento, contattaci ora.

Laura Caracciolo, Social Media Manager

Vuoi ingaggiare un influencer Ecco quello che devi sapere

Vuoi ingaggiare un influencer? Ecco quello che devi sapere

Sogni di contattare un influencer per sponsorizzare la tua azienda o la tua attività professionale? Non sei il solo: ogni giorno, imprese e professionisti si avvicinano all’influencer marketing per aumentare visibilità e ottenere nuovi clienti. Quello degli influencer è un fenomeno di ampia portata, che negli ultimi anni si è diffuso a macchia d’olio. Rivolgersi a queste figure e, più in generale, a content creator famosi, significa ottenere visualizzazioni. Come tutti sappiamo, più visualizzazioni potrebbero portare a maggiori vendite. Tuttavia, prima di ingaggiare un creatore di contenuti che parli dei tuoi prodotti e dei tuoi servizi, ci sono alcune cose che devi assolutamente sapere.

Chi sono gli influencer

Innanzitutto, dovrai avere ben chiaro chi sono gli influencer prima di rivolgerti a uno di loro. Si tratta di soggetti che godono di particolare fama sui social media e che, come il nome stesso lascia intendere, sono capaci di influenzare le opinioni (e i comportamenti di acquisto) dei loro seguaci.

Di solito, gli influencer si specializzano in determinati argomenti, come lo sport, la salute, la bellezza. Questo aspetto è fondamentale, perché ne deriva che i follower degli influencer della tua nicchia possono essere potenzialmente interessati ai tuoi prodotti e ai tuoi servizi.

Spesso questa categoria è confusa con i content creator, figure molto attive sui social e che potrebbero esserti utili.

Mentre i content creator si concentrano sulla creazione di contenuti di qualità, gli influencer non fanno altro che esercitare la propria influenza sul pubblico. Quindi, se assolderai un content creator, potrai comunque ottenere del materiale utile per farti pubblicità e ottenere visibilità.

Tuttavia, se aspiri a maggiori opportunità di business e a un pubblico molto ampio, gli influencer fanno al caso tuo. In ogni caso, spesso il confine tra content creator e influencer è molto sottile: spesso anche i creatori di contenuti vantano una community di tutto rispetto.

Aspetti giuridici degli influencer: contratti e sponsorizzazioni

Quando intendi assoldare un influencer, è fondamentale stabilire preventivamente che tipo di contratto andrà a disciplinare la vostra collaborazione.

L’influencer, innanzitutto, potrà impegnarsi a sponsorizzare i prodotti con un contratto di natura commerciale. Dovrai, cioè, fornire un compenso prestabilito per la promozione dei tuoi prodotti o dei tuoi servizi.

Tuttavia, il contratto commerciale è solo una delle alternative a disposizione. Talvolta, si preferisce instaurare una collaborazione con affiliazione. Questo significa che dovrai corrispondere al professionista ingaggiato una percentuale sulle vendite, se queste derivano dalla sua attività di sponsorizzazione.

Non dimenticare, comunque, che la normativa italiana obbliga aziende e influencer a dichiarare apertamente che un contenuto è sponsorizzato.

Se un influencer sta facendo pubblicità a un tuo prodotto o servizio e se, per questa attività pubblicitaria, gli stai corrispondendo un compenso, sarà obbligatorio contrassegnare come sponsorizzati i post. In caso contrario, si rischia di scadere nella pubblicità occulta, con tutte le ripercussioni legali del caso.

Rischi, sanzioni e obblighi sui social media

Se intendi avviare collaborazioni con uno o più influencer, infine, non dovrai sottovalutare gli aspetti legali che riguardano i post che verranno condivisi.

Ogni influencer ha la responsabilità legale dei contenuti che decide di pubblicare. Il che significa che, in caso di pubblicità ingannevoli o condivisione di informazioni false, può andare incontro a sanzioni. Tuttavia, anche le aziende e i professionisti coinvolti potrebbero essere chiamati in causa.

Per questa ragione e anche per evitare potenziali danni d’immagine causati da comportamenti scorretti, il mio consiglio è quello di contattare solamente influencer affidabili.

Inoltre, i contenuti sponsorizzati che verranno pubblicati vanno accuratamente monitorati.

Vuoi iniziare a collaborare con influencer e content creator per dare una spinta al tuo brand? Contattaci ora: i nostri esperti ti forniranno una consulenza pensata per la tua attività.

Laura Caracciolo, Social Media Manager

osa significa NSFW e perchè devi sapere di cosa si tratta

NSFW, cosa significa, quando si applica e perché è importante conoscerlo

Se navighi abitualmente sul web o utilizzi i social media, sia per lavoro che per svago, ti sarà capitato almeno una volta di imbatterti nell’acronimo NSFW. Queste quattro lettere possono comparire mentre leggi un articolo o tenti di visualizzare una foto o un video postato sui social. Ma cosa significa esattamente NSFW e perché è importante conoscerlo? Si tratta di un’indicazione fondamentale, una sorta di etichetta che serve a individuare contenuti che potrebbero non essere adatti alla visione in luoghi pubblici o di lavoro. Analizziamo le caratteristiche e gli usi di questo tag in dettaglio.

NSFW: il significato dell’acronimo

NSFW è un acronimo, che viene dall’inglese “not safe for work”. Nella nostra lingua, possiamo renderlo con “Non sicuro per il lavoro”.

Questa sigla serve a indicare contenuti (come allegati, articoli, post, video o foto) che sarebbe meglio non aprire in luoghi pubblici o in ambito professionale. In pratica, è un avviso che ti suggerisce di evitare la visualizzazione di determinati contenuti quando sei al lavoro o in presenza di altre persone.

Immagina di trovarti in ufficio, circondato dai tuoi colleghi, e di aprire un video che si rivela essere esplicito o violento. Una situazione del genere potrebbe causare imbarazzo, mettere a rischio la tua reputazione professionale e, in alcuni casi, violare le politiche aziendali sull'uso appropriato di internet.

Il tag NSFW è quindi una sorta avvertimento preventivo, che aiuta gli utenti a evitare queste situazioni scomode.

Inoltre, è molto utile anche per chi pubblica il contenuto: se un creator ricevesse molte segnalazioni da parte degli altri utenti, potrebbe incorrere in blocchi dell’account o rimozioni dei post.

Si tratta, quindi, di un modo per avvisare gli utenti che il contenuto che stanno per vedere potrebbe urtare la loro sensibilità. In questo modo, l’utente potrà decidere se continuare a guardare o meno il contenuto.

Esiste inoltre una versione più estrema del tag NSFW: NSFL, acronimo di "not safe for life". Questo tag viene utilizzato per contenuti particolarmente traumatici o disturbanti, sconsigliati a qualsiasi età. Se ti imbatti in un contenuto contrassegnato come NSFL, è bene prestare massima cautela prima di procedere alla visualizzazione.

Quali sono i contenuti segnalati come non adatti al lavoro

Ti starai chiedendo quali tipi di contenuti vengono generalmente etichettati come NSFW. Tra i più comuni ti segnalo:

  • immagini o video contenenti nudità
  • audio o video volgari e espliciti
  • contenuti violenti.

La visione di questi contenuti sul posto di lavoro potrebbe rappresentare un vero e proprio rischio. In alcune aziende con politiche particolarmente severe, infatti, la riproduzione di materiale NSFW viene considerata una violazione delle norme interne, con conseguenze che vanno dal richiamo disciplinare fino al licenziamento.

Come funziona il tag NSFW sui social media

Per quanto riguarda il funzionamento del tag NSFW, questo dipende dalla piattaforma utilizzata. Ci sono infatti alcuni siti, come ad esempio Reddit, che danno la possibilità agli utenti di aggiungere manualmente il tag ai propri contenuti.

In questo modo, i visitatori vengono avvisati prima di aprire materiale potenzialmente inappropriato per la visualizzazione in pubblico o al lavoro.

Altre piattaforme, invece, utilizzano sistemi automatizzati per rilevare parole o immagini potenzialmente pericolose. In questo caso, il tag NSFW scatta in automatico grazie a dei filtri interni alla piattaforma.

Social Media come TikTok o Instagram applicano restrizioni e, generalmente, se il contenuto non rispetta le linee guida viene rimosso.

YouTube, infine, consente ai creator di applicare restrizioni, indirizzando i video sensibili solamente agli utenti maggiorenni.

Vuoi maggiori informazioni sull’applicazione dei tag NSFW? O ti serve aiuto per implementare una strategia di digital marketing per la tua attività professionale? Contattaci ora, il nostro team risponderà a ogni tua domanda.

Laura Caracciolo, Social Media Manager

“Sputo Fatti” tutto sul nuovo trend social che divide il web

“Sputo Fatti”: tutto sul nuovo trend social che divide il web

Sono ormai settimane che i social, Instagram in particolare, pullulano di video legati al trend “Sputo Fatti”. Scommetto che anche tu, almeno una volta, ti sei imbattuto in un Reel o un video sui social in cui qualcuno esprime i propri pensieri, a volte in modo piuttosto colorito, con il chiaro intendo di suscitare reazioni contrastanti. Possiamo definire questo nuovo format il tormentone del momento: i video che iniziano con la ormai celebre frase “Sputo fatti” si stanno moltiplicando, nonostante il trend sia ancora relativamente nuovo.

Eppure, questa tendenza, pur essendo esplosa da poco, ha già diviso il web. C’è che la considera come il modo perfetto per esprimere le proprie opinioni e chi, invece, la critica duramente e reputa il trend “volgare”.

“Sputo Fatti”: l’origine del trend

Il format “Sputo Fatti” si è diffuso su Instagram e su TikTok e sta spopolando anche sulle altre piattaforme social. Si basa su un concetto piuttosto semplice: esprimere opinioni schiette su argomenti ritenuti scomodi.

Spesso si tratta di punti di vista personali, anche se l’obiettivo iniziale del trend era quello di mettere in luce verità difficili da digerire o situazioni che, secondo chi parla, andrebbero cambiate.

Il successo del trend non è passato inosservato: oggi lo sfruttano influencer, personaggi famosi e piccoli creator.

Anche aziende e professionisti, inoltre, hanno iniziato a utilizzarlo, integrandolo nelle loro strategie di Social Media Marketing. E questo non dovrebbe stupirti: un format del genere è in grado di attirare moltissima visibilità.

Per capire meglio l’origine di questo fenomeno, bisogna partire dal termine slang inglese “to spit facts”, che significa dichiarare qualcosa di vero, un fatto o un’opinione con cui l’oratore concorda. Tradotto in italiano, si è trasformato in “Sputo Fatti”.

Sputo Fatti, il format che divide il web

Nonostante il successo, come ti ho già anticipato questo trend non è privo di critiche. Anzi, in molti lo considerano una forma di espressione volgare.

Non manca però chi difende questa tipologia di contenuto, sostenendo che la sua esagerazione è volutamente ironica. In effetti, è proprio questa caratteristica ha contribuito alla sua popolarità.

Questo perché il trend nasce per la diffusione di verità scomode e, probabilmente, è stato proprio questo aspetto contradditorio a garantirgli popolarità.

Tuttavia, c’è anche chi solleva dubbi più seri. Un trend del genere, così schietto e immediato, potrebbe infatti favorire la diffusione di disinformazione.

Pensiamo, ad esempio, al fatto che le piattaforme di Meta hanno recentemente eliminato il fact-checking. Oggi, quindi, è molto più semplice diffondere notizie false o imprecise utilizzando questo format.

Tuttavia, è bene sottolineare che, con l’abolizione del fact-checking sui social, questo rischio si corre non solo con il trend “Sputo fatti” ma, più in generale, con qualsiasi tipo di contenuto social.

Come sfruttare il trend nella tua strategia social

Ti ho già anticipato che, oltre ad essere molto popolare tra i creator, il trend “Sputo Fatti” viene spesso utilizzato da aziende e professionisti per dare una spinta alle loro strategie di marketing online.

Infatti, basta trovare delle verità scomode che hanno a che fare col proprio settore di riferimento per creare un video potenzialmente virale.

Se vuoi creare un video in cui “sputi fatti” da condividere sui tuoi social aziendali, pensa a temi che fanno discutere o a punti critici che vuoi portare all’attenzione del tuo pubblico. Poi, esprimiti in modo chiaro e senza troppi giri di parole.

Ricorda, però, che un trend del genere non è adatto a tutti i contesti. In settori molto formali, ovviamente, potrebbe risultare fuori luogo.

Se invece il tuo brand ha un tono di voce più informale e diretto, questo format potrebbe essere la scelta giusta per aumentare l’engagement e la visibilità.

Vuoi introdurre questo trend sui tuoi profili social, o vuoi implementare una strategia di marketing online vincente? Contattaci subito. Studieremo insieme un piano d’azione adatto alle esigenze della tua attività.

Laura Caracciolo, Social Media Manager

Il tuo profilo LinkedIn è davvero efficace Scopri come ottimizzarlo

Come ottimizzare il profilo LinkedIn? I passaggi per attrarre nuove opportunità

LinkedIn è una piattaforma social dalle molte potenzialità. Viene utilizzata dai recruiter per trovare candidati adatti a specifiche posizioni lavorative e anche da chi è in cerca di un primo impiego o di diverse prospettive professionali. Inoltre, è uno strumento utilissimo anche per liberi professionisti e per chi gestisce piccole o medie imprese.

Grazie a LinkedIn, infatti, puoi creare fiducia intorno alla tua attività professionale, migliorando le possibilità di acquisire nuovi clienti. Attenzione però, perché tutto questo è possibile solo se ti fermi un attimo a riflettere e ti poni una domanda fondamentale: il mio profilo LinkedIn è davvero efficace? Se non lo è, come posso ottimizzarlo?

Se, infatti, visitando il tuo profilo, un potenziale cliente troverà informazioni incomplete o poco chiare, è molto probabile che scelga un tuo concorrente che offre gli stessi (o quasi) servizi o prodotti la cui descrizione, però, risulta molto più efficace e persuasiva. Ecco, questo è solo uno degli esempi che dimostra quanto sia importante ottimizzare la tua presenza su questa piattaforma.

Non sai da dove iniziare? Nessun problema: ho creato questa breve guida per aiutarti. Ecco i passaggi da seguire per ottimizzare il tuo profilo su LinkedIn e per iniziare ad attrarre nuove opportunità di business.

Come ottimizzare il profilo LinkedIn: l’importanza del sommario

Il tuo profilo LinkedIn è, a tutti gli effetti, il tuo biglietto da visita online alla portata di tutti 24/24 7 giorni su 7. Per questo motivo, è molto importante che venga tempestivamente aggiornato e curato nei minimi dettagli.

Dati alla mano, sono tantissimi i potenziali clienti che utilizzano quotidianamente LinkedIn per la ricerca di informazioni. Se non ottimizzi la tua presenza, rischi di perdere opportunità, collaborazioni e clienti.

La prima sezione su cui concentrare l’attenzione è il sommario, noto anche come “headline”. Questa è la parte visibile agli utenti senza che accedano direttamente al tuo profilo.

Devi sapere che, quando un utente cerca un nome, tra i vari risultati vedrà anche il tuo unitamente al sommario. Ecco perché è importante che questa sezione contenga la tua qualifica e il nome del tuo brand. In questo modo, sarà immediatamente chiaro di cosa ti occupi.

Inoltre, è importante includere parole chiave rilevanti per la tua professione. Così, quando qualcuno effettuerà una ricerca usando quelle stesse keyword, il tuo profilo avrà più possibilità di comparire tra i risultati.

Immagini e informazioni: gli elementi giusti per ottimizzare il profilo LinkedIn

Anche le immagini, sia di profilo che di copertina, sono degli elementi a cui prestare attenzione se ti stai domandando come ottimizzare il tuo profilo su LinkedIn.

Una foto sbagliata potrebbe minare la fiducia dei tuoi potenziali clienti: per questo, è fondamentale scegliere un’immagine profilo professionale che infonda fiducia.

Come immagine di copertina, invece, è consigliabile optare per un banner che contenga il logo oppure i colori del tuo marchio o della tua azienda. Anche il banner deve poter comunicare immediatamente quali tipologie di prodotti o servizi che puoi offrire ai tuoi potenziali clienti.

Dovrai inoltre assicurarti che entrambe le immagini rispettino i formati consigliati da LinkedIn. Per la copertina, dovrai scegliere un’immagine da 1584×396 pixel, mentre la foto profilo deve avere un formato che rientri tra i 400x400 e i 7.680x4.320 pixel.

Altra sezione da ottimizzare al meglio è il cosiddetto riepilogo che ti permette di descrivere te stesso e la tua attività in 2.600 caratteri. In questa sezione del profilo dovrai spiegare come puoi aiutare i tuoi potenziali clienti e cosa fai in dettaglio.

Scrivi in modo chiaro e coinvolgente: questa è la sezione giusta per far emergere il tuo valore.

Esperienza, formazione e certificazioni per valorizzare il tuo profilo

Dopo aver compilato il riepilogo, se vuoi ottimizzare il tuo profilo LinkedIn al meglio dovrai occuparti anche delle sezioni aggiuntive.

In quella dedicata alle esperienze lavorative non limitarti alle informazioni essenziali. I dettagli aggiuntivi aiuteranno i tuoi clienti a comprendere il tuo valore e le tue reali competenze. Ricordati di inserire anche i casi di successo!

Un discorso analogo può essere fatto per le sezioni relative ad attività formative e certificazioni. Si tratta infatti di sezioni che mostrano ai tuoi potenziali clienti come hai costruito, passo dopo passo, la tua carriera.

Se ancora non hai ben chiaro come ottimizzare il tuo profilo LinkedIn e desideri un supporto personalizzato, contattaci subito: il nostro team sarà felice di aiutarti a valorizzare la tua presenza online.

Laura Caracciolo, Social Media Manager

Facebook Ads piccoli consigli per ottenere grandi risultati

Facebook Ads: piccoli consigli per ottenere grandi risultati

Le Facebook Ads, nome con cui sono note le pubblicità sulla piattaforma Meta, possono dare la spinta giusta alla tua attività professionale o alla tua impresa. Ti consentono, infatti, di ottenere nuovi contatti e, soprattutto, un miglioramento numerico delle vendite e, quindi, del tuo fatturato. Per ottenere tutti questi risultati, però, devi conoscere questo preziosissimo strumento: non puoi utilizzarlo lasciando alcuni fattori al caso. In questa breve guida ti fornirò cinque consigli per ottimizzare al meglio le tue campagne sui social Meta. Si tratta di piccole chicche che ti consentiranno di ottenere grandi risultati. Vediamo in cosa consistono.

Facebook Ads: come ottenere risultati con promozioni e creatività ad alto impatto

Per ottenere risultati con le tue Facebook Ads dovrai, come prima cosa, sfruttare al meglio le promozioni. Attenzione, non ti sto assolutamente consigliando di sponsorizzare offerte in continuazione. Anzi, esattamente il contrario! Concentrati su promozioni di alto valore, che siano  rare e ben pianificate.

Le promozioni devono essere imperdibili e irripetibili: questo spingerà i potenziali clienti a fare clic sul tuo annuncio e, successivamente, a concludere la transazione.

Puoi attivare promozioni specifiche nei vari periodi dell’anno, sfruttando ad esempio le festività o le ricorrenze: il periodo natalizio o pasquale, oltre che eventi come il Black Friday, San Valentino, la Festa della mamma, del papà o dei nonni, sono occasioni perfette per creare promozioni irrinunciabili da sponsorizzare dal momento che sono realizzabili solo in un preciso momento dell’anno.

Le tue promozioni dovranno essere accompagnate da creatività ad alto impatto. Non dovrai concentrarti solo sul copy, il quale, ovviamente, dovrà essere persuasivo.

Le Facebook Ads devono anche essere supportate da immagini coinvolgenti o video che attraggano il pubblico. Le linee guida di Meta consigliano di sfruttare i caroselli o i Reels, due formati che attirano l’attenzione e che sono in grado di generare più facilmente conversioni.

Come gestire il budget e i cambiamenti delle Facebook Ads

Altro elemento da considerare è che per le Facebook Ads è necessario stanziare un budget. Questo, contrariamente a quel che si crede, non sempre deve essere elevato, anzi! Spesso, nella maggior parte dei casi, quando il target è ben definito e la geolocalizzazione molto delimitata, le risorse economiche da investire in pubblicità sui social possono essere davvero minime.

In ogni caso, talvolta un budget basso può funzionare: basta impostarlo adeguatamente, senza frammentarlo troppo.

Il terzo consiglio è, infatti, quello di impostare poche campagne, ma che funzionino davvero. Meglio poche, ma buone, insomma.

Per aiutarti, Meta ha creato uno strumento specifico, l’Advantage+ Shopping Campaign, che ti permetterà di suddividere al meglio il tuo budget senza errori.

Ricorda, poi, che ogni modifica alla campagna potrebbe comportare un calo delle performance e dei risultati. Evita quindi di modificare le Facebook Ads continuamente, o rischierai di interrompere il processo di apprendimento degli algoritmi della piattaforma.

La fase di test: sperimenta per migliorare

L’ultimo consiglio che voglio darti, e che ritengo preziosissimo, riguarda la fase di test. Non puoi limitarti a una sola versione delle tue Facebook Ads: è necessario, al contrario, creare più varianti di uno stesso contenuto per individuare quello che funziona meglio.

Testa diverse combinazioni di copy, immagini e formati per capire cosa è in grado di attrarre maggiormente il tuo pubblico target.

È vero che, soprattutto nei casi in cui si sfruttano promozioni a tempo limitato o legate a festività specifiche, fare test approfonditi può sembrare complesso. Tuttavia, l’analisi delle diverse campagne è fondamentale per ottenere risultati reali.

Puoi anche sfruttare i contenuti che hanno già funzionato in passato. Se hai già realizzato campagne di successo, puoi cioè riutilizzare i formati o i messaggi dei quali hai già testato l’efficacia, adattandoli alle nuove esigenze o ai nuovi periodi promozionali.

Vuoi sfruttare al meglio le potenzialità delle Facebook Ads, ma hai ancora qualche dubbio e non sai da dove iniziare? Contattaci ora: insieme possiamo creare una strategia vincente su misura per la tua attività.

Laura Caracciolo, Social Media Manager

Anno nuovo, pubblicità nuova come dare una svolta al proprio business grazie ai Social Media

Anno nuovo, pubblicità nuova: come dare una svolta al proprio business grazie ai Social Media

Forse non te ne sei ancora reso conto, ma i tuoi potenziali clienti sono sui Social Media e ogni giorno interagiscono con brand e professionisti già presenti su queste piattaforme.

La maggior parte dei consumatori utilizza abitualmente i social per orientarsi prima di acquistare un prodotto o servizio: se non utilizzi questi strumenti, o se li utilizzi in maniera sommaria, puoi perdere terreno rispetto ai tuoi competitor.

Inoltre, devi anche ricordare che i social mettono a disposizione tutta una serie di tool interni, grazie ai quali puoi reperire informazioni utilissime relative al tuo pubblico di riferimento.

Come iniziare al meglio il nuovo anno, dunque, se non con una strategia di Social Media Marketing efficace, che dia una svolta alla tua attività? In questa breve guida scoprirai come utilizzare queste piattaforme per accrescere il tuo business.

Pubblicità sui Social Media come strumento per accrescere il proprio business

Se il tuo obiettivo è quello di trovare nuovi clienti per aumentare il fatturato, non puoi tralasciare i tuoi profili sui Social Media. Queste piattaforme rappresentano una componente essenziale del marketing aziendale.

Oggigiorno sono tantissime le PMI, ma anche i professionisti, che utilizzano questi canali per aumentare la cosiddetta brand awareness e per ottenere visibilità.

Queste piattaforme, nate con la finalità di intrattenere, sono infatti un prezioso strumento per farsi conoscere da altri potenziali clienti.

La pubblicità sui social può aiutarti a farti percepire come autentico: si tratta infatti di un terreno virtuale dove condividere recensioni e testimonianze reali.

E sai benissimo che, al pari del passaparola, le testimonianze di clienti che ti conoscono sono preziose. I consumatori, infatti, più che di una pubblicità sponsorizzata e creata dal brand, si fidano di recensioni di altre persone reali.

I social, in questo senso, sono un mezzo per far sì che si sviluppi un senso di fiducia nei confronti dei tuoi prodotti o dei tuoi servizi. Le testimonianze di chi ti conosce incoraggeranno infatti i tuoi potenziali clienti che non hanno ancora concluso l’acquisto a fare affari con te.

Un valido aiuto per la fidelizzazione

Un errore spesso commesso dai brand e professionisti che utilizzano i Social Media nel tentativo di potenziare il proprio business è sfruttare queste piattaforme solamente per acquisire nuovi clienti.

Ricorda, però, che queste piattaforme sono fondamentali per la tua attività perché ti permettono anche di fidelizzare i clienti che hai già acquisito.

Dovrai dunque utilizzarli non solo per creare contenuti in grado di attrarre nuovi clienti, ma anche per restare in contatto con chi è già fedele al tuo marchio.

I social non sono fatti solo di annunci e post a pagamento. Puoi utilizzare i tuoi post e le app di messaggistica collegate ai social per comunicare in tempo reale coi clienti.

Social Media, non solo pubblicità: una fonte di dati preziosi

Ma uno degli aspetti che ti aiuterà a fare la differenza e a dare una svolta al tuo business riguarda i dati. I Social Media, infatti, sono una fonte preziosissima di informazioni sul tuo pubblico di riferimento.

Giusto per fare un esempio, i dati che puoi estrapolare dai tool pubblicitari messi a disposizione da Meta sono tantissimi. In pochi clic, puoi scoprire esattamente chi interagisce maggiormente con i tuoi contenuti: la località da cui si connettono, la lingua, persino l’età e il livello di istruzione.

Tutte queste informazioni ti permetteranno di delineare con precisione la tua buyer persona, ossia il tuo cliente ideale.

Utilizzando tutti questi dati, sarai in grado di migliorare tutte le tue campagne. Non solo quelle di marketing sui Social Media, ma anche quelle che avvierai su altri canali.

Vuoi sfruttare i Social Media per potenziare il tuo business ma non sai da che parte iniziare? Contattaci ora, implementeremo insieme la strategia più giusta per la tua attività.

Laura Caracciolo, Social Media Manager

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